
Sebbene si approfondisca il caso dei piccoli comuni calabresi, molte considerazioni valgono anche per i comuni delle altre regioni.
Le fonti sono due report della Corte dei Conti e dell’UPB pubblicati in questi giorni.
C’è da dire che la sostenibilità finanziaria è uno dei tanti aspetti da considerare in sede di modifiche degli assetti istituzionali, ma sembra essere abbastanza chiaro che le nuove norme sulla ripartizione dei fondi statati forzino le piccole comunità ad aggregarsi.
I vincoli di finanza pubblica e i tentativi di razionalizzare la spesa hanno cambiato le regole di distribuzione dei fondi di perequazione nazionale.
“Poichè non sarà più valido il criterio della spesa storica, i piccoli comuni riceveranno meno risorse e questo – sostiene Francesco Aiello, Economista e Fondatore di www.OpenCalabria.com – si ripercuoterà sulla sostenibilità finanziaria delle piccole municipalità, che non saranno più in grado di soddisfare i servizi essenziali”.
Si tratta, continua Aiello, di una “forzatura contabile per giustificare le unioni dei comuni senza, tuttavia, aver programmato una strategia di sviluppo integrato dei territori”.
Lo studio è consultabile da http://www.opencalabria.com/piccoli-comuni-calabresi-rischio-chiusura/
In questi giorni, OpenCalabria sta alimentando un dibattito sul Mezzogiorno, sul ruolo della politica locale e sulle dinamiche del mercato del lavoro del SUD. Di seguito i links di tre saggi pubblicati nel corso degli utlimi giorni:
Il salario di equilibrio competitivo di Antonio Aquino
Il Ritardo del SuD e le responsabilità della Politica di Vittorio Daniele
Un Ministero per il Mezzogiorno di Giuseppe Naim

