A Soveria Mannelli nei primi sei mesi del 2017 sono stati spesi in giochi d’azzardo oltre 691 mila euro, per una media per ogni residente di 226 euro.
A Decollatura la somma arriva a 788 mila per una spesa media per ogni residente di 249 euro.
Mettendo insieme, solo i dati dei due comuni, la cifra arriva a raggiungere il fatturato di un anno di un’impresa di media grandezza.
Un milione e mezzo di euro. Una cifra da capogiro.
Per quanto si stenti a crederci, è la realtà. I dati sono pubblici e disponibili in rete.
Una cifra così alta spinge a porsi qualche interrogativo. Soveria Mannelli e Decollatura sono delle graziose cittadine dove la presenza di alcune imprese private di grandi dimensioni (si pensi per esempio alla Rubbettino o alla Camillo Sirianni), un poco di impiego pubblico garantito (seppure in modo molto minore rispetto al passato) soprattutto dall’ospedale e un numero ragguardevole di esercizi commerciali (sempre più in affanno), garantiscono una vita più che dignitosa a gran parte degli abitanti. Ma Soveria Mannelli e Decollatura non sono in cima ai comuni italiani per reddito pro-capite.
Dicevamo che l’entità della somma spesa nelle nostre cittadine spinge a porsi quanto meno qualche domanda. Siamo in presenza di una finora ignota dipendenza dal gioco? La ludopatia è oramai ufficialmente nota e riconosciuta come una delle dipendenze più diffuse tanto da essere trattata persino dai SERT (Servizi per le Tossicodipendenze), che finora si sono occupati solo di aiutare tossicodipendenti e alcolisti. È una forma di dipendenza insidiosa che “appare” sicuramente di meno rispetto ad altri tipi di dipendenza eppure ha effetti devastanti sull’equilibrio delle famiglie.
Forse è opportuno che le organizzazioni sociali e le agenzie educative del territorio (parrocchie, gruppi di volontariato, scuole) comincino a porsi questo problema e a individuare delle possibili soluzioni specie di natura preventiva.
Mi si consenta un’ultima battuta. Un milione è mezzo di euro in sei mesi è una cifra persino superiore al fatturato di una media azienda in Calabria. Pensate come sarebbe bello se invece di affidarci all’incerto responso della fortuna creassimo una sorta di fondo comune per dare vita a una clinica di alta specializzazione che possa diventare attrattiva per tutta la Calabria (e non solo). Forse, in tal modo, il nostro territorio farebbe tredici sul serio!
Già, ma una volta immaginata e progettata, dove collocarla? A Soveria Mannelli o a Decollatura? Lascio a voi l’ardua sentenza. Intanto vado a comprare un gratta e vinci, non si mai…
di Antonio Cavallaro

