
Ma i complimenti sono per tutti: per i registi e docenti Giuseppina Marasco, Corrado Plastino e Gabriella Sirianni, così come per i tantissimi giovani attori che sono stati coinvolti in un’esperienza formativa e gratificante al tempo stesso.
Nel corso della presentazione, la dirigente Margherita Primavera ha trovato altre parole giuste per definire questo lavoro: “una vitamina per l’anima”; oltre ad augurarsi che i Comuni e le Scuole del Reventino possano “fare rete” e ricercare quell’unità di intenti che sarebbe importante per raggiungere obiettivi più ambiziosi di quelli che possono essere raggiunti singolarmente.
In effetti, come si sostiene anche in un avvincente e celebre film degli anni ottanta su una guerra nucleare scongiurata all’ultimo respiro, “Wargames – Giochi di guerra”, richiamato in qualche modo anche dal planisfero dinamico che mostra le esplosioni nucleari da Hiroshima fin quasi ai giorni nostri, la guerra è come giocare a tris: un gioco in cui nessuno può veramente vincere e pertanto “l’unica mossa giusta è non giocare”. Così è un po’ anche nelle riflessioni degli operai che lavorano in una fabbrica d’armi di Hiroshima e in quelle finali del soldato Claude.
In ultimo c’è da annotare come noi spettatori abbiamo semplicemente assistito a uno spettacolo, bello da vedere e ricco di spunti di riflessione, ma gli studenti, coinvolti al massimo livello, sono stati protagonisti oltre che sulla scena, anche di un importante e produttivo processo educativo che ha avuto la durata quasi di un intero anno scolastico.
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