di Igor Marasco –
Il ruolo che questa consistente parte di territorio, può svolgere per assicurare la crescita economica del paese e il consolidamento della stessa è immenso. In questa sede, riprendendo spunti anche da importanti ricerche fatte in questo campo, vorrei porre alla vostra attenzione, in maniera non esaustiva ovviamente, qualche punto concreto sul quale si può costruire lo sviluppo dei nostri territori, chiarendo che alcune di questi, non possono essere messe in atto che dal Governo nazionale.
Studiando queste misure, mi sono reso conto che alcune sono già state messe in campo da alcune amministrazioni del nostro territorio. Oggi, l’introito principale dei nostri piccoli comuni è dato dai finanziamenti europei e da oneri di urbanizzazione relativi a interventi di infrastrutturazione ed espansione edilizia.
Sicuramente bisognerebbe costruire un diverso meccanismo di finanza locale, che preveda, ad esempio, forme di detassazione, incentivi a favore di coloro che trasferiscono la propria residenza e dimora o la sede di svolgimento della loro attività economica, impegnandosi a non modificarla per 10 anni, in un comune con popolazione inferiore ai cinquemila abitanti. Incentivi andrebbero altresì dati anche ai residenti che intendano recuperare il patrimonio abitativo o avviare una attività economica. Tutto ciò per favorire il ripopolamento e il recupero dei centri abitati.
Un qualcosa di indispensabile di cui i piccoli comuni oggi devono dotarsi è la banda larga che offre notevoli opportunità sia per la comunità, sia per le amministrazioni locali, sia per le imprese. Notevoli opportunità sia dal lato della fruizione che dalla erogazione dei servizi. La banda larga, può aumentare sia il livello di benessere che il livello di competitività di tali aree che hanno sempre più bisogno di condividere e gestire informazioni e comunicazioni. Rispetto a ciò, alcuni comuni del Reventino e della valle del Savuto, dispongono di banda larga. Tutto questo è funzionale alla vera vocazione che hanno i nostri luoghi, cioè quella di essere degli attrattori di turisti.
Il vero motore dello sviluppo sta qui, nell’offrire la possibilità di un turismo di qualità che investa sulla qualificazione dei territori e non sul loro sfruttamento becero, senza avere una chiara visione di dove si va.
Siamo un territorio fatto di storie, di persone, di comunità. E questo ci permetterà di andare avanti, perché ci immette nel fattore chiave che Richard Florida individua essere il fattore chiave nella competizione globale, che è quello non della competizione delle merci ma quello della “competizione per le persone”. E noi, rispetto all’inclusione, abbiamo solo da insegnare.
