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Discute la tesi sul poeta Michele Pane di Adami di Decollutura, videointervista ad Aldo Capocasale di Petronà

Decollatura – Ad Adami, è stata restituita alla comunità la storica “’A Fhuntana d’u Cavune”, luogo che affonda le proprie radici nella memoria collettiva e nell’identità dei decollaturesi. Una splendida giornata di sole ha fatto da cornice all’iniziativa promossa dall’associazione “SìAmo Adami”, che ha visto una significativa partecipazione di cittadini e studiosi.

Tra gli ospiti sono intervenuti. nella gioranta del 30 maggio 2026, gli storici Giuseppe Musolino e Mario Gallo, che hanno guidato i presenti alla scoperta delle origini della fontana e dell’etimologia dei luoghi del Reventino, offrendo preziosi spunti per comprendere il valore storico e culturale di questo patrimonio.

Particolarmente apprezzato è stato l’intervento del giovane neo laureato dell’Università della Svizzera Italiana Aldo Capocasale, autore della tesi “Il dialetto calabrese come lingua d’espressione e di restanza di una comunità migrante: un’analisi storico-linguistica delle poesie e delle lettere di Michele Pane”. Nel suo contributo ha dato voce a un sentimento condiviso da un’intera comunità, sostenendo con convinzione che il dialetto calabrese non sia soltanto una parlata locale, ma una vera lingua storica, con un passato, un presente e un futuro. Di seguito proponiamo il video con l’intervista di Alessandro Cosentini, con il giovane studente nel corso della giornata che si è svolta ad Adami.

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La ricerca di Capocasale propone una rilettura dell’opera di Michele Pane attraverso la prospettiva della “restanza”, intesa come valore identitario e legame profondo con la terra d’origine, anche per chi è costretto a lasciarla. Un’analisi che intreccia storia, linguistica e poesia, affrontando temi quali l’emigrazione, l’ibridismo linguistico e il ruolo della lingua come custode della memoria collettiva.

Con parole semplici ma intense, il giovane studioso ha coinvolto il pubblico, parlando con autenticità di quella condizione esistenziale che accomuna tanti emigrati: il bisogno di continuare a esistere attraverso la propria lingua e la propria cultura. Una necessità che sembra appartenere anche allo stesso Michele Pane, il quale affidava alla scrittura il compito di testimoniare la propria presenza, nonostante la distanza.

La riqualificazione della “’A Fhuntana d’u Cavune” si è trasformata così in qualcosa di più di un intervento sul territorio: è diventata un momento di riscoperta della memoria e dell’identità collettiva, riportando idealmente la voce di Michele Pane proprio nel luogo da cui partì, ma al quale, attraverso la sua opera e il suo dialetto, non ha mai smesso di appartenere.

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