Il ciclo di lezioni ha fornito ai partecipanti nozioni di base sulle caratteristiche chimiche, fisiche ed organolettiche, sulla normativa vigente in materia, sull’etichettatura e soprattutto sul metodo per la valutazione organolettica dell’olio, per riconoscerne i pregi e i difetti principali. Per far prendere dimestichezza con strumenti e metodi ufficiali, alla teoria si è accompagnata la pratica, con assaggi di oli difettati, vergine ed extravergine in un percorso sensoriale che ha spaziato tra oli, di varietà calabresi e italiane senza tralasciare le grandi produzioni industriali perché “ per un consumatore, conoscere, vuol dire anche poter scegliere con consapevolezza cosa acquistare, per un produttore è sapere come realizzare un prodotto di qualità”, commenta il Capo panel Carmelo Orlando.
Al termine di questa esperienza i partecipanti, aggiunge Tommaso Torchia dell’omonimo oleificio,” portano a casa un attestato, ma soprattutto una maggiore consapevolezza su un prodotto che più di ogni altro è rappresentativo del nostro territorio e aspettano già di partecipare alle venti sedute d’assaggio, necessarie per completare il percorso di formazione”.

