
1- LO STATO DI GRAZIA
Nella Teologia (la materia che studia Dio e dintorni) il cosiddetto “stato di grazia” è la condizione di chi gode della grazia santificante divina. Laicamente e più comunemente (per estensione del predetto significato) è la condizione di particolare bontà, euforia, benessere, ispirazione, persino capacità di rendimento e di realizzare cose fenomenali. In pratica, vivere uno stato di grazia è lo stare bene, persino essere felici. Come sembrano di essere felici “Amore e Psiche” che rappresentano la totalizzante presa amorosa e lo slancio dell’unione e del completamento “anima e corpo” nella statua in marmo di Antonio Canova (1757-1822) che si può ammirare al Louvre di Parigi o all’Ermitage di San Pietroburgo in seconda copia.
2 – LE PAROLE D’AMORE NEL SACRO E NEL PROFANO
L’esperienza religiosa, specialmente quella mistica o sacra, usa quasi le medesime parole d’amore che caratterizzano le estasi di due persone che si amano anche con il corpo (amor cosiddetto profano, ma che per funzionare ha bisogno dell’anima). Consideriamo, ad esempio, la descrizione che ne fa la stessa Santa Teresa d’Avila (1515 – 1582) in quella che viene definita variamente come “estasi” o “godimento di Dio”. Ecco cosa scrive tale mistica.
La particolare esperienza mistica di tale santa spagnola (così come di numerose altre persone) è stata sottoposta a vari studi anche psicoanalitici. Personalmente non trovo nulla di strano negli orgasmi psico-fisici di una simile contemplazione spirituale. E’ la bellezza del momento che si trasforma in estasi. Così nei santi come negli amanti di qualsiasi tipo e genere. Ma anche, direi, in qualsiasi altra esperienza elevata, come, ad esempio, quella intellettuale (ne so qualcosa pure io) o creativa nell’arte o in altre espressioni di purezza estrema o di bontà altruistica. La persona tende al benessere totale, per sua natura, alla soddisfazione e al godimento il più possibile completo in tutti i modi possibili ed immaginabili, tra cui la gastronomia che, nel gusto, va quasi sempre al di là della semplice sopravvivenza alimentare, come dimostra la stessa ricorrenza del Natale.
3 – PAROLE TRA INNAMORATI
Caro Tito, sappiamo bene come e quanto le parole d’amore che si scambiano gli innamorati somiglino, molto spesso, alle preghiere che spesso vengono rivolte a Dio o ai santi nel fervore religioso. Così come sappiamo bene che quasi tutti gli innamorati usano più o meno le medesime parole per descrivere il loro “stato di grazia” e la loro felicità. In entrambi i casi la finalità da raggiungere è l’apoteosi dell’Armonia.
4 – DIO A LETTO E ATTIMI DI ETERNITA’
Nel 1995, in una delle prime interviste di un’ora che mi ha fatto la collega giornalista Doretta Mite Coloccia negli studi di Teleregione a Campobasso, ho avuto modo di affrontare il tema dell’amore sacro e dell’amore profano, con i relativi orgasmi proprio in riferimento al divino, nell’estasi dei mistici ma anche degli amanti a letto (ecco perché la dizione di “Dio a letto”). Infatti, capita spesso (specialmente da parte delle donne) invocare Dio nei momenti di maggiore godimento o al culmine del piacere psico-fisico.
E “attimi di eternità” noi umani consideriamo i momenti di massima elevazione dello spirito verso Dio o di piacere psico-sessuale. Sono numerosissime le testimonianze in tal senso, nel resoconto dei mistici (come, appunto, santa Teresa d’Avila), nella narrativa laica, nelle poesie e persino nelle canzoni d’amore. Noi stessi, che simili esperienze abbiamo avuto e continueremo ad avere, pensiamo di essere al cosiddetto “settimo cielo” nei momenti di estrema felicità, quando siamo certi che non esista gioia maggiore di quella che stiamo provando.
5 – PACE IN TERRA AGLI UOMINI DI BUONA VOLONTA’
La tradizione cristiana del Natale pone gli Angeli sulla capanna di Betlemme che esclamano: “Gloria a Dio nel più alto dei Cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà”. I mistici, specialmente quelli religiosi, gli innamorati e gli amanti sono, secondo me, tra gli esseri umani quelli più dotati di buona volontà, per cui dovrebbero essere i privilegiati agli occhi dell’Onnipotente e di quel Cristo Gesù che è venuto per salvare l’Umanità a costo della sua stessa vita.
6 – INNAMORATI DI TUTTO IL MONDO UNITEVI
Caro Tito, per tutta l’esperienza avuta in 70 anni di Wita, mi sono convinto che soltanto gli innamorati di qualsiasi genere e natura possono salvare il mondo! Pure per tale motivo, verso la fine di gennaio 2021, lancerò l’appello “INNAMORATI DI TUTTO IL MONDO UNITEVI” ad uso del 14 febbraio “Festa degli innamorati” affinché coloro che amano possano davvero contribuire a salvare questa nostra Umanità così tanto dilaniata da disvalori e nefasti sentimenti.
7 – PAZZO DI TE – VIDEOCANZONE DI ANTONIO LAGANA’
Un ruolo speciale nella salvezza del mondo da parte degli innamorati possono e devono avere i cantautori e tutti coloro che vivono e cantano la bellezza dell’amore. Come, ad esempio, il bravo cantautore badolatese di lungo corso Antonio Laganà (nato a Catanzaro il 9 luglio 1975), il quale, proprio qualche giorno fa (il 19 dicembre), ha immesso nel web “PAZZO DI TE” la sua nuova canzone, davvero molto bella come motivo musicale ma anche come testo poetico-letterario. Testo che conferma come tutti gli innamorati usino, alla fin fine, le medesime parole per descrivere sesso e sentimenti, valori e aspirazioni. A me è piaciuta così tanto tale canzone, nel suo insieme, che ti invito ad ascoltarla digitando il seguente link (https://www.youtube.com/watch?v=cmvvqretgF0) e soffermandoti con particolare attenzione sulle parole che qui di sèguito voglio riportare (senza rispettare la scansione dei versi) come godimento spirituale e concettuale. Parole e concetti e sogni che ci appartengono e che spesso ci troviamo a vivere.
8 – SALUTISSIMI
Caro Tito, dalla capanna di Betlemme ci proviene un canto d’Amore fraterno e divino. Dalle canzoni degli innamorati ci proviene l’invito all’Amore umano e generazionale ma anche a conquistare il proprio “attimo d’eternità”. Dai mistici e dagli intellettuali puri ci proviene l’incitamento a vivere in uno “stato di grazia” religioso o laico. N
Auguro perciò a te e famiglia, ai nostri lettori e ai loro cari il migliore Natale, il migliore Amore possibile, la migliore Armonia possibile, la migliore Divinizzazione possibile. Un bacio speciale a tutti i bambini del mondo, in particolare al tuo nipotino Leonardo e a Christian Mastronardi, un mio cuginetto neonato a Roma, primogenito di Luigi e di Gessica.
Ho ritrovato quel simpatico e commovente foglio, riordinando il mio cospicuo archivio. Anche da qui e anche a distanza di tanti anni voglio ringraziare per questo suo dono Giuseppe Audino il quale adesso dovrebbe avere almeno 54 anni, augurandogli BUON NATALE 2020 E BUON ANNO 2021.
A tutti gli AUGURI di BUONA WITA ! Con immensa cordialità e arrivederci alla “Lettera n. 315”.
di Domenico Lanciano
Agnone del Molise, lunedì 21 dicembre 2020 ore 23.23 (solstizio d’inverno) – Le foto sono state prese dal web o dalla gentilezza di Antonio Laganà.
