
“Atti notarili del 1198 e del 1221 dell’imperatrice Costanza che elencano privilegi e concessioni al Monastero di Corazzo (Carlopoli) e circa 40 Pergamene ‘500/’600 del Fondo Accattatis trattano, compra-vendita di terreni, fonte di conoscenza di clausole, di servitù, di obblighi che i padroni si riservavano nei confronti dei loro vassalli”.
Successivamente dopo un periodo “buio” per la cultura e lo studio delle genti che di Bianchi hanno tenuto alto il nome, nel 2004 il sindaco Aurelio Rocca, grazie alla grande generosità dei famigliari di Accatttis, la signora Carmela Mele che ha donato gratuitamente al Comune di Bianchi l’archivio storico della famiglia, invece di proseguire come Centro Studi, realizzò il “Museo delle Pergamene e Documenti Storici” intitolato a Luigi Elvio Accattatis, uomo di cultura poliedrica, poeta e scrittore, cittadino di Bianchi, premiato e riconosciuti prestigiosi premi da famose accademie.
Una voluminosa e interessante documentazione storica che richiama l’esistenza degli Accattatis, un tributo di riconoscenza e gratitudine alla nobile Casata che ha lasciato una profonda traccia sociale, economica e culturale nella storia di Bianchi. Secondo quanto ritiene l’allora sindaco Pasquale Taverna, questo Museo, ha la finalità di non spezzare il filo della memoria e la storia. I fatti, i nomi e gli avvenimenti siano di esempio e possano servire a costruire il presente e lanciare il futuro. Risorsa importante per costruire un processo di sviluppo integrato, volto alla valorizzazione delle proprie specificità ed occasione di traino essenziale per lo sviluppo locale.
