Carlopoli, presentato il libro ”Figli… di monaci e briganti” di Mario Greco
Pasquale Taverna
Carlopoli – Presentato nei giorni scorsi presso il Centro Culturale della frazione di Castagna il libro ”Figli… di monaci e briganti”di Mario Greco, editoriale Progetto 2000.
Cornice della presentazione alcuni canti intonati dal coro parrocchiale dello “Spirito Santo”di Castagna e proiezione di numerose slide di personaggi e luoghi di Castagna immortalati da Mario Greco, noto per la sua passione della fotografia.
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Insieme all’autore sono intervenuti Demetrio Guzzardi editore, Salvatore Parrotta sindaco di Panettieri, gli ex sindaci Flavio e Franco Talarico di Carlopoli, i parroci dei due Comuni e tanta gente del luogo e dei paesi limitrofi, tutti accomunati dal desiderio di conoscere uno spaccato di vita vissuta di Castagna.
“Figli… di monaci e briganti” spiega Mario Greco, perché <<l’Abbazia di Corazzo è a un tiro di schioppo da Castagna. Il nostro legame verso l’Abbazia è quello di un figlio verso la madre. Un amore che solo i castagnesi conoscono da secoli. Poi, perché arrivarono i missionari dalla Puglie, “i Passionari” a convertirci ed avevano fatto un discreto lavoro per la redenzione dei castagnesi.
Figli di briganti – prosegue l’autore – perché, il Comune di Castagna fu sciolto per connivenza con i briganti (21 marzo del 1869). Spiega Mario Greco, che non ha la pretesa di scrivere la storia del suo paese ma precisa come <<i miei sono ricordi di ragazzo che ha la grande fortuna di avere un capiente magazzino nella “capoccia” che apro quando ricerco qualcosa. I racconti sono veritieri e selezionati tra quelli che mi hanno strappato dei sorrisi>>.
Nel libro sono raccontati episodi di un dopoguerra tra i più poveri, la popolazione castagnese era per l’80% contadina. Si citano personaggi che se la “triavano” i cosiddetti borghesi, c’erano i “tromboni” e i “pezzi grossi” i “Don” proprietari terrieri ed altro. Un libro di 160 pagine corredato da incantevoli foto e circa 20 racconti di vita paesana a Castagna, alcuni letti magistralmente per l’occasione da Demetrio Guzzardi con lo stesso autore: “Zu Vittorio u scarparu; Acquasanta; Adda venì baffone” ed altri racconti che hanno entusiasmato e catturato l’interesse e la curiosità della numerosa platea e per l’occasione, Giuseppe Scalzo, vestito da brigante insieme ad una brigantessa hanno fatto la comparsa in sala.
Due intense ore di vero divertimento, un tuffo nel passato che ha deliziato e messo in luce aspetti di una vita paesana semplice e genuina, ricca di ideali e valori rispetto e appartenenza dell’essere; qualità che oggi si sono perse. Alcuni sui social hanno confessato di aver vissuto <<momenti magici scaturiti dalla penna dell’autore con realismo, sapiente ironia, amore e passione: sentimenti espressi con frizzante semplicità dall’intellettuale di Castagna>>.
L’editore Guzzardi, di Mario Greco ha detto <<scrivendo questo testo, sforzandosi nella sua memoria di ricordare questi episodi che ci hanno fatto vivere sorridere, anche emozionare, ha ridato vita e dato anima al suo paese facendo diventare letteratura persone semplicissime. I personaggi descritti – prosegue – quasi sempre accompagnati dai loro animali, vivono come mimi in un teatro naturale costituito dalle strade, dalle case, dai negozi, dalle cantine e dalle campagne. La scrittura di questi racconti è veloce, rapida, asciutta, senza fronzoli; testi che hanno molto della tecnica fotografica… e poi la terminologia dialettale la fa da padrona, nessuna nota esplicativa o traduzione di parole; il tutto è nel contesto. Nelle pagine di questo libro – conclude Demetrio Guzzardi – si respira l’aria di un universo antico, con l’essenza delle cose belle di una volta, ma soprattutto si riesce perfino a percepire il profumo della legna che arde, e – come nella foto di copertina – si promana dai camini di Castagna, ricordandoci che in quelle case, la vita c’è ancora. Una geografia dei luoghi che delinea una poesia dell’anima>>.