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“Tappa garibaldina” per il Giro d’Italia che assume una valenza storica

Rogliano – Ha seguito il percorso di Garibaldi e dei Mille il Giro d’Italia passato sulle strade dell’area interna del Reventino-Savuto, in pratica i corridori sono transitati dagli stessi luoghi tanto che potrebbe essere definita la “tappa garibaldina” quella che ha attraversato l’area interna centrale di questo pezzo di Calabria.

“La quinta tappa del Giro d’Italia potrebbe essere definita come una tappa garibaldina, visto che il percorso ciclistico ricalca l’itinerario seguito da Garibaldi e dai suoi Mille nella campagna militare che valse la sconfitta dell’esercito borbonico, prima della battaglia finale del Volturno”.  E’ quanto fa rilevare una nota stampa diffusa dal circolo culturale “Rostema” di Rogliano che evidenzia quanto segue. Un dato di fatto di cui ne ha notato la coincidenza il giornalista e storico Luigi Michele Perri nel corso di una conferenza, tenuta a Piano Lago, sul 160° anniversario della vittoria garibaldina, sancita dalla resa delle truppe napoletane, che, a Soveria Mannelli, il 30 agosto del 1861, deposero le armi.

Perri ha rievocato l’arrivo di Garibaldi a Mileto, dove fece tappa il 27 agosto e dove, due giorni prima, fu ucciso il generale regio Fileno Briganti dai suoi stessi uomini che lo avevano accusato di tradimento. La marcia dell’eroe dei due mondi proseguì in direzione del distretto di Nicastro per inoltrarsi nell’entroterra in direzione di Tiriolo e di Soveria Mannelli, dove il generale Ghio, comandante delle forze borboniche, firmò la capitolazione. Da Soveria, Garibaldi si portò nel territorio di Scigliano e dall’altura dell’Agrifoglio dettò il famoso telegramma “Dite al mondo che alla testa dei miei bravi calabresi ho disarmato dodicimila soldati borbonici” comandati dal generale Ghio.

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Da qui raggiunse Rogliano, dove celebrò la vittoria nominando Donato Morelli prodittatore della Calabria Citra, emanando decreti destinati a sollevare le condizioni dei contadini. Quindi, fu a Cosenza e poi a Castrovillari (da dove partirà la sesta tappa del Giro). Perri ha rilevato come la coincidenza dell’anniversario e del percorso della corsa rosa sia passato inosservato e come il “Garibaldi”, titolo della guida curata dall’organizzazione e distribuita ai partecipanti e alla stampa, non ne faccia cenno. “Eppure – ha commentato – sarebbe stata l’occasione buona, specie per le autorità locali per ricordare un anniversario così importante, che, invece, è passato sotto silenzio”.

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