
Con le loro rispettive presentazioni, il sindaco di Soveria Mannelli, Leonardo Sirianni, e il direttore dell’Università d’Estate, Mario Caligiuri, ne hanno ricordato l’antica amicizia che lo lega alla città del Reventino e soprattutto la sua passata esperienza come assessore per un mese “al dissolvimento dell’ovvio”, che risale esattamente a vent’anni fa.
Ritornando ai nostri tempi ha aggiunto: << Venendo qui, pensavo a come eravamo 20 anni fa. Le sensazioni dominanti erano che la politica si fosse assestata dopo il terremoto di mani pulite, che l’Europa ci avrebbe portato enormi benefici e che ci aspettava un lungo periodo di pace, benessere e serenità. >>
Poi si è subito schermito dicendo che lo storico non ha certo la palla di vetro, ma ha gli occhi sulla nuca per vedere davanti, perché la conoscenza della storia permette quanto meno di fare ipotesi sul futuro.
Ha celiato, utilizzando delle frasi fatte sulla storia: << La storia è maestra di vita ma insegna a una classe di asini. >> E ancora: << Proprio perché la storia si ripete, noi continuiamo a ripetere gli stessi errori. >>
Sui ragazzi italiani che vanno all’estero per migliorare le proprie condizioni di vita, quelli che vengono definiti “cervelli in fuga” << ma i cervelli non fuggono, corrono >> ha tenuto a precisare, ha detto che, al contrario di quanto si pensa comunemente, questi << restituiscono molto più di quanto gli abbiamo elargito in formazione, attraverso il prestigio che ci danno. Sono Made in Italy, sono come gli artisti del Rinascimento che andavano in giro per le corti d’Europa ad esportare la bellezza italiana. >>
Ma anche tra quelli che decidono di restare lui scorge tanti ragazzi brillanti, che hanno la cultura nel sangue, la curiosità e il senso della bellezza. Con loro << il nostro futuro sarà bello! >> Ha poi concluso con una vena ottimistica che ha contagiato un po’ tutti e che è stata particolarmente apprezzata dal sindaco Leonardo Sirianni.
La lezione, davvero molto interessante, come ci ha ormai abituato l’Università d’Estate, ha dato ancora una volta l’opportunità di avere un contatto diretto con un intellettuale dei nostri tempi che ha dispensato concetti importanti e profondi, ma sempre in una chiave leggera e piacevole, come si addice a una serata estiva.
di Raffaele Cardamone
