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Una rosa con le spine all’Abbazia di Corazzo

teatro corazzoVisionart ritorna all’Abbazia di Corazzo, a Carlopoli, con un nuovo spettacolo teatrale: “Non c’è rosa senza spine”, una performance d’autore questa volta dedicata alla poesia erotica femminile: un esperimento audace di contaminazione culturale, che affronta un tema forte e coinvolgente.

Il prossimo 28 luglio 2015, alle ore 18:00, sul palcoscenico allestito nel chiostro dell’Abbazia, si esibiranno: la scrittrice e poetessa Rosarita Bernardi (“chiacchiere e pettegolezzi”), il lettore Vanni Cristofori e il chitarrista e vocalista Umberto Rinaldi. Il tutto organizzato in collaborazione con la Libera Accademia degli Evasi di ‪‎Faenza (RA) e il Progetto Gedeone.

Così recita la presentazione ufficiale dello spettacolo:

<<  La psicologia femminile e quella maschile funzionano generalmente in modo assai diverso, soprattutto quando si tratta di relazioni con l’altra metà del cielo e di sessualità. Non a caso di questo tema “spinoso” (e la rosa?) si sono occupati per secoli psicologi, letterati, intellettuali, religiosi e politici… e, non a caso, l’argomento si è trasformato in oggetto di studi tale da formare una branca dedicata della scienza: la sessuologia. …E se il problema fosse solo di comunicazione? Ben sappiamo che l’arte è principalmente comunicazione perciò esplorando “l’arte somma” – la poesia – tentiamo di impadronirci, almeno un po’, di questo strano alfabeto chiamato sesso.  >>

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Rosarita Berardi, autrice e protagonista anche sulla scena, è una scrittrice e poetessa faentina, nonché trainer di laboratori di scrittura creativa. Ha ottenuto importanti riconoscimenti come poetessa pubblicando raccolte poetiche e racconti. Ha collaborato con fotografi, pittori, ceramisti e partecipato a progetti collettivi. Parte della sua opera è stata tradotta in francese e in rumeno. Ha partecipato in qualità di poetessa alla Comédie du Livre a Montpellier (2007). Così riflette sul suo modo di fare scrittura:

<<  Scrivo perché credo nel potere della parola, nella sua carezza consolatrice, nella sua seduttiva capacità d’improvvise alchimie, nel suo tocco risanatore ed evocativo. Scrivo per giocare, per sperimentare, per sognare, per meglio vivere!  >>

L’indubbia qualità dello spettacolo, la perfetta riuscita dell’esperienza precedente (con la presenza del duo di attori Giuseppe Alfano e Luciano Carbone, ossia “L’Harem di Fletcher”) e l’incommensurabile bellezza della location, costituita dalle antiche mura dell’Abbazia a loro volta circondate dal verde di una natura incontaminata, quasi come se i monaci cistercensi avessero voluto preservarla per noi, non dovrebbero lasciare alcun dubbio sull’opportunità di partecipare a questo evento e sull’arricchimento interiore che ne può derivare.

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