Il Governo scopre solo ora i ritadi delle Regioni e i fondi non spesi della strategia Nazionale Aree Interne. Sintetizza in questo modo la nota pervenuta in redazione di Pasquale Mancuso, responsabile aree interne e della segreteria regionale PD Calabria, che come opinione di seguito pubblichiamo.
«A distanza di un anno dalla prima riunione di insediamento, si è riunita la Cabina di regia presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, organismo che governa il Piano Strategico Nazionale delle Aree Interne (PSNAI), convocata dal Ministro competente della materia, Tommaso Foti che ha comunicato, ad esito della riunione, l’avvenuta approvazione di tutte le Strategie d’Area pendenti, ben 22, che attendevano l’esito finale al fine di procedere alla necessaria, successiva firma degli Accordi di Programma Quadro.
La notizia importante, tuttavia, non è questa; il Ministro ha voluto esplicitare il ritardo intollerabile delle Regioni che non spendono ancora neppure i fondi della programmazione 2014 2020 con parole inconsuete ma nette:” “È ora necessario che all’efficienza del governo Meloni si accompagni anche la celerità delle Regioni, fino ad oggi non registrata, così che sia possibile completare l’iter istruttorio delle restanti Strategie e raggiungere la piena operatività delle 43 nuove aree interne individuate nell’ambito del Piano Strategico Nazionale delle Aree Interne (PSNAI). Permangono tuttavia forti criticità legate alla programmazione 2014–2020, con risorse ancora in larga parte non impegnate o non spese: una situazione inaccettabile, soprattutto per territori fragili che attendono risposte concrete su servizi essenziali come sanità, scuola e trasporti. È indispensabile un’assunzione di responsabilità e una piena collaborazione tra tutti i livelli istituzionali affinché le risorse disponibili si traducano finalmente in interventi concreti. Lasciare ferme queste risorse, in un contesto di crescente scarsità di fondi, non è più tollerabile”.
Sono anni che il PD Calabria, anche attraverso il meritorio impegno del Gruppo consiliare nella precedente Legislatura, denuncia il ritardo gravissimo, intollerabile, ingiustificato dello stato di avanzamento della spesa, nel Paese ed anche nelle prime 4 aree SNAI della Calabria, sulla programmazione 2014-2020, che avrebbero già dovuto spendere, con la calendarizzazione prevista e sottoscritta da tutti i soggetti istituzionali nei singoli A.P.Q., da anni, tutti i fondi, dello Stato e del cofinanziamento regionale, e che, al contrario, a tutto il 2023, per come certificato dall’allora Ministro Raffaele Fitto, nella relazione, allegata al D.E.F. del 2024 sugli interventi nelle aree sottoutilizzate, è al livello scandaloso dello zero nel mentre speriamo che non trascorrano molti mesi per la sottoscrizione degli APQ nelle aree della programmazione 2021-2027 che hanno visto approvare le Strategie in questa riunione ultima della Cabina di regìa nazionale; chiediamo, con forza, che l’Autorità Regionale responsabile per le Aree Interne (ARAI) renda noto i dati sullo stato di avanzamento della spesa nelle 4 aree SNAI della programmazione 2014-2020 al fine di conoscere le reali criticità e di consentire l’individuazione di strumenti per superare ogni ostacolo che si frapponga alla realizzazione degli interventi nei Comuni.
Peraltro, è bene sottolinearlo, sono anni che il Governo non presenta, non a caso, la Relazione annuale sullo stato di realizzazione della Strategia Nazionale delle Are Interne; l’ultima fu presenta dal Ministro Mara Carfagna nell’ormai lontano 2020 e non è neppure un caso se l’azione del Governo è costellata di ritardi, omissioni, negligenze, clamorose inadeguatezze come la tristissima vicenda della “irreversibilità” della crisi delle aree interne e la tragicomica vicenda della riclassificazione dei Comuni montani che registra, ogni giorno, ricorsi giurisdizionali contro un provvedimento pensato male e gestito peggio dal Ministro Calderoli.
Non c’è ancora, sul versante calabrese, una reale e verificata volontà del Governo regionale di fornire risposte che siano all’altezza dello straordinario impegno a vari livelli, di associazioni, delle Università, degli operatori economici e del mondo sindacale, del mondo della Cultura, delle professioni che alimentano un dibattito di straordinario valore e che meriterebbe una risposta più attenta e più pronta a comprendere che esiste aspettativa ampia e non ordinaria e che interpella un nuovo approccio ed una nuova consapevolezza della “qualità della vita” nelle aree montane ed interne che, come abbiamo denunciato per primi ed in solitudine, vivevano il tragico dramma dell’inverno demografico che soltanto da poco tempo è divenuta consapevolezza generalizzata e diffusa e la “spia” più allarmante di un processo che rischia di rendere vano ogni sforzo di resilienza.
Segnaliamo, positivamente, in questi ultimi mesi, la proposta di legge che Uncem Calabria ha presentato recentemente sulla valorizzazione della Montagna di Calabria e delle sue aree interne, lo studio che addirittura la Banca d’Italia ha fornito nei mesi scorsi, l’iniziativa recente del CNEL, la mobilitazione forte e significativa della Conferenza Episcopale Italiana e dei Vescovi del Mezzogiorno in particolare, le proposte su come riorganizzare la governance istituzionale puntando sul rafforzamento delle unioni montane ed aprendo la strada a condivise fusioni di comuni, il rafforzamento delle green community, delle rinnovabili, della filiera del legno, agli incentivi per gli operatori della Sanità, per gli insegnanti, i servizi digitali, i servizi essenziali come quello postale e della telefonia, le risorse idriche, ed i sistemi culturali di inestimabile valore, l’incremento di tutti i fondi e delle misure “dedicate”.
Ed è proprio dall’ammissione di responsabilità venuta dal Ministro Foti che noi ribadiamo la centralità, confermata in ogni passaggio politico ed istituzionale cruciale negli ultimi tre anni, dell’impegno a favore di quel “pezzo” di società italiana che consta di oltre 22 milioni di abitanti e con quasi la metà del numero dei Comuni e con oltre il 40% di territorio nazionale e che ha trovato un momento alto e significativo nella proposta di legge, presentata dal Gruppo PD della Camera dei deputati del PD, con prima firmataria la Segreteria Nazionale Elly Schlein, con chiarissime proposte riguardanti benefici fiscali per le imprese, agevolazioni per l’acquisto della prima casa e per favorire lo smart working, incentivi per il personale scolastico e sanitario per garantire servizi di qualità, un piano straordinario di investimenti pubblici per infrastrutture, mobilità e servizi essenziali con una non casuale copertura finanziaria con risorse provenienti da un diverso utilizzo dei fondi per il Ponte sullo Stretto di Messina; riprenderemo presto il cammino, che mai abbiamo interrotto, per mobilitare ancora, qui in Calabria e non solo, quanti e quante, insieme a noi, non hanno smarrito il senso di una costruzione positiva che guarda al “giorno per giorno” di milioni di cittadini e che non più attendere il “domani” soprattutto se, ogni giorno, da troppo tempo, le speranze vengono rese vane dallo scorrere dei “numeri” aridi e freddi che ci impongono di reagire e contrastare, con forza e coraggio, l’attuale fase stagnante e regressiva».
