
“Cc’era ‘na vóta” è il titolo della kermesse di musica e poesia che, con una formula semplice ma estremamente coinvolgente, ha previsto la lettura di poesie in vernacolo di alcuni autori del Reventino: Moisè Asta, Nandino Leo, Umberto Pascuzzi e Raffaele Proto (per Soveria Mannelli), Michele Pane (per Adami di Decollatura), Vittorio Butera (per Conflenti), Ciccio De Marco (per Pedace) e, un po’ sorprendentemente (vedremo poi perché), Francesco Talarico (per Petronà).
Gli interventi musicali sono stati di Mario Leotta (alla viola), Giuseppe Capocasale (alla chitarra), Maria Pia Di Salvo (al pianoforte), Giovanni Folino (alla chitarra), Rosario Folino (alle tastiere e pianoforte), Mario Migliarese (alla chitarra e voce), Raffaele Rizza (ai sassofoni) e Suor Grazia Aurora (alla cetra).
Poi Francesco Talarico, poeta e istrionico intrattenitore, assieme ai suoi bravissimi musicisti, ha prima di tutto motivato la sua presenza; lui, di Petronà, un comune abbastanza distante da Soveria Mannelli, ha dichiarato di aver scoperto un’identità tra il suo dialetto e quelli dell’area del Reventino. Questi comuni hanno quindi saputo di essere “gemelli” dopo qualche secolo di storia. D’altronde, ha spiegato, “dalle mie parti, quando c’è uno spiffero, si dice: chiude ‘stu Reventino, e questa parola chiave mi sembra inequivocabile per stabilire le origini di Petronà”.
La sua è una poesia a volte un po’ amara, altre volte giocosa e perfino tragicomica, con veloci raffronti tra presente e passato, che si risolvono quasi sempre con un vago sentimento di rimpianto per quest’ultimo.
Ma non si poteva concludere che con Moisè Asta, che “ci ha lasciati da poco e che è stato un grande uomo di cultura che aveva Soveria Mannelli nel cuore”, come ha detto lo stesso Gino Capolupo. In effetti, le due poesie lette sono entrambe dedicate al suo paese: “Staiu tornando” e “Soveria vista du cielu”, “proprio come la vede lui adesso”, ha chiosato Gino Capolupo in un momento di commozione vera e collettiva.
Il sindaco di Soveria Mannelli Giuseppe Pascuzzi, in chiusura, ha voluto ringraziare le associazioni, gli animatori della serata e il pubblico presente, sottolineando come il Centro stia abbastanza rapidamente diventando un punto di riferimento e un centro di cultura per il territorio. Lanciando peraltro una sfida, con l’Officina della Creatività, che sarà presto attivata nei locali sotto Piazza Bonini, dove potrà essere realizzata una “digital library” con una serie potenzialmente infinita di contenuti digitali, per i quali si potrà anche attingere ad esperienze come quelle di questa serata, con il fine ultimo di promuovere il territorio.
