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	<title>incidente ferroviario Archivi - ilReventino.it</title>
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	<title>incidente ferroviario Archivi - ilReventino.it</title>
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		<title>Decollatura, studenti piantano albero di magnolia come ceppo della memoria vittime Fiumarella</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Feb 2020 20:52:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Presso l’Istituto secondario di primo grado di Decollatura si è tenuta la presentazione, a scopo esclusivamente didattico e non aperto al pubblico, del libro “I ragazzi della Fiumarella, un disastro ferroviario a colori. E Poi?” del “nostro” (valida firma del sito ilReventino.it) Giovanni Petronio. Si tratta di un lavoro editoriale che in questi anni, il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilreventino.it/decollatura-studenti-piantano-albero-di-magnolia-come-ceppo-della-memoria-vittime-fiumarella/">Decollatura, studenti piantano albero di magnolia come ceppo della memoria vittime Fiumarella</a> proviene da <a href="https://www.ilreventino.it">ilReventino.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Presso l’Istituto secondario di primo grado di Decollatura</strong> si è tenuta la presentazione, a scopo esclusivamente didattico e non aperto al pubblico, del libro <strong>“<em>I ragazzi della Fiumarella, un disastro ferroviario a colori. E Poi?</em>”</strong> del “<em>nostro</em>” (valida firma del sito <em>ilReventino.it</em>) Giovanni Petronio.</p>
<p><a href="http://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/scuole-Medie-di-Decollatura-ricordo-i-ragazzi-della-Fiumarella-tavolo.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft wp-image-51097" src="//www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/scuole-Medie-di-Decollatura-ricordo-i-ragazzi-della-Fiumarella-tavolo.jpg" alt="" width="389" height="218" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/scuole-Medie-di-Decollatura-ricordo-i-ragazzi-della-Fiumarella-tavolo.jpg 960w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/scuole-Medie-di-Decollatura-ricordo-i-ragazzi-della-Fiumarella-tavolo-300x168.jpg 300w" sizes="(max-width: 389px) 100vw, 389px" /></a><strong>Si tratta di un lavoro editoriale</strong> che in questi anni, il territorio e non solo, ha particolarmente apprezzato e amato. Il volume, come sappiamo, <strong>racconta con dovizia di particolari dell&#8217;incidente ferroviario</strong> di quel 23 dicembre 1961 che dilaniò per sempre intere comunità, in particolare Decollatura, con 31 morti su 71 totali.</p>
<p><a href="http://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/scuole-Medie-di-Decollatura-ricordo-i-ragazzi-della-Fiumarella-pianta.jpg"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-51096" src="//www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/scuole-Medie-di-Decollatura-ricordo-i-ragazzi-della-Fiumarella-pianta.jpg" alt="" width="389" height="255" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/scuole-Medie-di-Decollatura-ricordo-i-ragazzi-della-Fiumarella-pianta.jpg 959w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/scuole-Medie-di-Decollatura-ricordo-i-ragazzi-della-Fiumarella-pianta-300x197.jpg 300w" sizes="(max-width: 389px) 100vw, 389px" /></a>Nella giornata del 20 febbraio 2020 si è svolta l&#8217;iniziativa <strong>presso la scuola di Decollatura</strong> e l&#8217;incontro è stato preceduto dal gesto degli scolari, nello specifico caso anche gli studenti delle elementari, di <strong>piantare un albero di magnolia</strong>, un vero e proprio <strong>ceppo della memoria</strong> per le giovani <strong>vittime del deragliamento ferroviario</strong>, che sarà preso amorevolmente in cura dalla scuola negli anni che verranno!</p>
<p><a href="http://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/scuole-Medie-di-Decollatura-ricordo-i-ragazzi-della-Fiumarella-disegno.jpg"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-51095" src="//www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/scuole-Medie-di-Decollatura-ricordo-i-ragazzi-della-Fiumarella-disegno.jpg" alt="" width="180" height="94" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/scuole-Medie-di-Decollatura-ricordo-i-ragazzi-della-Fiumarella-disegno.jpg 803w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/scuole-Medie-di-Decollatura-ricordo-i-ragazzi-della-Fiumarella-disegno-300x157.jpg 300w" sizes="(max-width: 180px) 100vw, 180px" /></a><strong>Coadiuvati dal dirigente scolastico Volpe</strong>, che ha definito Giovanni Petronio un orgoglio di Decollatura e del Reventino. Sono intervenuti il sindaco Brigante che ha salutato caramente tutti i presenti, poi la dott.ssa Fazzari, che ha posto al centro l’importanza del ricordo nelle piccole comunità, poi le docenti Pascuzzi, che ha organizzato l’evento in maniera ineccepibile insieme a tutto il corpo docente, e Marasco, che esposto delle memorie familiari, tutti insieme attraverso la propria partecipazione hanno dato un contributo significativo alla manifestazione.</p>
<p><a href="http://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/scuole-Medie-di-Decollatura-ricordo-i-ragazzi-della-Fiumarella-cartellone.jpg"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-51094" src="//www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/scuole-Medie-di-Decollatura-ricordo-i-ragazzi-della-Fiumarella-cartellone.jpg" alt="" width="180" height="118" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/scuole-Medie-di-Decollatura-ricordo-i-ragazzi-della-Fiumarella-cartellone.jpg 675w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/scuole-Medie-di-Decollatura-ricordo-i-ragazzi-della-Fiumarella-cartellone-300x197.jpg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/scuole-Medie-di-Decollatura-ricordo-i-ragazzi-della-Fiumarella-cartellone-310x205.jpg 310w" sizes="(max-width: 180px) 100vw, 180px" /></a><strong>Giovanni Petronio infine ha chiuso la presentazione</strong>, in modo preciso e puntiglioso, facendo riflettere su come un passato così tragico, sessant’anni dopo ci deve caricare di responsabilità; una responsabilità di raccontare quello che è stato con garbo e rispetto, perché non vada perduto il fatto in sé, e perché oggi non si accetti senza reagire uno stato di abbandono del territorio e della stessa ferrovia, che l’autore ben conosce e che documenta con la scrittura e il suo impegno quotidiano!</p>
<p><a href="http://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/scuole-Medie-di-Decollatura-ricordo-i-ragazzi-della-Fiumarella-cartello.jpg"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-51093" src="//www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/scuole-Medie-di-Decollatura-ricordo-i-ragazzi-della-Fiumarella-cartello.jpg" alt="" width="180" height="105" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/scuole-Medie-di-Decollatura-ricordo-i-ragazzi-della-Fiumarella-cartello.jpg 800w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/scuole-Medie-di-Decollatura-ricordo-i-ragazzi-della-Fiumarella-cartello-300x175.jpg 300w" sizes="(max-width: 180px) 100vw, 180px" /></a><strong>Molto interessati gli studenti</strong> che, oltre a lavorare nei giorni precedenti con le insegnanti, realizzando disegni, cartelloni e cuori colorati in cartone per ognuna delle vittime, hanno dimostrato interesse per il tema ponendo numerose domande a Giovanni Petronio che ha promesso di ritornare ogni anno per parlare della vicenda.</p>
<p><a href="http://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/scuole-Medie-di-Decollatura-ricordo-i-ragazzi-della-Fiumarella.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-51098" src="//www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/scuole-Medie-di-Decollatura-ricordo-i-ragazzi-della-Fiumarella.jpg" alt="" width="958" height="577" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/scuole-Medie-di-Decollatura-ricordo-i-ragazzi-della-Fiumarella.jpg 958w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/scuole-Medie-di-Decollatura-ricordo-i-ragazzi-della-Fiumarella-300x181.jpg 300w" sizes="(max-width: 958px) 100vw, 958px" /></a></p>
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		<title>Dalla Fiumarella alla ferrovia Cosenza-Catanzaro, uscita la riedizione “I ragazzi della Fiumarella”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Dec 2019 18:18:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Decollatura &#8211; Da pochi giorni è tornato disponibile nella sua nuova ed arricchita versione un libro che, senza girarci attorno, ha fatto un pò la storia del territorio del Reventino e di Decollatura in particolare. Stiamo parlando de “I ragazzi della Fiumarella. Un disastro ferroviario a colori” a cui, il giovane autore trentenne, Giovanni Petronio, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Decollatura</strong> &#8211; Da pochi giorni è tornato disponibile nella sua nuova ed arricchita versione un libro che, senza girarci attorno, ha fatto un pò la storia del <strong>territorio del Reventino </strong>e di<strong> Decollatura</strong> in particolare.</p>
<p><a href="http://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2019/12/copertina-libro-i-ragazzi-della-fiumarella-di-giovanni-petronio.jpg"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-48068" src="//www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2019/12/copertina-libro-i-ragazzi-della-fiumarella-di-giovanni-petronio.jpg" alt="" width="389" height="498" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2019/12/copertina-libro-i-ragazzi-della-fiumarella-di-giovanni-petronio.jpg 405w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2019/12/copertina-libro-i-ragazzi-della-fiumarella-di-giovanni-petronio-234x300.jpg 234w" sizes="(max-width: 389px) 100vw, 389px" /></a>Stiamo parlando de <strong><em>“I ragazzi della Fiumarella. Un disastro ferroviario a colori”</em></strong> a cui, il giovane autore trentenne, <strong>Giovanni Petronio</strong>, che si è assunto l’onore di parlarne, ha aggiunto il rafforzativo <em>“E poi</em>”, in cui approfondisce la grave situazione che da dieci anni intercorre lungo la <strong>ferrovia Cosenza Catanzaro</strong>, di cui da anni con solerzia e capacità tecniche, mantiene accesa, senza proclami, l’attenzione mediatica!</p>
<p><strong>Mai prima di allora un libro ha scosso così tanto l’opinione pubblica</strong>, divenendo il più diffuso e letto del comprensorio; mai prima di allora così tanti attestati di stima, mai prima di allora un <strong>Presidente della Repubblica</strong> (Mattarella) ha avuto modo di mandare una lettera di plauso. Dei valori che hanno reso l’opera un affresco storico da leggere assolutamente, soprattutto nelle scuole e anche al di fuori della Regione Calabria.</p>
<p><a href="http://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2016/12/Decollatura-monumento-dedidato-ai-caduti-della-Fiumarella-e1482481874957.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-16154 alignnone" src="//www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2016/12/Decollatura-monumento-dedidato-ai-caduti-della-Fiumarella-e1482481874957.jpg" alt="" width="1050" height="663" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2016/12/Decollatura-monumento-dedidato-ai-caduti-della-Fiumarella-e1482481874957.jpg 1050w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2016/12/Decollatura-monumento-dedidato-ai-caduti-della-Fiumarella-e1482481874957-300x189.jpg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2016/12/Decollatura-monumento-dedidato-ai-caduti-della-Fiumarella-e1482481874957-1024x646.jpg 1024w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2016/12/Decollatura-monumento-dedidato-ai-caduti-della-Fiumarella-e1482481874957-600x379.jpg 600w" sizes="(max-width: 1050px) 100vw, 1050px" /></a>Ecco cosa scrive nella versione aggiornata: “<em><strong>Non era facile parlarne,</strong> secondo alcuni (pochi) non avrei mai dovuto osare di affrontare il tema, secondo altri (pochissimi), avrei fatto bene, in particolare per ‘rispetto’ alle mie comunità di appartenenza, a soprassedere… A quel punto, ho riflettuto e mi sono interrogato, chiedendomi: <strong>tu da che parte vuoi stare</strong>? Sicché ho capito che il rispetto ci sarebbe stato proprio parlandone, sempre in maniera mesta ed educata, e che quindi, non potevo far finta che un evento del genere non si fosse mai verificato&#8230; Rischiavamo di perderlo definitamente. No, non potevo consentirlo! Tutto ciò mi ha permesso di ascoltare quello che dal mio animo saliva e, con difficoltà, non posso negarlo, ma sempre sorretto dalla consapevolezza di avere il categorico dovere morale di raccontare le storie che non sono mai state raccontate, e, perché no, con fede, ho deciso, ho voluto, non tirarmi indietro davanti a una responsabilità sia di cittadino e sia verso la storia in senso più universale</em>”.</p>
<p>E ancora, in relazione all’oggi: “<em><strong>questo volume è completamente rivisitato nei testi</strong>, approfondito nei contenuti, nelle linee grafiche, curate da Domenico Davoli, e nelle storie. Interi paragrafi sono stati innestati o riscritti ex novo; si arricchisce di disegni ad olio realizzati da Francesca De Masi, di interventi scritti appositamente da Roberto Galati, presidente dell’Associazione Ferrovie in Calabria, e del prof. Stefano Maggi, uno dei più importanti conoscitori degli aspetti infrastrutturali e storici delle ferrovie d’Italia. Alla fine, ho dato ampio risalto, nel capitolo quarto, alle gravi carenze che sussistono proprio su questa linea a scartamento ridotto, in cui la Fiumarella trovò compimento: la Cosenza-Catanzaro! Anche in quest’ultimo caso, no, non potevo non menzionarne il disagio e le criticità, di una rete fondamentale ed imprescindibile! Lascio al lettore ogni giudizio in itinere, di cui farò tesoro e insegnamento nel prosieguo</em>”.</p>
<p><strong>Siamo certi che molto presto avremo notizie da parte dell’autore.</strong></p>
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		<title>Giovanni Paola, una carriera tutta percorsa nell&#8217;ospedale del Reventino per amore della gente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Santino Pascuzzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Oct 2019 12:45:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Soveria Mannelli – Arriva il momento della pensione e di colpo cambiano le abitudini, è così per tutti i lavoratori, così è stato anche per Giovanni Paola, medico che ha svolto il ruolo di responsabile del Pronto Soccorso dell’ospedale montano di Soveria Mannelli. Tanti anni, un pezzo di vita e tanti ricordi, lo abbiamo raggiunto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2015/07/sindaco-Conflenti-Giovanni-Paola.jpg"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-3716" src="//www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2015/07/sindaco-Conflenti-Giovanni-Paola.jpg" alt="" width="150" height="100" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2015/07/sindaco-Conflenti-Giovanni-Paola.jpg 960w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2015/07/sindaco-Conflenti-Giovanni-Paola-300x200.jpg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2015/07/sindaco-Conflenti-Giovanni-Paola-600x400.jpg 600w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2015/07/sindaco-Conflenti-Giovanni-Paola-310x205.jpg 310w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></a>Soveria Mannelli</strong> – Arriva il momento della pensione e di colpo cambiano le abitudini, è così per tutti i lavoratori, così è stato anche per Giovanni Paola, medico che ha svolto il ruolo di responsabile del <strong>Pronto Soccorso</strong> dell’<strong>ospedale montano di Soveria Mannelli</strong>. Tanti anni, un pezzo di vita e tanti ricordi, lo abbiamo raggiunto nella sua <strong>Conflenti</strong> per farci raccontare qualche episodio.</p>
<p><strong>Si ricorda il primo giorno di servizio presso l&#8217;ospedale di Soveria Mannelli, che cosa ricorda, cosa le viene in mente?</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2019/10/foto-in-gruppo-Giovanni-Paola-pensione-pronto-soccorso-ospedale-Soveria-Mannelli.jpg"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-45863" src="//www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2019/10/foto-in-gruppo-Giovanni-Paola-pensione-pronto-soccorso-ospedale-Soveria-Mannelli.jpg" alt="" width="389" height="271" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2019/10/foto-in-gruppo-Giovanni-Paola-pensione-pronto-soccorso-ospedale-Soveria-Mannelli.jpg 799w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2019/10/foto-in-gruppo-Giovanni-Paola-pensione-pronto-soccorso-ospedale-Soveria-Mannelli-300x209.jpg 300w" sizes="(max-width: 389px) 100vw, 389px" /></a>&lt;&lt;I miei inizi all&#8217;ospedale di Soveria Mannelli risalgono ufficialmente al 1 aprile del 1983</strong> quando trovai una struttura giovane, ricca di entusiasmo e con profili professionali di grande rispetto.  Il mio inserimento nei quadri della Medicina Generale fu graduale, ma con l&#8217;aiuto di colleghi esemplari (dr. Marasco, dr. Gabriele, dr. Amoruso dr.ssa Persico, dr. Renella e dr.ssa Marotta), di un gruppo infermieristico di qualità, e sotto la guida del primario (dr. Lo Bruno), ho acquisito la giusta formazione per affrontare le enormi responsabilità che la delicatezza del ruolo impone. <strong>Ricordo con assoluta vivacità l’esperienza del primo giorno in corsia con il camice bianco</strong>, quando avvertivo un sentimento contrastante tra la fiducia nei miei mezzi e l’incertezza di saper trasferire nella pratica clinica tutti gli elementi teorici acquisiti nel corso degli anni di studio. La concentrazione, l’abnegazione al lavoro e l’assiduità nel voler tenacemente apprendere i regimi comportamentali più idonei, sia nella tecnica professionale che nelle relazioni con gli ammalati ed i loro parenti, hanno caratterizzato la prima fase dell’impegno ospedaliero. Le fasi successive hanno rafforzato, negli anni, il mio forte e convinto legame con la struttura dell’ospedale di Soveria Mannelli (ma anche con le popolazioni dei comuni dell’hinterland), avendone vissuto i fasti di un tempo, quando si prospettava un futuro sempre più “aperto” e radioso, fino alla tristezza dell’incertezza attuale, con l’incombente spettro della “chiusura”&gt;&gt;.</p>
<p><strong><a href="http://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2018/02/pronto-soccorso-ospedale-soveria-mannelli.jpg"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-27012 size-medium" src="//www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2018/02/pronto-soccorso-ospedale-soveria-mannelli-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2018/02/pronto-soccorso-ospedale-soveria-mannelli-300x225.jpg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2018/02/pronto-soccorso-ospedale-soveria-mannelli-1024x768.jpg 1024w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2018/02/pronto-soccorso-ospedale-soveria-mannelli-600x450.jpg 600w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2018/02/pronto-soccorso-ospedale-soveria-mannelli.jpg 1050w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>C&#8217;è stato un caso, un&#8217;emergenza che si è dovuta affrontare in modo particolare?</strong></p>
<p>&lt;&lt;Accanto alle soddisfazioni, sempre collegiali, per il <em><strong>“recupero”</strong></em> di pazienti super-critici, che comunque fanno parte della routine lavorativa per una struttura di <strong>Pronto Soccorso</strong>, quello che è mi è rimasto particolarmente a cuore è stato un pomeriggio di lavoro diventato straordinario per gli effetti di un <strong>incidente ferroviario</strong> ricadente sul bacino d’utenza dell’ospedale di Soveria Mannelli. Presso il nostro <strong>Pronto Soccorso</strong> sono giunti contemporaneamente più di 60 pazienti, tutti con una variabilità di traumi.<br />
<a href="http://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2018/12/Pronto-soccorso-corridoio.jpg"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-36167 size-medium" src="//www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2018/12/Pronto-soccorso-corridoio-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2018/12/Pronto-soccorso-corridoio-300x225.jpg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2018/12/Pronto-soccorso-corridoio.jpg 716w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Nei confronti di questa evenienza eccezionale, si è assistito ad una spettacolare corsa di solidarietà: l’esiguità del personale sanitario in servizio presso il <strong>Pronto Soccorso dell’ospedale di Soveria Mannelli,</strong> quel pomeriggio è stato immediatamente e spontaneamente integrato da tanto personale sanitario, rappresentato da medici, infermieri e semplici ausiliari, molti dei quali già da anni in quiescenza. Tutti hanno indossato una divisa di fortuna ed hanno dato il proprio contributo lavorativo, riuscendo brillantemente nell’impresa di evitare disagi ai tanti pazienti in ingresso in <strong>Pronto Soccorso</strong>.<br />
Questa partecipazione disinteressata, mossa dalla sola volontà di rendersi utile nella contingenza della difficoltà, è l’espressione genuina del valore della solidarietà che contraddistingue tutta la popolazione di quel territorio montano. L’immagine che serbo dentro per quella giornata, è forse la più bella e la più significativa della mia vita professionale, perché quel gruppo di lavoro, occasionalmente messo su, simboleggia la sintesi del calore umano ed emblematicamente <strong>gratifica la mia scelta di vita:</strong> <strong>quella di avere volute non solo curare, ma anche amare quella gente</strong>&gt;&gt;.</p>
<p><strong><a href="http://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2017/02/Oliverio-pronto-soccorso-ospedale-Soveria-Mannelli-foto.jpg"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-17659 size-medium" src="//www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2017/02/Oliverio-pronto-soccorso-ospedale-Soveria-Mannelli-foto-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2017/02/Oliverio-pronto-soccorso-ospedale-Soveria-Mannelli-foto-300x225.jpg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2017/02/Oliverio-pronto-soccorso-ospedale-Soveria-Mannelli-foto-1024x768.jpg 1024w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2017/02/Oliverio-pronto-soccorso-ospedale-Soveria-Mannelli-foto-600x450.jpg 600w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2017/02/Oliverio-pronto-soccorso-ospedale-Soveria-Mannelli-foto.jpg 1040w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Colleghi, infermieri l&#8217;hanno affiancata per anni, l&#8217;ospedale ha avuto momenti gloriosi, ricordiamo che si sono raggiunti quasi 500 parti all&#8217;anno, la situazione adesso è cambiata. Cosa intravede nel futuro per i bisogni che i pazienti rappresentano quotidianamente recandosi in ospedale?</strong></p>
<p>&lt;&lt;<strong>In questi quasi 40 anni di ininterrotto servizio lavorativo,</strong> sempre di giurata fedeltà alla <strong>struttura nosocomiale montana</strong>, ho immagazzinato infinite esperienze, sia di tipo professionale che organizzativo, queste ultime legate al periodo, quasi ventennale, di responsabile del Pronto Soccorso. <strong>Lascio dopo tanti anni di militanza</strong>, ma esco con la soddisfazione di avere contribuito, sempre in applicazione collegiale, alla realizzazione del nuovo pronto soccorso, una struttura avveniristica che tanti ci invidiano, realizzata, fra l’altro, nel periodo più opaco della storia dell’ospedale. La speranza è che proprio la porta d’ingresso dell’ospedale, che coincide con il pronto soccorso, apra<strong> </strong>a nuove prospettive di rilancio del nostro piccolo-grande nosocomio&gt;&gt;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilreventino.it/giovanni-paola-una-carriera-tutta-percorsa-nellospedale-del-reventino-per-amore-della-gente/">Giovanni Paola, una carriera tutta percorsa nell&#8217;ospedale del Reventino per amore della gente</a> proviene da <a href="https://www.ilreventino.it">ilReventino.it</a>.</p>
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		<title>Oliverio e Soriero a Decollatura per presentare il libro &#8220;I ragazzi della Fiumarella&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Dec 2017 04:43:53 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ilreventino.com/wp-content/uploads/2017/12/Fiumarella-invito.jpg"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-25450" src="//ilreventino.com/wp-content/uploads/2017/12/Fiumarella-invito-300x187.jpg" alt="" width="180" height="112" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2017/12/Fiumarella-invito-300x187.jpg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2017/12/Fiumarella-invito-600x375.jpg 600w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2017/12/Fiumarella-invito.jpg 692w" sizes="(max-width: 180px) 100vw, 180px" /></a></p>
<p><strong>Decollatura</strong> &#8211; In occasione del<strong> cinquantaseiesimo anniversario</strong> della più grande <strong>sciagura ferroviaria</strong> italiana, <strong>la Fiumarella</strong>, che stravolse e annichilì la provincia di <strong>Catanzaro</strong> e in particolare la comunità di&nbsp;<strong>Decollatura</strong>, è programmata la presentazione di un libro per ricordare la triste circostanza.</p>
<p><strong><em>“I ragazzi della Fiumarella, una sciagura ferroviaria a colori”</em></strong>, è il titolo scelto dall&#8217;autore, <strong>Giovanni Petronio</strong>, che ha eseguito una ricerca nel corso degli anni, raccogliendo opinioni e ricordi, ma il libro rappresenta anche un punto di riferimento rimanendo a testimonianza di un episodio che ha segnato la storia di una parte della Calabria.&nbsp;</p>
<p><a href="http://ilreventino.com/wp-content/uploads/2017/12/Copertia-libro-I-ragazzi-della-Fiumarella-evidenza.jpg"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-25467" src="//ilreventino.com/wp-content/uploads/2017/12/Copertia-libro-I-ragazzi-della-Fiumarella-evidenza-234x300.jpg" alt="" width="179" height="229" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2017/12/Copertia-libro-I-ragazzi-della-Fiumarella-evidenza-234x300.jpg 234w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2017/12/Copertia-libro-I-ragazzi-della-Fiumarella-evidenza.jpg 549w" sizes="(max-width: 179px) 100vw, 179px" /></a>L&#8217;autore, infatti, scrive &#8211; nell&#8217;invito recapitato a quanti interverranno alla prima del libro &#8211;&nbsp; e ricorda &#8220;con profondo rispetto e cosciente di quanto la memoria sia fondamentale per costruire nuove e consapevoli generazioni&#8221;, ho il privilegio di invitare quanti vorranno intervenire alla presentazione.&nbsp;&nbsp;</p>
<p>L&#8217;incontro è previsto presso la&nbsp;sala conferenze del Liceo Scientifico &#8220;Luigi Costanzo&#8221; a Decollatura,&nbsp; nella giornata di <strong>martedì 19 dicembre 2017</strong> alle ore 10,15, con la prestigiosa presenza del governatore della Calabria, <strong>Mario Oliverio</strong>&nbsp;e dell’ex sottosegretario ai trasporti, <strong>Pino Soriero</strong>,&nbsp;interverranno oltre all&#8217;autore, <strong>Giovanni Petronio</strong>, il giornalista Rai <strong>Gennaro Cosentino</strong> e l’editor <strong>Pasquale Allegro</strong>.&nbsp;</p>
<p>&lt;&lt;Con il disastro della&nbsp;<strong>Fiumarella</strong> è morto un modo di pensare, un modo di essere, un modo di vivere. Nel comprensorio la vicenda si “respira” nei luoghi in cui i mie, i nostri concittadini vissero, il dolore è presente negli occhi dei familiari, nel loro quotidiano, ma soprattutto nel loro cuore&gt;&gt; è quanto rileva l&#8217;autore che invita tutti i cittadini a partecipare ma anche per ricordare e onorare la memoria dei tanti &#8220;ragazzi&#8221; che oggi sarebbero &#8220;adulti&#8221; scomparsi nella sciagura ferroviaria.</p>
<p><a href="http://ilreventino.com/wp-content/uploads/2017/12/Fiumarella-cartonicino-invito.jpg"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-25449 size-full" src="//ilreventino.com/wp-content/uploads/2017/12/Fiumarella-cartonicino-invito.jpg" alt="" width="931" height="432" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2017/12/Fiumarella-cartonicino-invito.jpg 931w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2017/12/Fiumarella-cartonicino-invito-300x139.jpg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2017/12/Fiumarella-cartonicino-invito-600x278.jpg 600w" sizes="(max-width: 931px) 100vw, 931px" /></a></p>
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		<title>Decollatura &#8211; La sciagura della Fiumarella: una vicenda che il pensiero non può accettare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Dec 2016 20:47:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Giovanni Petronio &#8211; Quando si parla della sciagura della Fiumarella ci si riferisce al più grave e dimenticato disastro ferroviario della storia d’Italia, avvenuto la mattina del 23 dicembre 1961, lungo la linea Cosenza-Catanzaro dell&#8217;allora Ferrovie Calabro-Lucane, che colpì al cuore l’entroterra del capoluogo di regione, soprattutto il comune di Decollatura e anche altre [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Giovanni Petronio &#8211;</strong></p>
<p><a href="http://ilreventino.it/wp-content/uploads/2016/12/disastro-fiumarella-1961.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-16146" src="//ilreventino.it/wp-content/uploads/2016/12/disastro-fiumarella-1961-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2016/12/disastro-fiumarella-1961-300x169.jpg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2016/12/disastro-fiumarella-1961-600x338.jpg 600w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2016/12/disastro-fiumarella-1961.jpg 728w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Quando si parla della <strong>sciagura della Fiumarella</strong> ci si riferisce al più grave e dimenticato disastro ferroviario della storia d’Italia, avvenuto la mattina del <em>23 dicembre 1961</em>, lungo la linea <em>Cosenza-Catanzaro dell&#8217;allora Ferrovie Calabro-Lucane,</em> che colpì al cuore l’entroterra del capoluogo di regione, soprattutto il comune di<strong> Decollatura</strong> e anche altre comunità come <strong>Carlopoli, Cicala, Gimigliano, Panettieri, San Pietro Apostolo</strong>&nbsp;ed altri<strong>.</strong></p>
<p>Il convoglio era composta da un’automotrice e da un rimorchio, a bordo dei quali trovarono posto circa 200 persone, di cui una gran parte in piedi.</p>
<p>Secondo la tesi più accreditata furono l’alta velocità e il sovraffollamento dei vagoni a cagionare la rottura del gancio di trazione che causò il distacco dalla motrice e fece precipitare il rimorchio da un viadotto alto circa 50 metri, scaraventandolo nel greto del torrente <strong>Fiumarella</strong>.</p>
<p><a href="http://ilreventino.it/wp-content/uploads/2015/12/ponte-disastro-Fiumarella-e1482160565578.jpg"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-7856 size-medium" src="//ilreventino.it/wp-content/uploads/2015/12/ponte-disastro-Fiumarella-300x225.jpg" width="300" height="225"></a>Il bilancio fu apocalittico: <strong>71 morti, 31 dei quali, solo di Decollatura! </strong>Quella era una mattina attesa e allo stesso tempo speciale, perché i molti studenti a bordo avrebbero avuto le tanto sospirate vacanze, i lavoratori le ferie, i padri di famiglia avrebbero comprato, con i miseri risparmi, qualcheregalo da mettere sotto l’albero per i figli, oppure qualche alimento particolare da portare sulla scarna tavola la sera della vigilia di Natale.</p>
<p>La <strong>sciagura della Fiumarella</strong> <strong>è una vicenda che il pensiero non può, e non deve, accettare</strong>, per molte ragioni, per esempio:</p>
<p><strong>I)</strong>&nbsp; Quando si è giovani è impensabile, e inaccettabile allo stesso tempo, che una sorte (?) beffarda e stolta possa prendere la vita di innocenti.&nbsp;<a href="http://ilreventino.it/wp-content/uploads/2016/12/ritaglio-giornale-Roma-elenco-vittime-Fiumarella-di-Decollatura.png"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-16156" src="//ilreventino.it/wp-content/uploads/2016/12/ritaglio-giornale-Roma-elenco-vittime-Fiumarella-di-Decollatura-172x300.png" width="281" height="490" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2016/12/ritaglio-giornale-Roma-elenco-vittime-Fiumarella-di-Decollatura-172x300.png 172w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2016/12/ritaglio-giornale-Roma-elenco-vittime-Fiumarella-di-Decollatura.png 307w" sizes="(max-width: 281px) 100vw, 281px" /></a>Erano ragazzi che si recavano in città per andare a studiare negli istituti superiori, cioè per migliorare la loro posizione all’interno della classe sociale e sperare di conseguenza in un futuro migliore. Per la prima volta nella storia del paese i ragazzi, in massa, credevano fortemente che solo lo studio potesse cambiare la loro condizione sociale.</p>
<p>“<em>Per i genitori, sopravvivere ai propri figli è qualcosa di particolarmente straziante</em> (…) &nbsp;<em>La perdita di un figlio o di una figlia è come se fermasse il tempo: si apre una voragine che inghiotte il passato e anche il futuro. La morte, che si porta via il figlio piccolo o giovane, è uno schiaffo alle promesse, ai doni e sacrifici d’amore gioiosamente consegnati alla vita che abbiamo fatto nascere</em>”<a href="#_ftn1" name="_ftnref1">[1]</a>. Un medico quella mattina disse: “<em>esercito questa professione da 25 anni ed è triste vedere un ragazzo che se ne va… Per l’uomo maturo è un’altra cosa. C’è la rassegnazione dell’imponderabile che vuole la vita umana sconfitta dal tempo. Ma davanti ad un giovane anche un medico incallito diventa un’animella. E davanti a me ne ho visti morire diversi oggi</em>”<a href="#_ftn2" name="_ftnref2">[2]</a>.</p>
<p><strong>II)</strong>&nbsp; Fu una vera e propria guerra, soprattutto per <strong>Decollatura,</strong> una sorta di terzo conflitto mondiale, <a href="http://ilreventino.it/wp-content/uploads/2016/12/Gazzetta-del-Sud-1961.png"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-16151" src="//ilreventino.it/wp-content/uploads/2016/12/Gazzetta-del-Sud-1961-214x300.png" width="281" height="394"></a>con la differenza che in una lotta armata fratricida, in qualche modo, il morto si sa che potrebbe esserci, lo si aspetta, non lo si vorrebbe, ma, è “<em>normale</em>” che ci sia! &nbsp;Di contro, su di un treno è impensabile che possa accadere quello che invece accadde! Su di un treno, che, da sempre, declina un’idea di progresso e di speranza <em>(e per il secolare abbandono del Sud Italia quella ferrovia, rappresentava e rappresenta ancora oggi un pilastro fondamentale di sviluppo)</em>, non si va alla guerra, quella mattina però si morì come si muore su di un campo di battaglia, nello stesso e atroce modo.</p>
<p>La <strong><em>Gazzetta del Sud</em></strong> scriveva: “<em>I morti di Catanzaro sono caduti in una guerra che, con le poche, fugacissime vittorie, non registra che sconfitte. La responsabilità è della sorte. Non è dubbio che la sorte centri. Ma se qualcuno avesse udito, se qualcuno avesse guardato, se qualcuno si fosse occupato della ferrovia della morte, ora avremmo potuto rivolger il nostro augurio natalizio, senza il peso che ci opprime è il dolore che spegne ogni gioia</em>”<a href="#_ftn3" name="_ftnref3">[3]</a>.</p>
<p><strong>III) &nbsp;</strong>Inoltre, in guerra non perdemmo una generazione quasi per intero, perché, è vero che ci fu chi morì, ma, è pure vero che ci fu, anche, chi si salvò e riuscì a tornare a casa. Con la <strong>Fiumarella</strong> invece una generazione per intero fu azzerata quasi completamente.</p>
<p><strong>IV)</strong>&nbsp; Fu annichilita proprio quella che avrebbe costituito la classe dirigente del futuro. <a href="http://ilreventino.it/wp-content/uploads/2016/12/Domencia-del-Corriere-Decollatura-protese-e-disordini-tragedia-Fiumarella-e1482483884786.png"><img decoding="async" class="alignright wp-image-16159 size-medium" src="//ilreventino.it/wp-content/uploads/2016/12/Domencia-del-Corriere-Decollatura-protese-e-disordini-tragedia-Fiumarella-e1482483884786-214x300.png" width="214" height="300" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2016/12/Domencia-del-Corriere-Decollatura-protese-e-disordini-tragedia-Fiumarella-e1482483884786-214x300.png 214w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2016/12/Domencia-del-Corriere-Decollatura-protese-e-disordini-tragedia-Fiumarella-e1482483884786.png 358w" sizes="(max-width: 214px) 100vw, 214px" /></a>Il triste episodio&nbsp;provocò un vuoto immenso, prima di tutto affettivo, familiare e poi sociale e culturale.</p>
<p>Bastò un attimo e nelle strade scomparve la spensieratezza e la gioia, per fare posto a un dolore solitario che divenne un tratto strutturale di tutta la comunità, radicandosi nel tempo.</p>
<p>La vicenda portò nel paese un eterno inverno e un dolore sempre vivo, come se l’oscurità riempì le giornate di <strong>Decollatura</strong>. La morte di quei ragazzi lasciò tutti increduli e impotenti; costituì l’interruzione di un progetto di vita, del futuro stesso.</p>
<p>Un’interruzione della quotidianità anche per i genitori, per i fratelli, per gli amici, per l’intera comunità; ognuno direttamente o indirettamente venne toccato negli affetti.</p>
<p><a href="http://ilreventino.it/wp-content/uploads/2016/12/Decollatura-monumento-dedidato-ai-caduti-della-Fiumarella-e1482481874957.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-16154" src="//ilreventino.it/wp-content/uploads/2016/12/Decollatura-monumento-dedidato-ai-caduti-della-Fiumarella-e1482481874957-300x189.jpg" alt="" width="300" height="189" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2016/12/Decollatura-monumento-dedidato-ai-caduti-della-Fiumarella-e1482481874957-300x189.jpg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2016/12/Decollatura-monumento-dedidato-ai-caduti-della-Fiumarella-e1482481874957-1024x646.jpg 1024w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2016/12/Decollatura-monumento-dedidato-ai-caduti-della-Fiumarella-e1482481874957-600x379.jpg 600w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2016/12/Decollatura-monumento-dedidato-ai-caduti-della-Fiumarella-e1482481874957.jpg 1050w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Con la <strong>Fiumarella</strong> come ho già avuto modo di scrivere, è morto un modo di pensare, un modo di essere, un modo di vivere.</p>
<p>A <strong>Decollatura,</strong> ancora dopo 55 anni, la vicenda si “respira” nei luoghi in cui i nostri ragazzi vissero, in cui passarono le giornate, in cui studiarono, in cui magari si innamorarono… Il dolore è presente negli occhi dei familiari, nel loro quotidiano, nel loro cuore. Per questi motivi qui, chi vi scrive da tempo è impegnato a ricucire le file della memoria e sentendo molto cara la tematica posso anticipare&nbsp; che in primavera &nbsp;presenterò un lavoro sulla tragica vicenda, ritenendolo un dovere etico e morale per il mio amato paese!</p>
<p><strong>Dedico queste riflessioni ai mai dimenticati ragazzi del<em> 23 dicembre 1961</em>, a loro che, in questo tempo, sono divenuti per me, dei compagni di viaggio.</strong></p>
<p><em><a href="#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a> Parole pronunciate da <strong>Papa Francesco</strong>, in un’udienza generale del giugno del 2015.</em></p>
<p><em><a href="#_ftnref2" name="_ftn2">[2]</a> Su diversi giornali del <strong>24 dicembre 1961</strong> è presente la suddetta dichiarazione.</em></p>
<p><em><a href="#_ftnref3" name="_ftn3">[3]</a> Tratto dalla <strong>Gazzetta del Sud</strong> del 27 dicembre 1961.</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilreventino.it/decollatura-la-sciagura-della-fiumarella-vicenda-pensiero-non-puo-accettare/">Decollatura &#8211; La sciagura della Fiumarella: una vicenda che il pensiero non può accettare</a> proviene da <a href="https://www.ilreventino.it">ilReventino.it</a>.</p>
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		<title>Quando l’errore umano è frutto di scelte politiche sbagliate</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gesina Cardamone]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Jul 2016 20:44:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[OPINIONI]]></category>
		<category><![CDATA[Ferrovie della Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Gesina Cardamone]]></category>
		<category><![CDATA[incidente ferroviario]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Savuto]]></category>
		<category><![CDATA[Puglia]]></category>
		<category><![CDATA[Reventino]]></category>
		<category><![CDATA[Strada che non c'è]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Era il 6 marzo 2014 quando due treni si sono scontrati frontalmente sulla tratta a binario unico Cosenza – Catanzaro, per fortuna nessuno morto ma molti contusi ed un ferito grave che ancora oggi porta i segni di quell’incidente. 12 luglio 2016, scenario diverso, regione diversa ma nuovamente due treni si scontrano frontalmente, 27 morti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ilreventino.it/wp-content/uploads/2016/07/DSCI0848.jpg"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-12416 size-medium" src="//ilreventino.it/wp-content/uploads/2016/07/DSCI0848-300x225.jpg" alt="DSCI0848" width="300" height="225" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2016/07/DSCI0848-300x225.jpg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2016/07/DSCI0848-1024x768.jpg 1024w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2016/07/DSCI0848-600x450.jpg 600w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2016/07/DSCI0848.jpg 1050w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Era il 6 marzo 2014 quando due treni si sono scontrati frontalmente sulla tratta a binario unico Cosenza – Catanzaro, per fortuna nessuno morto ma molti contusi ed un ferito grave che ancora oggi porta i segni di quell’incidente.</p>
<p>12 luglio 2016, scenario diverso, regione diversa ma nuovamente due treni si scontrano frontalmente, 27 morti e circa 50 feriti. Dopo ogni disastro si cercano i colpevoli, si assiste alla sfilata delle autorità che portano il loro cordoglio, si reclama a gran voce giustizia e poi tutto tace.</p>
<p>Tacciono le autorità, perché a loro importa solo se il colpevole sia il capotreno oppure il capostazione. Sicuramente c’è l’errore umano nessuno lo mette in dubbio ma dietro la tragedia successa in Puglia c’è anche una responsabilità politica, l’1,2 % di investimenti ferroviari al sud è ridicolo, ed anche il 19% degli investimenti complessivi è poco rispettoso.</p>
<p><a href="http://ilreventino.it/wp-content/uploads/2016/07/img-Incidente-ferroviario-Puglia.jpeg"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-12418 size-medium" src="//ilreventino.it/wp-content/uploads/2016/07/img-Incidente-ferroviario-Puglia-300x248.jpeg" alt="img Incidente ferroviario Puglia" width="300" height="248" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2016/07/img-Incidente-ferroviario-Puglia-300x248.jpeg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2016/07/img-Incidente-ferroviario-Puglia.jpeg 473w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Nel 2016 abbiamo aerei che infrangono il muro del suono, andiamo su Marte a cercare forme di vita, eppure ci sono uomini e donne che muoiono per un binario unico e per le comunicazioni che forse non hanno funzionato.</p>
<p>In realtà la cruda verità è che si muore anche perché si è deciso di lasciare il sud indietro, ci sono le rocce e non si possono fare le infrastrutture, perché da qualche parte si devono tagliare le spese e le spese si tagliano soprattutto al sud. La tratta dove ieri è successo il tragico incidente doveva essere ammodernata entro il 2015 con soldi stanziati anche dall’UE ma qualche “mangiapane a tradimento” ha deciso di non farli quei lavori.</p>
<p><a href="http://ilreventino.it/wp-content/uploads/2016/07/img-strada-medio-savuto.jpeg"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-12419 size-medium" src="//ilreventino.it/wp-content/uploads/2016/07/img-strada-medio-savuto-300x234.jpeg" alt="img strada medio savuto" width="300" height="234" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2016/07/img-strada-medio-savuto-300x234.jpeg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2016/07/img-strada-medio-savuto.jpeg 525w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Di questi finanziamenti destinati ad infrastrutture che non vengono mai completate ne è un valido esempio la Medio Savuto, un’arteria di fondamentale importanza sia per i comuni del Reventino che del Savuto.</p>
<p>Questa strada doveva rappresentare un collegamento rapido con la SS 280 dei Due Mari e l’autostrada A3, un progetto i cui lavori ebbero inizio negli anni novanta ed ancora oggi invece si vive il disagio di dover raggiungere i principali centri urbani regionali attraverso strade costruite in età borbonica che alle prime piogge, causa smottamenti, vengono chiuse.</p>
<p>I soldi che dovevano essere spesi per queste infrastrutture e che poi prendono vie traverse a quanto sembra vengono barattati con la vita di persone che la mattina si svegliano per andare al lavoro, a scuola e non tornano più a casa. La colpa quindi è anche di chi deve investire al sud e non lo fa, di chi decide che i soldi destinati alle infrastrutture possono essere gestiti diversamente.</p>
<p><a href="http://ilreventino.it/wp-content/uploads/2016/07/img-sautostrada-a3.jpeg"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-12420 size-medium" src="//ilreventino.it/wp-content/uploads/2016/07/img-sautostrada-a3-300x191.jpeg" alt="img sautostrada a3" width="300" height="191" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2016/07/img-sautostrada-a3-300x191.jpeg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2016/07/img-sautostrada-a3-600x383.jpeg 600w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2016/07/img-sautostrada-a3.jpeg 622w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Anche sull’A3 il 12 luglio 2016 tra le uscite di Rogliano e Grimaldi direzione sud si è verificato l’ennesimo incidente, un tir messo di traverso ha bloccato per un paio d’ore autostrada ed automobilisti, altro esempio di investimenti non fatti o fatti a metà perché si è deciso che l’A3 è pronta per essere inaugurata tra qualche mese se poi mancano 58 km da ammodernare poco importa, le autorità devono tagliare il nastro.</p>
<p>Tutte le strutture preposte dovrebbero garantire la sicurezza e l’incolumità di chi ogni giorno percorre queste strade e queste tratte ferroviarie obsolete, che necessitano urgentemente di ammodernamenti, perché al sud nessuno è figlio di un Dio minore.</p>
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		<title>Incidente Ferrovie della Calabria, il sindaco di Soveria Mannelli: iniziati i risarcimenti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Sep 2015 08:08:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[COMUNI]]></category>
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		<category><![CDATA[Ferrovie della Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Soveria Mannelli &#8211; Era un giorno come tanti altri, quando due treni delle Ferrovie della Calabria si scontravano in piena linea tra Madonna di Porto e Cicala, era il 6 marzo del 2014. La notizia dell&#8217;incidente si diffuse tra i comuni del Reventino, si pensò al peggio ed in molti rievocò il ricordo del disastro e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ilreventino.it/wp-content/uploads/2015/09/incidente-ferrovie-scontro-treni.jpg"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-5666" src="//ilreventino.it/wp-content/uploads/2015/09/incidente-ferrovie-scontro-treni-300x168.jpg" alt="incidente ferrovie scontro treni" width="250" height="140" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2015/09/incidente-ferrovie-scontro-treni-300x168.jpg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2015/09/incidente-ferrovie-scontro-treni-1024x572.jpg 1024w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2015/09/incidente-ferrovie-scontro-treni-600x335.jpg 600w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2015/09/incidente-ferrovie-scontro-treni.jpg 1050w" sizes="(max-width: 250px) 100vw, 250px" /></a>Soveria Mannelli &#8211; Era un giorno come tanti altri, quando due treni delle Ferrovie della Calabria si scontravano in piena linea tra Madonna di Porto e Cicala, era il 6 marzo del 2014. La notizia dell&#8217;incidente si diffuse tra i comuni del Reventino, si pensò al peggio ed in molti rievocò il ricordo del disastro e dei tanti morti della &#8220;Fiumarella&#8221; nel dicembre del 1961, quando un rimorchio si staccò e cadde dal ponte nel letto del fiume. L&#8217;ultimo incidente non ha fatto registrare, fortunosamente, vittime ma nello scontro avvenuto su un tratto a binario unico, tra le due automotrici delle FdC, che viaggiavano in direzione opposta, appena dopo la stazione di Madonna di Porto in direzione di Soveria Mannelli, ci sono stati diversi feriti. I soccorsi furono immediati. Ma tra i tanti viaggiatori, l&#8217;unica a riportare gravi e permaneni danni, ancora oggi in cura, è stata la signora Natalina Talarico, di Soveria Mannelli, che quel giorno si stava recando al lavoro e che l&#8217;incidente ha cambiato la vita.  In merito alla vicenda, è di questi giorni la notizia che sono iniziati i risarcimenti, in tal senso riportiamo il comunicato diffuso dal sindaco di Soveria Mannelli, Giuseppe Pascuzzi.</p>
<p><a href="http://ilreventino.it/wp-content/uploads/2015/09/Incidente-treno-sindaco-soveria-mannelli.jpg"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-5663" src="//ilreventino.it/wp-content/uploads/2015/09/Incidente-treno-sindaco-soveria-mannelli-300x225.jpg" alt="Incidente treno sindaco soveria mannelli" width="251" height="188" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2015/09/Incidente-treno-sindaco-soveria-mannelli-300x225.jpg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2015/09/Incidente-treno-sindaco-soveria-mannelli.jpg 480w" sizes="(max-width: 251px) 100vw, 251px" /></a>“A circa un anno e mezzo dai fatti, finalmente, le Ferrovie della Calabria hanno iniziato a risarcire i tanti viaggiatori rimasti feriti e coinvolti nell’incidente del 6 maro 2014 in un tratto con binario unico tra i territori dei Comuni di Gimigliano e Cicala della linea Soveria Mannelli- Catanzaro”.</p>
<p>E’ il commento del sindaco di Soveria Mannelli, Giuseppe Pascuzzi che aggiunge “ questo è solo uno dei passi indispensabili che la società deve fare per restituire ai suoi tantissimi utenti-viaggiatori il diritto ad un equo risarcimento per tutto quello che hanno patito e che deve, comunque, essere necessariamente coniugato, se si vuole essere credibili fino in fondo, con il diritto fondamentale alla sicurezza del trasporto”.</p>
<p>Su questo aspetto – prosegue Pascuzzi- “siamo ancora molto indietro come dimostrano le continue segnalazioni dei viaggiatori in tema di disservizi o situazioni di vero rischio per l’incolumità pubblica. C’è ancora molto da fare per modernizzare il materiale rotabile, per ridurre tutte le situazioni di rischio, per rendere sicura la rete, per un controllo efficace dei passaggi a livello, per offrire ai viaggiatori, spesso giovani studenti e lavoratori delle zone montane calabresi, standard di accettabile qualità”.</p>
<p>Giuseppe Pascuzzi – tra i primi intervenuti proprio sul posto dell’incidente del marzo scorso – prosegue condividendo “le preoccupazioni espresse proprio nelle scorse ore dal segretario generale provinciale della Cgil, Giuseppe Valentino che richiama la società e la Regione alle proprie responsabilità. Per noi si tratta di una battaglia di principio inderogabile e costante – dice ancora il primo cittadino di Soveria Mannelli – per la quale continueremo, come fatto in questi anni, a mantenere alta l’attenzione e il confronto aperto e schietto con tutti i soggetti interessati”.</p>
<p>“Il diritto alla mobilità dei cittadini deve essere assicurato e garantito nelle massime condizioni di sicurezza tenendo bene a mente che in una regione come la Calabria, i ben noti deficit infrastrutturali, penalizzano interi territori montani relegandoli, di fatto, in un forzato isolamento che è tra le prime cause del sottosviluppo economico e dello spopolamento”.</p>
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