Cosa c’entra Soveria Mannelli, piccolo centro dell’entroterra calabrese in provincia di Catanzaro, con Udine, città dell’Italia nord-orientale del Friuli Venezia Giulia, niente si risponderebbe subito. Invece no, il nesso lo crea Giordano Bruno Guerri.
In estate, una volta, quando si organizzava “Essere a Soveria” iniziativa che animava il mese di agosto, messa in piedi dalla civica amministrazione di Soveria Mannelli, in un periodo che non c’era il coronavirus, si provvedeva a diffondere nell’ambiente i sani germi di una contaminazione culturale fatta da coinvolgenti provocazioni intellettuali. Per esempio nel lontano 1997, era l’anno in cui arrivò a Soveria Mannelli lo storico e scrittore Giordano Bruno Guerri, a cui fu conferita la nomina di assessore, seppure per il tempo determinato di trenta giorni, per come riportava integralmente l’incarico nella giunta comunale con la delega alla “Provocazione culturale e al Dissolvimento dell’ovvio”. Un episodio che all’epoca non passò inosservato, la stampa e i media in generale si occuparono della insolita nomina “politica” e di contro l’assessore da buon amministratore si impegnò nell’attività civica e produsse una serie di proposte e indicazioni su vari argomenti, tutte raccolte, successivamente, nel numero speciale “i bollettini di Guerri” supplemento del periodico “La Casa Comune” all’epoca edito dalla civica amministrazione ed organo di informazione che da tempo non viene stampato e distribuito ai cittadini.
Ricordiamo, per esempio, come sue furono alcune singolari iniziative adottate tra cui quella di innalzare un “Monumento al cassonetto”, con cui intendeva sensibilizzare l’opinione pubblica sull’opportunità di collocare tali antiestetici contenitori per la raccolta dei rifiuti nelle aree urbane di particolare pregio architettonico o artistico.
Oppure l’idea di deporre nella ricorrenza della data del 30 agosto del 1997 – a fianco della base dell’obelisco su cui è inciso il testo del telegramma che ricorda il passaggio del generale Garibaldi da Soveria Mannelli inviato il 30 agosto 1860 che recitava: “Dite al mondo che alla testa dei miei bravi calabresi ho disarmato dodicimila soldati borbonici”– una targa con la lapidaria risposta: “Glielo abbiamo detto ma non interessa a nessuno”.
Riguardo l’ex assessore di Soveria Mannelli, al quale se ci legge porgiamo un caro saluto, ritornando all’attualità, l’ultima notizia arriva da Udine dove si è tenuta la prima edizione (guarda caso, come nel periodo del suo assessorato, proprio nel mese di agosto però del 2020, cioè oltre vent’anni dopo l’esperienza in Calabria) del premio “Divergenze” che assegna un riconoscimento ad intellettuali, giornalisti e scrittori che hanno il coraggio di una posizione intellettuale originale e controcorrente, e il riconoscimento è stato attribuito a Giordano Bruno Guerri. Lo si apprende da quanto pubblicato sulle pagine online de ilFriuli.it che di seguito riportiamo.

«È uno dei più originali, coraggiosi e sicuramente “divergenti” intellettuali italiani. Giordano Bruno Guerri, scrittore, saggista presidente della fondazione Vittoriale degli italiani si è definito liberale, liberista, libertario ed (ex) libertino, riuscendo nella straordinaria impresa di incarnare e reinterpretare il mito di D’annunzio confermandolo come personaggio di straordinaria attualità, non solo culturale. Autore di libri storici di straordinaria successo, capaci di unire il rigore della ricerca al fascino della narrazione arguta e divertente, ha vissuto anche una breve, ed ovviamente dissacratoria, carriera amministrativa come “assessore al Dissolvimento dell’ovvio” nel comune di Soveria Mannelli in Calabria, incarico che ha lasciato dopo un mese per “eccesso di cene ufficiali”. Perfetto interprete quindi dello spirito del premio “Divergenze” Guerri lo onorerà tenendo una lectio divergente sul tema “Riscrivere la storia” (domenica 30 agosto 2020 a Udine).
La prolusione è stata affidata ad Andrea Romoli presidente della Scuola di Formazione politica Ettore Romoli. L’iniziativa, organizzata dalla Scuola di Formazione Politica Ettore Romoli in collaborazione con la Gaspari Editore e con il patrocinio del Comune di Udine e di Promoturismo FVG».





























