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	<title>musicista Archivi - ilReventino.it</title>
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	<description>vi raccontiamo la Calabria centrale</description>
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	<title>musicista Archivi - ilReventino.it</title>
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		<title>I racconti d’amore nella musica di Elio Cozza &#8211; armonie dell&#8217;anima</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ernesto Mastroianni]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Feb 2026 16:10:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>C’è una forma di confessione che non passa dalla parola ma dal suono puro, dalla vibrazione nuda della corda o del respiro dentro uno strumento. È la confessione più rischiosa: perché non ha alibi semantici, non ha retorica a cui appoggiarsi. O emoziona oppure tace. Il nuovo lavoro discografico di Elio Cozza appartiene esattamente a [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>C’è una forma di confessione che non passa dalla parola ma dal suono puro, dalla vibrazione nuda della corda o del respiro dentro uno strumento. È la confessione più rischiosa: perché non ha alibi semantici, non ha retorica a cui appoggiarsi. O emoziona oppure tace.</p>
<p>Il nuovo lavoro discografico di Elio Cozza appartiene esattamente a questa categoria rara: un racconto d’amore interamente strumentale, dunque interamente esposto.</p>
<p>Non c’è una sola sillaba cantata, è un lavoro interamente strumentale, eppure si ascolta una voce. Non c’è testo, eppure si comprende una storia. Ed è proprio questa la prima grande conquista del disco: dimostrare che la musica, quando nasce da necessità emotiva autentica, torna ad essere linguaggio primario – prima della poesia, prima della narrazione, prima persino del pensiero.</p>
<p>Il disco si apre con una traccia di limpida sospensione.</p>
<p>Non è un tema: è un’apparizione.</p>
<figure id="attachment_123928" aria-describedby="caption-attachment-123928" style="width: 350px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/02/Ale-Elio-Cozza.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-123928" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/02/Ale-Elio-Cozza-350x350.jpg" alt="" width="350" height="350" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/02/Ale-Elio-Cozza-350x350.jpg 350w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/02/Ale-Elio-Cozza-150x150.jpg 150w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/02/Ale-Elio-Cozza-75x75.jpg 75w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/02/Ale-Elio-Cozza-750x750.jpg 750w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2026/02/Ale-Elio-Cozza.jpg 1024w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" /></a><figcaption id="caption-attachment-123928" class="wp-caption-text"><em>Copertina dell&#8217;album Ale</em></figcaption></figure>
<p>Un arpeggio semplice, quasi timido, si affaccia nello spazio sonoro come qualcuno che entra in una stanza dove non sa ancora se può restare. Le pause sono lunghe, e proprio nelle pause si avverte l’emozione dell’inizio: quel momento fragile in cui due persone non si amano ancora, ma già non sono più sole. L’armonia evita ogni compiacimento romantico e resta sospesa su accordi incompleti – musicalmente è il “forse” dell’innamoramento, il non detto carico di tensione.</p>
<p>È raro trovare un musicista capace di raccontare felicità dell’inizio senza cadere nella dolcezza banale. Qui invece la delicatezza non è zucchero: è esitazione umana.</p>
<p>Il cuore del disco coincide con la sezione più sorprendente: quella dedicata alla difficoltà.</p>
<p>La scrittura cambia.</p>
<p>I temi si spezzano, i ritmi si fratturano, compaiono dissonanze brevi ma dolorose. Non è un dramma teatrale: è qualcosa di più vero – l’incomprensione quotidiana, le parole dette male, i silenzi troppo lunghi.</p>
<p>Un brano centrale costruisce una progressione armonica che tenta continuamente di risolversi e ogni volta fallisce. È un’idea compositiva semplicissima ma devastante: l’orecchio cerca pace e non la trova. L’ascoltatore vive fisicamente la tensione.</p>
<p>Qui Elio Cozza dimostra maturità narrativa: non idealizza l’amore, lo attraversa.</p>
<p>Non racconta due persone perfette, ma due solitudini che imparano lentamente a riconoscersi.</p>
<p>La musica diventa più materica, quasi ruvida, e per un momento il disco smette di essere romantico per diventare umano.</p>
<p>Il riconoscimento</p>
<p>Dopo la crisi arriva la scoperta – non l’innamoramento, ma la scelta.</p>
<p>La differenza è decisiva, e musicalmente si sente.</p>
<p>Il tema principale ritorna, ma trasformato: le stesse cellule melodiche dell’inizio ora si muovono con sicurezza. Dove prima c’erano intervalli incerti, ora c’è direzione. Dove c’era sospensione, ora c’è respiro condiviso.</p>
<p>È la sezione più luminosa del lavoro, ma anche la più sobria: nessuna esplosione orchestrale, nessun trionfalismo. L’amore qui non è fuoco d’artificio – è stabilità.</p>
<p>Una linea melodica si appoggia all’altra come due persone che hanno smesso di convincersi e hanno iniziato a capirsi.</p>
<p>Questo lavoro è riuscito per tre ragioni fondamentali:</p>
<ul>
<li>Coerenza narrativa – ogni brano è un capitolo emotivo riconoscibile senza bisogno di titoli esplicativi.</li>
<li>Onestà espressiva – la musica non tenta mai di impressionare, ma sempre di dire.</li>
<li>Maturità compositiva – l’economia dei mezzi diventa ricchezza comunicativa.</li>
</ul>
<p>In un panorama musicale spesso dominato dall’immediatezza e dalla saturazione sonora, un disco così sceglie il rischio opposto: lasciare spazio all’ascoltatore. E proprio per questo resta.</p>
<p>Non è un album che si consuma, è un album che si abita.</p>
<p>La voce degli artisti calabresi:</p>
<p>Ascoltando questo lavoro si percepisce una caratteristica profonda di molti artisti calabresi: la necessità di autenticità.</p>
<p>Forse perché provenienti da una terra in cui la narrazione ufficiale raramente coincide con la realtà vissuta, questi musicisti sembrano cercare sempre la verità prima dello stile.</p>
<p>Non inseguono la forma contemporanea: cercano una forma necessaria.</p>
<p>La Calabria, spesso raccontata dall’esterno, genera invece artisti che parlano dall’interno — e quando lo fanno non costruiscono estetiche, costruiscono confessioni.</p>
<p>Elio Cozza si inserisce in questa linea: la sua musica non vuole rappresentare un amore, vuole salvarne la memoria.</p>
<p>Ed è per questo che funziona.</p>
<p>Perché prima di essere un disco è un gesto: la decisione, rara e coraggiosa, di trasformare la propria vita in suono senza difendersi dietro le parole.</p>
<p><em>Ernesto Mastroianni</em></p>
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		<title>Il musicista e cantante Giuseppe Guzzo, giovane talento calabrese emergente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ernesto Mastroianni]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Oct 2025 16:08:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Giuseppe Guzzo, 29 anni, originario di Cassano allo Ionio, porta con sé una grande passione per la musica e per il canto, coltivata sin da bambino. Da cinque anni fa parte della EMC Record di Elio Cozza. È importante dare visibilità agli artisti emergenti del nostro territorio regionale: così l’ho raggiunto per una chiacchierata e, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr">Giuseppe Guzzo, 29 anni, originario di Cassano allo Ionio, porta con sé una grande passione per la musica e per il canto, coltivata sin da bambino. Da cinque anni fa parte della EMC Record di Elio Cozza.</p>
<p dir="ltr">È importante dare visibilità agli artisti emergenti del nostro territorio regionale: così l’ho raggiunto per una chiacchierata e, davanti a un buon caffè, gli ho posto qualche curiosità.</p>
<figure id="attachment_118819" aria-describedby="caption-attachment-118819" style="width: 350px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/10/Giuseppe-Guzzo-02.jpg"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-118819" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/10/Giuseppe-Guzzo-02-350x263.jpg" alt="" width="350" height="263" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/10/Giuseppe-Guzzo-02-350x263.jpg 350w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/10/Giuseppe-Guzzo-02-1024x768.jpg 1024w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/10/Giuseppe-Guzzo-02-750x563.jpg 750w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/10/Giuseppe-Guzzo-02-1140x855.jpg 1140w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/10/Giuseppe-Guzzo-02.jpg 1200w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" /></a><figcaption id="caption-attachment-118819" class="wp-caption-text"><em>Giuseppe Guzzo in sala di registrazione</em></figcaption></figure>
<p dir="ltr"><em>1) Quali sono le tue principali influenze musicali che hanno plasmato il tuo stile?</em></p>
<p dir="ltr">R: Ho sempre amato il genere neomelodico: il mio mito è Nino D’Angelo. Negli ultimi anni, però, mi sto avvicinando sempre più alla musica italiana in generale e sto cercando di costruire un mio profilo artistico personale. Non posso dire di avere influenze precise, ma posso affermare che molti artisti si ispirano a generi come il rock, il jazz, la musica classica o l’hip-hop. Credo che ogni musicista tragga linfa da esperienze personali, dalla propria cultura e dalle innovazioni che emergono nel panorama musicale contemporaneo.</p>
<p dir="ltr"><em>2) Cosa cerchi di comunicare con le tue canzoni?</em></p>
<p dir="ltr">R: Le canzoni possono trasmettere un’ampia gamma di emozioni e messaggi. Spesso sono un modo per esprimere sentimenti personali, raccontare storie di vita, condividere esperienze universali o riflettere su temi sociali e culturali. È ciò che cerco sempre di fare anch’io, perché la musica ha il potere unico di connettere le persone e di veicolare messaggi che spesso è difficile esprimere a parole.</p>
<p dir="ltr"><em>3) Mi parlavi di un progetto molto importante, che stai realizzando insieme a Marco Cozza, cantante noto in Calabria e ai nostri lettori. Puoi raccontarcelo meglio?</em></p>
<p dir="ltr">R: Ho avuto la fortuna di incontrare Marco Cozza, che conoscete bene, e sono felice che mi abbia scelto per un progetto speciale: un duetto dal titolo Non si può cambiare il mondo. Insieme all’associazione Atma Namastè di Rende, il ricavato del brano sarà destinato alla costruzione di una scuola di musica per i bambini a Panamo, in Colombia.</p>
<p dir="ltr"><em>4) Qual è il tuo sogno nel cassetto? Cosa vedi per il futuro?</em></p>
<p dir="ltr">R: Il mio sogno nel cassetto è riuscire a far arrivare al cuore delle persone le stesse emozioni che io provo quando canto. Per me il canto funziona così: prima deve emozionare chi lo interpreta, e solo dopo chi lo ascolta. Se riesco in questo, allora posso dire di aver vinto tutto.</p>
<p dir="ltr">Per quanto riguarda il futuro, mi auguro che sia sempre ricco di musica, visto che ho molti progetti in cantiere, alcuni anche molto importanti.</p>
<p dir="ltr">Ad oggi ho inciso dieci brani disponibili su tutti i digital store; sono stato intervistato più volte, sia sui social che in radio, ad esempio su Radio Valentina e Radio Gladys. Qualche tempo fa, inoltre, sono stato scelto dall’Associazione Talassemici di Cosenza come testimonial a sostegno della ricerca sulla malattia. Recentemente, ho inciso anche un brano contro la violenza sulle donne, dal titolo Ali nel vento, scritto dall’autrice milanese Laura Mazzini, mixato e arrangiato dal maestro Elio Cozza presso EMC Record, e interpretato in duetto insieme all’artista milanese Daniela Bonaventura.</p>
<p dir="ltr"><em>Auguriamo tanta fortuna a Giuseppe, sperando che possa realizzare tutti quelli che sono i suoi obiettivi e i suoi sogni.</em></p>
<p dir="ltr"><em>Ernesto Mastroianni</em></p>
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		<title>“Nella mente della Zampogna”: un viaggio nei suoni delle comunità pastorali calabresi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Aug 2025 14:26:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>È in libreria per Rubbettino &#8220;Nella mente della Zampogna&#8221;, il nuovo volume di Sergio Di Giorgio, musicista, costruttore e studioso della cultura musicale di tradizione orale della Calabria. Un’opera originale e stratificata, che attraversa quarant’anni di esperienze, incontri, suoni e riflessioni, offrendo al lettore un’immersione profonda nel mondo sonoro delle comunità pastorali calabresi. Con 310 [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div><span style="font-family: georgia, serif; font-size: large;">È in libreria per Rubbettino &#8220;Nella mente della Zampogna&#8221;, il nuovo volume di Sergio Di Giorgio, musicista, costruttore e studioso della cultura musicale di tradizione orale della Calabria. Un’opera originale e stratificata, che attraversa quarant’anni di esperienze, incontri, suoni e riflessioni, offrendo al lettore un’immersione profonda nel mondo sonoro delle comunità pastorali calabresi.</span></div>
<figure id="attachment_117115" aria-describedby="caption-attachment-117115" style="width: 243px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/08/copertina-1.jpg"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-117115" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/08/copertina-1-243x350.jpg" alt="" width="243" height="350" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/08/copertina-1-243x350.jpg 243w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/08/copertina-1.jpg 536w" sizes="(max-width: 243px) 100vw, 243px" /></a><figcaption id="caption-attachment-117115" class="wp-caption-text"><em>La copertina del volume</em></figcaption></figure>
<p><span style="font-family: georgia, serif; font-size: large;">Con 310 pagine, 580 fotografie e un ricco archivio audio e video disponibile online (<a href="http://risentiamoci.it/" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://risentiamoci.it/&amp;source=gmail&amp;ust=1756563442934000&amp;usg=AOvVaw3-R51paUXUwMrLoUIaqUST">risentiamoci.it</a>), Nella mente della Zampogna si presenta come un vero e proprio atlante culturale del suono. Una sezione dedicata propone schede analitiche con rimandi digitali sperimentali per decifrare il sistema intervallare delle zampogne calabresi, coinvolgendo anche i lettori non specialisti in un’esperienza esplorativa e sensoriale.<br />
Il volume rappresenta un contributo significativo nel panorama degli studi sulla musica di tradizione orale, non solo per la quantità e qualità del materiale raccolto, ma soprattutto per la prospettiva interna e dialogica con cui l’autore si confronta con le comunità locali. In un campo spesso dominato da approcci esterni e descrittivi, &#8220;Nella mente della Zampogna&#8221; adotta una postura partecipata e riflessiva, che mette in discussione i limiti della rappresentazione scritta. Il libro dialoga con le riflessioni di studiosi come Alan Lomax, Diego Carpitella e Domenico Di Virgilio, ma percorre una strada diversa, fondata su un rapporto vivo e paritario con le comunità sonore, in cui il sapere nasce dall’incontro e non dall’osservazione dall’esterno.<br />
Lo studio di Di Giorgio colma un vuoto nella letteratura italiana sulla zampogna, spesso trattata in modo marginale o folcloristico, e rilancia la centralità dell’ascolto come pratica sociale e dispositivo di trasmissione culturale. Non si limita a descrivere strumenti, repertori o tecniche esecutive, ma propone una visione d’insieme in cui suono, memoria, oralità, parentela e territorio si intrecciano in una vera e propria ecologia del sapere.<br />
&#8220;Nella mente della Zampogna&#8221; offre spunti preziosi a studiosi, appassionati e a chiunque voglia approfondire i legami tra musica, territorio e memoria collettiva.<br />
Il progetto editoriale ha ricevuto il sostegno del Parco Nazionale dell’Aspromonte, che da anni promuove iniziative culturali attente al rapporto tra ambiente naturale e presenza umana, nella prospettiva di una valorizzazione consapevole del territorio.</span></p>
<div><span style="font-family: georgia, serif; font-size: large;">Il libro verrà presentato il prossimo 5 settembre alle 17:30 presso il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, nell&#8217;ambito delle iniziative previste per il premio Demetra. Sotto, la locandina della presentazione:</span></div>
<figure id="attachment_117116" aria-describedby="caption-attachment-117116" style="width: 1131px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/08/locandina-2.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-117116 size-full" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/08/locandina-2.jpg" alt="" width="1131" height="1600" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/08/locandina-2.jpg 1131w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/08/locandina-2-247x350.jpg 247w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/08/locandina-2-724x1024.jpg 724w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/08/locandina-2-1086x1536.jpg 1086w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/08/locandina-2-750x1061.jpg 750w" sizes="(max-width: 1131px) 100vw, 1131px" /></a><figcaption id="caption-attachment-117116" class="wp-caption-text">.</figcaption></figure>
<div></div>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilreventino.it/nella-mente-della-zampogna-un-viaggio-nei-suoni-delle-comunita-pastorali-calabresi/">“Nella mente della Zampogna”: un viaggio nei suoni delle comunità pastorali calabresi</a> proviene da <a href="https://www.ilreventino.it">ilReventino.it</a>.</p>
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		<title>La musicazione de Il Bacio di Mary Pickford della Cineteca della Calabria inaugura il Lameziafilmfest 2025</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Jul 2025 14:41:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA&SPETTACOLI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel 1926, Mary Pickford e Douglas Fairbanks partirono per una vacanza europea e il 20 di luglio arrivarono a Mosca su invito di Francesco Misiano, il Presidente della Mezrabpom, che si intravede in una breve scena del film. L’opera racconta la visita a Mosca di Douglas Faibanks junior e Mary Pickford nel 1926 per lanciare [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 1926, Mary Pickford e Douglas Fairbanks partirono per una vacanza europea e il 20 di luglio arrivarono a Mosca su invito di Francesco Misiano, il Presidente della Mezrabpom, che si intravede in una breve scena del film.</p>
<p>L’opera racconta la visita a Mosca di Douglas Faibanks junior e Mary Pickford nel 1926 per lanciare le industrie cinematografiche Mezrabpom delle quali era presidente Misiano, uomo del dialogo Usa-Urss e grande animatore internazionale.</p>
<figure id="attachment_114601" aria-describedby="caption-attachment-114601" style="width: 350px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/07/dvdbacio-1.jpg"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-114601" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/07/dvdbacio-1-350x248.jpg" alt="" width="350" height="248" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/07/dvdbacio-1-350x248.jpg 350w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/07/dvdbacio-1-1024x724.jpg 1024w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/07/dvdbacio-1-120x86.jpg 120w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/07/dvdbacio-1-750x531.jpg 750w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/07/dvdbacio-1-1140x807.jpg 1140w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/07/dvdbacio-1.jpg 1200w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" /></a><figcaption id="caption-attachment-114601" class="wp-caption-text"><em>La copertina del volume</em></figcaption></figure>
<p>L’evento del Lameziafilmfest 2025, segue la presentazione del volume <em>Francesco Misiano Cinema e rivoluzione</em> svoltasi a New York presso la Cuny in Novembre e caratterizza l’impegno dell’istituzione calabrese nel valorizzare questa grande figura del cinema internazionale nativa di Ardore. L’edizione di Eugenio Attanasio si avvale delle fotografie di Antonio Renda, sincronizzazione musiche e editing video Nicola Carvello, collaborazione ai testi Raffaele Cardamone, ufficio stampa Francesco Stanizzi, Ufficio comunicazione Mariarosaria Donato, progetto grafico Guglielmo Sirianni.</p>
<p>A Yartsevo, a 330 verste di distanza dalla loro destinazione, il treno si fermò per consentire una conferenza stampa. Dal momento del loro arrivo, furono costantemente assediati da grandi folle adoranti. In realtà, sulla scia della nuova politica economica dell&#8217;URSS, c’è una grande apertura verso l’occidente  e Doug e Mary si rivelarono i turisti occidentali ideali, e come tali furono pubblicizzati. I due firmarono un autografo che diceva: “Siamo incantati dalla cordiale accoglienza che ci è stata riservata e affascinati dall&#8217;entusiasmo dei Russi &#8211; davvero un grande popolo.”</p>
<p>Si dichiararono entusiasti del recente meraviglioso film sovietico La corazzata Potëmkin,(del quale ricorrono i 100 anni) ed espressero agli intervistatori tutta la loro ammirazione per Lenin, aggiungendo anche che il loro più grande desiderio era quello di incontrare Trotsky.</p>
<p>Naturalmente furono invitati a visitare gli stabilimenti cinematografici Mezhrabpom e la loro presenza servì come promozione della casa di produzione e del cinema sovietico.Komarov e Ilinsky colsero al volo l&#8217;occasione offerta dalla solenne visita delle due star americane. Nel corso dell&#8217;anno seguente, Komarov e il suo co-sceneggiatore Vadim Shershenevich progettarono di scrivere una storia che ruotasse attorno a quel bacio e alle immagini di folla adorante colte per le strade di Mosca.</p>
<p>La trama che ne uscì vedeva Ilinsky nel ruolo di Goga Palkin, lo strappa-biglietti di una sala cinematografica. Goga è innamorato di Dusia, che però sogna solo i divi del cinema e gli dice che lo amerà soltanto a condizione che diventi famoso. Recatosi nello stabilimento cinematografico, dopo una lunga serie di avventure, Goga partecipa come stuntman a una scena in cui deve pendere come un impiccato dal soffitto dello studio. Sennonché, nello scompiglio provocato dall&#8217;arrivo di Doug e Mary, tutti quanti abbandonano precipitosamente il set dimenticandosi di lui.</p>
<p>Quando i visitatori raggiungono infine il teatro, lo scorgono appeso sopra di loro: Mary stabilisce che Goga è il novello Harry Piel e lo premia con un bacio. Ora che Goga è finalmente famoso, Dusia gli concede la sua mano. Ma del divismo si pentirà repentinamente, per gettare la maschera e, infine, riconciliarsi con i sani valori di una società comunista senza individualismi, né manie.La pungente ironia nel descrivere lo stile hollywoodiano e le follie degli ammiratori adoranti è resa più leggera da una benevola invidia.</p>
<p>Il bacio di Meri Pickford uscì nelle sale il 9 settembre del 1927.</p>
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		<title>Intervista al musicista e cantante calabrese Andrea Filice</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ernesto Mastroianni]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Jan 2025 23:31:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Andrea Filice è un musicista e cantante calabrese, originario di Carpanzano, un piccolo borgo della provincia cosentina. Appassionato di musica, sin da piccolo, inizia gli studi giovanissimo. Dopo aver studiato in Calabria, completa il suo percorso a Milano. Nella grande città si avvicina al canto, studiando con il grande Ubaldo Bruno. Tornato in Calabria, prosegue [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Andrea Filice</strong> è un musicista e cantante calabrese, originario di <strong>Carpanzano,</strong> un piccolo borgo della provincia cosentina.<br />
Appassionato di musica, sin da piccolo, inizia gli studi giovanissimo. Dopo aver studiato in <strong>Calabria,</strong> completa il suo percorso a<strong> Milano.</strong></p>
<p>Nella grande città si avvicina al canto, studiando con il grande Ubaldo Bruno. Tornato in Calabria, prosegue con grande successo il suo cammino musicale.<br />
Nel 2024, la sua carriera prende una svolta, con l&#8217;incontro del giovane produttore Elio Cozza. Da qui, la storia continua, giorno dopo giorno&#8230;</p>
<p>L&#8217;ho raggiunto per scambiare con lui due chiacchiere e mentre sorseggiamo un ottimo caffè gli chiedo:</p>
<figure id="attachment_106601" aria-describedby="caption-attachment-106601" style="width: 196px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/01/IMG-20250106-WA0034.jpg"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-106601" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/01/IMG-20250106-WA0034-196x350.jpg" alt="" width="196" height="350" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/01/IMG-20250106-WA0034-196x350.jpg 196w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/01/IMG-20250106-WA0034-573x1024.jpg 573w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/01/IMG-20250106-WA0034.jpg 636w" sizes="(max-width: 196px) 100vw, 196px" /></a><figcaption id="caption-attachment-106601" class="wp-caption-text">Andrea Filice</figcaption></figure>
<p>D) <strong>Andrea, hai un lungo trascorso professionale, ma andiamo agli esordi della tua passione musicale. Come è nato il tutto?</strong></p>
<p>AF) Partiamo da molto lontano. Ho iniziato a suonare nella banda del paese di Carpanzano all&#8217;età di 7 anni. Da subito ho scelto come strumento la tromba, perché la vedevo primeggiare, squillare. Ascoltavo già i dischi di Nini Rosso e poi le colonne sonore di Morricone, dove appunto la tromba faceva da padrona. Poi è stato un crescendo, ho iniziato a suonare la chitarra: mi piaceva molto la musica leggera e tutti i generi, dal jazz al liscio. Ho avuto anche la fortuna di poter girare con altre formazioni musicali Locali ed ogni nota era un&#8217;emozione immensa.</p>
<p>D) <strong>Come nasce la tua passione per la composizione e per la scrittura delle canzoni?</strong></p>
<p>AF) La a prima canzone la composi all&#8217;età di 14 anni, insieme ad un amico del mio paese: Dino Vigliaturo. Il brano (che prima o poi inciderò) era una dedica agli emigranti dedicata agli emigranti. Ho sempre avuto una passione per le rime e per la poesia, ma soprattutto mi piaceva metterla in musica. Sono cresciuto nella generazione &#8217;80/&#8217;90 e ho tratto ispirazione dai grandi cantautori del tempo: Ramazzotti, Vasco, Baglioni etc. etc. Da qui sono nati alcuni testi da me scritti e poi musicati.</p>
<p>D) <strong>Come nasce una tua composizione?</strong></p>
<p>AF) È una questione di stati d’animo, di benessere o malessere interiore oppure molte volte di Lampi improvvisi. Qualche brano nasce dal testo e poi trasportato sul pentagramma. Altri al contrario nasce prima una melodia ed in base appunto come ci si trova emotivamente in quel frangente vengono fuori le parole. Alcune volte proprio mentre studiavo con la tromba mi veniva un fraseggio che poi armonizzavo e subito dopo adattato un testo che combaciasse perfettamente con la linea melodica . Ma alla fine cito una canzone di Vasco: le canzoni son come i fiori nascono da sole … poi sta a noi farle ricordare nel tempo.</p>
<p>D) <strong>Tra le esperienze professionali fatte, qual è quella che maggiormente ti è rimasta nel cuore?</strong></p>
<p>AF) Premetto che per vari motivi la musica per me è un secondo lavoro o meglio una passione remunerativa. Nella vita mi occupo di trasporti, logistica e vendite. Musicalmente parlando, le esperienze che occupano un posto maggiore nel mio cuore, sono quelle fatte negli anni trascorsi a Milano. Le ore trascorse in conservatorio, suonare in formazioni orchestrali classiche e leggere , dove ho potuto osservare ed apprendere il senso di fare musica. Sono state esperienze temprato e fatto crescere, nonostante qualche delusione e qualche porta chiusa in faccia. Non ne ho una in particolare perché chi vive la musica con umiltà, di ogni singola esperienza fa tesoro e la porta sempre nel cuore.</p>
<figure id="attachment_106603" aria-describedby="caption-attachment-106603" style="width: 161px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/01/IMG-20250106-WA0036.jpg"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-106603" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/01/IMG-20250106-WA0036-161x350.jpg" alt="" width="161" height="350" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/01/IMG-20250106-WA0036-161x350.jpg 161w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/01/IMG-20250106-WA0036.jpg 472w" sizes="(max-width: 161px) 100vw, 161px" /></a><figcaption id="caption-attachment-106603" class="wp-caption-text">Andrea Filice</figcaption></figure>
<p>D) <strong>Andrea, questa è una domanda difficile da fare a un autore e compositore, ma io voglio fartela: tra le tue innumerevoli composizioni qual è quella che ritieni più bella e alla quale sei maggiormente legato?</strong></p>
<p>AF) Ammetto di avere difficoltà a rispondere a questa domanda. Probabilmente quella che mi piace maggiormente è &#8220;Donna&#8221;, il brano darà il titolo al mio album che uscirà penso tra marzo ed aprile. Un brano cantato da molti in vari concorsi ed ora pubblicato dalla Cozza Production di Elio Cozza (la mia casa discografica). Ne approfitto per sottolineare che è stato Elio Cozza ad arrangiare e produrre il brano. Ha fatto un lavoro straordinario, rendendo il pezzo una vera hit.</p>
<p>D) <strong>il tuo passato è la musica, il tuo presente è la musica, il tuo futuro sicuramente sarà la musica, è vero? (Quali progetti hai per il futuro?)</strong></p>
<p>AF) Tra marzo e aprile uscirà un mio album. Inoltre sto scrivendo testi per altri artisti emergenti, cito Max Pagano che, al momento di questa intervista, pubblica il brano &#8220;Guarda&#8221;, scritto da me ed arrangiato da Elio Cozza. Sto, inoltre, scrivendo i testi per l&#8217;album del mio gruppo musicale &#8220;Calabriapop&#8221;, quasi tutti in dialetto. La scelta del dialetto non è casuale. A mio avviso si sta perdendo e non deve accadere: i giovani devono conoscerlo!</p>
<p>In più, recentemente ho scritto il testo della canzone &#8220;Un Divo nella nebbia&#8221; cantata da Marco Cozza (che ringrazio infinitamente), proposta proprio in occasione della presentazione dell&#8217;omonimo libro dedicato a Mario Gualtieri. Stiamo preparando il live estivo con tante novità e tanti inedito. Poi la collaborazione attiva con Elio Cozza che a mio avviso è uno dei migliori arrangiatori presenti sul mercato nonostante la sua giovane età.</p>
<figure id="attachment_106602" aria-describedby="caption-attachment-106602" style="width: 524px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/01/IMG-20250106-WA0035.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-106602" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/01/IMG-20250106-WA0035.jpg" alt="" width="524" height="349" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/01/IMG-20250106-WA0035.jpg 1024w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/01/IMG-20250106-WA0035-350x233.jpg 350w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/01/IMG-20250106-WA0035-750x500.jpg 750w" sizes="(max-width: 524px) 100vw, 524px" /></a><figcaption id="caption-attachment-106602" class="wp-caption-text">.</figcaption></figure>
<p>D) <strong>Cos&#8217;è per te la musica?</strong></p>
<p>AF) Altra domanda difficile da rispondere. Provo a risponderti con poche parole: per me la musica è vita!<br />
C&#8217;è stata nei momenti brutti, nelle circostanze difficili mi ha dato un grande aiuto.<br />
Non accade mai che io trascorra un giorno senza suonare.<br />
La musica è un pezzo di me.</p>
<p>EM) Grazie Andrea per questa piacevolissima chiacchierata. Ricordiamo ai nostri lettori che se vogliono ascoltarti possono farlo tramite la tua playlist, al seguente <em><strong>link</strong> </em>(clicca sotto per far partire il video):</p>
<div class="jeg_video_container jeg_video_content"><iframe loading="lazy" title="Andrea Filice - Piccolo Eroe &quot;A Jacopino&quot; (Video Ufficiale)" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/zGrkQ-528BM?list=PLbqb8aauDFgdvaf4GJj5uy7v2CGoNWLrH" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
<p>AF) Grazie a te, Ernesto, per questa chiacchierata e spero che non si limiti solo a questa intervista il nostro incontro&#8230;</p>
<p>di <em>Ernesto Mastroianni</em></p>
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		<title>“Bombe su Bombe” il nuovo brano di Carboidrati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gigi De Grazia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Dec 2024 21:55:58 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[“Bombe su Bombe”]]></category>
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		<category><![CDATA[Azzura music]]></category>
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		<category><![CDATA[Vezio Bacci]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Bombe su Bombe” il nuovo brano di Carboidrati </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un brano che parla dolcemente di guerra, disponibile su tutte le piattaforme digitali, porta come titolo <strong>“Bombe su Bombe”</strong>, si tratta del nuovo singolo del cantautore calabrese <strong>Carboidrati</strong>, prodotto da Vezio Bacci, Enzo Longobardi per Azzura music e distribuito da ADA label.<br />
Il brano è una sequenza d’immagini drammatiche raccontate in un flusso musicale con lo scopo (oppure <strong>“atto ad amplificare”</strong>) di amplificare la consapevolezza del terrore in cui continua a versare buona parte del mondo. La canzone segue una melodia semplice, insistente, che s’installa su un’armonia essenziale e si riempie di un testo evocativo, rappresentativo, diretto, nel quale il ritornello <strong>“Bombe su Bombe”</strong> ricopre quasi una funzione mantrica. Si crea così nel brano un contrasto tra l’atmosfera musicale, soave, e la tematica, tetra, che viene trattata.</p>
<figure id="attachment_105234" aria-describedby="caption-attachment-105234" style="width: 252px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="wp-image-105234" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2024/12/cantautore-calabrese-Carboidrati.jpeg" alt="" width="252" height="378" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2024/12/cantautore-calabrese-Carboidrati.jpeg 682w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2024/12/cantautore-calabrese-Carboidrati-233x350.jpeg 233w" sizes="(max-width: 252px) 100vw, 252px" /><figcaption id="caption-attachment-105234" class="wp-caption-text">Il cantautore calabrese Carboidrati</figcaption></figure>
<p><strong>Pasquale Sculco</strong>, autore e compositore del brano, afferma in merito: «<strong>Il brano è un ulteriore tentativo</strong> di stimolare la consapevolezza sulla tragicità e l’orrore dei luoghi di guerra in cui: “ti svegli e boom esplodi ”. Tutto questo è inaccettabile, lo è sempre stato, ma oggi lo è ancora di più dopo tutto quello che la storia ha raccontato e per quello che avremmo dovuto imparare. Inoltre suonare l’orrore in modo scanzonato è stato inizialmente spontaneo e, solo in un secondo momento, ho avuto modo di comprendere che quella leggerezza voleva essere metaforicamente un messaggio di speranza, un modo per esorcizzare la paura ed alleviare il dolore. L’arte, in fondo, come d’altronde diceva qualcuno, difficilmente cambia le cose, ma dona al presente la possibilità che le cose un giorno possano cambiare».<br />
<strong>“Bombe su Bombe”</strong> nel giorno della sua pubblicazione è stato utilizzato dal programma <strong>Blob</strong> su <strong>Rai3</strong>, andato in onda il 06-12-24, per accompagnare le struggenti immagini di guerra che hanno chiuso la puntata.<br />
Il brano, inoltre, è stato registrato presso l’home studio “Bottega dell’arte”, prodotta da Vezio Bacci, Enzo Longobardi per Azzurra music; è stato mixato, masterizzato da Paolo Lovat e distribuito da ADA Warner.</p>
<p><strong>BIOGRAFIA CARBOIDRATI</strong><br />
<strong>Carboidrati</strong> è il nome d’arte del <strong>cantautore, musicista calabrese Pasquale Sculco.</strong> Nato nel 1994 a Firenze è stato per 13 anni il leader della omonima band “I Carboidrati”, concorrenti di “Amicidi Maria de Filippi” fino alla fase del serale.In seguito a scelte di vita importanti i componenti della band hanno deciso di non continuarepiù con il progetto e nel 2020 il front-man esordisce come solista mantenendo, però, lo stessonome “CARBOIDRATI”. Dopo diverse pubblicazioni discografiche (Pane e nostalgia, QuandoT’innamori, Senza meta, Tornare, Maestro John), eventi live e comparse in televisione (Tg1,Blob, Evviva il video box) entra come cantautore nel programma “Calcio Totale” in diretta suRaisport e in replica su Rai2. Nel programma di calcio, condotto da Paolo Paganini e con ospitinoti del mondo del calcio (Fulvio Collovati, Angelo di Livio, Domenico Marocchino, Laura Barth,Tiziano Pieri), scrive e interpreta brani con la chitarra a sfondo ironico sugli ospiti in studio escrive anche la sigla del programma.</p>
<figure id="attachment_105235" aria-describedby="caption-attachment-105235" style="width: 580px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="wp-image-105235" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2024/12/cantautore-calabrese-Carboidrati-foto.jpeg" alt="" width="580" height="326" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2024/12/cantautore-calabrese-Carboidrati-foto.jpeg 980w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2024/12/cantautore-calabrese-Carboidrati-foto-350x197.jpeg 350w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2024/12/cantautore-calabrese-Carboidrati-foto-750x422.jpeg 750w" sizes="(max-width: 580px) 100vw, 580px" /><figcaption id="caption-attachment-105235" class="wp-caption-text">Carboidrati, musicista e cantautore calabrese.</figcaption></figure>
<p>Molto significativa è stata nell’agosto del 2022 la pubblicazione del singolo dal titolo <strong>“tornare”</strong>, dedicato a tutte le persone che <strong>vivono lontane dalla loro terra d’origine</strong> e che nutrono dentro <strong>illatente/costante desiderio di tornare a casa</strong>. Grazie a questa pubblicazione realizza un tourestivo che attraversa diverse città italiane e partecipa a importanti iniziative come lo “Omnia ètour”, insieme al noto cantautore calabrese Peppe Voltarelli.<br />
Nel dicembre dello stesso anno cura ed esegue le musiche dello spettacolo teatrale “Io…Rino”che vede coinvolto anche il noto attore, vincitore del premio David di Donatello, Giorgio Colangeli che ha prestato la sua voce alla lettura di monologhi originali in cui si racconta ilperiodo di difficoltà del cantautore calabrese.<br />
Nel gennaio del 2023 su Rai2 partecipa al programma “E viva il videobox”, spin-off delprogramma “Viva Rai2” in cui ha presentato per la prima volta il brano inedito <strong>“Maestro John”</strong>, prodotto insieme a Vezio Bacci.<br />
A febbraio dello stesso anno, durante il periodo del “Festival di Sanremo”, viene ripreso dalle telecamere di “Blob” e nuovamente esegue il brano <strong>“Maestro John”</strong> che viene mandato per più giorni in onda su Rai3 e viene inserito anche nello “TG1 speciale Sanremo”, andato in onda la domenica successiva alla finale del festival.<br />
È dopo queste esperienze che nello stesso mese prende parte, come suggerito all’inizio, alla trasmissione televisiva “Calcio totale”. In chiusura del 2023 scrive la canzone <strong>“Padre” </strong>con laquale ha vinto il “Premio Repubblica di Sano Marino” al concorso del Vaticano “Christiancontest” e che gli ha permesso di partecipare all’udienza privata del Papa dedicata ai finalistidel contest.<br />
Nel 2024 il videoclip del brano <strong>“Maestro John”</strong> viene selezionato, dalla direttrice artistica Grazia di Michele, come finalista nel festival della cinematografia sociale “Tulipani di setanera”. Sempre nell’aprile del 2024 <strong>Carboidrati</strong> firma un contratto discografico con la storicaetichetta indipendente Azzurra Music con la quale, ad oggi, con la produzione di Enzo Longobardi e Vezio Bacci, ha pubblicato oltre dieci brani in poco più di sei mesi, entrando anche in playlist editoriali di Spotify, e ha svolto un ricco tour estivo tra concerti con la band e<br />
ospitate.</p>
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		<title>L&#8217;ultimo successo dell&#8217;artista di Petronà: &#8220;Il giorno prima di partire&#8221; di Tommaso Talarico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Mar 2024 15:46:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il cantautore e musicista Tommaso Talarico, originario di Petronà, che ultimamente sta spopolando sui social con la sua ultima canzone: &#8220;Il giorno prima di partire&#8221;, un pezzo che tocca delle corde particolarmente sensibili per chi è e si sente calabrese a tutto tondo, ha voluto raccontarsi al suo pubblico attraverso le pagine de ilReventino. Domanda: [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il cantautore e musicista Tommaso Talarico, originario di Petronà, che ultimamente sta spopolando sui social con la sua ultima canzone: &#8220;Il giorno prima di partire&#8221;, un pezzo che tocca delle corde particolarmente sensibili per chi è e si sente calabrese a tutto tondo, ha voluto raccontarsi al suo pubblico attraverso le pagine de ilReventino.</p>
<p><strong>Domanda</strong>: In quali circostanze è nata questa canzone?</p>
<p><strong>Risposta</strong>: &lt;&lt;“Il giorno prima di partire” è una canzone che nasce in momenti diversi, che hanno finito per intrecciarsi e riemergere in un pomeriggio in cui mi trovavo a casa dei miei genitori, la casa in cui sono cresciuto e in cui conservo tutti i miei ricordi d’infanzia, nel paesino abbarbicato ai piedi della Sila Piccola, Petronà. In quel momento si sono coagulate impressioni e sensazioni che avevo provato in altre due occasioni. La prima sulla spiaggia di Riace, assieme alla mia compagna, in un giorno in cui tirava un vento fortissimo. Ricordo che quasi non sentivamo le nostre parole. Dietro di noi passava ogni tanto il treno. Davanti c’era un mare azzurro e profondo, pensai alle epoche lontane, pensai a come poteva essere stato quel luogo prima, molto prima, nella preistoria, a come il trascorrere del tempo poteva aver modellato quei luoghi e le persone che di lì erano passate. La seconda fu a Scilla, nel borgo di Chianalea, a ridosso del mare che ruggiva bellissimo e furioso. Immaginai i pescatori del futuro gettare le reti lì dove si poteva trovare il borgo sommerso, immaginai che i pescatori potessero ritrovare non solo oggetti materiali, ma echi del passato, sentimenti, storie. Tutte queste sollecitazioni si diedero appuntamento in quel pomeriggio a casa dei miei. Ero in preda al quel groppo in gola che si prova quando si deve lasciare un luogo amato, in Calabria si chiama “’a ‘picundrìa”. Mi capita tutte le volte. Così nacque la canzone, dentro a questo sentimento di nostalgia che abbracciava tutto, il passato e anche il futuro, ciò che è stato e ciò che sarà, nell’incedere implacabile del tempo. Questo sentimento individuale, nella composizione, si trasformò in sentimento collettivo: la partenza di chi lascia la propria terra in cerca di una vita migliore, e forse mai più farà ritorno&gt;&gt;.</p>
<p><strong>Domanda</strong>: I tuoi collaboratori hanno subito creduto nella forza del pezzo?</p>
<figure id="attachment_98359" aria-describedby="caption-attachment-98359" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2024/03/IMG-20240301-WA0007.jpg"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-98359" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2024/03/IMG-20240301-WA0007-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2024/03/IMG-20240301-WA0007-300x300.jpg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2024/03/IMG-20240301-WA0007-150x150.jpg 150w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2024/03/IMG-20240301-WA0007-75x75.jpg 75w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2024/03/IMG-20240301-WA0007-350x350.jpg 350w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2024/03/IMG-20240301-WA0007-750x750.jpg 750w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2024/03/IMG-20240301-WA0007.jpg 1024w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-98359" class="wp-caption-text"><em>Tommaso Talarico</em></figcaption></figure>
<p><strong>Risposta</strong>: &lt;&lt;Feci sentire il pezzo a Gianfilippo Boni. Gli piacque e ci mettemmo al lavoro, io alla chitarra e lui al piano. Io ero reduce da un intervento chirurgico al polso che mi ero fratturato mesi prima, però suonai bene! Si può dire che fu buona la prima. L’arrangiamento è semplice in fondo, chitarra e piano, e poi tastiere e programmazioni di Gianfilippo. Ma questa semplicità non è figlia di una mancata volontà di approfondire o essere originali, c’è più una ricerca di autenticità, di verità, che passa attraverso il sottrarre più che aggiungere. Anche Bruno Mariani, che ha arrangiato e suonato la “coda” finale del brano, da me composta, in modo magnifico, era d’accordo in questo senso. Bruno Mariani, storico chitarrista e arrangiatore di Lucio Dalla, non è solo un grandissimo musicista. E’, come dice Gianfilippo, un creatore di mondi. Ho voluto lui perché sono un grandissimo ammiratore del suo lavoro con Dalla. Quando ho pensato alla “coda” avevo in mente “ On every street” dei Dire Straits, che ho scoperto essere uno dei suoi pezzi preferiti&gt;&gt;.</p>
<p><strong>Domanda</strong>: Come è stata realizzata l&#8217;idea di utilizzare il dialetto di Petronà nella canzone?</p>
<p><strong>Risposta</strong>: &lt;&lt;C’è, nella canzone, una parte composta nel dialetto del mio paese. È un canto, una preghiera quasi, di una donna di fronte al mare. Dopo aver cercato a lungo la voce adatta, Gianfilippo mi ha proposto Marilena Catapano, forse una delle interpreti toscane di maggior valore. Toscana ma di origini campane, infatti ha capito immediatamente come cantare in un dialetto non troppo dissimile da quello napoletano. E Marilena ha fatto una cosa strepitosa. Non ha solo cantato il pezzo in modo commovente, lo ha impreziosito inventando lei stessa delle armonie sovrapposte alla mia voce. È una cantante incredibile e una persona di grande disponibilità&gt;&gt;.</p>
<p><strong>Domanda</strong>: E il videoclip come è stato realizzato?</p>
<p><strong>Risposta</strong>: &lt;&lt;Non è facile raccontare per immagini una canzone di questo tipo. Anche qui mi sono affidato alla semplicità, quindi il filo conduttore sono i luoghi che per me rappresentano qualcosa, simbolici, e che in che qualche modo sono connessi a ciò che voglio dire. La regia è stata affidata ad un grande professionista originario del mio paese, Giovanni Folino, con la preziosissima collaborazione di Paolo Folino, suo figlio, e di Pietro Talarico, a cui si devono le magnifiche riprese con il drone. Oltre che grande professionista, Giovanni è un profondo conoscitore del territorio e anche un chitarrista jazz, un musicista. Ho pensato che avesse la sensibilità necessaria per questo lavoro, come poi ha dimostrato. Abbiamo girato il video tra casa mia, il centro storico di Petronà e la spiaggia di Steccato di Cutro, in due giorni. È ovvio che i primi due sono legati alla mia esperienza personale, invece ho scelto di girare le scene sul mare sulla spiaggia di Steccato di Cutro perché anche questo luogo, a mio avviso, ha una forte valenza simbolica, essendo stato il teatro di un’enorme tragedia, il naufragio di un’imbarcazione carica di persone che avevano lasciato, per i motivi più svariati, la loro terra. Volevo sottolineare, nella canzone e nel video, questo aspetto che lega tutti gli esseri umani, questa comunione di sentimenti e di destino. È un filo conduttore che attraverserà anche tutto il disco in preparazione, la ricerca dell’empatia perduta. Tutto ci riguarda, siamo noi quelle persone, siamo noi, in qualche punto imprecisato dello spazio tempo, quel destino che ci è apparentemente estraneo&gt;&gt;.</p>
<figure id="attachment_98358" aria-describedby="caption-attachment-98358" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2024/03/IMG-20240301-WA0006.jpg"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-98358" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2024/03/IMG-20240301-WA0006-300x298.jpg" alt="" width="300" height="298" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2024/03/IMG-20240301-WA0006-300x298.jpg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2024/03/IMG-20240301-WA0006-150x150.jpg 150w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2024/03/IMG-20240301-WA0006-75x75.jpg 75w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2024/03/IMG-20240301-WA0006-750x744.jpg 750w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2024/03/IMG-20240301-WA0006.jpg 1024w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-98358" class="wp-caption-text"><em>Tommaso Talarico</em></figcaption></figure>
<p><strong>Biografia di Tommaso Talarico</strong></p>
<p>Cantautore di origine calabrese, è nato a Catanzaro nel 1974. Nel 1997 è finalista al festival nazionale Cant’autori di Silvi Marina, diretto da Mario Castelnuovo, con due brani registrati solo chitarra, voce e armonica. In quegli anni comincia ad esibirsi nei locali della scena fiorentina, attività che si intensifica a partire dal 2006. Alla fine del 2016 esce il video de “Il tempo delle Favole” (per la regia di Claudia Sicuranza e Vittoria Spaccapietra), pezzo che fa parte dell’Album uscito due anni dopo e intitolato &#8220;Viandanti (canzoni da un tempo distante)&#8221;, RadiciMusic Records 2018. Il progetto, tra sonorità rock e canzone d’autore, si è avvalso della produzione artistica di Gianfilippo Boni e della collaborazione di numerosi musicisti tra cui Riccardo Tesi (già con De André e Ivano Fossati), Giuseppe Scarpato (chitarrista storico di Edoardo Bennato), Riccardo Galardini (Fossati), Lorenzo Forti (bassista di Laura Pausini, Irene Grandi, Gianni Morandi), Fabrizio Morganti (batterista di Irene Grandi e Biagio Antonacci) e Claudio Giovagnoli (Funkoff). Il disco ha avuto una buona accoglienza da parte della stampa generalista e di settore. Nel 2019 esce un nuovo singolo, accompagnato da un video, intitolato “La tua paura”.</p>
<p><strong>Qui è possibile vedere il videoclip della canzone di Tommaso Talarico:</strong></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=6nLGarjCZAc" target="_blank" rel="noopener">www.youtube.com/watch?v=6nLGarjCZAc</a></span></p>
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		<title>Alternative Rock e Società: I “Tempi Interessanti” di Antonio Mantovano </title>
		<link>https://www.ilreventino.it/alternative-rock-e-societa-i-tempi-interessanti-di-antonio-mantovano/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jan 2024 20:53:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Da martedì 16 Gennaio 2024 sarà disponibile su tutte le piattaforme di streaming digitale &#8220;Tempi Interessanti&#8221;, il singolo d’esordio di Antonio Mantovano (il  progetto musicale è firmato solo con  il cognome in minuscolo: &#8220;mantovano&#8221;). La composizione è figlia del nostro tempo, è una ballata alternative rock che paradossalmente trae linfa vitale dalla non vita che [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div dir="auto">Da martedì 16 Gennaio 2024 sarà disponibile su tutte le piattaforme di streaming digitale &#8220;Tempi Interessanti&#8221;, il singolo d’esordio di Antonio Mantovano (il  progetto musicale è firmato solo con  il cognome in minuscolo: &#8220;mantovano&#8221;). La composizione è figlia del nostro tempo, è una ballata alternative rock che paradossalmente trae linfa vitale dalla non vita che siamo stati – e siamo – costretti a subire negli ultimi anni: eventi estremi come la pandemia e le guerre ci hanno condotto ad un vero e proprio senso di baratro imminente, di vuoto cosmico. Le liriche si lasciano fecondare da suggestioni quali solitudine, rabbia, distacco e disincanto, è un voler prendere le distanze da tutto ciò che di più disumano ci sta attanagliando.</div>
<div dir="auto">
<figure id="attachment_97352" aria-describedby="caption-attachment-97352" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2024/01/IMG-20240104-WA0005.jpg"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-97352" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2024/01/IMG-20240104-WA0005-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2024/01/IMG-20240104-WA0005-300x300.jpg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2024/01/IMG-20240104-WA0005-150x150.jpg 150w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2024/01/IMG-20240104-WA0005-75x75.jpg 75w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2024/01/IMG-20240104-WA0005-350x350.jpg 350w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2024/01/IMG-20240104-WA0005-750x750.jpg 750w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2024/01/IMG-20240104-WA0005.jpg 1024w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-97352" class="wp-caption-text"><em>Tempi Interessanti &#8211; mantovano</em></figcaption></figure>
<p>“Viviamo tempi molto interessanti”, afferma Christian Slater nei panni di Mr. Robot, nell’omonima serie televisiva – frase da cui mantovano si lascia ispirare traendo il titolo della sua canzone – che descrive una società individualista, che fa del denaro il fine ultimo, tratta tematiche di anarchia, rivoluzione e ribellione verso un mondo perduto: un luogo fisico che è stato abbattuto da reti digitali che aprono intorno a esse spiragli distopici. Mantovano è un artista indipendente, cantautore e musicista polistrumentista calabrese, laureato in Musicologia a Bologna dove presenta una tesi di laurea sull’alternative rock anni Novanta e le sue ripercussioni artistiche e culturali in Italia.</p></div>
<div dir="auto">C&#8217;è particolare attesa per l&#8217;uscita del singolo anche a Sersale, in provincia di Catanzaro, dove è cresciuto e in parte sono radicate le origini dell&#8217;artista seppure nato a Cariati ma che si sente cittadino del mondo. In diverse occasioni, la Presidenza del Sindacato Libero Scrittori Italiani sezione Calabria, per voce di Luigi Stanizzi, ha messo in rilievo proprio le opere di artisti sersalesi che si distinguono nel panorama internazionale nel campo della musica, della pittura, della poesia, della scultura.  Il climax esplicativo del singolo si manifesta con acuta intensità soprattutto nel ritornello, spazio in cui viene citato e parafrasato un passo de <em>All’amato me stesso</em> di Vladimir Majakovskij.</div>
<div dir="auto">Non è un caso: l&#8217;opera del poeta futurista descrive perfettamente il senso di sconfitta, impotenza ed inutilità dinnanzi all’essenza duale del mondo diviso tra bene e male, tra materiale e spirituale. Tempi Interessanti si porta avanti in un crescendo emotivo e sonoro facilmente percettibile, che giunge al suo culmine massimo nella parte finale, momento in cui l’autore non si risparmia dal porre una domanda e far riflettere il proprio interlocutore: “Tu sai fare altrimenti?”.</div>
<div dir="auto">L&#8217;artista riguardo al brano commenta così: &#8220;È un processo introspettivo in cui si cercano risposte e si pongono domande, in cui tutto rimane sospeso, in attesa”. Mantovano in passato è frontman della band “Sebo” con cui pubblica due Ep – Ombre (2015) e SMAC (2016) – e conquista importanti traguardi come la condivisione del palco con artisti quali Rachele Bastreghi (Baustelle), Modena City Ramblers, Paolo Vivaldi, etc. Il mood sonoro di mantovano riflette un carattere antitetico, rivela un sound diretto e violento ma anche etereo e sognante, il tutto corroborato da atmosfere piacevolmente dark.</div>
<div dir="auto">La sua penna tende ad uno stile molto spesso criptico, elegante e sarcastico, ma che di certo non denigra la leggerezza narrativa di una forma decisamente più diretta. Tempi Interessanti è il singolo d’esordio di Mantovano disponibile su tutte le piattaforme digitali di streaming da martedì 16 gennaio.</div>
<div dir="auto">
<figure id="attachment_97353" aria-describedby="caption-attachment-97353" style="width: 275px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2024/01/IMG-20240104-WA0004.jpg"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-97353" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2024/01/IMG-20240104-WA0004-275x300.jpg" alt="" width="275" height="300" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2024/01/IMG-20240104-WA0004-275x300.jpg 275w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2024/01/IMG-20240104-WA0004.jpg 720w" sizes="(max-width: 275px) 100vw, 275px" /></a><figcaption id="caption-attachment-97353" class="wp-caption-text"><em>Antonio Mantovano</em></figcaption></figure>
<p>ECCO LA BIOGRAFIA  MANTOVANO</p></div>
<div dir="auto">Antonio Mantovano (Cariati, 16 novembre 1995) è un cantautore, polistrumentista e pittore.</div>
<div dir="auto">Cresce a Sersale (CZ), studia e vive a Cosenza dove si laurea in Comunicazione e Dams e soggiorna per circa due anni a Bologna dove lavora per SoundLab A.P.S. (ex-fabbrica riconvertita in centro artistico polivalente) e consegue una seconda laurea in Musicologia.</div>
<div dir="auto">La prima produzione musicale risale al 2012, anno in cui la formazione dei Nome (band fondata e capitanata da Antonio Mantovano) registra il primo ed unico lavoro in studio, un Ep di tre brani dal nome L’essenza Che Non C’è.</div>
<div dir="auto">Nel 2014 fonda i Sebo che pubblicano il loro primo Ep autoprodotto intitolato Ombre, un concept incentrato sul tema dello sdoppiamento della personalità, lavoro inquieto ed oscuro sorretto da riff melodici e groove potentissimi.</div>
<div dir="auto">Uno degli aspetti più curiosi e suggestivi dei live dei Sebo è il fatto che i musicisti indossano delle tute e delle maschere antigas.</div>
<div dir="auto">Nel 2015 pubblicano SMAC, un lavoro maturo che mantiene il tiro dark del primo disco ma che appare più elegante, spaziale ed etereo, meno introspettivo e contraddistinto da una forte vena critica nei confronti della società.</div>
<div dir="auto">La particolarità dei brani di SMAC è che non vi è la presenza dei ritornelli, le chitarre distorte sono solamente appannaggio discontinuo e il solo intento è quello di voler trasportare l’ascoltatore in un ambiente “altro”, ricco di sfumature melodiche e sonore alterate e rarefatte dove il flusso delle parole sta al centro.</div>
<div dir="auto">I Sebo conquistano vette sempre più alte: aprono il concerto dei Modena City Ramblers, condividono il palco con Rachele Bastreghi (Baustelle), accompagnano il maestro Paolo Vivaldi in alcuni workshop incentrati sulla sonorizzazione cinematografica per l’Università della Calabria, suoneranno in tour fuori regione, etc.</div>
<div dir="auto">È un’ascesa che però si fermerà nel 2019 quando la band si scioglierà definitivamente in seguito a discrepanze interne.</div>
<div dir="auto">Nel 2020 Antonio si trasferisce a Bologna dove si avvicina in maniera più esponenziale alla musica elettronica, si dedica allo studio della Musicologia e lavora in una sala prove in centro città.</div>
<div dir="auto">È una fase decisiva per la sua cristallizzazione artistica e musicale: decide di prendersi un periodo per ritrovarsi dedicando del tempo alla pittura, alla scrittura e alla composizione di nuova musica che rimarrà nascosta per un po’.</div>
<div dir="auto">Nel 2023 nasce mantovano, il nuovo progetto solista di Antonio Mantovano: è questo il mezzo attraverso cui egli intende restituire indietro i frutti di un periodo di ricerca interiore.</div>
<div dir="auto">Negli ultimi mesi del 2023 fonda un’associazione culturale di nome Suoni Sporchi che si propone di essere punto fermo sul territorio catanzarese, cercando di configurarsi come contenitore di idee e promotore per chi intende portare avanti una propria espressione artistica.</div>
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		<title>Nostra intervista ad Aleandro Baldi dopo il concerto a S. Stefano di Rogliano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Damiano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Sep 2023 22:34:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA&SPETTACOLI]]></category>
		<category><![CDATA[Baldi]]></category>
		<category><![CDATA[concerto]]></category>
		<category><![CDATA[Francesca Alotta]]></category>
		<category><![CDATA[gremita]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[musicista]]></category>
		<category><![CDATA[Non Amarmi]]></category>
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		<category><![CDATA[S. Stefano Rogliano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Aleandro Baldi, classe 1959, nasce a Greve in Chianti dove vive tutt’ora. Cantautore e musicista, che ha avuto un grande successo negli anni ‘90, prima con Non amarmi, cantata in coppia con Francesca Alotta, dove vince il Festival di Sanremo nella sezione Novità. Poi nel 1994 quando arriva la consacrazione con la canzone Passerà, vincendo [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Aleandro Baldi,</strong> classe 1959, nasce a Greve in Chianti dove vive tutt’ora. Cantautore e musicista, che ha avuto un grande successo negli anni ‘90, prima con <em>Non amarmi</em>, cantata in coppia con <strong>Francesca Alotta</strong>, dove vince il Festival di Sanremo nella sezione Novità. Poi nel 1994 quando arriva la consacrazione con la canzone <em>Passerà,</em> vincendo Sanremo tra i Big.</p>
<p>Piazza gremita di gente per l&#8217;evento, andata in visibilio per ben 2 volte alle note di “non amarmi”. Alla fine del concerto ci appartiamo nella vicina scuola, che per l&#8217;occasione funge da camerino, in attesa dell&#8217;arrivo dei musicisti. Musicisti che per i concerti in Calabria sono tutti  professionisti calabresi.</p>
<p>Si inizia scherzando sulla quantità dei cibi calabresi, dove Baldi ci cimenta nel dialetto calabro con un perfetto accento, notevole se consideriamo che lui è Toscano.</p>
<p>Partendo dall&#8217;occasione di avere davanti a un cantautore si inizia a parlare di come nasce una canzone, se le proprie emozioni contano e quanto. Baldi risponde candidamente<strong><em> “si ma non troppo, non puoi mettere sulla piazza completamente il tuo mondo interiore”</em></strong>.</p>
<p><img decoding="async" class="wp-image-95728 aligncenter" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/09/d44e8149-0b1a-4e4b-91b5-80ef1283200c-300x225.jpg" alt="" width="911" height="683" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/09/d44e8149-0b1a-4e4b-91b5-80ef1283200c-300x225.jpg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/09/d44e8149-0b1a-4e4b-91b5-80ef1283200c-750x563.jpg 750w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/09/d44e8149-0b1a-4e4b-91b5-80ef1283200c.jpg 1024w" sizes="(max-width: 911px) 100vw, 911px" />Si prosegue parlando di Sanremo, alla domanda su quanto incidano ancora le pressioni delle case discografiche per la selezione di Sanremo, Baldi risponde <strong>“<em>contano le visualizzazioni, le visualizzazione su tutti i social, più ne hai più hai la possibilità di essere invitato a concorre</em></strong><em>r</em>e”.</p>
<p>L&#8217;incisione di una canzone quanto conta la scelta e i gusti dei discografici, Baldi telegraficamente risponde <strong>“<em>deve piacere a loro</em>”</strong> poi aggiunge <strong>“<em>di grandi case discografiche c&#8217;è ne sono rimaste poche e in Italia svolgono per lo più un ruolo di riproduzione ….. poi ci sono tante etichette indipendenti, molte sconosciute, e spesso ci troviamo a lavorare con etichette indipendenti</em>”.</strong></p>
<p>Alla domanda come mai non hai mai rivestito il ruolo di autore per altri cantanti, schiettamente risponde <strong><em>“ te la devono chiedere, io le scrivo per me e poi ormai molti lavorano in famiglia, hanno già chi le scrive per loro“. </em></strong></p>
<p>Si conclude parlando della kermesse di ieri sera all&#8217;Arena di Verona&#8230; <strong><em>“grandissimo evento musicale, l&#8217;hanno scorso fui invitato ma scelsi di non partecipare”, “&#8230;.molti si meravigliarono, ma fu una mia scelta personale quella di non partecipare, io e Francesca Alotta abbiamo cantato insieme ma abbiamo due percorsi separati&#8230;. non volevo correre il rischio di istituzionalizzare la coppia”.</em></strong></p>
<p>Non è stata una vera e propria intervista ma un colloquio tra conoscenti&#8230;. nessuno si è presentato come giornalista e nessuno si è posto come star. Alessandro Baldi è un artista di spessore, dal volto umano e dall&#8217;altissima sensibilità. Un artista atipico, che ha saputo tenere i suoi affetti lontano dai clamori mediatici, dando spazio solo ai contenuti musicali. Pagandone forse in termini “social” il prezzo ma restando coerente sul suo modo di essere, un artista vero e non un fenomeno costruito.</p>
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		<title>Luigi Strangis, protagonista anche sul Corriere della Sera</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Enzo Bubbo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Oct 2022 12:46:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[PERSONAGGI]]></category>
		<category><![CDATA[“Amici”]]></category>
		<category><![CDATA[cantante]]></category>
		<category><![CDATA[Corriere della Sera]]></category>
		<category><![CDATA[Enzo Bubbo]]></category>
		<category><![CDATA[Lamezia Terme]]></category>
		<category><![CDATA[Luigi Strangis]]></category>
		<category><![CDATA[musicista]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;edizione del Corriere della Sera di oggi, 30 ottobre 2022, dedica cinque colonne all&#8217; artista lametino Luigi Strangis. L&#8217;articolo è di Barbara Visentin. Il vincitore di Amici ha appena pubblicato il suo secondo disco sul tema &#8220;Voglio la gonna&#8221;. Parole e melodie per abbattere stereotipi e pregiudizi anche tra i giovani. Luigi Strangis, polistrumentista e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilreventino.it/luigi-strangis-sul-corriere-della-sera/">Luigi Strangis, protagonista anche sul Corriere della Sera</a> proviene da <a href="https://www.ilreventino.it">ilReventino.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr">L&#8217;edizione del Corriere della Sera di oggi, 30 ottobre 2022, dedica cinque colonne all&#8217; artista lametino Luigi Strangis. L&#8217;articolo è di Barbara Visentin.<br />
Il vincitore di Amici ha appena pubblicato il suo secondo disco sul tema &#8220;Voglio la gonna&#8221;.<br />
Parole e melodie per abbattere stereotipi e pregiudizi anche tra i giovani.<br />
Luigi Strangis, polistrumentista e voce del film &#8220;Il talento di mister Crocodile&#8221;, è in procinto di organizzare due importanti concerti live: il 16 novembre a Milano e il 20 novembre a Roma.<br />
Non si ferma più l&#8217; artista di Lamezia: ha carattere, ha talento, ha valori.</p>
<p dir="ltr"><em>Enzo Bubbo</em></p>
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