A tal riguardo, anche se rimane per il momento solo una proposta operativa, si sta studiando la possibilità di proporre nel programma dei “Cammini del Sud” dei tratti della via consolare Popilia, nella ramificazione delle strade franchigene, inserita nel contesto del percorso principale il “Cammino di Gioacchino” dedicato all’abate Gioacchino da Fiore, che presso il monastero di Santa Maria di Corazzo, i cui ruderi imponenti sono visitabili nel comune di Carlopoli, costituisce il luogo dove l’abate riscrisse alcune delle sue opere più importanti.
Ritornando all’incontro promosso da “Progetto Gedeone” l’occasione è servita a far conoscere il progetto e i contenuti emersi nella terza assemblea costituente del coordinamento nazionale “Cammini del Sud” svoltasi nelle scorse settimane nella prestigiosa Torre di Porta Napoletana a Velletri, nel cui coordinamento a rappresentare la Calabria era presente Antonio Mangiafave di “Progetto Gedeone” (associazione che da qualche anno ha a cuore lo sviluppo dell’ex abbazia di Corazzo nel territorio del Reventino). “Cammini del Sud” è una costituenda associazione di secondo livello, che vuole riunire le associazioni o le reti associative leader nella realizzazione e valorizzazione di percorsi di mobilità lenta delle Regioni del Centro- Sud d’Italia. Tanti sono i punti di forza del credo di “Cammini del Sud” tra cui: credere nel movimento lento; sguardo che spazia e nel passo che procede; territorio occasione e opportunità di crescita socioeconomica condivisa e responsabile; promuovere i cammini significhi lavorare per una profonda positiva trasformazione della società civile; potere della Rete; camminare a Sud, è un valore sociale, una valenza politica ed un impegno.
