
Ma è esattamente ciò che è accaduto ormai da quasi tre mesi. Appena il tempo di sbandierare un “piano di fattibilità”, già realizzato e carico di buone premesse (…o solite promesse), che una galleria, quella di Gimigliano, la più lunga del tratto in questione, ha fatto le bizze ed è stata prontamente e giustamente inibita al transito per motivi di sicurezza.
A noi, questa variazione su una procedura standard già messa in atto nel passato, è parsa quanto meno sospetta e magari prodromica di una chiusura definitiva della linea ferroviaria per sostituirla con un servizio di pullman, certamente meno efficiente e affidabile, considerato anche lo stato precario delle nostre strade, che frane, smottamenti ed esigua larghezza della carreggiata, pensata appunto per i carri d’epoca borbonica, non rendono adatte alla percorrenza di mezzi particolarmente ingombranti.
Per tenere a bada l’opinione pubblica, per la verità piuttosto anestetizzata di questi tempi, è sufficiente darle in pasto la favola di una ferrovia tutta nuova che consentirà di raggiungere Cosenza da Catanzaro in un’ora (…e pensare che nei tempi migliori se ne impiegavano quasi tre). Un progetto che rimarrà, come tanti altri, sulla carta per il prossimo mezzo secolo, prima di essere definitivamente accantonato.
Ebbene sì! Più non vi crediamo ormai…
di Raffaele Cardamone
