di Domenico Lanciano, dalla rubrica: Lettere a Tito n. 296 (Fonte autorizzata: CostaJonicaWeb.it – news Sicilia e Calabria) –
1 – ESULTO PER LA FONTANA DI MATERA
Non posso che esultare, caro Tito, per la magnifica Opera inaugurata ieri mattina a Matera. Ed è bello notare come coincide in modo perfetto con la mia, l’idea avuta da Enzo Viti e Teresa Lupo di una simile “fontana degli innamorati” proprio per ricordare i tempi in cui ai giovani era consesso di scambiarsi promesse d’amore quasi esclusivamente alla fontana nella prima metà del secolo scorso … proprio come avevo evidenziato nelle motivazioni di vari articoli che tu hai pubblicato il 9, il 16 e il 22 settembre 2019 e come poi ha bene evidenziato il 10 marzo 2020 il sito www.altomolise.net diretto dalla sempre attenta collega Mariarosaria Carosella (https://www.altomolise.net/notizie/attualita/27809/agnone-le-fontane-dellamore-piacciono-allattore-mimmo-sacerdote-). In tale articolo avevo addirittura invitato l’artista abruzzese Marcello (e non Mimmo) Sacerdote di realizzare uno spettacolo rappresentativo di quelle aspirazioni amorose dei nostri nonni e bisnonni. Storie e situazioni che oggi fanno davvero tanta tenerezza, ma che rappresentano un intenso vissuto che appartiene a tutti noi come autentico e puro sentimento della nostra gente.
2 – IL SIGNIFICATO DELLA FONTANA DELL’AMORE
L’opera di Domenico Sepe è intitolata «Innamorarsi a Matera, la Fontana dell’amore» e fa rivivere situazioni ed emozioni che soltanto i più anziani abitanti degli antichi rioni Sassi ricordano: le ragazze, che non uscivano quasi mai da sole, nemmeno a passeggio, però raggiungevano spesso senza accompagnatori la fontana pubblica: lungo un parapetto della gradinata di via Muro, tanti ragazzi le aspettavano, appunto, per parlare brevemente con loro, scambiare uno sguardo che, nel tempo, diventava amore. Secondo le intenzioni degli ideatori e dell’Amministrazione comunale, gli innamorati di tutto il mondo da oggi potranno giurarsi eterno amore proprio a Matera. Pare che un geco, realizzato da artigiani locali, sarà il simbolo dell’unione che le coppie potranno scambiarsi. La promessa d’amore avverrà intorno alla Fontana di Via San Giacomo, uno dei luoghi dei furtivi incontri del lontano passato (come esalta pure la stampa locale). Perché proprio un geco, cioè una salamandra? Poiché in araldica la salamandra simboleggia la costanza, la resistenza al male e ai nemici, il valore militare e perché si riteneva che potesse resistere persino alle fiamme.
3 – PERCHÉ’ NON BADOLATO DI CALABRIA O AGNONE DEL MOLISE?
Caro Tito, esulto per questa bellissima ed emblematica realizzazione di Matera, pure perché sono un sano campanilista e, comunque, resto sempre stato del parere che l’importante è realizzare le idee ovunque sia possibile, innanzitutto come espressione dell’animo umano. Certo, avrei preferito che una simile iniziativa fosse stata concretizzata nel mio paese natìo, in particolare a Badolato borgo, dove effettivamente sono esistite le “fontane dell’amore” ed anche “la pietra dell’innamorato” come ho evidenziato in tre distinti articoli che tu hai pubblicato in sequenza il 9, il 16 e il 22 settembre 2019, esattamente un anno fa come dimostrano i seguenti link (https://www.costajonicaweb.it/universita-delle-generazioni-e-lantica-pietra-dellinnamorato-la-maggiore-curiosita-di-badolato/ ) per il 09 settembre … (https://www.costajonicaweb.it/badolato-cz-proposto-il-calabria-love-festival-al-borgo-e-alla-pietra-dellinnamorato/) per il 16 settembre …. (https://www.costajonicaweb.it/lettere-a-tito-n-260-badolato-tutto-lanno-come-borgo-delle-serenate-patrimonio-unesco-sposi-esteri-e-tanto-altro-in-52-settimane/) per il 22 settembre.
4 – LE FONTANE DELL’AMORE NEI CIRCUITI TURISTICI
Alle ore 12,10 del 12 febbraio 2020 (prima ancora che il Covid si impossessasse dell’Italia e poi anche del mondo, dopo la Cina di Wuhan) il sito www.altomolise.net è stato il primo (tra i consueti siti web molisani) a pubblicarmi il seguente comunicato-stampa: “San Valentino, la proposta di Domenico Lanciano: inserire le fontane dell’amore di Agnone nei circuiti turistici regionali” mentre per la stampa calabrese il titolo usato è stato “ Inserire le fontane dell’amore di Badolato e della Calabria nei circuiti turistici nazionali” ed è stato pubblicato, come si vede, nell’imminenza del 14 febbraio, festa degli innamorati o di San Valentino. Ecco il testo ad uso del Molise ( https://www.altomolise.net/notizie/attualita/27349/san-valentino-la-proposta-di-domenico-lanciano-inserire-le-fontane-dellamore-di-agnone-nei-circuiti-turistici-regionali- ) che è praticamente il medesimo, con le dovute varianti per la Calabria (https://www.ilreventino.it/inserire-le-fontane-dellamore-di-badolato-e-della-calabria-nei-circuiti-turistici-nazionali/ ).
5 – FONTANE E FONTANILI PATRIMONIO DELL’UMANITÀ
Un altro comunicato-stampa inviato più intensamente a livello nazionale, è stato pubblicato alle ore 08.27 del 15 febbraio 2020 dallo stesso sito www.altomolise.net con il titolo “ Turismo, inserire le fontane e i fontanili nel patrimonio dell’umanità, ecco la proposta dell’Università delle Generazioni”. Qui di sèguito il testo ( https://www.altomolise.net/notizie/territorio/27394/turismo-inserire-le-fontane-e-i-fontanili-nel-patrimonio-dellumanita-ecco-la-proposta-delluniversita-delle-generazioni ).
<< L’Università delle Generazioni, nell’imminenza del giorno di “San Valentino” 2020, come grande atto d’amore verso le generazioni passate, presenti e future, ha proposto di inserire le cosiddette “Fontane dell’Amore” (presenti in ogni borgo e cittadina) nei circuiti turistici nazionali per la loro forte e significativa valenza socio-culturale, antropologica, sociologica, architettonica e storica.
Adesso, considerando come e quanto siano stati e continuano ad essere importanti per il mondo urbano e rurale, la stessa Università delle Generazioni ritiene opportuno chiedere alle preposte Autorità regionali e nazionali e internazionali per i Beni culturali, ma anche alle comunità locali di impegnarsi affinché “fontane e fontanili” d’Italia e di tutto il mondo possano essere dichiarati “patrimonio immateriale dell’Umanità” per numerose, valide ed intuibili motivazioni.
Già sono state dichiarate patrimonio dell’Umanità fontane monumentali come quella di Trevi a Roma e di Villa d’Este a Tivoli. Ma, a parte la loro spettacolare monumentalità e attrattiva scenografia, è necessario considerare pure l’utile ruolo di milioni e milioni di fontane e fontanili che in ogni città, borgo e campagna del mondo rappresentano il vissuto di innumerevoli generazioni e popoli. Da una parte la spettacolarità ludica ed estetica delle fontane monumentali delle città e delle metropoli, dall’altra la suggestiva ed umile bellezza e l’indispensabile utilità pratica, nel dissetare un territorio, di innumerevoli fontanili e fontane, senza le quali la vita si fermerebbe del tutto. Più patrimonio di così per l’intera Umanità?!…
L’Università delle Generazioni si augura, perciò, che questa sua proposta-appello venga accolta intanto dalle competenti Autorità italiane e poi da tutti gli Stati e i governi del mondo, affinché fontane e fontanili di tutto il nostro pianeta vengano considerati e proclamati come “Patrimonio immateriale dell’Umanità” con tutto ciò che ne consegue sul piano della tutela e della valorizzazione. Tutto questo pure nella prospettiva di una maggiore e migliore visione ecologica sostenibile quale sono da sempre fontane e fontanili che hanno bisogno della nostra attiva ed efficace lungimiranza ma anche del nostro più profondo e devoto rispetto storico e sociale. >>
6 – LE FONTANE DELL’AMORE DI AGNONE E VILLACANALE
Caro Tito, alle ore 18,08 del 10 marzo 2020 il sito www.altomolise.net così pubblicava un mio comunicato-stampa intitolato “Le fontane dell’amore piacciono all’attore Marcello Sacerdote” e ripreso pure da altri siti web: << Marcello Sacerdote è un attore e cantastorie trentenne abruzzese di belle speranze con alle spalle già alcuni splendidi anni di solida esperienza artistica anche come autore e fondatore della compagnia teatrale “Cuntaterra” (www.cuntaterra.it) impegnata, appunto, a raccontare il territorio, la propria terra, attraverso le storie di teatro, di musica, di cultura, di arti e tradizioni popolari, realizzando pure un laboratorio di ricerca storica ed antropologica su fatti e personaggi.
“L’idea delle fontane dell’amore mi è piaciuta molto – ha affermato l’attore – pure perché le generazioni dei nostri nonni e bisnonni abruzzesi avevano le medesime abitudini di quelli vostri molisani e meridionali in genere. Si tratterebbe, quindi, di rievocare scenograficamente quei significativi aspetti della nostra storia popolare. In questo momento sono impegnato a portare per piazze e teatri lo spettacolo di due ore “Primiano, brigante per amore” ma per la prossima stagione artistica conto di trattare proprio le storie legate alle fontane dell’amore >>.
7 – INVITO A REALIZZARE LE FONTANE DELL’AMORE
Caro Tito, ti dico (giusto per la cronaca) che, appena pubblicato su numerosi siti web, tale articolo su Marcello Sacerdote del 10 marzo 2020 ho inviato a diversi Comuni ed Associazioni con preghiera di voler contattare tale artista al fine di esaminare la possibilità di fargli fare uno spettacolo dedicato proprio alle fontane dell’amore del proprio paese. Una speciale preghiera ho inviato al Comune, alla Pro Loco e alle maggiori associazioni promozionali di Agnone.
Sono davvero tanto felice, caro Tito, che in qualche parte del meridione italiano venga ricordato il periodo in cui l’unico luogo dell’amore accennato tra i giovani sia stato proprio quello delle fontane, le quali, con l’acqua che vi sgorga sono esse stesse simbolo di vita. Infatti, la simbologia dell’acqua trova un qualche riscontro e significato nell’amore che sgorga e che vivifica le esistenze, attraverso le nuove generazioni. Pure per questo ho inserito in tale discorso l’Università delle Generazioni. L’invito, comunque è ancora e sempre valido.
8 – MATERA LOVE FESTIVAL
Adesso, colgo l’occasione per invitare, così pubblicamente, l’Amministrazione comunale di Matera (che è stata struggente “Capitale europea della Cultura” nel 2019 e che era già stata dichiarata “patrimonio UNESCO” nel 1993) affinché esamini la possibilità che tale città realizzi un annuale “Love Festival” pure per continuare e rafforzare il discorso promozionale di “Matera città romantica” e di “Amarsi a Matera” di cui “la fontana dell’amore” è esplicita manifestazione. In tale senso Matera potrebbe diventare “capitale permanente del sud” per i sentimenti, i quali non hanno ancora uno stabile luogo di racconto e di manifestazione.
E su tali premesse potrebbe costruire tutto un “business” economico-culturale, compresi i circuiti turistici come auspicavo nel comunicato-stampa del 12 febbraio 2020. Matera potrebbe diventare città coordinatrice delle “città delle fontane e dei fontanili”, pure tramite l’ANCI (associazione nazionale comuni italiani), il FAI (fondo ambiente italiano), l’associazione nazionale delle Pro Loco e tramite altri enti interessati.
9 – SALUTISSIMI
Caro Tito, nei miei 70 anni di vita ne ho visto tante riguardo le idee e le proposte da me pensate e sviluppate in appositi progetti o realizzate che poi ritrovo in altre persone o situazioni (riprese da me, ma senza il mio nome oppure avute indipendentemente). Capita che persone che non si conoscono o che abitano all’altro capo del mondo pensino la medesima cosa, senza che l’una sappia dell’altra e viceversa. Tuttavia, devo segnalare il fatto che tante idee da me pubblicizzate abbondantemente siano state poi adottate o copiate o imitate senza citarne la prima fonte. Il salario dell’intellettuale (sono solito ripetere) non è il denaro ma il riconoscimento del proprio lavoro, delle proprie idee originali. Non me ne lamento affatto, poiché – in fondo in fondo – mi sento un volontario seminatore di idee ed ho sempre agito in modo spontaneo e gratuito. Sono sempre lieto quando noto che qualche mia idea sia stata pensata pure da altri (segno che ha una sua validità) o che da altri è stata in vario modo realizzata (seppure trasformata o addirittura camuffata). Tanto per stare in tema, mi sento come una fontana che dà un flusso continuo di idee senza nulla pretendere … proprio come una fonte rupestre o una fontana urbana. Questa è la mia indole naturale e mi attengo con gioia, poiché questa è la mia missione principale, il motivo del mio stare al mondo, del mio esistere come Amore e Armonia!
Leggendo il lungo testo non si fa riferimento al fatto (documentato e pubblicizzato a più riprese, informando a suo tempo pure il Comune e le altre autorità di Agnone) che avevo già avanzato più di un anno fa tale proposta al sindaco di Milano, il quale mi ha risposto tramite l’assessore che si occupa proprio delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, fornendomi indicazioni per tale partecipazione. Per la cronaca, l’amico Agostino Iannelli è adesso candidato sindaco nelle elezioni amministrative agnonesi del prossimo 21 settembre. Preciso, altresì, che la mia proposta di una << ‘Ndocciata da esportazione >> è vecchia ormai di oltre 25 anni (ne è prova l’articolo scritto a suo tempo su L’Eco dell’Alto Molise) e, in particolare, la proposta (pure questa ampiamente pubblicizzata) della partecipazione alle Olimpiadi invernali risale già per quelle di Torino del febbraio 2006. Mentre la proposta di portare le Ndocce e le Campane di Agnone al 70° Festival della canzone italiana Sanremo è stata pubblicizzata il 23 maggio 2019 tramite la stampa e, tramite lettere raccomandate, al Comune di Sanremo e ai vertici della Rai-Radiotelevisione Italiana che detiene il “monopolio” di quelle trasmissioni.
Domenico Lanciano (www.costajonicaweb.it)
Azzurro Infinito di Vasto Paradiso, ore 16,52 di martedì 08 settembre 2020 (onomastico di mia moglie Bambina derivato da Santa Maria Bambina) Le foto sono state prese dal web.
