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	<title>precariato Archivi - ilReventino.it</title>
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		<title>Poste Italiane: dietro ai profitti record, troppi morti e infortuni sul lavoro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Mar 2025 20:13:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nell’ultimo decennio Poste Italiane ha raggiunto risultati record dal punto di vista economico e finanziario. Tuttavia, a fare da contraltare alla scalata del successo, ci sono ricadute sociali non trascurabili, come la piaga del precariato, che riguarda soprattutto i giovani, e la strage silenziosa degli infortuni sul lavoro. Sotto quest’ultimo aspetto, i dati recenti – [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nell’ultimo decennio Poste Italiane ha raggiunto risultati record dal punto di vista economico e finanziario. Tuttavia, a fare da contraltare alla scalata del successo, ci sono ricadute sociali non trascurabili, come la piaga del <strong>precariato,</strong> che riguarda soprattutto i giovani, e la <strong>strage silenziosa degli infortuni sul lavoro.</strong> Sotto quest’ultimo aspetto, i dati recenti – consultabili sul sito ufficiale dell’azienda – sono allarmanti.</p>
<p>Al netto dei casi di infortunio “in itinere” e di Covid-19, tra il 2021 e il 2023 il numero totale di infortuni sul lavoro dei dipendenti di Poste Italiane è stato pari a <strong>14.590.</strong> Di cui <strong>3.704 con gravi conseguenze e 12 mortali.</strong> Il triennio precedente, dal 2018 al 2020, aveva segnato numeri persino peggiori, con <strong>17.907</strong> eventi infortunistici. Di cui <strong>4.973 casi gravi e 14 decessi.</strong> Un’autentica carneficina, che raramente trova spazio nel dibattito pubblico.</p>
<p>I lavoratori più a rischio sono i <strong>portalettere:</strong> circa il 75 per cento degli infortuni registrati coinvolge il settore del recapito postale, che risente dei pericoli della strada. La prima causa di infortunio riguarda l’uso dei mezzi aziendali, in particolare per <strong>cadute da motoveicoli e incidenti stradali,</strong> seguita al secondo posto da inciampi e scivolamenti durante i percorsi a piedi. L’attività di consegna della posta si svolge all’aperto e in qualsiasi condizione meteo, dal caldo estivo al maltempo. Inoltre, viene spesso aggravata da orari estenuanti e ritmi frenetici.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-108919 aligncenter" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/03/WhatsApp-Image-2020-06-18-at-18.40.32-1-650x390-1-350x210.jpg" alt="" width="773" height="464" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/03/WhatsApp-Image-2020-06-18-at-18.40.32-1-650x390-1-350x210.jpg 350w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/03/WhatsApp-Image-2020-06-18-at-18.40.32-1-650x390-1.jpg 650w" sizes="(max-width: 773px) 100vw, 773px" />La situazione <strong>peggiora nel caso dei precari,</strong> che vedono negarsi sistematicamente diritti e riconoscimenti, come il dovuto compenso per il lavoro straordinario. Sono perlopiù giovani, assunti con contratto a tempo determinato per pochi mesi, prorogabili fino a dodici e poi mandati a casa. Chi entra in servizio riceve una <strong>formazione superficiale,</strong> sostanzialmente di tipo teorico. L’addestramento pratico è demandato ai colleghi più navigati, e consiste in un periodo di affiancamento lavorativo, che dura solo qualche giorno.</p>
<p>Poste Italiane è il maggiore datore di lavoro in Italia, con oltre 119 mila dipendenti. Dal 2017 a oggi, il gruppo ha assunto stabilmente circa 32 mila persone, distribuite nei diversi settori aziendali. Al tempo stesso, però, ha generato <strong>ben 100 mila precari,</strong> impiegati esclusivamente nel recapito e nella logistica, con mansioni di portalettere e addetto allo smistamento. In quest’ambito, la precarietà lavorativa non mira a soddisfare esigenze stagionali, ma è un <strong>problema persistente.</strong></p>
<p>Dietro ai numeri riportati, ci sono storie umane: sogni infranti e sacrifici non ripagati, dignità negata e diritti calpestati, vite spezzate e famiglie distrutte negli scenari peggiori. Nessuno dovrebbe mai rischiare la vita per lavorare, soprattutto quando si è giovani. Eppure, in Poste Italiane, questa sembra essere la norma. Un paradosso inaccettabile per un’azienda il cui <strong>principale azionista è lo Stato,</strong> che da parte sua ha il dovere di garantire, oltre al profitto, condizioni di lavoro sicure e dignitose.</p>
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		<title>Lavoro e diritti: molte chiacchiere in Tv e sui social, pochi fatti da chi governa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Apr 2022 18:59:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[OPINIONI]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Borghese]]></category>
		<category><![CDATA[apprendistato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La lotta alla manodopera specializzata e/o gratuita secondo lo chef stellato Alessandro Borghese e secondo Flavio Briatore ha prodotto discussioni infinite. Mi piacerebbe che le chiacchiere fossero corredate da alcune puntualizzazioni e richieste, per sgombrare le nubi che in buona fede o mala fede vengono soffiate, facendo diventare la discussione sterile. Eccole, elencate per punti, per [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La lotta alla manodopera specializzata e/o gratuita secondo lo chef stellato Alessandro Borghese e secondo Flavio Briatore ha prodotto discussioni infinite.</p>
<p>Mi piacerebbe che le chiacchiere fossero corredate da alcune puntualizzazioni e richieste, per sgombrare le nubi che in buona fede o mala fede vengono soffiate, facendo diventare la discussione sterile.</p>
<p>Eccole, elencate per punti, per dare maggiore ordine ai pensieri:</p>
<p>1) Se l’apprendistato è rigorosamente una scuola, non solo deve essere gratis ma potrebbe anche richiedere un costo. Magari con degli assegni di studio per i più bravi o  quelli impossibilitati a seguire per mancanza di soldi.</p>
<p>2) Il corso di apprendistato deve essere uno e uno solo per quella tipologia di lavoro.</p>
<p>3) La lotta ai contratti di lavoro precario deve essere la priorità in Italia.</p>
<p>4) L&#8217;idea che stipendi  bassi producano ricchezza è essa stessa l&#8217;inizio della fine di un Paese.</p>
<p>5) Il diritto al lavoro è sacro come il dovere di compierlo.</p>
<p>6) Abbassare le tasse sul lavoro dovrebbe essere, insieme all&#8217;istruzione e alla sanità, la priorità del governo.</p>
<p><em>Cristina Muraca</em></p>
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		<title>Sanità, Pandolfi (Un’altra Calabria è possibile): proposte concrete per il servizio d’emergenza 118</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Sep 2021 20:32:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FATTI]]></category>
		<category><![CDATA[118]]></category>
		<category><![CDATA[emergenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La grave crisi legata alla pandemia da covid 19, che ha stravolto in questi due anni il nostro Paese e non solo e che ha avuto gravissime ricadute sul piano economico e sociale, &#8211; è scritto in una nota &#8211; non ha risparmiato, purtroppo, neppure il Servizio sanitario, dimostrandone la grave fragilità nelle risposte assistenziali [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La grave crisi legata alla pandemia da covid 19, che ha stravolto in questi due anni il nostro Paese e non solo e che ha avuto gravissime ricadute sul piano economico e sociale, &#8211; è scritto in una nota &#8211; non ha risparmiato, purtroppo, neppure il Servizio sanitario, dimostrandone la grave fragilità nelle risposte assistenziali soprattutto a livello della medicina  territoriale.</p>
<p>In Calabria, tale crisi è stata ancora più acuta, colpendo un sistema sanitario già di per sé fragile in conseguenza  delle misure restrittive imposte, fin dal 2007, dal Piano di Rientro e gestite, negli anni da Commissari più meno straordinari e comunque, tutti, incapaci di risollevarne le sorti economiche.</p>
<p>Mancato rinnovamento tecnologico, inesistente sostituzione del personale che negli anni andava in pensione, pesante inquinamento mafioso sia nelle istituzioni sanitarie che nella gestione delle risorse, sono le cause di una fallimentare gestione, cui, non sono estranei i partiti che in tutti questi anni si sono susseguiti nella gestione della cosa pubblica.</p>
<p>La cartina di tornasole di questo disastro è lo stato in cui versa il servizio di emergenza territoriale 118, che è stato in questi ultimi due anni uno dei pilastri nella risposta alla pandemia, sostituendosi spesso sia alle strutture ospedaliere che alla medicina di base, e che oggi soffre in modo acuto della carenza di medici.</p>
<p>Purtroppo, leggiamo quotidianamente, &#8211; afferma ancora Pandolfi nella nota &#8211; i casi in cui le ambulanze debbono prestare soccorso senza la presenza di medici a bordo, anche per situazioni in cui la loro presenza è assolutamente necessaria, e non soltanto per motivi di ordine medico legale. Se è vero, infatti, che la problematica della mancanza di medici nel servizio 118 si riscontra in tante altre regioni italiane, è indubitabile che, specie nella provincia di Cosenza, uno dei territori più dell’intero Paese, la questione riveste carattere particolarmente grave. E, in questo quadro, non si può tacere di fronte al ruolo cui viene sottoposto il personale infermieristico (e quello di supporto), costretto a responsabilità che non sono proprie del loro mansionario, ma che vengono supportate con professionalità e dedizione. Nondimeno, non è sufficiente denunciare. Servono proposte concrete, che dovranno tradursi in azioni  concrete se saremo chiamati a responsabilità di governo.</p>
<p>Si tratta di proposte che hanno valore anche strategico e che dovranno vedere impegnata la nostra compagine non solo nella risoluzione, in tempi brevi, di problematiche di pertinenza regionale, ma anche nella proposizione di nuovi e specifici approcci al sistema delle emergenze, sia intra che extra-ospedaliere.</p>
<p>Pensiamo ad esempio alla situazione inerente la grave carenza di scuole di specializzazione per i medici di emergenza, quasi assenti nell’intero meridione. O, ancora, alla inesistenza di veri e propri Dipartimenti Integrati di Emergenza, in cui, in un futuro che speriamo non lungo, potrà operare un medico specialista in Medicina e Chirurgia d’Urgenza ed Accettazione, ed in cui non si faccia più distinzione più tra operatori sanitari di pronto soccorso e medici di ambulanza.</p>
<p>Intanto, nell’immediato, bisognerà chiudere col precariato per tutte le figure che operano nel 118. In concreto, questo dovrà significare il passaggio alla dipendenza dei medici del 118 che lavorano da troppi anni con un contratto in convenzione. Esiste una normativa che solo in minima parte è stata adottata dalle varie giunte regionali che si sono avvicendate in tutti questi anni alla guida della regione Calabria e che è richiesta a gran voce dagli operatori sanitari di questo servizio. Il riferimento a quanto previsto dall’articolo 8, comma 1 bis, del decreto legislativo 229/99, per cui è possibile, in tempi brevissimi, procedere ad attivarne i meccanismi. La sola clausola che vogliamo prevedere in questi casi è che il personale medico che accetterà di passare alla dipendenza, dovrà prestare servizio nel 118 per almeno tre anni.</p>
<p>C’è bisogno, poi, di una ricognizione delle carenze organiche, &#8211; conclude la nota &#8211; sulla base di uno standard operativo che prevede, per ogni postazione del 118, un numero di medici, infermieri ed autisti soccorritori pari a sei unità. Di conseguenza, il personale medico ed infermieristico che lavora già da anni in questi posti va stabilizzato con contratto a tempo indeterminato, mentre vanno indetti nuovi concorsi per assumere nuovo personale.</p>
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		<title>A Catanzaro scendono in piazza le donne di &#8220;Ci siamo rotte i Tabù&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Mar 2021 17:21:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FATTI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Giornata di sciopero internazionale delle donne, domani 8 marzo e anche a Catanzaro, è scritto in una nota del gruppo &#8220;Ci siamo rotte i tabù&#8221;, scenderemo in piazza per denunciare le tante forme di oppressione che vengono perpetrate ancora oggi sulle nostre vite e sui nostri corpi. Vogliamo denunciare non solo le forme di violenza [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Giornata di sciopero internazionale delle donne, domani 8 marzo e anche a Catanzaro, è scritto in una nota del gruppo <strong>&#8220;Ci siamo rotte i tabù&#8221;</strong>, scenderemo in piazza per denunciare le tante forme di oppressione che vengono perpetrate ancora oggi sulle nostre vite e sui nostri corpi. Vogliamo denunciare non solo le forme di violenza privata e domestica che balzano tragicamente e continuamente alle cronache, ma anche le molteplici forme di violenza che si compiono nei posti di lavoro, nei presidi sanitari, nelle scuole e nelle università, nei luoghi pubblici.</p>
<p>Tutte quelle azioni quotidiane &#8211; è scritto ancora &#8211; che, già a partire dal linguaggio, legittimano di fatto la normalizzazione di un sistema di diseguaglianze che impediscono non solo la nostra affermazione, ma anche la nostra emancipazione sociale e politica. Saremo in piazza per sollevare l’attenzione sul precariato che colpisce le vite di tutt*, ma che si abbatte su noi donne in modo ancora più deciso, perché il sistema economico in cui viviamo ci rende più esposte alla precarietà lavorativa, alla ricattabilità, alla mancanza di garanzie e diritti sul posto di lavoro.</p>
<p>Come dimostrano i recenti dati ISTAT,<strong> il 98% di coloro che hanno perso il lavoro durante l’ultimo anno segnato dalla pandemia è composto proprio da donne</strong>. Saremo in piazza contro le difficoltà di accesso al diritto alla salute a causa della progressiva distruzione della sanità pubblica e per denunciare le forme di violenza che tantissime donne subiscono nei presidi sanitari, negli ospedali, nei consultori, negli ambulatori; i tantissimi casi di violenza ostetrica; l’obiezione di coscienza che si concretizza in un reale impedimento all’autodeterminazione delle donne che decidono di non portare a termine una gravidanza, vedendosi negato un diritto conquistato con le battaglie degli anni ’70.</p>
<p>Pensiamo &#8211; conclude la nota &#8211; che la solidarietà sia un’arma concreta contro le forme di oppressione originate da uno stesso sistema patriarcale che ci vuole vittime, dipendenti, infelici e non di certo emancipate e libere. Per questo scendiamo in piazza al grido di “anche questa è violenza” e invitiamo chiunque voglia opporsi a tutto ciò a partecipare assieme a noi. <strong>Ci vediamo in Piazza Prefettura giorno 8 Marzo alle 18:00!!! </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilreventino.it/a-catanzaro-scendono-in-piazza-le-donne-di-ci-siamo-rotte-i-tabu/">A Catanzaro scendono in piazza le donne di &#8220;Ci siamo rotte i Tabù&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.ilreventino.it">ilReventino.it</a>.</p>
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		<title>Precari ex legge 12, dopo cinque anni di silenzi rimodulate risorse per chiudere la pratica</title>
		<link>https://www.ilreventino.it/precari-ex-legge-12-dopo-cinque-anni-di-silenzi-rimodulate-risorse-per-chiudere-la-pratica/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Sep 2020 21:12:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FATTI]]></category>
		<category><![CDATA[concorso pubblico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È stata approvata ieri in Giunta la delibera di rimodulazione di risorse che offre all’assessorato al lavoro la dotazione finanziaria necessaria a chiudere una delle ultime pratiche che riguardano il precariato afferente alla Regione Calabria, quella relativa alla legge 12/2014. A darne notizia l’assessore al lavoro Fausto Orsomarso, che ha già annunciato un incontro con [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilreventino.it/precari-ex-legge-12-dopo-cinque-anni-di-silenzi-rimodulate-risorse-per-chiudere-la-pratica/">Precari ex legge 12, dopo cinque anni di silenzi rimodulate risorse per chiudere la pratica</a> proviene da <a href="https://www.ilreventino.it">ilReventino.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_61563" aria-describedby="caption-attachment-61563" style="width: 695px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="wp-image-61563" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/09/orsomarso-300x225.jpg" alt="" width="695" height="521" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/09/orsomarso-300x225.jpg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/09/orsomarso-750x563.jpg 750w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/09/orsomarso.jpg 800w" sizes="(max-width: 695px) 100vw, 695px" /><figcaption id="caption-attachment-61563" class="wp-caption-text">Fausto Orsomarso</figcaption></figure>
<p>È stata approvata ieri in Giunta la <strong>delibera di rimodulazione di risorse che offre all’assessorato al lavoro la dotazione finanziaria necessaria a chiudere una delle ultime pratiche che riguardano il precariato afferente alla Regione Calabria, quella relativa alla legge 12/2014.</strong></p>
<p>A darne notizia l’assessore al lavoro Fausto Orsomarso, che ha già annunciato un incontro con i sindacati e la partenza, nella prossima settimana, dei tavoli operativi su tutte le leggi che riguardano i contrattualizzati che una dotazione storica e legge di riferimento del Consiglio regionale, nello specifico le leggi 15, 31, 40 e la 28 che è legata al potenziamento dei centri per l’impiego.</p>
<p>“I tavoli tecnici con i sindacati &#8211; spiega l’assessore Orsomarso &#8211; stabiliranno i percorsi per chi ha già un contratto e a cui sarà garantito un futuro. Fin dal mio insediamento mi sono impegnato per consentire la contrattualizzazione di questa fetta di precariato dimenticata, partendo con la pubblicazione degli elenchi completi e aggiornati, che è un aspetto tecnico che riguardava i dirigenti, e poi con il reperimento delle risorse, per cui ringrazio la presidente Jole Santelli, il dirigente Maurizio Nicolai ed il collega Gianluca Gallo. Si tratta infatti di una rimodulazione e di una nuova destinazione di risorse del settore Welfare.</p>
<p><strong>Finalmente troverà accoglimento l’interpretazione autentica dell’ultima norma del precariato calabrese, che risale al 2014</strong>. È già pronta una manifestazione di interesse da discutere con i sindacati, differenziando le figure che hanno titolo &#8211; non per valutazioni politiche, ma perché gli interessati hanno prodotto domande su cui c’è stata una valutazione dei dirigenti &#8211; in modo che sia diplomati che laureati possano contribuire, con l’esperienza maturata in questi anni, ad un più efficiente funzionamento della macchina regionale.</p>
<p>Un impegno &#8211; conclude Orsomarso &#8211; che garantisce finalmente un futuro a questi lavoratori, ed è accompagnato dall’impegno ad impedire che in Regione Calabria venga creato ancora precariato con contratti a termine che poi vengono prolungati. Si potrà diventare dipendenti regionali solo tramite concorso pubblico, nella massima trasparenza, in modo da premiare soltanto il merito di quei giovani che hanno studiato e si sono formati con impegno e i sacrifici propri e delle proprie famiglie, e non attraverso scorciatoie di qualunque tipo”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilreventino.it/precari-ex-legge-12-dopo-cinque-anni-di-silenzi-rimodulate-risorse-per-chiudere-la-pratica/">Precari ex legge 12, dopo cinque anni di silenzi rimodulate risorse per chiudere la pratica</a> proviene da <a href="https://www.ilreventino.it">ilReventino.it</a>.</p>
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		<title>Lavoro, Orsomarso incontra i sindacati. Al centro l&#8217;emergenza occupazionale legata al covid</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Sep 2020 18:17:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il tema dell’emergenza occupazionale legata al Covid-19, il piano di investimenti e le politiche attive per il lavoro, la stabilizzazione del precariato storico regionale e la situazione dei tirocinanti, &#8211;  è scritto in un comunicato di Palazzo Campanella &#8211; sono stati gli argomenti al centro di una riunione, durata quasi 4 ore, che l’assessore al [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_60526" aria-describedby="caption-attachment-60526" style="width: 1011px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="wp-image-60526" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/09/orsomarso-sindacati-300x225.jpg" alt="" width="1011" height="758" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/09/orsomarso-sindacati-300x225.jpg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/09/orsomarso-sindacati-750x563.jpg 750w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/09/orsomarso-sindacati.jpg 800w" sizes="(max-width: 1011px) 100vw, 1011px" /><figcaption id="caption-attachment-60526" class="wp-caption-text">L&#8217;incontro odierno</figcaption></figure>
<p>Il tema dell’<strong>emergenza occupazionale</strong> legata al Covid-19, il piano di investimenti e le politiche attive per il lavoro, la stabilizzazione del precariato storico regionale e la situazione dei tirocinanti, &#8211;  è scritto in un comunicato di Palazzo Campanella &#8211; sono stati gli argomenti al centro di una riunione, durata quasi 4 ore, che l’assessore al Lavoro Fausto Orsomarso ha tenuto oggi in cittadella regionale con le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative.</p>
<p>Presenti  all&#8217;incontro il<strong> segretario generale della Uil Santo Biondo; Enzo Musolino, Luigi Veraldi e Pasquale Barbalaco rispettivamente segretari regionali di Cisl, Cgil e Uil; il segretario generale Ugl Calabria Ornella Cuzzupi; Carlo Barletta per la Felsa Cisl; Gianvincenzo Benito Petrassi per la UilTemp; Antonio Cimino per la Nidil Cgil; Gianluca Persico e Giuseppe Mazzei per la Cisal; Antonio Lento per la Confsal.</strong></p>
<p>L’assessore Orsomarso, &#8211; prosegue la nota &#8211; introducendo l’incontro, ha presentato in sintesi gli interventi che la Regione dovrà presentare al governo sul <strong>Recovery fund</strong>, ed ha chiesto ai sindacati la presentazione di proposte sulla direttrice dell’innovazione e della semplificazione.</p>
<p>Le parti hanno poi discusso del precariato storico, manifestando soddisfazione per la definizione dei bacini di lavoratori appartenenti alle leggi 12, 15, 31 e 40, e per le relative<strong> contrattualizzazioni e stabilizzazioni</strong> per chi ha già un contratto a tempo determinato.</p>
<p>Sul percorso di <strong>stabilizzazione degli ex Lsu/Lpu</strong>, l’assessore Orsomarso &#8211; è scritto ancora &#8211; si è impegnato a sollecitare al ministro del lavoro l’atteso decreto attuativo. Più in generale l’incontro di oggi è stato finalizzato all’apertura di un confronto tra Regione e sindacati, strutturato e programmato che, attraverso l’operatività dei Tavoli tecnici, abbia l’obiettivo di riordinare il mercato del lavoro calabrese e chiudere la stagione del precariato pubblico regionale.</p>
<p>Per quanto riguarda il settore pubblico, si è discusso dell’apertura di una nuova fase di politiche attive del lavoro in linea con i fabbisogni professionali del mondo produttivo, al fine di costruire percorsi di lavoro privato stabile e di qualità.</p>
<p>Al termine, -conclude la nota della Regione &#8211; l&#8217;assessore e le organizzazioni sindacali hanno convenuto  sulla  necessità di mettere la parola fine al precariato in Calabria garantendo la <strong>fuoriuscita dal tirocinio</strong> dei soggetti interessati, consapevoli che tutti sono chiamati a dare il loro reale contributo in termini di chiarezza ed effettiva fattibilità dei percorsi di contrattualizzazione. Infine, i sindacati hanno rappresentato la necessità di una calendarizzazione degli incontri sui temi delle politiche attive del lavoro.</p>
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		<title>Tirocinanti calabresi, Orsomarso: &#8220;Un problema che viene da lontano. Il 7 settembre saremo ad un tavolo in Cittadella&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Aug 2020 14:21:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Continuano le proteste dei tirocinanti calabresi. Ieri quelli cosentini hanno manifestato davanti alla sede della provincia e incontrato il presidente Iacucci. Sull&#8217;argomento di scottante attualità che vede coinvolti più di 7000 lavoratori clabresi è intervenuto l&#8217;assessore al lavoro della regione, Fausto Orsomarso. “La precaria situazione dei tirocinanti &#8211; in Calabria un esercito di lavoratori impegnati [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilreventino.it/tirocinanti-calabresi-orsomarso-un-problema-che-viene-da-lontano-il-7-settembre-saremo-ad-un-tavolo-in-cittadella/">Tirocinanti calabresi, Orsomarso: &#8220;Un problema che viene da lontano. Il 7 settembre saremo ad un tavolo in Cittadella&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.ilreventino.it">ilReventino.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div id="contenuto_100">
<p><img decoding="async" class=" wp-image-59529 alignleft" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/08/Foto-articolo-tirocinanti-300x202.jpg" alt="" width="411" height="277" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/08/Foto-articolo-tirocinanti-300x202.jpg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/08/Foto-articolo-tirocinanti.jpg 512w" sizes="(max-width: 411px) 100vw, 411px" />Continuano le proteste dei tirocinanti calabresi. Ieri quelli cosentini hanno manifestato davanti alla sede della provincia e incontrato il presidente Iacucci. Sull&#8217;argomento di scottante attualità che vede coinvolti più di 7000 lavoratori clabresi è intervenuto l&#8217;assessore al lavoro della regione, Fausto Orsomarso.</p>
<p>“La precaria situazione dei tirocinanti &#8211; in Calabria un esercito di lavoratori impegnati negli uffici giudiziari, nelle strutture del Mibact e del Miur, negli enti locali con i Tis &#8211; è un problema &#8211; si legge in una nota della regione &#8211; che viene da lontano, e in particolare da quanto il ministro Poletti nel 2016 blocca la mobilità in deroga e prevede la migrazione del bacino verso le politiche attive con risorse delle Regioni&#8221;.</p>
<p>&#8220;L’ipotesi di una formazione finalizzata al reinserimento lavorativo &#8211; scrive ancora Orsomarso &#8211; non è accompagnata però dalla previsione di procedure concorsuali nelle quali poter spendere questi titoli formativi. Un errore a monte nell’accordo tra Governo centrale e Regioni, che per la Calabria ad esempio ha comportato una spesa di 100 milioni in politiche attive negli ultimi 4 anni, senza una previsione di effettivi sbocchi occupazionali e senza una norma che consentisse di rinnovare le politiche attive per gli stessi lavoratori&#8221;.</p>
<p>&#8220;Per questo, riflettendo con una rappresentanza di lavoratori, &#8211; prosegue la nota &#8211; ho espresso l’opinione che se fin dall’inizio si fosse pensato di attivare i tirocini nel settore privato oggi molti avrebbero un lavoro e una retribuzione dignitosa, e non un rimborso del tutto inadeguato all’attività effettivamente svolta negli uffici pubblici, che in molti casi appare una forma di sfruttamento legalizzato. Se ci sono state promesse non mantenute, non sono certo addebitabili a questo Governo regionale, che ha affrontato il problema con attenzione e serietà&#8221;.</p>
<figure id="attachment_59968" aria-describedby="caption-attachment-59968" style="width: 300px" class="wp-caption alignright"><img decoding="async" class="wp-image-59968 size-medium" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/08/orsomarso-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/08/orsomarso-300x225.jpg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/08/orsomarso-750x563.jpg 750w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/08/orsomarso.jpg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-59968" class="wp-caption-text">Fausto Orsomarso</figcaption></figure>
<p>&#8220;Appena insediato, in piena emergenza covid, ho attivato da subito una misura straordinaria di supporto al reddito per dare un sostegno ai lavoratori completamente dimenticati dal Governo nazionale, riuscendo ad erogare un sussidio di 500 euro una tantum utilizzando insieme al collega al welfare Gianluca Gallo un fondo di politiche sociali. Anche per quanto riguarda i tirocinanti impegnati nei comuni, &#8211; prosegue la nota &#8211; la struttura che abbiamo messo in campo non ha accumulato neppure un minuto di ritardo nell’invio dei dati all’Inps. E’ evidente che, sul tema dei tirocinanti così come su quello del precariato storico, la parte decisiva deva farla il Governo nazionale&#8221;.</p>
<p>&#8220;In una conference-call con il ministro del Lavoro, che a fine settembre potrebbe essere in Calabria, abbiamo ipotizzato un percorso che possa dare la possibilità ai tirocinanti della Giustizia di riconoscere un titolo da far valere nei nuovi concorsi del ministero, considerato che dal confronto tra Regione, Corti d’Appello e Ministero è emersa l’impossibilità di proseguire i tirocini. Ho suggerito anche la possibilità di utilizzare risorse del recovery fund per potenziare l’organico pubblico prevedendo una riserva nei concorsi per chi ha svolto i percorsi formativi&#8221;.</p>
<p>&#8220;Bisogna che il Governo nazionale, &#8211; conclude Orsomarso &#8211; confrontandosi con le regioni e le organizzazioni sindacali, indichi una soluzione per il vasto bacino dei tirocinanti, e costruisce politiche attive finalizzate a creare lavoro vero e dare opportunità concrete anche i giovani disoccupati. Intanto nei giorni scorsi ho già sentito le principali sigle sindacali per concordare un incontro, e ho convocato un tavolo sulle questioni che riguardano i tirocinanti e il precariato per il prossimo 7 settembre in cittadella”.</p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
<div class="divisorio"></div>
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		<title>Tirocinanti calabresi: dopo anni di precariato, è assurdo vivere abbandonati a noi stessi!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2020 09:58:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Pubblichiamo volentieri una nota stampa dell&#8217;Unione Tirocinanti Regione Calabria, solidali con la loro drammatica vertenza, visto che, come affermano loro stessi, &#8220;si continua ad ignorare il nostro calvario di padri e madri di famiglia sia da parte della Regione Calabria sia da parte dell&#8217;attuale governo nazionale. Questo status di invisibili di cui godiamo, non è [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Pubblichiamo volentieri una nota stampa dell&#8217;Unione Tirocinanti Regione Calabria, solidali con la loro drammatica vertenza, visto che, come affermano loro stessi, &#8220;si continua ad ignorare il nostro calvario di padri e madri di famiglia sia da parte della Regione Calabria sia da parte dell&#8217;attuale governo nazionale. Questo status di invisibili di cui godiamo, non è per nulla piacevole ma a parte ciò, crediamo in meglio per il futuro&#8221;.</em></p>
<p><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/06/Foto-tirocinanti.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-56142" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/06/Foto-tirocinanti-300x176.jpg" alt="" width="300" height="176" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/06/Foto-tirocinanti-300x176.jpg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/06/Foto-tirocinanti.jpg 713w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>&lt;&lt;Noi tirocinanti (ENTI, MIUR, MIBAC, GIUSTIZIA), vogliamo dire basta alle forme di precariato quotidianamente vissute da noi uomini e donne, madri e padri di famiglia, in qualità di tirocinanti ad oltranza, atte a diventate nel tempo quel STATUS SOCIALE che non riconosce alcuna prospettiva di lavoro futura. In precedenza, in maniera rigorosa, era stato deciso di risolvere (in parte) la problematica dei tirocinanti con la nostra storicizzazione da parte della Politica locale (da parte della precedente giunta regionale per intenderci ed esistono anche atti e registrazioni in merito). Ma si vuole capire una volta per tutte che per noi tirocinanti calabresi si intravede IL RISCHIO DI INOCCUPAZIONE A LUNGO TERMINE O PERMANENTE con quella condanna perenne di trovarsi fuori da qualsiasi rapporto DOMANDA/OFFERTA, in cui la fascia di età, come è ben noto, si abbassa notevolmente (max 35 anni). Pertanto noi tirocinanti calabresi avanziamo richiesta all&#8217;attuale giunta Regionale Santelli di riconoscerci lo status di lavoratori subordinati, nei settori in cui operiamo: Enti, Miur, Mibact e Giustizia. Chiediamo inoltre il pieno coinvolgimento delle organizzazioni sindacali (CGIL, CISL, UIL/UILTEMP , CALABRIA) a tutela delle nostre istanze/richieste atte allo svolgimento di negoziati che risolvano in maniera adeguata la nostra vertenza di precari e di categoria non tutelata adeguatamente con le opportune tutele (previdenziali e contributive) riconosciute a qualsiasi lavoratore. Per concludere siamo palesemente stanchi del continuo rimpallo di competenze che la regione Calabria attribuisce all&#8217;attuale governo (che ignora tra l&#8217;altro la nostra esistenza tanto da escluderci dal &#8220;Decreto Cura&#8221;), mostrando indifferenza verso la nostra situazione drammatica e verso il nostro calvario di uomini e donne, madri e padri di famiglia presi in considerazione soltanto in prossimità di qualsiasi campagna elettorale (nei mesi precedenti varie personalità si mostravano interessate, con numerosi articoli e proclami, alla nostra problematica per poi scomparire nel nulla)&gt;&gt;.<br />
<em>Unione Tirocinanti Regione Calabria</em></p>
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		<title>A Bianchi, la stabilizzazione di sei lavoratori ex LSU/LPU</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jan 2020 11:00:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La Giunta Comunale di Bianchi riconosce dignità ai lavoratori e stabilizza sei lavoratori, uno ex LSU e cinque LPU del Comune. Un atto coraggioso e di grande umanità che mette definitivamente fine al calvario e alle incertezze di questi lavoratori che, per anni si sono visti negare un lavoro sicuro. Posto di lavoro a tempo indeterminato [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilreventino.it/a-bianchi-la-stabilizzazione-di-sei-lavoratori-ex-lsu-lpu/">A Bianchi, la stabilizzazione di sei lavoratori ex LSU/LPU</a> proviene da <a href="https://www.ilreventino.it">ilReventino.it</a>.</p>
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<p>Posto di lavoro a tempo indeterminato arrivato a ridosso delle festività natalizie sotto l’albero di Natale per volontà e determinazione del sindaco Pasquale Taverna e degli assessori Rino Pascuzzo e Valentina Perri. Una decisione saggia e di grande rispetto per i lavoratori precari, che così, dopo tanti anni possono assaporare la tranquillità lavorativa.</p>
<p>L’amministrazione comunale di Bianchi è arrivata a tale risultato cogliendo a volo   la positività del Decreto Dirigenziale della Regione Calabria, n. 10462 del 28.08.2019, che ha riaperto i termini per la stabilizzazione e storicizzato le risorse finanziarie necessarie per i lavoratori ex LSU/LPU che unitamente al contributo economico del Ministero del Lavoro ha permesso cosi di stabilizzare fino a quiescenza i sei lavoratori a 18 ore settimanali.</p>
<p>Un nuovo anno, sereno per questi lavoratori e per le loro famiglie, che gli permette di programmare meglio il loro futuro ed assicurare al Comune di Bianchi servizi più efficienti e sicuri.</p>
<p>“La nostra scelta &#8211; ha detto il sindaco Taverna &#8211;  è stata unanime e condivisa dalla maggioranza, che sin dal suo insediamento ha sempre dichiarato la propria disponibilità per la stabilizzazione di tutti i lavoratori del Comune di Bianchi senza nessuna discriminazione. Una scelta &#8211; conclude il sindaco &#8211; di persone umane prime che amministratori, che hanno sempre condiviso le vicissitudine, le lotte e i sacrifici dei lavoratori precari”.</p>
<p>La notizia è stata ufficializzata e concretizzata in presenza degli amministratori con la sottoscrizione del contratto da parte degli ex LSU/LPU, oggi finalmente dipendenti comunali a tempo indeterminato.</p>
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