
Presentato dal presidente ANPI del Reventino, Corrado Plastino, e dal presidente provinciale ANPI Catanzaro, Mario Vallone, il professor Walter Nocito (costituzionalista e docente dell’Università della Calabria) ha spiegato i contenuti della riforma costituzionale voluta da Matteo Renzi e votata dal Parlamento, ma non con una maggioranza tale da consentirne l’approvazione senza dover ricorrere appunto a un Referendum Costituzionale.
Il risultato della riforma sarà quello di mettere un partito nelle condizioni di avere il controllo quasi assoluto dello Stato, creando un forte squilibrio di potere a favore dell’esecutivo e riducendo di fatto il pluralismo. Mentre, la nostra Costituzione non ha tanto bisogno di essere modificata, bensì attuata, soprattutto nella sua prima parte in cui si esplicitano quelli che dovrebbero essere i diritti inalienabili di ciascun cittadino.
Poi, il professor Nocito, ha provato – peraltro riuscendoci pienamente – a smontare tutti i possibili argomenti della posizione del “si”; per esempio, quello sulla presunta lentezza o immobilismo del Parlamento nel legiferare, semplicemente asserendo che l’Italia è uno dei Paesi con più leggi (oltre 150.000 attualmente in vigore). Al contrario, mancano i Testi Unici che si
Ma il professore ha parlato soprattutto di una riforma poco seria e scritta male, aggiungendo che, se si trattasse di un esame di maturità, il ministro Boschi e i suoi consulenti meriterebbero la bocciatura.
Con il concorso anche degli interventi di molti dei presenti, si è centrata l’attenzione sulla necessità di attivare dei Comitati che non si dichiarino soltanto favorevoli al NO, ma soprattutto per la Costituzione: il testo del 1948 e non quello modificato – male – nell’ultimo decennio.
