<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>soldato Archivi - ilReventino.it</title>
	<atom:link href="https://www.ilreventino.it/tag/soldato/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.ilreventino.it/tag/soldato/</link>
	<description>vi raccontiamo la Calabria centrale</description>
	<lastBuildDate>Sun, 14 Dec 2025 11:55:27 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	

<image>
	<url>https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/06/cropped-ilReventino.it-logo-R-512x512-1-32x32.jpg</url>
	<title>soldato Archivi - ilReventino.it</title>
	<link>https://www.ilreventino.it/tag/soldato/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>La memoria di un giovane soldato dimenticato, tra storia e ricerca della professoressa Rosa Maria Mastroianni</title>
		<link>https://www.ilreventino.it/la-memoria-di-un-giovane-soldato-dimenticato-tra-storia-e-ricerca-della-professoressa-rosa-maria-mastroianni/</link>
					<comments>https://www.ilreventino.it/la-memoria-di-un-giovane-soldato-dimenticato-tra-storia-e-ricerca-della-professoressa-rosa-maria-mastroianni/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ernesto Mastroianni]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Dec 2025 11:55:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[COMUNI]]></category>
		<category><![CDATA[Motta Santa Lucia]]></category>
		<category><![CDATA[PERSONAGGI]]></category>
		<category><![CDATA[73° Reggimento]]></category>
		<category><![CDATA[7ª compagnia]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Mastroianni]]></category>
		<category><![CDATA[Bela Krajina]]></category>
		<category><![CDATA[Carniola Bianca]]></category>
		<category><![CDATA[Casale d’Aquino]]></category>
		<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[dimenticato]]></category>
		<category><![CDATA[Ernesto Mastroianni]]></category>
		<category><![CDATA[fante]]></category>
		<category><![CDATA[fronte balcanico]]></category>
		<category><![CDATA[giovane]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Memoria]]></category>
		<category><![CDATA[Pasqualina Villella]]></category>
		<category><![CDATA[Primogenito]]></category>
		<category><![CDATA[professoressa]]></category>
		<category><![CDATA[Regione]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[Rosa Maria Mastroianni]]></category>
		<category><![CDATA[Seconda Guerra Mondiale]]></category>
		<category><![CDATA[Slovenia]]></category>
		<category><![CDATA[soldato]]></category>
		<category><![CDATA[soldato scelto]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
		<category><![CDATA[territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Vinica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ilreventino.it/?p=122180</guid>

					<description><![CDATA[<p>Questo lavoro si colloca nel solco di quelle ricerche che, muovendo da un nucleo privato, si aprono progressivamente a una dimensione storica più ampia, interrogando il rapporto tra memoria individuale, responsabilità familiare e ricostruzione documentaria. Alla sua origine vi è l’impegno della professoressa Rosa Maria Mastroianni, docente di lettere nella scuola secondaria di secondo grado, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilreventino.it/la-memoria-di-un-giovane-soldato-dimenticato-tra-storia-e-ricerca-della-professoressa-rosa-maria-mastroianni/">La memoria di un giovane soldato dimenticato, tra storia e ricerca della professoressa Rosa Maria Mastroianni</a> proviene da <a href="https://www.ilreventino.it">ilReventino.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo lavoro si colloca nel solco di quelle ricerche che, muovendo da un nucleo privato, si aprono progressivamente a una dimensione storica più ampia, interrogando il rapporto tra memoria individuale, responsabilità familiare e ricostruzione documentaria. Alla sua origine vi è l’impegno della professoressa Rosa Maria Mastroianni, docente di lettere nella scuola secondaria di secondo grado, che ha intrapreso un’indagine storica animata da un duplice intento: da un lato, il rispetto del metodo e della verifica delle fonti; dall’altro, la volontà di dare ascolto a una memoria familiare rimasta a lungo sospesa tra silenzio e incertezza.</p>
<p>Il lavoro si configura dunque come una ricerca storica di matrice familiare, condotta con rigore scientifico e senso critico, nella quale l’esperienza personale non prevale sull’analisi, ma ne costituisce il primo, necessario impulso. In questa prospettiva, la vicenda oggetto dell’indagine non viene assunta come dato compiuto o già definito, bensì come problema storico da esplorare, ricostruire e comprendere attraverso un paziente confronto con le fonti, gli archivi e la documentazione ufficiale.</p>
<p>Vi sono esistenze che la Storia, nel suo inesorabile procedere, ha relegato ai margini della memoria collettiva, pur avendole attraversate con la medesima violenza e tragicità riservata ai nomi più celebrati. La vicenda del soldato scelto Ernesto Mastroianni appartiene a questa schiera silenziosa di vite spezzate, consumate nella quotidianità anonima della guerra e a lungo avvolte da una nebbia di notizie incerte, di silenzi istituzionali e di dolore privato.</p>
<figure id="attachment_122181" aria-describedby="caption-attachment-122181" style="width: 249px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/12/1000306583.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-122181" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/12/1000306583-249x350.jpg" alt="" width="249" height="350" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/12/1000306583-249x350.jpg 249w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/12/1000306583-728x1024.jpg 728w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/12/1000306583-360x504.jpg 360w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/12/1000306583-750x1055.jpg 750w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/12/1000306583.jpg 862w" sizes="(max-width: 249px) 100vw, 249px" /></a><figcaption id="caption-attachment-122181" class="wp-caption-text"><em>Il soldato Ernesto Mastroianni morto sul fronte balcanico</em></figcaption></figure>
<p>Ernesto Mastroianni nacque il 9 gennaio 1920 nel piccolo villaggio rurale del Casale d’Aquino, nel territorio di Motta Santa Lucia, in provincia di Catanzaro. Primogenito di Antonio Mastroianni e Pasqualina Villella, crebbe in una Calabria aspra e poverissima, dove la sopravvivenza era affidata più alla tenacia che alle opportunità. L’infanzia e l’adolescenza furono segnate da privazioni profonde; tuttavia, la vita contadina offriva ancora gli strumenti minimi per contrastare la fame: un orto da coltivare, la legna da raccogliere, i frutti spontanei dei boschi – ghiande e castagne – e l’allevamento di pochi animali, ultimo baluardo contro la miseria.</p>
<p>La sua istruzione formale si arrestò alla terza classe elementare, probabilmente frequentata in una scuola improvvisata presso l’abitazione di uno zio. Eppure, in quella semplicità ruvida e senza ornamenti, Ernesto coltivava sogni e speranze comuni a tanti giovani del suo tempo: il lavoro, la famiglia, una vita sottratta alla precarietà. Il 26 aprile 1941 sposò Francesca Perrone, suggellando un progetto di futuro che la guerra avrebbe brutalmente interrotto.</p>
<p>Il 18 gennaio 1942, chiamato alle armi, Ernesto fu costretto ad abbandonare la sua terra e i suoi affetti. Vestì l’uniforme grigioverde del 73° Reggimento Fanteria “Lombardia” e fu inviato al Deposito di Trieste. Il destino volle che appena un mese dopo la sua partenza, il 27 febbraio 1942, la giovane moglie Francesca desse alla luce il loro unico figlio, Francesco, che Ernesto poté conoscere soltanto durante un breve congedo di convalescenza nel luglio del 1942, trascorrendo venti giorni colmi di un’intensità struggente. Il 5 agosto fece ritorno al reparto e il 15 ottobre 1942 ottenne il grado di soldato scelto.</p>
<p>Il 21 febbraio 1943 il 73° Reggimento fu destinato al fronte balcanico. La 7ª compagnia venne dislocata in Slovenia, nella regione della Bela Krajina (Carniola Bianca), nei pressi di Vinica, allora parte della provincia di Lubiana annessa all’Italia fascista. Qui, lontano dai clamori delle grandi battaglie, si consumò il suo tragico destino.</p>
<p>Il 17 luglio 1943, Ernesto Mastroianni perse la vita non in un atto di eroismo bellico, ma nella monotona e crudele routine militare. Il verbale di constatazione di morte, redatto l’8 agosto 1943 e sottoscritto da un ufficiale medico e dal cappellano militare, riferisce che il soldato scelto, inviato al punto strategico di quota 190 per richiamare una vedetta incaricata del cambio di guardia, venne colpito accidentalmente da un colpo di fucile esploso da un altro fante, identificato soltanto dalle iniziali “c.a.”, mentre questi stava inserendo la sicura dell’arma. Il proiettile lo colpì al torace, uccidendolo all’istante. Ernesto aveva appena ventitré anni.</p>
<p>La guerra terminò, ma Ernesto non fece mai ritorno a Motta Santa Lucia. Alla famiglia giunsero soltanto notizie frammentarie, confuse, dolorosamente vaghe. Il telegramma ufficiale, recapitato al Comune il 4 agosto 1944, recava una formula tanto solenne quanto inesatta: «Caduto in combattimento – Fronte Orientale». Un’espressione che, oltre a certificare la morte, oscurava la verità dei fatti e prolungava l’angoscia dell’attesa.</p>
<p>I genitori, straziati dal lutto, si presero cura del piccolo Francesco, cresciuto senza aver mai conosciuto il volto del padre, affidandosi a un ricordo trasmesso per via indiretta, fatto di racconti, silenzi e fotografie ingiallite.</p>
<p>A distanza di ottant’anni, la verità è riemersa grazie alla tenacia e al rigore della professoressa Rosa Maria Mastroianni, pronipote del caduto, figlia di Ernesto Mastroianni — primogenito del fratello Carmelo — che porta il suo nome come atto di memoria e di risarcimento simbolico. Docente di lettere nella scuola secondaria di secondo grado, animata da una profonda passione storica e da un senso etico della ricerca, Rosa Maria Mastroianni ha intrapreso una complessa e paziente indagine archivistica per ricostruire l’intero percorso umano e militare del soldato.</p>
<p>La ricostruzione ha richiesto l’incrocio di fonti eterogenee e di documentazione dispersa: il Comune di Motta Santa Lucia, per le prime attestazioni ufficiali; il Distretto Militare di Catanzaro, per risalire alla chiamata alle armi, all’assegnazione al 73° Reggimento e alla matricola (n. 15839); il Ministero della Difesa – Ufficio per la tutela della cultura e della memoria della Difesa, custode dei registri di guerra e dei verbali ufficiali; infine, gli Uffici comunali e cimiteriali di Vinica, determinanti per individuare il luogo della caduta e le prime sepolture provvisorie.</p>
<p>Le ricerche hanno condotto a un esito di altissimo valore storico e umano: le spoglie di Ernesto Mastroianni, inizialmente sepolte nel cimitero militare italiano in Slovenia, sono state successivamente traslate nel Sacrario Militare “Oltremare” di Bari, nella sezione dedicata alla Jugoslavia, luogo che raccoglie oltre 70.000 caduti italiani provenienti da ogni fronte del mondo.</p>
<p>Con il ritrovamento della verità storica, si è finalmente conclusa la lunga e dolorosa attesa della famiglia Mastroianni. Alla memoria privata si è restituita una dimensione pubblica; all’oblio, un nome; al silenzio, una voce. La figura di Ernesto Mastroianni, soldato morto con onore nella discrezione tragica della storia minore, sopravvive oggi non solo nel cuore dei suoi discendenti, ma anche grazie all’opera rigorosa e meritoria della professoressa Rosa Maria Mastroianni, il cui lavoro di ricerca si configura come un autentico atto di giustizia morale, storica e civile nei confronti di un giovane che la guerra aveva condannato a essere dimenticato.</p>
<p><em>di Ernesto Mastroianni</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilreventino.it/la-memoria-di-un-giovane-soldato-dimenticato-tra-storia-e-ricerca-della-professoressa-rosa-maria-mastroianni/">La memoria di un giovane soldato dimenticato, tra storia e ricerca della professoressa Rosa Maria Mastroianni</a> proviene da <a href="https://www.ilreventino.it">ilReventino.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ilreventino.it/la-memoria-di-un-giovane-soldato-dimenticato-tra-storia-e-ricerca-della-professoressa-rosa-maria-mastroianni/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le speranze (in versi) di Salvatore Caroleo di Gagliano, un reduce della II Guerra Mondiale</title>
		<link>https://www.ilreventino.it/le-speranze-in-versi-di-salvatore-caroleo-di-gagliano-un-reduce-della-ii-guerra-mondiale/</link>
					<comments>https://www.ilreventino.it/le-speranze-in-versi-di-salvatore-caroleo-di-gagliano-un-reduce-della-ii-guerra-mondiale/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jan 2025 16:15:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[PERSONAGGI]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[esercito]]></category>
		<category><![CDATA[Gagliano]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[mondiale]]></category>
		<category><![CDATA[Poesia]]></category>
		<category><![CDATA[soldato]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ilreventino.it/?p=107046</guid>

					<description><![CDATA[<p>Catanzaro &#8211; Da non confondere con gli omonimi e concittadini, nonché Maestri compositori Salvatore Caroleo senior (1880-1958) e Salvatore Caroleo junior (1916-1989), Salvatore Caroleo è stato un reduce della II Guerra Mondiale. La sua particolarità è stata quella di esprimere i suoi timori e le sue speranze in una breve poesia, ritrovata di recente e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilreventino.it/le-speranze-in-versi-di-salvatore-caroleo-di-gagliano-un-reduce-della-ii-guerra-mondiale/">Le speranze (in versi) di Salvatore Caroleo di Gagliano, un reduce della II Guerra Mondiale</a> proviene da <a href="https://www.ilreventino.it">ilReventino.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Catanzaro &#8211; Da non confondere con gli omonimi e concittadini, nonché Maestri compositori Salvatore Caroleo senior (1880-1958) e Salvatore Caroleo junior (1916-1989), <strong>Salvatore Caroleo è stato un reduce della II Guerra Mondiale</strong>. La sua particolarità è stata quella di esprimere i suoi <strong>timori e le sue speranze in una breve poesia, ritrovata di recente e pubblicata dal figlio Antonio</strong>. Sono esigue le informazioni relative alla vita di quel giovane coraggioso figlio di <strong>Calabria</strong>, coraggioso che, in verde età, ha dato prova di sé manifestandosi per come sapeva e poteva fare.</p>
<figure id="attachment_107047" aria-describedby="caption-attachment-107047" style="width: 451px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="wp-image-107047" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/01/Salvatore-Caroleo-reduce-della-II-Guerra-Mondiale-foto.jpg" alt="" width="451" height="165" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/01/Salvatore-Caroleo-reduce-della-II-Guerra-Mondiale-foto.jpg 451w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/01/Salvatore-Caroleo-reduce-della-II-Guerra-Mondiale-foto-350x128.jpg 350w" sizes="(max-width: 451px) 100vw, 451px" /><figcaption id="caption-attachment-107047" class="wp-caption-text">Salvatore Caroleo di Gagliano un reduce della II Guerra Mondiale</figcaption></figure>
<p><strong>Come tanti altri suoi coetanei Salvatore Caroleo</strong> (di cui non si ha certezza della data di nascita), nel ’43 si immolava per la Patria, ormai in decadimento, che aveva smarrito anche il senso della sua stessa entità. Salvatore è un altro figlio di <strong>Gagliano</strong>, luogo fisico che rimanda alla sua storia, millenaria, capace di restituire all’intera comunità dinamiche e fenomeni significativi ed indelebili.</p>
<figure id="attachment_107048" aria-describedby="caption-attachment-107048" style="width: 164px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="wp-image-107048 size-full" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/01/Salvatore-Caroleo-reduce-della-II-Guerra-Mondiale-foto-2.jpg" alt="" width="164" height="283" /><figcaption id="caption-attachment-107048" class="wp-caption-text">Salvatore Caroleo di Gagliano.</figcaption></figure>
<p>Poco si narra degli eroi, ancorché inconsapevoli, del funesto secondo conflitto mondiale, messi in ombra dalle celebrazioni dei Caduti della Grande Guerra, per la quale in ogni borgo d’Italia è stato costruito un monumento. Ebbene, anche a <strong>Gagliano</strong>, per come è noto, ve ne è uno. E’ lì, nel cuore del borgo, ubicato nella Piazza, a crocevia tra il Gonìo ed il Timpone.<br />
La lapide indica i caduti di Gagliano della I Guerra Mondiale, riportando il nome di un altro Caroleo, al secolo Michele. Ebbene, la memoria legge i connotati del tempo che si sussegue in vicende, fatti e vite di Uomini, tutti individui che hanno vissuto tra i tanti che si sono avvicendati.<br />
Gagliano ha una sua identità, rappresentandosi nella vitalità dei vissuti ordinari, ma anche di Uomini eccellenti che hanno lasciato un solco indelebile nelle storie di tutti e di ciascuno.</p>
<p><strong>Nel nostro tempo</strong>, stravolto dalle forzate velocità generate da processi di globalizzazione repentina ed artificiosa, forse, la Riflessione avrebbe modo di assumere valenza di utile terapia sociale, partendo proprio dalla narrazione delle storie dei luoghi, immaginando anche la costruzione di un archivio/museo che rendesse omaggio ai tanti eroi, anonimi e silenti che Gagliano ha immolato per il Bene Comune e dei quali, oggi, poco o niente si racconta.<br />
Plauso, quindi, all’iniziativa di Antonio Caroleo, figlio del compianto Salvatore, giovane e valente eroe della II Guerra Mondiale,che ha saputo raccontare in versi il dramma di suo padre, uomo e soldato in erba, di quel tempo crudele. Di seguito, i versi di Salvatore Caroleo:</p>
<blockquote>
<h5>Nel tragico anno 1943, ognuno era senza una meta in balia del destino.<br />
Anch’io cerco la via, quella che porta a casa mia, per poter riabbracciare babbo e mamma mia.<br />
Dopo circa un mese di lungo andare, a piedi scalzi e senza mai stancare<br />
Sorretto da quell’odore che solo l’amore di mamma può donare.<br />
Qui, nella tristezza di questi giorni bui, tra fuochi, bombe e sibilanti spari, nei silenzi della notte tetra e scura, di colle in colle vo’vagando, solo con l’imago tua vo delirando.<br />
Mamma da te son tornato, tra le braccia tue mi son buttato, non è un sogno, non è un’utopia, è finalmente il dolce abbraccio di mamma mia.<br />
Fortemente pregherò il Signore perché mi conceda a lungo questo tuo amore.<br />
Egli per mamma ci ha dato la Madonna, mamma celeste, ma qui su questa terra, Tu rappresenti Lei.<br />
Tu mi donasti al mondo con tanto amore, portandomi su, su come un fiore, guerra crudele mi strappo a te, lasciandoti da sola, senza capire perché.</h5>
</blockquote>
<p><img decoding="async" class="size-full wp-image-107050 aligncenter" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/01/Salvatore-Caroleo-reduce-della-II-Guerra-Mondiale-foto-4.jpg" alt="" width="572" height="376" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/01/Salvatore-Caroleo-reduce-della-II-Guerra-Mondiale-foto-4.jpg 572w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/01/Salvatore-Caroleo-reduce-della-II-Guerra-Mondiale-foto-4-350x230.jpg 350w" sizes="(max-width: 572px) 100vw, 572px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilreventino.it/le-speranze-in-versi-di-salvatore-caroleo-di-gagliano-un-reduce-della-ii-guerra-mondiale/">Le speranze (in versi) di Salvatore Caroleo di Gagliano, un reduce della II Guerra Mondiale</a> proviene da <a href="https://www.ilreventino.it">ilReventino.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ilreventino.it/le-speranze-in-versi-di-salvatore-caroleo-di-gagliano-un-reduce-della-ii-guerra-mondiale/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8220;Morire per la NATO?&#8221; a Lamezia si presenta il libro del tenente colonnello Fabio Filomeni</title>
		<link>https://www.ilreventino.it/morire-per-la-nato-a-lamezia-si-presenta-il-libro-del-tenente-colonnello-fabio-filomeni/</link>
					<comments>https://www.ilreventino.it/morire-per-la-nato-a-lamezia-si-presenta-il-libro-del-tenente-colonnello-fabio-filomeni/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Jan 2023 20:40:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FATTI]]></category>
		<category><![CDATA[Lamezia Terme]]></category>
		<category><![CDATA["Morire per la NATO?”]]></category>
		<category><![CDATA[Bruno Spatara]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cantiere Laboratorio]]></category>
		<category><![CDATA[Colonnello]]></category>
		<category><![CDATA[esercito]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Filomeni]]></category>
		<category><![CDATA[Gioventù Controcorrente]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
		<category><![CDATA[militare]]></category>
		<category><![CDATA[NATO]]></category>
		<category><![CDATA[soldato]]></category>
		<category><![CDATA[tenente]]></category>
		<category><![CDATA[Vittorio Gigliotti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ilreventino.it/?p=88558</guid>

					<description><![CDATA[<p>"Morire per la NATO?" a Lamezia si presenta il libro del tenente colonnello Fabio Filomeni. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilreventino.it/morire-per-la-nato-a-lamezia-si-presenta-il-libro-del-tenente-colonnello-fabio-filomeni/">&#8220;Morire per la NATO?&#8221; a Lamezia si presenta il libro del tenente colonnello Fabio Filomeni</a> proviene da <a href="https://www.ilreventino.it">ilReventino.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lamezia Terme &#8211; Il tenente colonnello Fabio Filomeni (ris.) a Lamezia Terme per la prima presentazione assoluta del suo libro <em><strong>&#8220;Morire per la NATO?”</strong></em><br />
Si tratta di un evento pubblico di carattere culturale, organizzato da <em>Cantiere Laboratorio</em> e dalla struttura organizzativa giovanile, <em>Gioventù </em><em>Controcorrente</em>, è in programma per la giornata di sabato 14 gennaio 2023 con inizio alle ore 17,30 presso il  Centro Congressi &#8220;Prunia&#8221; a Lamezia Terme.</p>
<p><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/01/Fabio-Filomeni-foto.jpg"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-88562" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/01/Fabio-Filomeni-foto-235x300.jpg" alt="" width="135" height="172" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/01/Fabio-Filomeni-foto-235x300.jpg 235w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/01/Fabio-Filomeni-foto.jpg 462w" sizes="(max-width: 135px) 100vw, 135px" /></a>Nell&#8217;annunciare la sua presenza in <strong>Calabria</strong>, sul suo profilo social il &#8220;soldato&#8221; Filomeni scrive un breve messaggio che, in parte, di seguito riportiamo. <em>«Non pretendo di raccontare verità assolute perché fortunatamente non ne ho e poi sono già troppi quelli che dicono di averle.<br />
Come dicevano i latini, mi limiterò a &#8220;conscire&#8221; cioè essere consapevole, conoscere la realtà oggettiva sulla quale interviene la consapevolezza che le dà senso e significato.<br />
Sarà un pomeriggio di libertà di pensiero e di espressione».</em></p>
<p>Alla presentazione di <strong><em>Bruno Spatara</em></strong> e all&#8217;intervento di <strong><em>Vittorio Gigliotti</em></strong>, entrambi delle associazioni organizzatrici, seguirà la presentazione del libro da parte dell&#8217;autore. E&#8217; quanto riporta una nota pervenuta in redazione diffusa dall&#8217;associazione Cantiere Laboratorio.</p>
<p>Il tenente colonnello <strong>Fabio Filomeni</strong>, ora in pensione, incursore paracadutista nel 9° Reggimento d&#8217;Assalto <em>&#8220;Col Moschin&#8221;</em>, reparto operativo delle Forze Speciali dell’Esercito, ha svolto da militare la propria attività per ben 35 anni. Dalla sua esperienza nelle numerose missioni in <strong>Africa</strong>, nei <strong>Balcani</strong> ed in <strong>Medio Oriente</strong>, nasce il libro che è una analisi, lucida, lineare, obiettiva, di decenni di storia e di una realtà vissuta sul campo con il discutibile &#8220;modus operandi&#8221; aggressivo della NATO, soprattutto dopo il Crollo del Muro di Berlino e dell&#8217;implosione dell&#8217;impero social-comunista. L&#8217;autore, attraverso una sintesi tra esperienze personali e approfondimenti di geopolitica, non disdegna il suo giudizio, inoltre, sull&#8217;attuale corso degli eventi in <strong>Ucraina</strong> che rischiano di degenerare in una terza guerra mondiale.</p>
<p>&#8220;<em>Un libro che farà </em><em>rumore</em> &#8211; dice <em>Vittorio Gigliotti</em>, presidente di Cantiere Laboratorio &#8211; <em>per cui leggerlo è un dovere morale per comprendere la verità </em><em>su importanti</em><em> pagine di storia che ci sono state raccontate in modo vergognosamente falso o distorto.</em></p>
<p><em><strong>&#8220;Morire per la NATO?”</strong> è un libro che pesa come un macigno sulle lobby dell&#8217;informazione che hanno sempre costruito nemici e verità di comodo al servizio di chi pensa di &#8220;esportare la democrazia&#8221; a suon di bombe e che, con la complicità di una classe politica imbelle, ci ha sempre trattato come &#8220;servi&#8221; per i suoi sporchi giochi”.</em></p>
<p><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/01/Presentazione-libro-Morire-per-la-NATO-del-tenente-colonnello-Fabio-Filomeni.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-88561 size-full" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/01/Presentazione-libro-Morire-per-la-NATO-del-tenente-colonnello-Fabio-Filomeni.jpg" alt="" width="716" height="1024" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/01/Presentazione-libro-Morire-per-la-NATO-del-tenente-colonnello-Fabio-Filomeni.jpg 716w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/01/Presentazione-libro-Morire-per-la-NATO-del-tenente-colonnello-Fabio-Filomeni-210x300.jpg 210w" sizes="(max-width: 716px) 100vw, 716px" /></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilreventino.it/morire-per-la-nato-a-lamezia-si-presenta-il-libro-del-tenente-colonnello-fabio-filomeni/">&#8220;Morire per la NATO?&#8221; a Lamezia si presenta il libro del tenente colonnello Fabio Filomeni</a> proviene da <a href="https://www.ilreventino.it">ilReventino.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ilreventino.it/morire-per-la-nato-a-lamezia-si-presenta-il-libro-del-tenente-colonnello-fabio-filomeni/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I megaliti di Campana in Sila: l&#8217;elefante e il soldato, meraviglie rocciose da scoprire</title>
		<link>https://www.ilreventino.it/i-megaliti-di-campana-in-sila-lelefante-e-il-soldato-meraviglie-rocciose-da-scoprire/</link>
					<comments>https://www.ilreventino.it/i-megaliti-di-campana-in-sila-lelefante-e-il-soldato-meraviglie-rocciose-da-scoprire/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Emilio Chiodo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 May 2018 11:54:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[LUOGHI]]></category>
		<category><![CDATA[altopiano silano]]></category>
		<category><![CDATA[architetto Domenico Canino]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Camigliatello Silano]]></category>
		<category><![CDATA[Campana]]></category>
		<category><![CDATA[Centro Visite Cupone]]></category>
		<category><![CDATA[comune di Campana]]></category>
		<category><![CDATA[elefante]]></category>
		<category><![CDATA[elefante di Campana]]></category>
		<category><![CDATA[elefante di pietra]]></category>
		<category><![CDATA[Elephas Antinquus]]></category>
		<category><![CDATA[Foresta della Fossiata]]></category>
		<category><![CDATA[formazioni rocciose]]></category>
		<category><![CDATA[grandi formazioni rocciose]]></category>
		<category><![CDATA[ilReventino.it]]></category>
		<category><![CDATA[lago Cecita]]></category>
		<category><![CDATA[località Incavallicata]]></category>
		<category><![CDATA[megaliti]]></category>
		<category><![CDATA[preistoriche]]></category>
		<category><![CDATA[provincia di cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[sculture]]></category>
		<category><![CDATA[sculture rocciose]]></category>
		<category><![CDATA[Sila]]></category>
		<category><![CDATA[soldato]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://ilreventino.com/?p=29496</guid>

					<description><![CDATA[<p>Dopo vari tentativi andati a vuoto, per i motivi più disparati, si è concretizzata la possibilità di effettuare una visita a due grandi formazioni rocciose presenti in località Incavallicata del Comune silano di Campana, in provincia di Cosenza. Si tratta di due grandi megaliti il primo dei quali raffigura un &#8220;Elefante&#8221; e il secondo un [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilreventino.it/i-megaliti-di-campana-in-sila-lelefante-e-il-soldato-meraviglie-rocciose-da-scoprire/">I megaliti di Campana in Sila: l&#8217;elefante e il soldato, meraviglie rocciose da scoprire</a> proviene da <a href="https://www.ilreventino.it">ilReventino.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo vari tentativi andati a vuoto, per i motivi più disparati, si è concretizzata la possibilità di effettuare una visita a <strong>due grandi formazioni rocciose</strong> presenti in località <strong>Incavallicata</strong> del <strong>Comune silano di Campana,</strong> in provincia di Cosenza.</p>
<figure id="attachment_29510" aria-describedby="caption-attachment-29510" style="width: 170px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2018/05/magaliti-comune-di-campana-14.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-29510" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2018/05/magaliti-comune-di-campana-14-300x225.jpg" alt="" width="170" height="127" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2018/05/magaliti-comune-di-campana-14-300x225.jpg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2018/05/magaliti-comune-di-campana-14-1024x768.jpg 1024w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2018/05/magaliti-comune-di-campana-14-600x450.jpg 600w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2018/05/magaliti-comune-di-campana-14.jpg 1050w" sizes="(max-width: 170px) 100vw, 170px" /></a><figcaption id="caption-attachment-29510" class="wp-caption-text">.</figcaption></figure>
<p>Si tratta di <strong>due grandi megaliti</strong> il primo dei quali raffigura un <strong>&#8220;Elefante&#8221;</strong> e il secondo un <strong>&#8220;Soldato&#8221;</strong> di dimensioni enormi, di cui resta però solo la parte inferiore del corpo. Al di sotto di questi due grandi monoliti <strong>sono scavate delle grotte,</strong> di misura diversa, che potrebbero far pensare ad una frequentazione preistorica di questa località. Ma a tal riguardo mancano conferme, né mai sono stati effettuati studi approfonditi o svolte ricerche per raccogliere riscontri materiali utili per una datazione.</p>
<p><a href="http://ilreventino.com/wp-content/uploads/2018/05/magaliti-comune-di-campana-15.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-29511 size-full aligncenter" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2018/05/magaliti-comune-di-campana-15-e1526297907653.jpg" alt="" width="1047" height="685" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2018/05/magaliti-comune-di-campana-15-e1526297907653.jpg 1047w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2018/05/magaliti-comune-di-campana-15-e1526297907653-300x196.jpg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2018/05/magaliti-comune-di-campana-15-e1526297907653-1024x670.jpg 1024w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2018/05/magaliti-comune-di-campana-15-e1526297907653-600x393.jpg 600w" sizes="(max-width: 1047px) 100vw, 1047px" /></a>La meraviglia è grande già arrivando dalla tortuosa, ma sostanzialmente in buone condizioni, strada che alla località conduce da<strong> Camigliatello Silano</strong> costeggiando prima il <strong>Lago Cecita</strong> e poi svoltando a destra in direzione di diversi comuni tra cui<strong> Campana</strong> ad un paio di chilometri dopo esser transitati davanti a <strong>Centro Visite Cupone</strong> dell’ex Corpo Forestale dello Stato.</p>
<p>La strada passa attraverso boschi costituiti da alberi maestosi e stupefacenti: è la stessa che conduce alla <strong><em>Foresta della Fossiata</em></strong>, uno dei boschi più affascinanti dell’intero altopiano silano.</p>
<figure id="attachment_29509" aria-describedby="caption-attachment-29509" style="width: 170px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://ilreventino.com/wp-content/uploads/2018/05/magaliti-comune-di-campana-12.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-29509" src="//ilreventino.com/wp-content/uploads/2018/05/magaliti-comune-di-campana-12.jpg" alt="" width="170" height="303" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2018/05/magaliti-comune-di-campana-12.jpg 982w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2018/05/magaliti-comune-di-campana-12-169x300.jpg 169w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2018/05/magaliti-comune-di-campana-12-575x1024.jpg 575w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2018/05/magaliti-comune-di-campana-12-600x1068.jpg 600w" sizes="(max-width: 170px) 100vw, 170px" /></a><figcaption id="caption-attachment-29509" class="wp-caption-text">.</figcaption></figure>
<p>Ma a stupire gli occhi è la maestosità di questa roccia, che, comunque la si pensi, si presenta con l’aspetto di una enorme statua scolpita raffigurante il più grande mammifero terrestre, <strong>un elefante.</strong></p>
<p>Il primo ad interessarsi di questo megalite, negli ultimi due decenni, di entrambi a dire il vero, e con costante interesse, è stato, ed è ancora, l’<strong>architetto Domenico Canino</strong> a cui sono grato per la totalità delle informazione su queste due <em>“formazioni”</em> rocciose.</p>
<p>Egli è convinto fortemente che le due <em><strong>“sculture”</strong> </em><b>siano entrambe dovute all&#8217;opera di uomini preistorici</b>, ad una specie di artigiani-artisti che non fecero altro che rappresentare, quasi per ringraziamento, un Elefante sicuramente presente, è sempre Canino che lo sostiene, in <strong>Sila</strong> e a sostegno di ciò egli cita i recenti ritrovamenti, settembre-novembre 2017, di vari resti fossili di un <strong><em>Elephas Antinquus</em> </strong>sulle rive del <strong>Lago Cecita</strong> apparse alla vista di visitatori casuali per il ritiro delle acque durante la scorsa estate.</p>
<p>E, a maggior rafforzamento della sua teoria,  egli ricorda che l’esemplare rinvenuto lungo il <strong>Cecita</strong> è proprio del tipo raffigurato a <strong>Campana</strong>: a conforto di ciò egli ricorda le misure dell’elefante di pietra e dei resti messi al sicuro durante gli scavi e ora sottoposti a nuove indagini scientifiche più approfondite e a studi appropriati presso l’Università del Molise.</p>
<figure id="attachment_29508" aria-describedby="caption-attachment-29508" style="width: 170px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://ilreventino.com/wp-content/uploads/2018/05/magaliti-comune-di-campana-11.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-29508" src="//ilreventino.com/wp-content/uploads/2018/05/magaliti-comune-di-campana-11.jpg" alt="" width="170" height="303" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2018/05/magaliti-comune-di-campana-11.jpg 818w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2018/05/magaliti-comune-di-campana-11-169x300.jpg 169w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2018/05/magaliti-comune-di-campana-11-575x1024.jpg 575w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2018/05/magaliti-comune-di-campana-11-600x1068.jpg 600w" sizes="(max-width: 170px) 100vw, 170px" /></a><figcaption id="caption-attachment-29508" class="wp-caption-text">.</figcaption></figure>
<p>Le misure dell’<strong>elefante di Campana</strong>, alto m 5,80, coinciderebbero con quelle ipotizzate dai primi esami dei fossili provenienti dal <strong>Cecita</strong>: alto al garrese circa 4 metri e con le zanne lunghe circa tre metri. <em><strong>&#8220;Quasi il gemello dell’elefante di Campana&#8221;</strong></em> ha affermato il Canino in una recente intervista. Tra l’altro la distanza tra le rive del <strong>Lago Cecita</strong> e la<strong> località Incavallicata</strong> è soltanto di pochi chilometri in linea d’aria. E noi dobbiamo immaginare l’<strong>altopiano silano</strong> non come appare oggi, una immensa foresta, bensì costituito da una diffusa savana con alberi di basso fusto e enormi praterie d’erba. L’habitat naturale per uomini preistorici dediti alla caccia e alla lotta per la sopravvivenza. In questo mondo gli stessi elefanti costituivano probabilmente una fonte di cibo ed è facile immaginare quanto fosse preziosa la loro presenza, oltre che per l’alimentazione insieme ad altre specie cacciabili, anche per l’uso che poteva farsi dell’avorio per realizzare utensili e gioielli nonché come merce di scambio.</p>
<p>Utilizzo le parole dell’architetto Canino per rendere <em><strong>“visibile”</strong></em>, agli occhi di chi legge e non è mai stato sul posto, la figura dell’elefante:</p>
<figure id="attachment_29500" aria-describedby="caption-attachment-29500" style="width: 840px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://ilreventino.com/wp-content/uploads/2018/05/magaliti-comune-di-campana-2.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-29500 size-full" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2018/05/magaliti-comune-di-campana-2.jpg" alt="" width="840" height="1120" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2018/05/magaliti-comune-di-campana-2.jpg 840w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2018/05/magaliti-comune-di-campana-2-225x300.jpg 225w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2018/05/magaliti-comune-di-campana-2-768x1024.jpg 768w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2018/05/magaliti-comune-di-campana-2-600x800.jpg 600w" sizes="(max-width: 840px) 100vw, 840px" /></a><figcaption id="caption-attachment-29500" class="wp-caption-text">.</figcaption></figure>
<p><b>&lt;&lt;&#8230;Le intemperie ed il tempo hanno cancellato molti particolari delle statue, rendendole meno riconoscibili ad occhi non esperti. Infatti c’è solo una zanna ed un solo occhio sul lato sinistro e dall&#8217;altra parte c’è una forte cavità… quindi i particolari non ci sono </b>(<em>sono andati perduti, aggiungo io</em>)<b>, ma davanti c’è una testa con due orecchie, sinistra e destra, una proboscide che è un gioiello di modellazione scultorea su pietra. Gli scultori da me </b><em>(è sempre Canino che parla)</em><b> consultati affermano che c’è stata sulla proboscide “incisione, modellazione, stondatura e levigatura della pietra”. Ma l’elemento più importante, che toglie ogni dubbio è che l’elefante ha tutte e quattro le zampe emicilindriche ben modellate e visibili, due sul lato destro, due su quello sinistro. La zampa posteriore sinistra è ritratta in flessione, cioè l’elefante è ritratto in movimento!!! E nessun vento scolpisce in simmetria&gt;&gt; .</b></p>
<figure id="attachment_29506" aria-describedby="caption-attachment-29506" style="width: 1050px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://ilreventino.com/wp-content/uploads/2018/05/magaliti-comune-di-campana-7.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-29506 size-full" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2018/05/magaliti-comune-di-campana-7.jpg" alt="" width="1050" height="788" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2018/05/magaliti-comune-di-campana-7.jpg 1050w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2018/05/magaliti-comune-di-campana-7-300x225.jpg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2018/05/magaliti-comune-di-campana-7-1024x768.jpg 1024w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2018/05/magaliti-comune-di-campana-7-600x450.jpg 600w" sizes="(max-width: 1050px) 100vw, 1050px" /></a><figcaption id="caption-attachment-29506" class="wp-caption-text">.</figcaption></figure>
<p>Le aspettative di chi li conosce e vorrebbe ascoltare parole più chiare su questa realtà finora sono andate deluse. Ma è proprio il ritrovamento dell’<strong><em>Elephas Antiquus</em></strong> sulle rive secche del <strong>Cecita</strong> a rinfocolare le speranze che si cerchi di far luce su questa, che comunque la si  pensi, è una realtà per l’altopiano silano e per il <strong>Comune di Campana</strong> che da sempre si batte per aver un riconoscimento ufficiale da parte delle Autorità Scientifiche preposte, ai grandi megaliti presenti sul suo territorio.</p>
<figure id="attachment_29501" aria-describedby="caption-attachment-29501" style="width: 1050px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://ilreventino.com/wp-content/uploads/2018/05/magaliti-comune-di-campana-3.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-29501 size-full" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2018/05/magaliti-comune-di-campana-3.jpg" alt="" width="1050" height="788" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2018/05/magaliti-comune-di-campana-3.jpg 1050w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2018/05/magaliti-comune-di-campana-3-300x225.jpg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2018/05/magaliti-comune-di-campana-3-1024x768.jpg 1024w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2018/05/magaliti-comune-di-campana-3-600x450.jpg 600w" sizes="(max-width: 1050px) 100vw, 1050px" /></a><figcaption id="caption-attachment-29501" class="wp-caption-text">.</figcaption></figure>
<p>Le prime ipotesi sui resti messi in salvo nella campagna di scavi dell’estate-autunno 2017 parlano di una possibile datazione compresa fra 700.000/40.000 anni fa quando la <strong>Calabria</strong> si presentava con un paesaggio del tutto diverso da quello che conosciamo oggi.</p>
<figure id="attachment_29503" aria-describedby="caption-attachment-29503" style="width: 1050px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://ilreventino.com/wp-content/uploads/2018/05/magaliti-comune-di-campana-5.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-29503 size-full" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2018/05/magaliti-comune-di-campana-5.jpg" alt="" width="1050" height="788" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2018/05/magaliti-comune-di-campana-5.jpg 1050w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2018/05/magaliti-comune-di-campana-5-300x225.jpg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2018/05/magaliti-comune-di-campana-5-1024x768.jpg 1024w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2018/05/magaliti-comune-di-campana-5-600x450.jpg 600w" sizes="(max-width: 1050px) 100vw, 1050px" /></a><figcaption id="caption-attachment-29503" class="wp-caption-text">.</figcaption></figure>
<p>Tutto questo fa intuire e prospettare un quadro davvero nuovo che necessita di studi e approfondimenti non solo archeologici, ma anche antropologici e naturalistici  che lascia aperta la porta a possibili nuove scoperte e nuovi scenari di indagini.</p>
<figure id="attachment_29512" aria-describedby="caption-attachment-29512" style="width: 1050px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://ilreventino.com/wp-content/uploads/2018/05/magaliti-comune-di-campana-16.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-29512 size-full" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2018/05/magaliti-comune-di-campana-16.jpg" alt="" width="1050" height="788" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2018/05/magaliti-comune-di-campana-16.jpg 1050w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2018/05/magaliti-comune-di-campana-16-300x225.jpg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2018/05/magaliti-comune-di-campana-16-1024x768.jpg 1024w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2018/05/magaliti-comune-di-campana-16-600x450.jpg 600w" sizes="(max-width: 1050px) 100vw, 1050px" /></a><figcaption id="caption-attachment-29512" class="wp-caption-text">.</figcaption></figure>
<figure id="attachment_29502" aria-describedby="caption-attachment-29502" style="width: 1050px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://ilreventino.com/wp-content/uploads/2018/05/magaliti-comune-di-campana-4.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-29502 size-full" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2018/05/magaliti-comune-di-campana-4.jpg" alt="" width="1050" height="788" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2018/05/magaliti-comune-di-campana-4.jpg 1050w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2018/05/magaliti-comune-di-campana-4-300x225.jpg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2018/05/magaliti-comune-di-campana-4-1024x768.jpg 1024w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2018/05/magaliti-comune-di-campana-4-600x450.jpg 600w" sizes="(max-width: 1050px) 100vw, 1050px" /></a><figcaption id="caption-attachment-29502" class="wp-caption-text">.</figcaption></figure>
<p>Non resta che attendere, per ora, che arrivino a conclusione gli studi in corso presso l’Università del Molise che certo metteranno un punto fermo sulla presenza dell’elefante, in quanto specie, sull&#8217;altopiano silano.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>di Gabriele Emilio Chiodo</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilreventino.it/i-megaliti-di-campana-in-sila-lelefante-e-il-soldato-meraviglie-rocciose-da-scoprire/">I megaliti di Campana in Sila: l&#8217;elefante e il soldato, meraviglie rocciose da scoprire</a> proviene da <a href="https://www.ilreventino.it">ilReventino.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ilreventino.it/i-megaliti-di-campana-in-sila-lelefante-e-il-soldato-meraviglie-rocciose-da-scoprire/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Carlopoli &#8211; Ricordato l’artigliere Giuseppe Chiarella disperso in guerra nella campagna di Russia</title>
		<link>https://www.ilreventino.it/carlopoli-ricordato-lartigliere-giuseppe-chiarella-disperso-guerra-nella-campagna-russia/</link>
					<comments>https://www.ilreventino.it/carlopoli-ricordato-lartigliere-giuseppe-chiarella-disperso-guerra-nella-campagna-russia/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Taverna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Nov 2016 09:46:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Carlopoli]]></category>
		<category><![CDATA[COMUNI]]></category>
		<category><![CDATA[CULTURA&SPETTACOLI]]></category>
		<category><![CDATA[Angelo Falbo]]></category>
		<category><![CDATA[artigliere]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[campagna di russia]]></category>
		<category><![CDATA[Corrado Plastino]]></category>
		<category><![CDATA[dispersi in guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Butera]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Cliarella]]></category>
		<category><![CDATA[II guerra mondiale]]></category>
		<category><![CDATA[Il Salterio]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Antonietta Sacco]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Talarico]]></category>
		<category><![CDATA[Pasquale Taverna]]></category>
		<category><![CDATA[soldato]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://ilreventino.it/?p=15395</guid>

					<description><![CDATA[<p>&#60;&#60; A ricordo di Giuseppe Chiarella, soldato inviato nel 1942 a combattere nelle terre lontane della Russia lungo le sponde del Don, da dove non diede più notizie, considerato “Disperso”. A lui e agli altri “Dispersi” in guerra dedichiamo la presente in memoria. &#62;&#62; Questa la motivazione che ha commosso e accomunato i presenti e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilreventino.it/carlopoli-ricordato-lartigliere-giuseppe-chiarella-disperso-guerra-nella-campagna-russia/">Carlopoli &#8211; Ricordato l’artigliere Giuseppe Chiarella disperso in guerra nella campagna di Russia</a> proviene da <a href="https://www.ilreventino.it">ilReventino.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ilreventino.it/wp-content/uploads/2016/11/20161112_184651.jpg"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-15400 size-medium" src="//ilreventino.it/wp-content/uploads/2016/11/20161112_184651-300x180.jpg" alt="20161112_184651" width="300" height="180" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2016/11/20161112_184651-300x180.jpg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2016/11/20161112_184651-1024x615.jpg 1024w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2016/11/20161112_184651-600x360.jpg 600w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2016/11/20161112_184651.jpg 1050w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>&lt;&lt; A ricordo di <strong>Giuseppe Chiarella</strong>, soldato inviato nel 1942 a combattere nelle terre lontane della Russia lungo le sponde del Don, da dove non diede più notizie, considerato “Disperso”. A lui e agli altri “Dispersi” in guerra dedichiamo la presente in memoria. &gt;&gt;</p>
<p>Questa la motivazione che ha commosso e accomunato i presenti e sicuramente tutti i cittadini di Carlopoli di cui si è fatta promotrice l’<strong>Associazione “Il Salterio”</strong>. Un incontro-dibattito di spessore culturale e umanitario svoltosi con la collaborazione dell’Amministrazione comunale di Carlopoli e dall’ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia), presso la Sala consiliare, che partendo dal tema più generale “Storie nella Città” ha trattato la “Storia del concittadino “disperso” Giuseppe Chiarella”.&nbsp;</p>
<p>A dar voce e sottolineare la valenza storica e riconoscenza ai soldati dispersi in guerra sono intervenuti: <strong>Mario Talarico</strong>, sindaco, <strong>Maria Antonietta Sacco</strong>, assessore alla Cultura, <strong>Francesco Butera</strong>, docente (su “Il quadro storico degli avvenimenti”), <strong>Angelo Falbo</strong> già dirigente scolastico e sindaco (su “I dimenticati &#8211; Giuseppe Chiarella &#8211; Le lettere dal fronte di un cittadino disperso”) e <strong>Corrado Plastino</strong>, docente e presidente ANPI (su “Storia e attività didattiche nella scuola”).</p>
<p><a href="http://ilreventino.it/wp-content/uploads/2016/11/20161112_172103.jpg"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-15399 size-medium" src="//ilreventino.it/wp-content/uploads/2016/11/20161112_172103-180x300.jpg" alt="20161112_172103" width="180" height="300" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2016/11/20161112_172103-180x300.jpg 180w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2016/11/20161112_172103-615x1024.jpg 615w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2016/11/20161112_172103-600x1000.jpg 600w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2016/11/20161112_172103.jpg 1050w" sizes="(max-width: 180px) 100vw, 180px" /></a>In apertura dei lavori <strong>Falbo</strong>, ha spiegato che la vicenda dell’artigliere Giuseppe Chiarella, classe 1909 partito per la Russia due volte e mai più ritornato, considerato dalle Autorità “disperso” richiama alla mente altre quattro storie di soldati carlopolesi: Cimino Giuseppe, Cianflone Francesco, Talarico Michelangelo e Cerminara Pasquale.</p>
<p>Dopo la proiezione di un video sui soldati italiani impegnati nelle battaglie sul Don (fronte russo) Falbo, ha spiegato che l’iniziativa, a carattere storico-culturale, nasce da un senso di impegno civico, forte dentro “Il Salterio”. L’evento ha infatti avuto lo scopo di tenere viva la memoria su alcuni aspetti del passato. “Aspetti – ha aggiunto – di valenza universale, riferiti alla Seconda Guerra Mondiale e che, riportati alla nostra realtà, hanno inciso nel corpo vivo delle persone, delle famiglie e della nostra stessa comunità.” Il dirigente, si è rammaricato che degli “scomparsi &#8211; dispersi” in questa guerra si parli poco o niente e di come la loro esistenza si sia conclusa lontano dai luoghi di nascita e di appartenenza.</p>
<p>La storia dell’artigliere Chiarella ha visto la luce grazie al lavoro di ricerca storica e traduzione del prof. Falbo, grazie al materiale (effetti personali, corrispondenza e documenti della vita di soldato) custodito gelosamente in una valigetta dalla famiglia Chiarella è che stato messo a disposizione del docente. Una storia, quella di Giuseppe, ha raccontato Falvo “simile a tante umili e nascoste storie di migliaia e migliaia di semplici cittadini catapultati e immersi nel flusso di quella che chiamiamo Storia, senza che mai in essa ne compaiano le loro esistenze.”</p>
<p>Sono quelli che chiamiamo “dimenticati”. L’artigliere Chiarella, già volontario nella guerra in Libia, fu richiamato alle armi e stazionato in una caserma di Aversa (Napoli) dove si radunavano armate, compagnie e battaglioni per destinazione “Terra lontana” (Russia).</p>
<p><strong><a href="http://ilreventino.it/wp-content/uploads/2016/11/foto-gruppo.jpg"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-15401 size-medium" src="//ilreventino.it/wp-content/uploads/2016/11/foto-gruppo-300x180.jpg" alt="foto-gruppo" width="300" height="180" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2016/11/foto-gruppo-300x180.jpg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2016/11/foto-gruppo-1024x615.jpg 1024w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2016/11/foto-gruppo-600x360.jpg 600w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2016/11/foto-gruppo.jpg 1050w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Butera</strong>, da studioso, ha focalizzato alcuni aspetti del filmato e ha spiegato le motivazioni dell’invio dei soldati italiani sul fronte russo (prima 60 mila, poi con altri 170 mila circa), male equipaggiati, dei quali circa la metà non sono più tornati (morti e dispersi).</p>
<p>L’assessore <strong>Sacco</strong>, ha auspicato che tale iniziative in futuro proseguono per approfondire e far risaltare fatti storici di cittadini carlopolesi, e ha sostenuto che “la memoria storica ha tanto da insegnare”.</p>
<p>Il preside<strong> Anania</strong> ha invitato a una rivisitazione delle Piazze e Vie per far posto a quanti concittadini si sono immolati per la Patria.</p>
<p>Il docente e presidente ANPI<strong>&nbsp;Plastino</strong>, reduce del viaggio a Marzabotto con i suoi alunni dell’Istituto “Rodari”, ha sottolineato l’importanza del ricordo e della memoria dei patrioti locali, accennando al contesto storico in discussione ed evidenziando infine i troppi silenzi e il lungo tempo trascorso invano per far luce su tanti aspetti della campagna di Russia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilreventino.it/carlopoli-ricordato-lartigliere-giuseppe-chiarella-disperso-guerra-nella-campagna-russia/">Carlopoli &#8211; Ricordato l’artigliere Giuseppe Chiarella disperso in guerra nella campagna di Russia</a> proviene da <a href="https://www.ilreventino.it">ilReventino.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ilreventino.it/carlopoli-ricordato-lartigliere-giuseppe-chiarella-disperso-guerra-nella-campagna-russia/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
