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La frenesia della metropolitana a Milano e la “prescia” che non c’è della littorina in Calabria

di Raffaele Arcuri –

E’ un mistero urbano che accade ai viaggiatori della metropolitana a Milano. Ma se il prossimo treno è tra 3 minuti e mezzo, perché correre come se non ci fosse un domani?
Capisco in Calabria, dove se perdi la littorina e resti di sera alla stazione di Gagliano, vieni assalito da un concreto senso di terrore perché non sai come “ti ricogli alla casa”, ma qui, dove ci si potrebbe prendere un attimo di respiro, tutti vanno di fretta.

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Corrono i viaggiatori, corrono le valigie, talvolta anche da sole, giuro, le ho viste.  Corrono le mamme che accompagnano i bambini il primo giorno di scuola. Corrono anche le monache, di ogni ordine e nazionalità, in questi spazi dell’anonimato che Marc Augé ha definito “non luoghi”, tenendosi il bordo della veste e il velo con leggerezza e grazia naturale. Neanche il Paradiso può attendere.

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