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	<title>Badolato Marina Archivi - ilReventino.it</title>
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	<title>Badolato Marina Archivi - ilReventino.it</title>
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		<title>Messa Beat Grean a Badolato: Che cos&#8217;è e da dove nasce</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Jul 2025 15:40:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte e cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Badolato Marina, ha vissuto una epopea giovanile davvero effervescente, sia per la presenza dei frati francescani e sia per l’enorme entusiasmo apportato dal Concilio Ecumenico Vaticano II. Infatti, negli anni post-conciliari sessanta e settanta divenne il fulcro di numerose attività innovative, guidate dai sacerdoti padre Silvano Lanaro e padre Nicola Criniti e anche dall’educatrice parrocchiale [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Badolato Marina, ha vissuto una epopea giovanile davvero effervescente, sia per la presenza dei frati francescani e sia per l’enorme entusiasmo apportato dal Concilio Ecumenico Vaticano II. Infatti, negli anni post-conciliari sessanta e settanta divenne il fulcro di numerose attività innovative, guidate dai sacerdoti padre Silvano Lanaro e padre Nicola Criniti e anche dall’educatrice parrocchiale laica ins. Luisetta Caporale, la quale è adesso alle prese con la scrittura di un libro che narra, proprio e specialmente, quei meravigliosi anni della migliore gioventù badolatese che si prese cura pure dei paesi vicini. Tra questi giovani c’era un gruppo di sette adolescenti che erano pure musicisti e, con il nome di Euro Universal, sono stati i primi nel Sud ad eseguire la Messa Beat composta dal maestro Marcello Giombini nell’estate 1968, poi portata in giro per le chiese, persino al Santo di Assisi e a Roma.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-114681 alignleft" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/07/Euro-Universal-nel-luogo-della-MESSA-GREEN-21-settembre-1971-350x232.jpg" alt="" width="350" height="232" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/07/Euro-Universal-nel-luogo-della-MESSA-GREEN-21-settembre-1971-350x232.jpg 350w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/07/Euro-Universal-nel-luogo-della-MESSA-GREEN-21-settembre-1971-750x498.jpg 750w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/07/Euro-Universal-nel-luogo-della-MESSA-GREEN-21-settembre-1971.jpg 854w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" />  Gli Euro Universal, che si consideravano un complesso musicale etico, erano francescanamente sensibili all’armonia di tutte le creature, per cui ebbero l’idea di eseguire, martedì mattina 21 settembre 1971 (nell’equinozio d’autunno), una “messa beat green” proprio in mezzo ad un agrumeto, adibito pure ad orto e a giardino esotico, per celebrare l’onesto lavoro della gente nel modo più ecologico possibile. Tale Messa green o ecologica è stata celebrata da padre Nicola Criniti alla presenza di numerosi fans e di giovani dell’Azione Cattolica locale e della “Pro Civitate Christiana” associazione affiliata a quella centrale di Assisi. E’ opportuno ricordare (in ordine alfabetico) i componenti gli Euro Universal: Pasquale Andreacchio, Nazzareno Audino, Domenico Lanciano, Giuseppe Naimo, i fratelli Franco e Vincenzo Serrao, Enzo Sasari. Una sintesi della loro esaltante esperienza etico-musicale è presente nell’opuscolo “Il futuro è pop-islam” edito nel 2020.</p>
<p><em><img decoding="async" class="size-medium wp-image-114684 aligncenter" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/07/Prima-di-copertina-opuscolo-POP-ISLAM-edizione-2020-218x350.jpg" alt="" width="218" height="350" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/07/Prima-di-copertina-opuscolo-POP-ISLAM-edizione-2020-218x350.jpg 218w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/07/Prima-di-copertina-opuscolo-POP-ISLAM-edizione-2020.jpg 535w" sizes="(max-width: 218px) 100vw, 218px" /></em></p>
<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-114683 alignright" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/07/Euro-Universal-ad-Assisi-03-ottobre-1968-350x266.jpg" alt="" width="350" height="266" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/07/Euro-Universal-ad-Assisi-03-ottobre-1968-350x266.jpg 350w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/07/Euro-Universal-ad-Assisi-03-ottobre-1968.jpg 735w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E adesso, a distanza di 54 anni da quell’evento (ripetuto in altri contesti), gli Euro Universal esultano sia perché si sentono anticipatori “green” e sia perché pure Papa Leone XIV ha concelebrato intenzionalmente una “Messa ecologica” nei giardini della sua residenza estiva di Castel Gandolfo (Roma) lo scorso mercoledì 9 luglio 2025 proprio … “per la custodia del Creato” e per “ascoltare il grido della Terra e dei poveri” ma anche per “mobilitare le intelligenze e gli sforzi perché il male sia volto in bene, l’ingiustizia in giustizia, l’avidità in comunione”. E, a proposito di “comunione” e degli altri benèfici valori correlati, medesime parole 3500 anni fa ha usato Re Italo, fondando l’Italia sociale e politica in Calabria attraverso i “sissizi” cioè i pasti comuni e così anche il primo nucleo di “democrazia etica” pure prediligendo l’amicizia e la “diplomazia” per risolvere le problematiche tra popoli, gruppi e persone. Quanto è attuale questo nostro eroe eponimo, che ha dato nome all’Italia! …</p>
<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-114682 alignleft" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/07/Messa-Green-in-Castelgandolfo-09-luglio-2025-Papa-Leone-XIV-350x233.jpg" alt="" width="350" height="233" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/07/Messa-Green-in-Castelgandolfo-09-luglio-2025-Papa-Leone-XIV-350x233.jpg 350w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/07/Messa-Green-in-Castelgandolfo-09-luglio-2025-Papa-Leone-XIV-750x500.jpg 750w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/07/Messa-Green-in-Castelgandolfo-09-luglio-2025-Papa-Leone-XIV.jpg 1024w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" /></p>
<p>A tale proposito Domenico Lanciano ex Euro Universal (il quale nell’aprile 1982 ha utilmente fondato in Badolato Marina (CZ) l’associazione culturale informale “Calabria Prima Italia”) così afferma:  – <em>&lt;&lt;</em> <strong><em>Bisognerebbe studiare di più e meglio Re Italo</em> <em>e la Prima Italia</em> <em>proprio come suggerisce il grande filosofo greco Aristotele (384-322 a. C.) che ha inserito e bene evidenziato Re Italo nella sua fondamentale opera “Politica” (VII, 9, 2) come uomo di pace, di sagge leggi e di armonia, imitato in tutto il Mediterraneo</em> </strong><em><strong>per oltre otto secoli, specialmente dagli Ateniesi che però lo travisarono con la loro “democrazia mercantile” anti-etica per eccellenza, quale ancora purtroppo noi abbiamo con tutte le atroci guerre e i raccapriccianti disastri che si susseguono!</strong>&gt;&gt;</em></p>
<p><em> </em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>A Badolato Marina, lunedì 7 luglio si pulisce un tratto di spiaggia libera</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Jul 2025 17:30:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L’Università delle Generazioni rende noto di aver ricevuto e deciso di divulgare un appello spontaneo e sincero, che testimonia come, anche nei gesti più semplici, possa manifestarsi un profondo senso civico e d’appartenenza. «Sono Guglielmo Gallelli e anche se a Badolato sto soltanto per qualche mese all’anno (abito a Milano), io e tre altre anime [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’Università delle Generazioni rende noto di aver ricevuto e deciso di divulgare un appello spontaneo e sincero, che testimonia come, anche nei gesti più semplici, possa manifestarsi un profondo senso civico e d’appartenenza.</p>
<p>«Sono Guglielmo Gallelli e anche se a Badolato sto soltanto per qualche mese all’anno (abito a Milano), io e tre altre anime pie abbiamo deciso di ripulire da cartacce e plastiche varie la spiaggia libera tra il Lido Ancora e il Lido Colonna a Badolato Marina. Potreste cortesemente estendere questo appello affinché qualcun altro di buona volontà si possa aggiungere a noi (anche non badolatese). Salvo imprevisti, ci troviamo sotto la statua di “Mister Badolato” sul lungomare alle ore 17.30 di lunedì 7 luglio 2025. Grazie e cordiali saluti. Tel. 339.3796247».</p>
<p>Una chiamata all’azione semplice ma significativa, che richiama alla responsabilità verso l’ambiente e al desiderio di prendersi cura, anche in modo informale e volontario, del proprio territorio. Non è specificato se ai partecipanti verrà fornito materiale per la pulizia (guanti, sacchetti, pinze, ecc.) né se l’organizzazione garantirà acqua o altri generi di conforto, quindi è consigliabile presentarsi con il necessario equipaggiamento e una propria scorta d’acqua, vista l’ondata di caldo estiva in corso.</p>
<p>Dal suo “esilio molisano”, Domenico Lanciano, fondatore e responsabile dell’Università delle Generazioni, commenta con una punta di orgoglio e speranza: «A Badolato non tutto è perduto!»</p>
<figure id="attachment_114366" aria-describedby="caption-attachment-114366" style="width: 350px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/07/Piero-Pelu.jpeg"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-114366" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/07/Piero-Pelu-350x344.jpeg" alt="" width="350" height="344" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/07/Piero-Pelu-350x344.jpeg 350w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/07/Piero-Pelu-75x75.jpeg 75w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/07/Piero-Pelu.jpeg 514w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" /></a><figcaption id="caption-attachment-114366" class="wp-caption-text"><em>Piero Pelù puliva la spiaggia di Badolato</em></figcaption></figure>
<p>Lanciano ricorda che negli anni passati non sono mancate iniziative analoghe. Una tra le più note fu quella del cantautore Piero Pelù, che aveva una casa nel borgo medievale di Badolato e decise, con spirito ambientalista, di ripulire alcune spiagge locali, attirando persino l’attenzione delle telecamere del TG2 Rai. Pelù documentò in quell’occasione la quantità e la varietà di rifiuti abbandonati, tra cui persino materiali pericolosi.</p>
<p>«Mr. Piero Pelù non ha ripulito soltanto qualche spiaggia di Badolato. Ha acceso i riflettori su un problema reale e diffuso, che riguarda il decoro, la salute e il futuro turistico della nostra costa», sottolinea ancora Lanciano».</p>
<p>Alla luce di queste iniziative, si evidenzia come sarebbe auspicabile la creazione di un servizio ispettivo – se non ufficiale, almeno di base volontaristica – che durante tutto l’anno si prenda carico del monitoraggio e della cura dell’ambiente costiero. Non solo per l’estetica o per l’igiene, ma anche per il benessere della comunità e per l’attrattività turistica del territorio.</p>
<p>Un gesto come quello di Gallelli e dei suoi amici, per quanto piccolo, può fare la differenza. È anche un invito a riscoprire il valore della collaborazione tra residenti, villeggianti e turisti, a tutela di un patrimonio naturale che appartiene a tutti.</p>
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		<title>Un grazie a De Gasperi dalle Marine joniche</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Mar 2023 09:04:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>A metà ottobre 1951 una tremenda alluvione ha devastato in Calabria numerosi borghi collinari e montani dell’entroterra jonico da Reggio a Catanzaro provocando la morte di centinaia di persone e decine di migliaia di senza-tetto per la distruzione di gran parte degli abitati. L’allora governo De Gasperi rispose prontamente alle popolazioni colpite pure costruendo sul [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>A metà ottobre 1951 una tremenda alluvione ha devastato in Calabria numerosi borghi collinari e montani dell’entroterra jonico da Reggio a Catanzaro provocando la morte di centinaia di persone e decine di migliaia di senza-tetto per la distruzione di gran parte degli abitati.</p>
<figure id="attachment_90714" aria-describedby="caption-attachment-90714" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/03/5-Targa-70mo-nascita-Badolato-Marina-1952-2022.jpg"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-90714" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/03/5-Targa-70mo-nascita-Badolato-Marina-1952-2022-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/03/5-Targa-70mo-nascita-Badolato-Marina-1952-2022-300x169.jpg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/03/5-Targa-70mo-nascita-Badolato-Marina-1952-2022-750x422.jpg 750w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/03/5-Targa-70mo-nascita-Badolato-Marina-1952-2022.jpg 1024w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-90714" class="wp-caption-text"><em>Targa 70mo nascita Badolato Marina 1952-2022</em></figcaption></figure>
<p>L’allora governo De Gasperi rispose prontamente alle popolazioni colpite pure costruendo sul litorale decine di nuovi paesi per gli alluvionati.</p>
<p>Quelle nuove comunità, chiamate Marine, poterono contare, già a soli cinque mesi da quel tragico evento, sulle prime case permanenti in muratura e non su ricoveri provvisori.</p>
<p>Furono costruiti a tempo di record pure gli edifici pubblici di riferimento, come chiese e case comunali. Alla luce di altre calamità naturali, anche attuali, con sistemazioni precarie dei senza-tetto in baracche o containers, quella soluzione permanente data dal governo De Gasperi costituì un lodevole e insuperato precedente.</p>
<figure id="attachment_90716" aria-describedby="caption-attachment-90716" style="width: 232px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/03/2-Roma-24-marzo-2023-Omaggio-alla-tomba-di-De-Gasperi-con-Serrao-Lanciano-Ermocida.jpg"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-90716" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/03/2-Roma-24-marzo-2023-Omaggio-alla-tomba-di-De-Gasperi-con-Serrao-Lanciano-Ermocida-232x300.jpg" alt="" width="232" height="300" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/03/2-Roma-24-marzo-2023-Omaggio-alla-tomba-di-De-Gasperi-con-Serrao-Lanciano-Ermocida-232x300.jpg 232w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/03/2-Roma-24-marzo-2023-Omaggio-alla-tomba-di-De-Gasperi-con-Serrao-Lanciano-Ermocida-750x968.jpg 750w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/03/2-Roma-24-marzo-2023-Omaggio-alla-tomba-di-De-Gasperi-con-Serrao-Lanciano-Ermocida.jpg 793w" sizes="(max-width: 232px) 100vw, 232px" /></a><figcaption id="caption-attachment-90716" class="wp-caption-text"><em>Omaggio alla tomba di De Gasperi con Serrao, Lanciano, Ermocida</em></figcaption></figure>
<p>Pure per questo motivo, nel 2022, ricorrendo il 70° anno della nascita delle Marine, alcune comunità joniche hanno voluto ricordare Alcide De Gasperi con una manifestazione di memoria e di gratitudine avutasi in Badolato, con la presenza di alcuni sindaci di altri Comuni beneficiati, e l’inaugurazione di una targa ricordo posta proprio nel luogo dove l’allora Capo del Governo il 24 marzo 1952 ha consegnato le chiavi dei primi 78 alloggi sui complessivi 335 ultimati entro il 1955.</p>
<p>Infatti, su “input” dell’Università delle Generazioni, la scorsa primavera 2022, l’associazione culturale Nicola Caporale di Badolato Marina, diretta da Myriam Rovito, ha realizzato brillantemente e significativamente una emozionante due giorni di commemorazione del 70° anniversario della venuta in Calabria di De Gasperi il 24 marzo 1952.</p>
<p>A chiusura degli eventi di questo 70° anniversario, venerdì scorso 24 marzo 2023, una delegazione dell’Università delle Generazioni di Badolato ha voluto recarsi a Roma per deporre un vaso di ortensie bianche sulla tomba di Alcide De Gasperi sita all’ingresso della basilica di San Lorenzo fuori le mura, nei pressi del cimitero monumentale del Verano, di fronte alla città universitaria.</p>
<figure id="attachment_90711" aria-describedby="caption-attachment-90711" style="width: 218px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/03/3-copertina-opuscolo-CASE-CROLLATE-CASETTE-COLORATE-Badolato-Marina-2022.jpeg"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-90711" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/03/3-copertina-opuscolo-CASE-CROLLATE-CASETTE-COLORATE-Badolato-Marina-2022-218x300.jpeg" alt="" width="218" height="300" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/03/3-copertina-opuscolo-CASE-CROLLATE-CASETTE-COLORATE-Badolato-Marina-2022-218x300.jpeg 218w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/03/3-copertina-opuscolo-CASE-CROLLATE-CASETTE-COLORATE-Badolato-Marina-2022.jpeg 743w" sizes="(max-width: 218px) 100vw, 218px" /></a><figcaption id="caption-attachment-90711" class="wp-caption-text"><em>L&#8217;opuscolo Case crollate casette colorate</em></figcaption></figure>
<p>Tale delegazione era composta da Domenico Lanciano, fondatore dell’Università delle Generazioni, da Raffaele Ermocida e da Vincenzo Antonio Maria Serrao. L’omaggio floreale era ornato da un nastro tricolore su cui c’era scritto “Grazie dalle Marine joniche”.</p>
<p>Accanto al vaso di ortensie è stato posto pure l’opuscolo realizzato da Luisetta Caporale e Giulia Scerra ed intitolato “Case crollate casette colorate” un prezioso scrigno di memoria dell’alluvione del 1951 e di riconoscenza per la sollecita costruzione delle Marine joniche.</p>
<figure id="attachment_90710" aria-describedby="caption-attachment-90710" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/03/1-Ortensie-bianche-per-A.-De-Gasperi-Roma-24-marzo-2023.jpg"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-90710" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/03/1-Ortensie-bianche-per-A.-De-Gasperi-Roma-24-marzo-2023-300x282.jpg" alt="" width="300" height="282" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/03/1-Ortensie-bianche-per-A.-De-Gasperi-Roma-24-marzo-2023-300x282.jpg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/03/1-Ortensie-bianche-per-A.-De-Gasperi-Roma-24-marzo-2023-750x705.jpg 750w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/03/1-Ortensie-bianche-per-A.-De-Gasperi-Roma-24-marzo-2023.jpg 1024w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-90710" class="wp-caption-text"><em>Ortensie bianche per De Gasperi &#8211; Roma 24 marzo 2023</em></figcaption></figure>
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		<title>Targa-ricordo per il 70° della nascita di Badolato Marina, inaugurata nel 1952 da Alcide De Gasperi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Apr 2022 17:32:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Certo, non ci poteva essere la folla immensa del 24 marzo 1952, quando l’allora Capo del Governo, Alcide De Gasperi, consegnò al sindaco di Badolato, Andrea Talotta, le chiavi dei primi 78 alloggi sui 350 previsti per gli alluvionati del 17 ottobre 1951, facendo così nascere, di fatto, quella Badolato Marina che adesso è una [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Certo, non ci poteva essere la folla immensa del 24 marzo 1952, quando l’allora Capo del Governo, Alcide De Gasperi, consegnò al sindaco di Badolato, Andrea Talotta, le chiavi dei primi 78 alloggi sui 350 previsti per gli alluvionati del 17 ottobre 1951, facendo così nascere, di fatto, quella Badolato Marina che adesso è una bella e dinamica cittadina e conta molti più abitanti del borgo collinare, di cui è gemmazione.</p>
<p><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2022/04/11-sabato-23-aprile-2022-Badolato-Marina-celebra-70-anni-dell-nascita.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-81584" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2022/04/11-sabato-23-aprile-2022-Badolato-Marina-celebra-70-anni-dell-nascita-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2022/04/11-sabato-23-aprile-2022-Badolato-Marina-celebra-70-anni-dell-nascita-300x225.jpg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2022/04/11-sabato-23-aprile-2022-Badolato-Marina-celebra-70-anni-dell-nascita-750x563.jpg 750w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2022/04/11-sabato-23-aprile-2022-Badolato-Marina-celebra-70-anni-dell-nascita.jpg 1024w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Tuttavia, c’erano poco più di un centinaio di persone, alcune delle quali intervenute pure da due Marine vicine (Isca sullo Jonio e Sant’Andrea dello Jonio) accompagnate dai loro sindaci (Vincenzo Mirarchi e Nicola Ramogida) e dal Presidente del Consiglio dell’Unione dei Comuni, Marziale Battaglia.</p>
<p>C’era pure il neo consigliere regionale Ernesto Alecci di Soverato. Molti i giovani, tra cui decine di studenti della locale scuola media statale. Da evidenziare che c’era pure un piccolo drappello di persone (tra cui Domenica Piperissa e Mimmo Badolato) che, in quello storico giorno del 1952, hanno partecipato alla visita del Presidente De Gasperi.</p>
<p><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2022/04/3-Badolato-Marina-23-aprile-2022.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-81577" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2022/04/3-Badolato-Marina-23-aprile-2022-300x138.jpg" alt="" width="300" height="138" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2022/04/3-Badolato-Marina-23-aprile-2022-300x138.jpg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2022/04/3-Badolato-Marina-23-aprile-2022-750x346.jpg 750w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2022/04/3-Badolato-Marina-23-aprile-2022.jpg 1024w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Si è svolta così, nella mattinata del 23 aprile 2022, la cerimonia di inaugurazione della targa-ricordo di quel ormai lontano evento della nascita di Badolato Marina. Manifestazione, questa, voluta ed organizzata (su input dell’Università delle Generazioni) dall’associazione culturale “Circolo Letterario Nicola Caporale” dedicata all’uomo e all’artista che ha amato Badolato più di tutti negli ultimi 120 anni.</p>
<p><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2022/04/4-Badolato-Marina-23-aprile-2022.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-81578" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2022/04/4-Badolato-Marina-23-aprile-2022-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2022/04/4-Badolato-Marina-23-aprile-2022-300x225.jpg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2022/04/4-Badolato-Marina-23-aprile-2022-750x563.jpg 750w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2022/04/4-Badolato-Marina-23-aprile-2022.jpg 1024w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Ed è stata proprio una nipote di tale grande intellettuale, l’insegnante Myriam Rovito, presidente del sodalizio, a prendere la parola per i rituali saluti, gli estesi ringraziamenti e le considerazioni storico-sociali di circostanza. Gli hanno fatto eco il sindaco di Badolato, rag. Nicola Giuseppe Parretta, ed altre Autorità.</p>
<p>Si attendeva l’intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dalla cui segreteria però è giunta comunicazione telefonica di non poter essere presente per impegni istituzionali, ma esprime il suo miglior saluto ed augurio. Pure il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, aveva fatto arrivare il suo saluto beneaugurante.</p>
<p><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2022/04/10-Autorita-a-Badolato-Marina-23-aprile-2022-mattina.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-81583" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2022/04/10-Autorita-a-Badolato-Marina-23-aprile-2022-mattina-300x167.jpg" alt="" width="300" height="167" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2022/04/10-Autorita-a-Badolato-Marina-23-aprile-2022-mattina-300x167.jpg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2022/04/10-Autorita-a-Badolato-Marina-23-aprile-2022-mattina.jpg 660w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Dopo la cerimonia di svelamento della targa-ricordo, l’AOPT, nella persona dell’animatore culturale Guerino Nisticò, ha portato in giro per le vie del primo quartiere di Badolato Marina (inaugurato, appunto, il 24 marzo 1952) le scolaresche presenti e altri partecipanti, alcuni dei quali hanno potuto visitare la mostra fotografica che racconta la nascita e l’evoluzione urbanistica e storico-sociale di questa amena cittadina, nata in riva allo Jonio, lungo la strada nazionale 106 e la linea ferroviaria statale Reggio Calabria – Taranto.</p>
<p><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2022/04/11-sabato-23-aprile-2022-Badolato-Marina-celebra-70-anni-dell-nascita.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-81584" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2022/04/11-sabato-23-aprile-2022-Badolato-Marina-celebra-70-anni-dell-nascita-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2022/04/11-sabato-23-aprile-2022-Badolato-Marina-celebra-70-anni-dell-nascita-300x225.jpg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2022/04/11-sabato-23-aprile-2022-Badolato-Marina-celebra-70-anni-dell-nascita-750x563.jpg 750w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2022/04/11-sabato-23-aprile-2022-Badolato-Marina-celebra-70-anni-dell-nascita.jpg 1024w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Domani, domenica pomeriggio 24 aprile, avranno luogo come da programma, nei locali della Delegazione Comunale, altri eventi inerenti alla storia topografica ed antropologica di questo territorio. Tra una conferenza e l’altra si esibiranno alcuni attori e musicisti, tra cui il cantautore Andrea Naimo, il quale canterà “Badolato” una canzone composta nel 1967 dal gruppo musicale degli Euro Universal.</p>
<p>Si spera che, entro il 2022, possa avvenire un incontro tra tutti i Sindaci di quei Comuni che, alluvionati nel 1951, hanno prodotto le proprie Marine. Si spera, altresì che venga istituito un unico “Archivio della Memoria delle Marina Joniche” affinché le presenti e le future generazioni non possano dimenticare i fatti e, in particolare, le persone che si sono rese protagoniste della nascita di questi nuovi agglomerati urbani sullo Jonio, oggi così importanti non solo per la vivacità sociale ma anche per l’attività turistica e culturale; avendo però come rovescio della medaglia il drammatico spopolamento dei borghi collinari e montani da cui hanno origine gli odierni “marinoti”.</p>
<p><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2022/04/12-copertina-OPUSCOLO-PER-70°-NASCITA-BADOLATO-MARINA-1952-2022.jpeg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-81585" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2022/04/12-copertina-OPUSCOLO-PER-70°-NASCITA-BADOLATO-MARINA-1952-2022-207x300.jpeg" alt="" width="207" height="300" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2022/04/12-copertina-OPUSCOLO-PER-70°-NASCITA-BADOLATO-MARINA-1952-2022-207x300.jpeg 207w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2022/04/12-copertina-OPUSCOLO-PER-70°-NASCITA-BADOLATO-MARINA-1952-2022.jpeg 707w" sizes="(max-width: 207px) 100vw, 207px" /></a>Partecipa a questa Memoria sociale l’importante opuscolo “Case crollate, case colorate” realizzato dall’Associazione Caporale e curato da Giulia Scerra e Luisetta Caporale.</p>
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<p><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2022/04/7-Badolato-Marina-1954.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-81580" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2022/04/7-Badolato-Marina-1954-300x239.jpg" alt="" width="300" height="239" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2022/04/7-Badolato-Marina-1954-300x239.jpg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2022/04/7-Badolato-Marina-1954-750x597.jpg 750w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2022/04/7-Badolato-Marina-1954.jpg 1024w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a> <a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2022/04/6-Badolato-Marina-1954.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-81579" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2022/04/6-Badolato-Marina-1954-210x300.jpg" alt="" width="210" height="300" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2022/04/6-Badolato-Marina-1954-210x300.jpg 210w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2022/04/6-Badolato-Marina-1954.jpg 713w" sizes="(max-width: 210px) 100vw, 210px" /></a></p>
<p><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2022/04/9-Badolato-Marina-1952.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-81582" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2022/04/9-Badolato-Marina-1952-300x222.jpg" alt="" width="300" height="222" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2022/04/9-Badolato-Marina-1952-300x222.jpg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2022/04/9-Badolato-Marina-1952-750x556.jpg 750w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2022/04/9-Badolato-Marina-1952.jpg 1024w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a> <a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2022/04/8-Badolato-Marina-1958.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-81581" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2022/04/8-Badolato-Marina-1958-300x212.jpg" alt="" width="300" height="212" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2022/04/8-Badolato-Marina-1958-300x212.jpg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2022/04/8-Badolato-Marina-1958-120x86.jpg 120w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2022/04/8-Badolato-Marina-1958-750x529.jpg 750w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2022/04/8-Badolato-Marina-1958.jpg 1024w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
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		<title>La musica amorosa del cantautore Mario Colonna di Badolato Marina</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Domenico Lanciano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Jan 2021 18:23:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Domenico Lanciano, dalla rubrica: Lettere a Tito n. 317 (Fonte autorizzata: CostaJonicaWeb.it – news Sicilia e Calabria) &#8211; Caro Tito, fra qualche settimana ricorrerà il 14 febbraio, la “Giornata degli innamorati”, la prima al tempo del Covid-19. Una festa non-festa. Eppure, ho motivo di ritenere che sarà una giornata intensissima di sentimenti, di emozioni e di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Domenico Lanciano</strong>, dalla rubrica: Lettere a Tito n. 317 (Fonte autorizzata: CostaJonicaWeb.it – news Sicilia e Calabria) &#8211;</p>
<p><strong><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/01/01-2.jpeg"><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-66506" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/01/01-2.jpeg" alt="" width="298" height="290" /></a>Caro Tito</strong>, fra qualche settimana ricorrerà il 14 febbraio, la “Giornata degli innamorati”, la prima al tempo del Covid-19. Una festa non-festa. Eppure, ho motivo di ritenere che sarà una giornata intensissima di sentimenti, di emozioni e di desideri come non mai. Infatti ci sono, per fortuna, mezzi tecnologici tanti e tali (telefonini e parecchi altri) che permetteranno agli innamorati almeno di esprimere a distanza (a chi è lontano per lavoro o per lockdown) il reciproco amore. Per molti, espressioni precedute da regali adatti alla circostanza. Ed uno dei regali da fare, soprattutto tra innamorati, è proprio il CD “Ricordi” appena uscito ad opera del cantautore Mario Gallelli, in arte “Mario Colonna” di Badolato Marina. “Colonna” è il soprannome della sua parentela, meglio riconoscibile così tra gli innumerevoli “Gallelli” che ci sono in paese.</p>
<p>Quello adottato dall’artista Mario Colonna è un genere musicale soffice e carezzevole, tipico dei piano-bar o dei “night club”. I testi tendono al sogno, alla nostalgia e allo struggimento. Non a caso il titolo del CD è proprio “Ricordi”. In una brevissima nota identificativa inviatami proprio per questa “Lettera a Tito n. 317” Mario Colonna così puntualizza i contenuti di questo suo lavoro musicale: &lt;&lt; Le canzoni del CD esprimono il rimpianto del cantautore per gli anni della sua gioventù, la nostalgia degli amori vissuti, perduti, mai iniziati. I ricordi gli accarezzano continuamente i pensieri e, senza rumore, lo riportano indietro nel tempo e il presente diventa ieri &gt;&gt;. Molto suggestivo, no?…</p>
<p><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/01/02-2.jpeg"><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-66507" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/01/02-2.jpeg" alt="" width="218" height="288" /></a>Ho ascoltato attentamente le cinque belle canzoni di questo CD. Tutte superano la durata di 5 minuti. Tutte si rifanno, come attesta la puntualizzazione dello stesso cantautore, al passato … a quella adolescenza, tutto sommato felice, durante la quale si scopre il primo amore e con esso le prime emozioni del sentimento più universale e attrattivo non soltanto per gli esseri umani, ma per tutti gli esseri viventi. Brevemente provo a riassumere le atmosfere e i contenuti, brano per brano.</p>
<p><strong>1 – Prima canzone: RICORDI.</strong></p>
<p>Tutto il CD prende nome da questo brano di esordio, dove si dichiara che “le parole si possono dimenticare, i ricordi no”. E i ricordi emergono, prepotenti, in tutte le 5 canzoni del CD. Così come riemerge impetuosa l’onda lunga della “nostalgia canaglia”. Nostalgia (o piuttosto struggimento) per gli amori giovanili persi e, in particolare, per il primo indimenticabile amore. Quello nato tra i banchi di scuola e che ha ancora il potere di emozionare, di significare e di avere ancora valore nonostante la distanza di parecchi decenni di silenzio. Quello del primo bacio, primo fiore colto nel giardino dell’amore. Quello che è stato portato via dal treno dell’emigrazione. Lei 13 anni appena ma con tutto il potenziale vibrante della passione innocente e comunque capace di incidere profondamente ed indelebilmente nella vita e per tutta la vita. Strade divise dal destino. Perché non ritornare, adesso, da anziani? … E’ sempre tempo dell’amore! …</p>
<p><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/01/03-2.jpeg"><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-66508" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/01/03-2.jpeg" alt="" width="250" height="248" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/01/03-2.jpeg 250w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/01/03-2-150x150.jpeg 150w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/01/03-2-75x75.jpeg 75w" sizes="(max-width: 250px) 100vw, 250px" /></a>Ma è un ardito interrogativo che si perde, senza risposta, tra le note di questa canzone che ci riporta ai nostri amori primi e primari, cui la nostra memoria si rifugia persino nell’età ultra-matura … chissà perché. (Durata quasi 6 minuti).</p>
<p><strong>2 – Seconda canzone: L’AMORE IN UN RESPIRO.</strong></p>
<p>“Ti ho nascosta nei pensieri miei” … ecco la chiave di tutto il discorso. “Ho seguito la mia strada dove tu non c’eri” … altro tormento. “Ferite mai guarite” … lo stato attuale. “Occhi incontrati, tanti” …. “Favole, troppe” e poi c’è… “l’amore che ti scompiglia il cuore” … un panorama umano e sentimentale da brividi. Ma non basta … “ti cerco ancòra”… Così abbiamo ragione di credere che in questo innamorato (ormai ultra-sessantenne) più che “l’amore in un respiro” ci sia ancora “l’amore in un sospiro” … della serie … “chi prima non ama poi sospira”. E a volte si sospira e ci si strugge per tutto il resto della vita!</p>
<p><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/01/04-2.jpeg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-66509" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/01/04-2-300x199.jpeg" alt="" width="300" height="199" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/01/04-2-300x199.jpeg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/01/04-2.jpeg 302w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>E l’Autore si rammarica del perduto amore, un amore che (per una qualsiasi giustificazione) non si ha avuto la volontà o la prontezza o la decisione di fermare a sé e lo si è lasciato scivolare, andare via. “Le vicende della vita”… “il destino” … cerca di auto-assolversi chi rimpiange. (Durata 5 minuti e 19 secondi).</p>
<p><strong>3 – Terza canzone: INNAMORATA.</strong></p>
<p>“Gli anni verdi ormai volati via” … fanno da sfondo ad una storia d’amore tra il ragazzo e la ragazza più belli della compagnia, in una rovente estate per clima, passioni e sentimenti. Una estate jonica, trascorsa sulla spiaggia, al mare. Lei bella e innocente, il suo piccolo seno ancora acerbo …</p>
<p><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/01/05-2.jpeg"><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-66510" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/01/05-2.jpeg" alt="" width="254" height="254" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/01/05-2.jpeg 254w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/01/05-2-150x150.jpeg 150w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/01/05-2-75x75.jpeg 75w" sizes="(max-width: 254px) 100vw, 254px" /></a>Lei raggio di sole che trafigge ancora, a distanza di una vita, il cuore del ragazzo divenuto uomo ultra-maturo, sepolto dalla solitudine, dai ricordi e dai sogni infranti che si ritrova “ancora oggi” a desiderare quella ragazzina immensamente e perdutamente “innamorata”. (Durata 6 minuti e 15 secondi).</p>
<p><strong>4 – Quarta canzone: SOGNO DENTRO UNA CANZONE.</strong></p>
<p>“Sete d’amore che scoppia nel cuore e che mi ha insegnato a volare con la pioggia e con il sole” … e ancora “La mia voglia di musica è cresciuta con me … “ … Alla ricerca di un amore vero” … In tutto questo struggimento tardivo, l’autore passeggia ancora una volta con i ricordi e si fa consolare dalla compagnia di una chitarra, ancora più struggente di lui. Infatti, egli dice: “Faccio a pugni con la nostalgia” ed avrebbe tanto desiderio di “sciogliersi davanti ad un sorriso” … magari facendo tacere i suoi tanti “perché?” che non cessano di arrovellare la sua esistenza, alla ricerca ancora della semplicità di un amore o di un amore semplice.</p>
<p><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/01/06-2.jpeg"><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-66511" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/01/06-2.jpeg" alt="" width="293" height="190" /></a>Eppure, tra tutto questo stordimento, emerge una emozione. Lei, sempre e continuamente lei, amore perduto. Ma il sogno di riavere questo amore sta racchiuso, adesso, dentro una canzone. L’anziano innamorato continua a coltivare sogni e speranze nel giardino dei ricordi. (Durata 5 minuti e 20 secondi).</p>
<p><strong>5 – Quinta canzone: DISPERATO AMORE.</strong></p>
<p>Il potere evocativo dei ricordi questa volta ci porta a rivedere romanticamente una ragazzina che aspetta l’innamorato su uno scoglio battuto dalle onde del mare. Lei è vestita di cielo con i colori dell’amore. “Se il mare fosse inchiostro e il cielo foglio bianco non basterebbero per scriverti quanto ancora ti voglio”. Ed è tutta una rincorsa nel cercare di far tornare … “gli anni più belli della nostra gioventù”. Pensa … “Ancora oggi nel tuo paese si ricordano di noi … di quanto eravamo innamorati”. Dai … “Come ogni rondine torna al suo nido, tu torna da me!” …</p>
<p><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/01/07-2.jpeg"><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-66512" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/01/07-2.jpeg" alt="" width="301" height="202" /></a>Ma, purtroppo, la realtà è ben altra … “sogni spezzati” … “la vita che ci ha divisi”. Irrimediabilmente. Non si può tornare indietro. Resta soltanto la consolazione di aver vissuto un grande amore. (Durata 5 minuti e 15 secondi).</p>
<p><strong>6 – CONSIDERAZIONI GENERALI</strong></p>
<p>Dal punto di vista stilistico, il genere musicale di Mario Colonna è chiaramente quello soffice e suadente dei piano-bar e dei night club con cui intrattenere dolcemente e piacevolmente il proprio pubblico, specialmente gli affezionati al suo “sound”. Una musica seducente e carezzevole che favorisce il riemergere nella memoria ciò che di più bello ci ha resi felici nei tempi andati, specialmente in amore, anche se adesso viviamo nuove storie ma (chissà perché?) sono i primi amori o addirittura il solo primo amore che ha lasciato le emozioni migliori però non più replicabili, quantunque ne andiamo alla costante e forsennata ricerca … anche se sappiamo che le stagioni dell’innocenza sono irripetibili, come l’Eden, la nostra età dell’oro.</p>
<p><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/01/08-2.jpeg"><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-66513" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/01/08-2.jpeg" alt="" width="244" height="209" /></a>Ci deve far felice soltanto il fatto che sono esistiti e che sono ancora alla base della nostra vita. Ma inseguire questi miraggi non fa certamente bene al proprio animo … tuttavia evocare pare che gratifichi il vuoto dei sentimenti. Specialmente in musica, visto e considerato che specialmente la canzone e la poesia si nutrono di questi paradossi esistenziali. E Mario Colonna è poeta e musicista di particolare sensibilità evocativa. In alcuni tratti somiglia al suo amico di una vita, quell’Andrea Naimo che è, anch’egli, cantautore della nostalgia, benché più ribelle, specialmente nei temi sociali.</p>
<p>In alcuni passaggi canori, Mario ci ricorda vagamente Vasco Rossi, ma nella sostanza è abbastanza originale e non è facile non riuscire monotoni o monocorde se i temi musicali e letterari sono legati al ricordo, allo struggimento, alla vena romantica del desiderio e dei sogni amorosi che non possono avverarsi. Lo struggimento amoroso e canoro di Mario mi ricorda la storia d’amore di Pancrazio e Rosalia che ho descritto il 04 ottobre 2020 in (https://www.costajonicaweb.it/lettere-a-tito-n-300-la-struggente-storia-damore-di-pancrazio-e-rosalia-ritrovatisi-dopo-oltre-60-anni/).</p>
<p><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/01/09-2.jpeg"><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-66514" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/01/09-2.jpeg" alt="" width="300" height="228" /></a>Ma mi ricorda pure la struggente storia di due innamorati russi, Anna e Boris Kozlov, ritrovatisi nel 2018, anche loro dopo 60 anni di lontananza e di incredibili peripezie ( https://diggita.com/v.php?id=1619814) … come per dire che, a volte (in via del tutto eccezionale), il vero amore davvero non si scorda mai.</p>
<p>E mi chiedo perché le storie d’amore più sono struggenti e più sono coltivate nell’anima delle persone, sicure o illuse che è il primo amore quello che vale ancora e sempre e lo si insegue … magari evitando di valorizzare l’amore che è presente, che ci è accanto e può essere ben vissuto nel concreto. Perché al grande pubblico sono proprio le storie d’amore impossibili, struggenti o evocative che piacciono e fanno “audience” in TV, al cinema, al teatro o nella letteratura in genere, così come nelle canzoni?…</p>
<p><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/01/10-2.jpeg"><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-66515" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/01/10-2.jpeg" alt="" width="300" height="293" /></a>Sulla custodia del CD c’è scritto che Mario Colonna ha effettuato la registrazione digitale delle 5 canzoni di “Ricordi” da Lory Record (praticamente in proprio). Alla copertina hanno collaborato Pasquale Andreacchio (docente in pensione dell’Istituto Alberghiero di Soverato, anch’egli cantautore e già componente di punta degli Euro Universal dal 1967 al 1974) e di Iside Bellocci. Tale CD è dotato del bollino della SIAE.</p>
<p><strong>7 – Altra canzone: PRIMAVERA 2020</strong></p>
<p>Mario Colonna ha commentato con una video-canzone di oltre 6 minuti la prima fase del lockdown o clausura domestica e sociale imposti dal Covid-19. “Primavera 2020” prende nome tale canzone che il nostro cantautore ha postato su youtube il 19 maggio scorso, ottenendo finora quasi mille visualizzazioni e parecchie condivisioni (https://www.youtube.com/watch?v=oPbBD-DKl0M). Ricordo che altri due cantautori badolatesi hanno postato su youtube una propria canzone su questo periodo storico afflitto dal coronavirus.</p>
<p><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/01/11-2.jpeg"><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-66516" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/01/11-2.jpeg" alt="" width="300" height="224" /></a>Antonio Laganà ebbe a postare “L’odore di te” il 25 aprile 2020 ( https://www.youtube.com/watch?v=n96i3olH1S4 ) un suggestivo video che abbiano presentato il 28 aprile (https://www.costajonicaweb.it/video-badolato-cz-il-cantautore-antonio-lagana-e-la-musica-ai-tempi-del-covid-19/), mentre Andrea Naimo ha diffuso “Vivere” due settimane dopo il 12 maggio (https://www.youtube.com/watch?v=Rx_OYlCkqns).</p>
<p><strong>8 – CHI E’ MARIO COLONNA</strong></p>
<p>Mario Gallelli (detto Colonna) è geometra e lavora alle dipendenze del Comune di Badolato di Calabria, paese dove è nato 69 anni fa, il 27 febbraio 1952. Quando era adolescente, in qualità di chitarra basso, ha fatto parte della formazione degli “Euro Universal” che il 15 gennaio 1973 (38 anni fa) ha sostenuto (con successo ma senza esito pratico) un provino alla RCA Italiana di Roma per proporre il nuovo genere musicale del “pop-islam” (la musica del futuro, come viene espressamente dichiarato nell’opuscolo del 2016 “Il futuro è pop-islam” – https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/07/3-pagine-interne-1-36-POP-ISLAM.pdf).</p>
<p><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/01/12-2.jpeg"><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-66517" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/01/12-2.jpeg" alt="" width="265" height="189" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/01/12-2.jpeg 265w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/01/12-2-120x86.jpeg 120w" sizes="(max-width: 265px) 100vw, 265px" /></a>Nei primi anni settanta, assieme al fratello Giuseppe (chitarra ritmica), a Guglielmo Gallelli (tastiere), a Franco Campagna (cantante), a Gianni Guidàra di Soverato (batterista) e al cantautore Andrea Naimo (chitarra solista), ha fatto parte del “clan” della band badolatese “Quinte Colonne” (nome preso dal suo soprannome familiare “Colonna”). La dizione “Colonna” appartiene pure al “Lido Colonna” … lo stabilimento balneare di famiglia sito da oltre 40 anni sulla spiaggia di Badolato Marina. La sua famiglia gestisce pure un forno dove viene realizzato un pane fatto alla maniera della migliore tradizione badolatese con lievito madre e a lunga conservazione. Felicemente sposato, Mario è nonno di tre nipotini (Ilenia, Ivan e Iside).</p>
<p><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/01/13-2.jpeg"><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-66518" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/01/13-2.jpeg" alt="" width="166" height="154" /></a>Nel cassetto custodisce tante altre canzoni che, si spera, possano essere pubblicate prossimamente. Chi volesse contattare l’artista, questi sono i suoi recapiti: Via Pisani 49 – Badolato Marina (tel. 371-4609042 e 328-0715225 email &lt;&lt; mariogal@tiscali.it &gt;&gt;).</p>
<p><strong>9 – SALUTISSIMI</strong></p>
<p>Caro Tito, lo scorso 23 dicembre 2020, il sociologo Franco Guerino Caccia mi ha inviato una copia del suo importante libro “Una buona pratica di cura della non autosufficienza” su cui ti vorrei riferire in una delle prossime lettere. Alla prima pagina interna così ha scritto di proprio pugno: “Al carissimo Mimmo Lanciano, fine intellettuale e prezioso artigiano dell’utopia”. Ringrazio l’amico Franco per la generosità usata nei miei confronti. Ma (tu ormai lo sai bene) mi considero soltanto un “eterno alunno” e un umile “coltivatore diretto” della parola, così come il sito www.ilreventino.it mi ha consentito di definirmi nella sua scheda degli autori: &lt;&lt; D. L. è nato nel casello ferroviario di Cardàra, una contrada rurale di Badolato di Calabria, il 4 marzo 1950. Figlio di operai e di contadini, si ritiene contadino e coltivatore diretto del pensiero e della parola che prevalentemente esprime tramite “Lettere” alla maniera degli emigrati. E’ convinto che la “lettera” sia alla portata di tutti e che non comporti ambizioni o particolari stili letterari né giornalistici ma semplicemente l’umile atto del comunicare e di far circolare gli affetti e le idee.&gt;&gt;.</p>
<p><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/01/14-2.jpeg"><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-66519" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/01/14-2.jpeg" alt="" width="300" height="198" /></a>E, come umile artigiano o contadino dell’utopia, per l’imminente 14 febbraio (festa degli innamorati) sto preparando un appello universale, quello di “Innamorati di tutto il mondo unitevi” poiché ormai sono fermamente convinto che soltanto chi ama possa salvare il nostro pianeta e la vivibilità sociale! Ne scriverò nella prossima lettera n. 318. Intanto, d’ora in poi, daterò le mie lettere da “Love City” … quella ideale o utopica Città dell’Amore che si rende assolutamente necessaria per fa stare bene e meglio noi stessi, l’umanità e il nostro pianeta. Come sai, caro Tito, “da sempre a sempre” credo e lavoro per la felicità e l’Armonia. A presto, quindi, e tanti cari saluti a te e ai nostri lettori, specialmente a quelli più affezionati a questo sito web e, in particolare, alla nostra rubrica.</p>
<p><strong><em>di Domenico Lanciano</em></strong></p>
<p>Love City, domenica 17 gennaio 2021 ore 16,42 (sono state prese dal web le foto che non sono mie o di Mario Gallelli Colonna).</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilreventino.it/la-musica-amorosa-del-cantautore-mario-colonna-di-badolato-marina/">La musica amorosa del cantautore Mario Colonna di Badolato Marina</a> proviene da <a href="https://www.ilreventino.it">ilReventino.it</a>.</p>
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		<title>Nella sola provincia di Catanzaro sono 69 i Postamat attivi della rete di Poste Italiane</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Dec 2020 23:09:17 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Gli Atm Postamat attivi della provincia di Catanzaro di Poste Italiane </strong><em>offrono tanti servizi tra cui prelievi di denaro, pagamenti di bollettini premarcati e ricariche telefoniche e Postepay tra le principali operazioni nel rispetto delle  misure anti Covid.</em></p>
<p>I nuovi ATM Postamat di ultima generazione sono disponibili sette giorni su sette ed in funzione 24 ore su 24 e possono essere utilizzati dai correntisti BancoPosta titolari di carta Postamat-Maestro e dai titolari di carte di credito dei maggiori circuiti internazionali, oltre che dai possessori di carte Postepay.  Per conoscere l’ATM Postamat più vicino è possibile consultare il sito di Poste Italiane all’indirizzo <a href="http://www.poste.it">www.poste.it</a> o tramite l’APP Ufficio Postale.</p>
<p>L’Azienda ricorda, inoltre, che in provincia i <strong>Postamat</strong> sono disponibili nei comuni di: Amaroni, Badolato Marina, Borgia, Botricello, Caraffa, Cardinale, Chiaravalle Centrale, Cicala, Conflenti, Cortale, Cropani Marina, Curinga, Decollatura, Falerna Scalo, Fossato Serralta, Gasperina, Gimigliano, Girifalco, Gizzeria Lido, Guardavalle, Lido di Squillace, Maida, Marcellinara, Marina di Davoli, Marina di Guardavalle, Marina di Nocera Terinese, Marina di Santa Caterina dello Jonio, Marina di Sant’Andrea Jonio, Martirano Lombardo, Miglierina, Montepaone Lido, Nocera Terinese, Petronà, Pianopoli, San Mango D’Aquino, San Pietro Apostolo, San Vito sullo Jonio, Santa Maria di Catanzaro, Satriano, Sellia Marina, Serrastretta, Sersale, Settingiano, Simeri Crichi, Sorbo San Basile, Soverato, Soveria Mannelli, Soveria Simeri, Taverna, Tiriolo, Vallefiorita.</p>
<p><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/01/Poste-bancomat.jpg"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-49046" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/01/Poste-bancomat.jpg" alt="" width="130" height="195" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/01/Poste-bancomat.jpg 682w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/01/Poste-bancomat-200x300.jpg 200w" sizes="(max-width: 130px) 100vw, 130px" /></a>Poste Italiane, in ottemperanza ai provvedimenti in materia di contenimento del virus e di distanziamento interpersonale per la tutela della salute dei cittadini, ricorda l’opportunità di utilizzare i numerosi servizi offerti dalla rete dei 69ATM Postamat distribuiti sull’intero territorio della provincia di <strong>Catanzaro</strong>.</p>
<p>Gli <strong>ATM Postamat</strong> &#8211; <em>si rileva in una nota stampa pervenuta in redazione e diffusa da Poste Italiane &#8211; Media Relations</em> &#8211; sono installati sia nel capoluogo che in molti comuni della provincia, anche nei piccoli e piccolissimi centri e rappresentano un ulteriore canale di accesso ai servizi, che si affianca alla rete fisica dei 119 uffici postali e a quella online tramite APP e dal sito <a href="http://www.poste.it">www.poste.it</a>, garantendo la presenza capillare di Poste Italiane anche in località dove non è presente un ufficio postale.</p>
<p>A <strong>Catanzaro città </strong>sono attivi ATM Postamat presso i seguenti uffici postali:Catanzaro 1 (P.zza Michele Le Pera)  Catanzaro 2 (Via Milano) Catanzaro 3 (Via Antonio Broussard) Catanzaro 4 (Via Martiri di Gerace) Catanzaro 5 (Viale dei Normanni) Catanzaro 6 (Via Ferdinandea) Catanzaro 7 (Viale Brutium) Catanzaro 8 (Via Ettore Vitale) Catanzaro 9 (Via Orti) Catanzaro 10 (Viale Tommaso Campanella) Catanzaro Centro (Corso Mazzini) Catanzaro Lido (Via Progresso) Catanzaro Lido 1 (Via Lungomare).</p>
<p>A <strong>Lamezia Terme</strong>, invece, gli uffici dotati di ATM sono i seguenti: Lamezia Terme Centrale (Via Fabio Fillzi), Lamezia Terme 2 (Piazza Stocco) Sambiase di Lamezia (Piazza Cinque Dicembre) Bella di Lamezia Terme (Piazza Roma 5) Sant’Eufemia di Lamezia (Via Francesco Tetro)</p>
<p>Gli ATM Postamat sono inoltre disponibili per i possessori di Carta Libretto, la carta di prelievo collegata al Libretto Postale Ordinario o Smart. I pensionati che hanno richiesto l’accredito della pensione sul Libretto Postale possono infatti prelevare presso gli ATM Postamat della provincia fino ad un massimo di 600 euro al giorno e 2.500 euro al mese. Infine nelle due ore successive al prelievo sono coperti da un’assicurazione gratuita fino ad un massimo annuo di 700 euro in caso di furto di contante. Gli sportelli ATM Postamat sono anche dotati di monitor digitale ad elevata luminosità e di dispositivi di sicurezza, tra i quali una soluzione anti-skimming capace di prevenire la clonazione di carte di credito e un sistema di macchiatura delle banconote.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilreventino.it/nella-sola-provincia-di-catanzaro-sono-69-i-postamat-attivi-della-rete-di-poste-italiane/">Nella sola provincia di Catanzaro sono 69 i Postamat attivi della rete di Poste Italiane</a> proviene da <a href="https://www.ilreventino.it">ilReventino.it</a>.</p>
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		<title>Dalla Nigeria via dalla guerra, coronano il loro sogno d&#8217;amore in Calabria a Badolato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Dec 2020 11:03:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Una coppia di nigeriani, ospiti del progetto “Siproimi” di Badolato, ha deciso di sposarsi in municipio con il rito civile. Momenti carichi di emozione a Badolato durante la cerimonia di matrimonio di una coppia di nigeriani, titolari di protezione internazionale ed ospiti del progetto “Siproimi” (ex SPRAR) co-gestito, ormai da tantissimi anni, dal Comune di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilreventino.it/dalla-nigeria-via-dalla-guerra-coronano-il-loro-sogno-damore-in-calabria-a-badolato/">Dalla Nigeria via dalla guerra, coronano il loro sogno d&#8217;amore in Calabria a Badolato</a> proviene da <a href="https://www.ilreventino.it">ilReventino.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;"><strong><em>Una coppia di nigeriani, ospiti del progetto “Siproimi” di Badolato, ha deciso di sposarsi in municipio con il rito civile.</em></strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/12/Badolato-coppia-di-nigeriani-sposi-altra-foto.jpg"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-64609" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/12/Badolato-coppia-di-nigeriani-sposi-altra-foto.jpg" alt="" width="305" height="407" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/12/Badolato-coppia-di-nigeriani-sposi-altra-foto.jpg 750w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/12/Badolato-coppia-di-nigeriani-sposi-altra-foto-225x300.jpg 225w" sizes="(max-width: 305px) 100vw, 305px" /></a>Momenti carichi di emozione a Badolato durante la cerimonia di matrimonio di una coppia di nigeriani, titolari di protezione internazionale ed ospiti del progetto “Siproimi” (ex SPRAR) co-gestito, ormai da tantissimi anni, dal <strong>Comune di Badolato</strong> e dal <strong>CIR/Consiglio Italiano per i Rifugiati</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">La cerimonia &#8211; come riporta una nota pervenuta in redazione &#8211; è stata officiata dal vicesindaco Leuzzi e si è svolta all’interno della Delegazione Comunale di <strong>Badolato Marina</strong>, con la facciata illuminata a giorno in occasione della “Giornata Internazionale Contro la Violenza sulle Donne”. Si tratta del <strong>matrimonio civile di una coppia nigeriana: Obago Oliver e Osayande Charity Blessed</strong>, già genitori di due figli, Oliver Jr.di anni 3 e  Dominion Chikamso di anni 1 (rispettivamente iscritti dall’inizio dell’a.s. 2020/2021 alla Scuola dell’Infanzia ed alla Classe Primavera di Badolato).</p>
<p>Un evento speciale e di notevole valenza umana, sociale e culturale. “<strong>Un matrimonio emozionante</strong> – ha precisato il vicesindaco Leuzzi – di una coppia di nigeriani che ha visto coronarsi il proprio sogno d’ amore a Badolato, lontano dalle guerre e dalla miseria.</p>
<p><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/12/Badolato-coppia-di-nigeriani-sposi-in-foto.jpg"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-64613" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/12/Badolato-coppia-di-nigeriani-sposi-in-foto.jpg" alt="" width="305" height="407" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/12/Badolato-coppia-di-nigeriani-sposi-in-foto.jpg 768w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/12/Badolato-coppia-di-nigeriani-sposi-in-foto-225x300.jpg 225w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/12/Badolato-coppia-di-nigeriani-sposi-in-foto-750x1000.jpg 750w" sizes="(max-width: 305px) 100vw, 305px" /></a><strong>Mi sono emozionato</strong> e avevo gli occhi lucidi nel vedere entrare nel salone la sposa, molto elegante, accompagnata dal responsabile del CIR – Consiglio Italiano per Rifugiati di Badolato, avvocato Antonino Laganà, e nel vedere negli sguardi degli sposi la felicità nel momento in cui hanno detto “Sì”, allo scambio degli anelli e al bacio finale. Felicità, arrivata dopo tanta sofferenza e violenza.  Oliver e Charity hanno così, finalmente, ritrovato nella nostra comunità la serenità e la possibilità di coronare il sogno di una vita. Molto emozionante anche l’abbraccio con i due piccoli figli, Oliver jr e Dominion, elegantissimi, presenti all’evento assieme ad un gruppo ristretto di amici e parenti. Poi gli auguri dei testimoni, anche loro ospiti del progetto SIPROIMI, e degli operatori del CIR di Badolato, Pasquale Ermoci da e Cristina Cunsolo. In particolar modo, è stato l’avvocato Antonino Laganà, dopo aver intercettato la coppia sul territorio e predisposto l’ingresso della stessa nel progetto, ad occuparsi della regolarizzazione della loro posizione giuridica e legale, il che ha permesso loro di sposarsi. Nella storia del CIR e del progetto di seconda accoglienza di Badolato questo è il primo matrimonio che si celebra nella nostra comunità”.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/12/Badolato-coppia-di-nigeriani-sposa-foto.jpg"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-64608" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/12/Badolato-coppia-di-nigeriani-sposa-foto.jpg" alt="" width="255" height="340" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/12/Badolato-coppia-di-nigeriani-sposa-foto.jpg 768w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/12/Badolato-coppia-di-nigeriani-sposa-foto-225x300.jpg 225w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/12/Badolato-coppia-di-nigeriani-sposa-foto-750x1000.jpg 750w" sizes="(max-width: 255px) 100vw, 255px" /></a> <a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/12/Badolato-coppia-di-nigeriani-sposi-foto.jpg"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-64610" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/12/Badolato-coppia-di-nigeriani-sposi-foto.jpg" alt="" width="255" height="340" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/12/Badolato-coppia-di-nigeriani-sposi-foto.jpg 768w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/12/Badolato-coppia-di-nigeriani-sposi-foto-225x300.jpg 225w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/12/Badolato-coppia-di-nigeriani-sposi-foto-750x1000.jpg 750w" sizes="(max-width: 255px) 100vw, 255px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Leuzzi ha inoltre ricordato il ruolo importante che svolge il <strong>progetto SIPROIMI di Badolato</strong> e il senso dell’ospitalità della piccola comunità, conosciuta in tutto il mondo dopo lo sbarco della nave “Ararat” (26 dicembre 1997), oltre un ventennio fa. “Devo ammettere &#8211; ha concluso il vicesindaco &#8211; che questa esperienza è stata molto particolare per me, per il <strong>SIPROIMI di Badolato</strong> e per tutta la comunità   badolatese, che, ancora una volta, con tangibile calore umano, ha confermato il grande senso di umanità che contraddistingue il nostro piccolo paese e dell’ormai sua comunità interculturale ed internazionale. Badolato scommette da oltre venti anni sull’importanza dell’accoglienza e dell’ospitalità, infatti sono convinto che, oltre a promuovere culturalmente e turisticamente il nostro territorio, dovremmo sempre dare più spazio all’inclusione e alla solidarietà, riscontrabile nelle nostre radici contadine e nel nostro passato di emigrazione. Questa esperienza è la testimonianza che non esistono barriere culturali o linguistiche, ma solo esperienze comuni”.</p>
<p><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/12/Badolato-coppia-di-nigeriani-sposi-gruppo-foto-e1607338622315.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-64611 size-full aligncenter" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/12/Badolato-coppia-di-nigeriani-sposi-gruppo-foto-e1607338622315.jpg" alt="" width="1024" height="704" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/12/Badolato-coppia-di-nigeriani-sposi-gruppo-foto-e1607338622315.jpg 1024w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/12/Badolato-coppia-di-nigeriani-sposi-gruppo-foto-e1607338622315-300x206.jpg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/12/Badolato-coppia-di-nigeriani-sposi-gruppo-foto-e1607338622315-750x516.jpg 750w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a>Daniela Trapasso, assessore alle Politiche Sociali e Istruzione, ha portato i saluti e gli auguri del sindaco Gerardo Mannello, dell’amministrazione comunale e di tutta la comunità di <strong>Badolato</strong>. Dopo un piccolo rinfresco, organizzato nella propria modesta ma accogliente abitazione di <strong>Badolato</strong> borgo, gli sposi hanno ringraziato tutti.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/12/Badolato-coppia-di-nigeriani-sposi.jpg"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-64614" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/12/Badolato-coppia-di-nigeriani-sposi.jpg" alt="" width="255" height="340" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/12/Badolato-coppia-di-nigeriani-sposi.jpg 768w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/12/Badolato-coppia-di-nigeriani-sposi-225x300.jpg 225w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/12/Badolato-coppia-di-nigeriani-sposi-750x1000.jpg 750w" sizes="(max-width: 255px) 100vw, 255px" /></a> <a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/12/Badolato-coppia-di-nigeriani-sposa-foto.jpg"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-64608" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/12/Badolato-coppia-di-nigeriani-sposa-foto.jpg" alt="" width="255" height="340" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/12/Badolato-coppia-di-nigeriani-sposa-foto.jpg 768w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/12/Badolato-coppia-di-nigeriani-sposa-foto-225x300.jpg 225w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/12/Badolato-coppia-di-nigeriani-sposa-foto-750x1000.jpg 750w" sizes="(max-width: 255px) 100vw, 255px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Con gli occhi lucidi hanno raccontato la loro storia</strong>, la fuga dai loro territori, il dramma del viaggio, la paura di non farcela. “Sono arrivato in Italia nel 2017 &#8211; ha raccontato Obago Oliver &#8211; nel porto di <strong>Reggio Calabria</strong>. Successivamente mi hanno trasferito nel comune di Campana, in provincia di <strong>Cosenza</strong>. Nell’agosto scorso sono entrato nel progetto SIPROIMI di <strong>Badolato</strong> insieme a mia moglie, anche lei arrivata in Italia su un barcone nel 2017 a Lampedusa. Entrambi siamo stati costretti a fuggire dal nostro paese a causa della guerra, che provoca morte e terrore. Non voglio parlare del drammatico viaggio dei rischi e della paura nel vedere altri migranti, donne e bambini annegare e morire. <strong>La felicità è arrivata con la nascita dei nostri bambini,</strong> nati uno a <strong>Brindisi</strong> e l’altro in <strong>Germania</strong>. Oggi, in questo bellissimo borgo, con la sua gente cordiale e accogliente, finalmente abbiamo coronato con il matrimonio il nostro sogno d’amore”. Oliver ha parlato anche del suo futuro. “Badolato, la Calabria sono bellissimi, ma io ho necessità di trovare lavoro per dare un futuro ai miei figli, per cui non so se dovremo andare via, dove ci sono più possibilità ed opportunità occupazionali. Comunque, se qualcuno mi offrisse un lavoro, preferirei rimanere a Badolato, in Calabria. Grazie di cuore a Badolato ed ai badolatesi”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilreventino.it/dalla-nigeria-via-dalla-guerra-coronano-il-loro-sogno-damore-in-calabria-a-badolato/">Dalla Nigeria via dalla guerra, coronano il loro sogno d&#8217;amore in Calabria a Badolato</a> proviene da <a href="https://www.ilreventino.it">ilReventino.it</a>.</p>
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		<title>Nicola Criniti di Badolato (Cz) esalta la Calabria con la sua grafica editoriale e promozionale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Domenico Lanciano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Oct 2020 07:56:29 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a href="https://www.ilreventino.it/nicola-criniti-di-badolato-cz-esalta-la-calabria-con-la-sua-grafica-editoriale-e-promozionale/">Nicola Criniti di Badolato (Cz) esalta la Calabria con la sua grafica editoriale e promozionale</a> proviene da <a href="https://www.ilreventino.it">ilReventino.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/10/01.jpeg"><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-62383" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/10/01.jpeg" alt="" width="299" height="250" /></a>Caro Tito</strong>, noi giornalisti, che apparteniamo al mondo della stampa e della comunicazione, sappiamo bene come e quanto sia importante, anzi essenziale, la grafica. Specialmente la grafica editoriale e pubblicitaria, in particolare quella turistica. Lo ha dimostrato pure il giovane badolatese Nicola Criniti, con la sua tesi di laurea triennale in Grafica Editoriale sulla promozione turistica della Regione Calabria, che ha discusso all’Accademia di Belle Arti di Roma nella sessione estiva dell’anno in corso 2020, ottenendo il massimo dei voti.</p>
<p><strong>1 – UN “BRAND BOOK” SULLA CALABRIA</strong></p>
<p>La tesi di Nicola Criniti ha il seguente titolo: &lt;&lt; Calabria tra arte, saperi, sapori, natura e tradizione – Linee guida di progettazione &gt;&gt; ed è suddivisa in due volumi, una parte teorica ed una parte dimostrativa di questo che è un “brand book” ovvero uno strumento per l’utilizzo di un marchio e per l’applicazione della sua immagine coordinata.</p>
<p><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/10/02.jpeg"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-62384" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/10/02.jpeg" alt="" width="300" height="390" /></a>Infatti, alla pagina 4 così scrive in premessa:  &lt;&lt; Questo progetto è uno studio per la creazione di un’unica e distintiva identità della Regione Calabria, culla della Magna Grecia, unica per diversità di paesaggi, territorio dove attrazioni naturali, arte, avventura, folclore, gastronomia si coniugano perfettamente con la tradizionale millenaria ospitalità della gente. In questo progetto cercherò di unire tutti questi fattori con una nuova campagna di comunicazione turistica inquadrata in chiave moderna ed al passo con i tempi, non trascurando affatto le antiche radici e tradizioni di questa terra &gt;&gt;</p>
<p>In altro contesto leggiamo: &lt;&lt; Da quando ho iniziato i miei studi come graphic designer, ho sempre desiderato creare qualcosa che rappresentasse la mia terra. Ho deciso di affrontare questo lavoro di “place branding” (posizionamento del marchio) con decisione e tanta voglia di fare, vista la quasi totale perdita di identità e reputazione da parte della Regione Calabria in termini grafico – comunicativi. Questo è stato l’elemento trainante per me per sfidare me stesso, espandere la mia conoscenza e spingere le mie abilità oltre ogni limite. L’obiettivo è quello di aiutare la mia terra nel miglior modo che posso, introducendo una nuova identità visiva per la Regione Calabria &gt;&gt;.</p>
<p><strong><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/10/03.jpeg"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-62385" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/10/03.jpeg" alt="" width="300" height="389" /></a>2 – CHI E’ IL NEO-DOTTORE NICOLA CRINITI</strong></p>
<p>Nato a Soverato (CZ) nel 1990, Nicola Criniti vive a Badolato (prediletto paese della sua famiglia per molte generazioni) e rinnova il nome del nonno paterno che è stato sindaco di Badolato dal 1956 al 1961 ricordato ancora come colui che in Badolato Marina ha accolto la fiamma olimpica che dalla Grecia veniva portata a Roma nell’agosto 1960 (vedi foto). E, non a caso, c’è in lui, più che in tanti altri badolatesi, un grande amore per il proprio paese, in particolare per il borgo, dove (in Corso Umberto al n. 156) nel 2016 ha creato (e porta avanti con vero successo) “TIPICO” un punto di ristoro che offre soltanto prodotti “tipici” (appunto) a “km zero” molti dei quali (come il buon pane, i saporiti salumi, i rarissimi carciofini campestri sott’olio ed altre locali squisitezze) sono preparati in casa, in particolare da sua nonna. Proprio come una volta! Antichi sapori!</p>
<p><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/10/04.jpeg"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-62386" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/10/04.jpeg" alt="" width="300" height="440" /></a>E fare qualcosa di buono e di bello per il proprio paese, per il proprio ambiente è un’ambizione comune a parecchi ragazzi, ma non a tutti riesce (come è riuscito a lui) di realizzare i propri sogni, i propri desideri sociali. Così Nicola è diventato un esempio cui fare riferimento per la migliore promozione locale. E lui si dimostra disponibile al confronto e ai suggerimenti, così come alla collaborazione per fare di Badolato e dell’interzona un prototipo di attrazione e di elaborazione comunitaria. Pure per questo, chi volesse contattarlo può utilizzare i seguenti suoi recapiti: tel. 320-1867990 (nico.criniti@gmail.com) e per l’attività turistico-gastronomica questo è il riferimento: <span style="text-decoration: underline;"><a href="https://www.facebook.com/tipicogastromania/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">https://www.facebook.com/tipicogastromania/</a></span>.</p>
<p>Nicola sente di avere una missione: inventariare e mostrare le meraviglie del nostro multiforme territorio regionale, perché – scrive alla pagina 48 del secondo volume – &lt;&lt;La Calabria sembra essere stata creata da un Dio capriccioso che, dopo aver realizzato diversi mondi, si è divertito a mescolarli insieme &gt;&gt;. Quindi è necessario conoscere la propria terra per poterla mostrare al resto del mondo in tutta la sua splendente polivalenza e in tutto il suo suggestivo stupore. Una terra unica che egli vuole mostrare attraverso l’arte grafica, grondante di mito e di storia, e l’arte gastronomica.</p>
<p><strong><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/10/05.jpeg"><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-62388" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/10/05.jpeg" alt="" width="299" height="274" /></a>3 – LEADER PER CARATTERE E VOCAZIONE</strong></p>
<p>Ma, a parte la sua originale attività di ristoratore, qui a noi interessa descrivere la sua passione per la grafica, di cui la tesi di laurea è solo una necessaria parentesi e un conseguente traguardo a conclusione dei suoi studi universitari. Dal suo “Curriculum Vitae” traggo una frase che è visibilmente posta in bella evidenza e rilievo.</p>
<p>&lt;&lt; PIÙ IMPARO SUL DESIGN, PIÙ MI RENDO CONTO CHE C’È MOLTO DI PIÙ DA IMPARARE. Prediligo il lavoro di gruppo e tutte le soddisfazioni che un team ben organizzato riesce a dare. Penso che il rapporto diretto con le persone sia la via migliore per raggiungere gli obbiettivi prefissati, pertanto mi piace discutere di ogni problematica in modo aperto, propositivo e sempre con un occhio di riguardo ai possibili sviluppi futuri. Apprezzo le diversità dalle quali credo si possa trarre sempre qualcosa di positivo e costruttivo &gt;&gt;.</p>
<p><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/10/06.jpeg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-62389" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/10/06-300x232.jpeg" alt="" width="300" height="232" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/10/06-300x232.jpeg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/10/06.jpeg 315w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Così afferma e così si presenta. E questo mi sembra sia il profilo personale di un giovane che, per carattere e vocazione, tende ad essere “leader”. D’altra parte, è già assai impegnativo dirigere un complesso punto di ristorazione “atipico” come TIPICO, che (tra fornitori e fruitori) ha a che fare con un’infinità di persone, tra cui parecchi stranieri multilingue e multigusti. E così sarà pure dirigere un progetto grafico; altrettanto complesso, specialmente nella fase di elaborazione, dopo aver istruito temi e motivazioni, scavando nella cultura dove viene poggiato il messaggio destinato ad una molteplicità di persone dai gusti variegati e spesso pretenziosi.</p>
<p><strong>4 – PRIMO “SLOGANISTA” BADOLATESE PER LA CALABRIA</strong></p>
<p>Caro Tito, comprendo molto bene gli aneliti e gli sforzi di Nicola, soprattutto perché (come già sai) fin da adolescente ho dimostrato di avere una particolare passione e propensione nel comporre “slogans” utili ed efficaci … per ogni evenienza … tanto che nel 1989 ho “fondato” una piccola attività editrice intitolata proprio “Edizioni Slogans”, convinto che la Storia (quotidiana e quella con la S maiuscola) va avanti (ancora e bene o male) a suon di slogans. Tanto più nella politica e nel commercio, nel cui settore è da inserire il turismo, cioè la capacità di attrarre utilmente e sedurre efficacemente più persone possibile per “indurle” a scegliere un luogo piuttosto che un altro per i viaggi e le vacanze.</p>
<p><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/10/07.jpeg"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-62390" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/10/07.jpeg" alt="" width="300" height="470" /></a>Come ricorderai, in talune mie precedenti “Lettere a Tito” ho evidenziato le mie più fortunate campagne pubblicitarie a favore di Badolato (a parte il più noto slogan di “Badolato paese in vendita in Calabria” nel 1986 che tanto clamore ed emulazioni ha avuto anche all’estero). Ecco qualche esempio. La istituzione “Regione Calabria” è nata ufficialmente nel 1970 ed io già un anno dopo (nel 1971 fino al 1973) già lanciavo, a proposito di seduzione turistica, il progetto promozionale “Riviera degli Angeli” un consorzio tra tutti i comuni della costa e dell’entroterra jonico-serrese (in unione mare-montagna) da Riace a Squillace … slogan identitario ripreso pure dalla scuola locale e recentemente rilanciato pure come “Costa degli Angeli” (per una immobiliare www.costadegliangeli.com) e poi come associazione di operatori turistici “Riviera e Borghi degli Angeli” (www.rivieradegliangeli.it) per la stessa zona indicata da me circa 50 anni fa. Nel 1981 ho lanciato lo slogan “Badolato 4 dimensioni: mare, collina, montagna e mare” concretizzato nel luglio 1982 in due omonimi depliant a colori da me redatti come bibliotecario civico e fatti stampare (in 60 pagine l’uno e in 8 pagine l’altro e in 20mila copie a colori) dal Comune e dalla Pro Loco di Badolato. Spot che, poi, ho suggerito come valido per l’intera Calabria, dal momento che la nostra regione ha la possibilità di avere nel raggio di pochi chilometri e ovunque per intero queste 4 meravigliose dimensioni.</p>
<p><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/10/08.jpeg"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-62391" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/10/08.jpeg" alt="" width="300" height="430" /></a>Come dimenticare un altro slogan che ha dietro di sé una storia lunga ben 4mila anni … quello di “Calabria Prima Italia”. Slogan che forse per primo ho lanciato nel 1983 (facendo pure un’indagine nazionale) e che costituisce ancora uno dei miei principali ed irrinunciabili cavalli di battaglia tanto da esortare da decenni le istituzioni a denominare ufficialmente l’ente-top proprio come “Regione Calabria Prima Italia” evidenziando che questo territorio ha il privilegio e l’onore di avere dato il nome a tutta l’Italia! Dopo tante insistenze a tutte le istituzioni calabresi a valorizzare ciò, finalmente il Comune di Catanzaro ha realizzato tempo fa un cartellone di metri 6 x 3 con la scritta: &lt;&lt; Benvenuti a Catanzaro. Qui nacque il nome ITALIA &gt;&gt;. Il fatto che Nicola Criniti ignori o non tenga conto di questo immenso e fondante valore della Prima Italia, che cioè, la Calabria (in particolare la fascia di territorio tra il golfo di Lamezia e il golfo di Squillace, l’odierna provincia di Catanzaro) abbia dato il nome all’intera penisola (isole comprese), mi rattrista, poiché (tra tanto altro) vuol dire che purtroppo le nuove generazioni non sono entrati nella giusta visione della loro regione, la cui civiltà fanno iniziare erroneamente con la “Magna Grecia” quando invece è ancora più antica di oltre 1000 anni! Pure Nicola, infatti, afferma che la Calabria è culla della Magna Grecia come se tutto sia iniziato da lì, mentre è esattamente l’opposto, poiché sono stati i Greci a bearsi della civiltà derivata da re Italo, il quale per quanto mitico ha una dimensione di profonda verità storico-scientifica.</p>
<p><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/10/09.jpeg"><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-62392" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/10/09.jpeg" alt="" width="297" height="158" /></a>Figurati perciò, caro Tito, quanto mi abbia fatto gioire l’appurare, comunque, che il giovane Nicola Criniti si sia dedicato ad arricchire lo studio e l’offerta di slogan turistici per l’intera Calabria, con la sua tesi di laurea che apre la porta a tutto un utile discorso di costruzione, sviluppo e valorizzazione dell’immagine migliore e più adatta a fare da massimo attrattore socio-turistico, culturale ed economico per l’intera nostra stupenda regione.</p>
<p><strong>5 – I PRINCIPALI TEMI DELLA TESI DI LAUREA</strong></p>
<p>Il primo volume della tesi di laurea del neo-dottore Nicola Criniti, dopo aver individuato gli scopi e gli obiettivi (pagine 9-15), si suddivide in cinque parti. Comincia con il descrivere (pagine 16-36) la natura del &lt;&lt; BRAND&gt;&gt; (marchio, della immagine) che la Regione Calabria ha offerto all’Italia e al resto del mondo fin dal 1970, quando le Regioni sono diventate operative ed hanno avuto autonomia nel gestire il turismo anche come promozione. Infatti, in questa prima parte Criniti passa in rassegna (pure critica) alcune note campagne pubblicitarie regionali (prevalentemente cartacee e televisive) come quella del 2004 … “Gira e rigira, la Calabria ti stupisce sempre” – slogan sostenuto con la potenza evocativa delle due statue dei Bronzi di Riace. O come quella del 2009 … “Calabria, noi ci mettiamo il cuore” … slogan che puntava sulla notorietà di Rino Gattuso, calciatore e campione mondiale della nazionale di calcio. Nel 2016 la promozione ha puntato sulle bellezze naturalistiche (mare e scogliere) con lo slogan “Calabria … un altro paradiso”. Inoltre, Criniti ha fatto un enorme ed interessante lavoro di rivisitazione (anche tecnica), ovvero un accurato “restyling” dello stemma istituzionale, logo rappresentativo della Regione Calabria, anche per come rappresentato nel gonfalone. E lo ha fatto in modo altamente scientifico, utilizzando addirittura la “sezione aurea”.</p>
<p><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/10/10.jpeg"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-62393" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/10/10-266x300.jpeg" alt="" width="300" height="338" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/10/10-266x300.jpeg 266w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/10/10.jpeg 282w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>La seconda parte (pagine 37-72) è dedicata al &lt;&lt; MARCHIO &gt;&gt; per come concepito ed elaborato dallo stesso Nicola Criniti. Un marchio che parte dal significato etimologico di “Calabria” dei termini greci “kalòs” (bello) – “bryon” (terra) ovvero “la terra del bello” o “il bello della terra”. Un marchio che faccia riferimento al &lt;&lt; SORGERE DEL BELLO &gt;&gt; con l’esortazione “Segui il sole” – Follow the sun. Mi ha colpito l’elenco della denominazione turistica delle coste calabresi e mi ha sorpreso apprendere che le rive joniche da Capo Stilo a Catanzaro Lido prendono il nome di “Costa degli Aranci” cosa che, finora, mi risultava essere (un po’ forzatamente e debolmente, in verità) il tratto di costa davanti a Montauro e Montepaone. Ed è come se 50 anni di promozione di “Riviera degli Angeli” non fossero mai esistiti. Il che dimostra come ognuno va per conto suo senza una omologazione almeno regionale se non addirittura nazionale della denominazione di taluni tratti turistico dei quasi 8 mila km di coste italiane.</p>
<p><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/10/11.jpeg"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-62394" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/10/11.jpeg" alt="" width="300" height="307" /></a>Secondo l’elenco presente alla pagina 49 della tesi di laurea di Nicola Criniti, sembrano essere 8 le coste con una denominazione turistica. Sul lato del mare Tirreno abbiamo nel nord cosentino la “Costa dei Cedri”. A scendere non ha denominazione la costa catanzarese. Poi nel vibonese c’è la “Costa degli Dei”, quindi la “Costa Viola” a Palmi e dintorni. Sul lato del mare Jonio resta ufficialmente senza nome il tratto di costa tra Scilla e Capo Spartivento, ovvero quella zona di Capo Sud che vado promuovendo fin dall’estate 1999 proprio come “Capo Sud” (la terza zona più a sud dell’Europa continentale). A salire la Locride si identifica ormai da tanti decenni come la “Costa dei Gelsomini”. Quindi da Stilo a Catanzaro Lido c’è questa fantomatica, mai condivisa e per me novità assoluta “Costa degli Aranci”. Resta senza denominazione la zona da Catanzaro Lido fin verso Isola Capo Rizzuto quando troviamo la “Costa dei Saraceni” nell’alto crotonese. Dopo di che dovrebbe esserci la “Costa degli Achei” nell’alto cosentino. Caro Tito, va da sé che questa della denominazione turistica delle coste sarebbe da rivedere e codificare ufficialmente con decreto regionale, se non addirittura con una legge dello Stato. Giusto per essere seri.</p>
<p><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/10/12.jpeg"><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-62395" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/10/12.jpeg" alt="" width="298" height="258" /></a>La terza parte (pagine 73-87) contiene il ragionamento sul “Place branding” (il posizionamento, la collocazione, la valorizzazione del marchio) ovvero il processo di comunicazione di un’immagine ad un mercato di riferimento, dal momento che “un luogo” deve essere trattato come un qualsiasi prodotto di consumo. Intatti, ogni città ha un logo ed un marchio tutelato e distinguibile a livello mondiale. Il dottore Criniti presenta, come esempio, alcuni marchi di città molto note come la francese Bordeaux, la olandese Amsterdam, l’italiana Bologna, la portoghese Porto. Ritorna qui la proposta dello stesso Criniti di incentrare la campagna pubblicitaria della Regione Calabria nel “Il sorgere del bello”…. Definizione con la quale si vuole indicare la fertilità del territorio calabrese in tutte le sue forme. &lt;&lt; Parte proprio dall’etimologia della parola Calabria la nostra campagna pubblicitaria turistica la quale, mediante differenti declinazioni, deve promuovere questa magnifica terra &gt;&gt; afferma l’Autore.</p>
<p><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/10/13.jpeg"><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-62396" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/10/13.jpeg" alt="" width="298" height="208" /></a>La quarta parte (pagine 151 – 164) tratta della SEGNALETICA. La quale è in gran parte “grafica” ed è così importante, specie quando è direzionale, per condurre il viaggiatore, il turista verso i luoghi desiderati, indicandoli con la caratteristica differenzazione. Ma ci sono altri tipi di segnaletica, specialmente urbana, per indicare i monumenti ed altre importanti destinazioni, pure commerciali o enograstronomiche. Spesso nei nostri territori la segnaletica giusta manca oppure è insufficiente o inadeguata. Ne sappiamo tutti qualcosa. E questo crea non pochi problemi di disorientamento, nervosismo e di perdite di tempo. La quinta ed ultima parte (da pagine 165) è dedicata al WEB. Possiamo ben dire che oggi è tutto web! Computer, telefonini, social e quanto altro. Come utilizzarli nella promozione e nel marketing territoriale?…. Nicola Criniti ci spiega tutto.</p>
<p><strong>6 – CONCLUSIONI</strong></p>
<p>Caro Tito, una delle trattazioni di Nicola Criniti che mi hanno colpito di più è stata quella del concetto di “SORGERE” … cioè una terra dove sorge non soltanto la luce, il sole, ma dove c’è il SORGERE DEL BELLO, IL SORGERE DEL SILENZIO, IL SORGERE DEL PASSATO, IL SORGERE DEL PIACERE, IL SOLGERE DEL MITO. Inoltre, il cosiddetto “Marketing sensoriale” è per me una bella novità (che cosa non ci si inventa di suggestivo per promuovere il proprio territorio!!!). Infatti alla pagina 100 del secondo volume, il dottore Criniti tratta del paesaggio inteso come olfatto, del territorio inteso come udito, dell’arte e della cultura intese come vista, dell’enogastronomia intesa come gusto e del folclore inteso come tatto. Manca, forse, il sesto senso che è quello più importante per mettersi in sintonia con la magia e i misteri di questa regione tanto antica quanto segreta, manifesta quanto introversa (con giacimenti culturali ancora da scoprire ma di cui si sa già la notevole valenza per tutto l’universo-mondo). Un territorio ritenuto nel più remoto passato l’Eden primigenio ed anche per questo più volte ho proposto di realizzare il marchio di EDEN CALABRIA, dopo aver proposto per la nostra zona jonica nel 1971-73 il marchio di RIVIERA DEGLI ANGELI (quella idea ripresa qualche anno fa da alcuni giovani come RIVIERA E BORGHI DEGLI ANGELI).</p>
<p><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/10/14.jpeg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-62397" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/10/14-300x162.jpeg" alt="" width="300" height="162" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/10/14-300x162.jpeg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/10/14.jpeg 303w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>E per tali due aspetti ringrazio in modo particolare Nicola per avermi fatto leggere la sua tesi di laurea sulla promozione socio-turistica della Calabria. Mi ha fatto ricordare di quando ho cercato di convincere calabresi e molisani (e altre genti con territori simili) che il silenzio delle nostre contrate è un grande valore da “VENDERE”. O comunque da valorizzare (https://www.altomolise.net/notizie/attualita/2718/lalto-molise-venda-il-silenzio). E, mentre io invitavo a “vendere silenzio”, l’amica Anna Giannuzzi (signora pugliese-genovese che, agli inizi di questo secolo, ha comprato casa a Badolato dove ha fondato un’associazione ed un B&amp;B “L’Elicriso” – fiore del sole) invitava a realizzare a Badolato e in Calabria le “CASE DEL SONNO” ovvero strutture ricettive dove lo stressato cittadino potesse ben rilassarsi, dormire profondamente e tranquillamente, ritrovando pure così le energie per un nuovo anno di lavoro e di impegni. E di immancabile stress. Ma la Calabria si presta a innumerevoli iniziative. Ed anche per questo ho proposto di fare un Centro di Coordinamento per il Concorso di idee per la Calabria, tra le quali scegliere quelle più adatte a valorizzare una delle regioni senza alcun dubbio tra le più belle del mondo. In assoluto.</p>
<p><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/10/15.jpeg"><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-62398" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/10/15.jpeg" alt="" width="297" height="265" /></a>A completamento della sua originale e brillante idea di identificare i nostri cinque sensi con altrettante caratteristiche territoriali della Calabria, vorrei segnalare al dottore Nicola Criniti l’altrettanto originale e brillante idea contenuta nel volume edito nel gennaio 2020 dal Touring Club d’Italia: CALABRIA – Un racconto a colori tra bellezza e identità i cui tre Autori (Antonio Renda, Raffaele Cardamone e Guglielmo Sirianni) hanno abbinato un colore ad un evento, ad un personaggio o ad un paesaggio. La nostra regione si può conoscere e godere pure così! ( https://www.costajonicaweb.it/lettere-a-tito-n-270-la-calabria-spiegata-con-i-colori-nel-libro-del-touring-club-ditalia/ ).</p>
<p><strong>7 – I LINK DI NICOLA CRINITI</strong></p>
<p>Chi fosse interessato a leggere i due interessantissimi volumi della tesi di laurea di Nicola Criniti, ovvero ciò che egli stesso ha definito un &lt;&lt; Manuale pratico per la creazione pubblicitaria di tipo turistico per la Regione Calabria &gt;&gt; può digitare i seguenti link: 1 – https://issuu.com/nicolacriniti/docs/calabria._tra_arte__saperi__sapori_e_tradizioni e 2 – https://documentcloud.adobe.com/link/review?uri=urn%3Aaaid%3Ascds%3AUS%3A7b89fc9e-3ec7-464f-aaa6-98a599652d36#pageNum=1 . Chi volesse saperne di più può consultare il sito https://www.behance.net/nicolacriniti oppure contattare direttamente, per le vie brevi (telefono, whatsapp, email) questo giovane di belle premesse e promesse.</p>
<p><strong>8 – SALUTISSIMI</strong></p>
<p>Caro Tito, ti ricordi quando insistevo con le Istituzioni europee, nazionali, regionali e locali affinché venissero costituiti dei centri di raccolta e valorizzazione delle tesi di laurea? Riguarda uno dei tantissimi articoli emessi a riguardo: https://ecoaltomolise.net/lanciano-agnone-salvi-tesi-laurea-dal-cassonetto/ e ti accorgi che non è cambiato nulla da quel 2014 o dal 1977 quando ho lanciato il primo allarme sulla dispersione o inutilizzo delle tesi di laurea. Pure per questo, ho raccomandato a Nicola di inviare copia dei suoi due volumi almeno alla Biblioteca Calabrese, ma – se può e vuole – anche alle altre principali biblioteche calabresi e agli Archivi di Stato, di modo che non si perda questo suo prezioso lavoro. Sarebbe pure meglio inviarne copia alle Biblioteche Nazionali Centrali di Milano, Firenze, Roma e Napoli.</p>
<p><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/10/16.jpeg"><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-62399" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/10/16.jpeg" alt="" width="301" height="205" /></a>Così, colgo l’occasione di questa Lettera n. 302 per rilanciare (per l’ennesima volta) l’appello a istituzioni e studenti affinché le copie cartacee o digitali delle tesi di laurea non vadano perse o dimenticate nel cassetto del neo-laureato ma date alle istituzioni culturali e scientifiche che possano valorizzarle, ma anche e soprattutto (come ha fatto Nicola Criniti) è assai utile postarle in diversi siti internet, pure a beneficio di altri studenti o ricercatori.</p>
<p><strong>Domenico Lanciano</strong> (www.costajonicaweb.it)</p>
<p>Azzurro Infinito di Vasto Paradiso, sabato 10 ottobre 2020 ore 12.34 (Le foto che non sono state prese dal web mi sono state fornite da Nicola Criniti).</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilreventino.it/nicola-criniti-di-badolato-cz-esalta-la-calabria-con-la-sua-grafica-editoriale-e-promozionale/">Nicola Criniti di Badolato (Cz) esalta la Calabria con la sua grafica editoriale e promozionale</a> proviene da <a href="https://www.ilreventino.it">ilReventino.it</a>.</p>
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		<title>Appello per fare insieme la storia della camiceria Pirega di Badolato Marina</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Domenico Lanciano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2020 10:03:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Domenico Lanciano, dalla rubrica: Lettere a Tito n. 292 (Fonte autorizzata: CostaJonicaWeb.it – news Sicilia e Calabria) Caro Tito, le nuove generazioni (fatte sempre salve le ovvie e rare eccezioni) nulla o quasi sanno sulla Pirega, quella “industria camiceria” (come sottotitolava e spiegava il marchio) che ha caratterizzato la vita economica e produttiva, ma anche [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilreventino.it/appello-per-fare-insieme-la-storia-della-camiceria-pirega-di-badolato-marina/">Appello per fare insieme la storia della camiceria Pirega di Badolato Marina</a> proviene da <a href="https://www.ilreventino.it">ilReventino.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Domenico Lanciano</strong>, dalla rubrica: Lettere a Tito n. 292 (Fonte autorizzata: CostaJonicaWeb.it – news Sicilia e Calabria)</p>
<p><strong><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/07/01.jpeg"><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-57806" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/07/01.jpeg" alt="" width="297" height="225" /></a>Caro Tito,</strong> le nuove generazioni (fatte sempre salve le ovvie e rare eccezioni) nulla o quasi sanno sulla Pirega, quella “industria camiceria” (come sottotitolava e spiegava il marchio) che ha caratterizzato la vita economica e produttiva, ma anche sociale di Badolato Marina (CZ) e “dintorni” per un considerevole periodo da accertare bene, comunque orientativamente dal 1961 al 1978, con un rivolo che si è protratto per parecchi anni ancora sotto altre forme e consistenze. Dico “dintorni” poiché tale esperienza imprenditoriale ha interessato, oltre che Badolato, pure numerose figure lavorative provenienti da Guardavalle, Santa Caterina Jonio, Isca Jonio e qualcuna persino da Soverato.</p>
<p><strong>1 – FARE INSIEME LA STORIA DELLA PIREGA</strong></p>
<p>Nella mia tesi di laurea su Badolato del 1977, ho accennato all’attività della PIREGA e, nel terzo volume, in una significativa foto, ho evidenziato due operaie sotto l’insegna al neon della Ditta, all’ingresso dei laboratori, quando questi (primi anni settanta) erano situati nei magazzini di palazzo Piperissa (di proprietà di uno dei tre soci), al piano-strada sulla Nazionale, la via principale del paese.</p>
<p><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/07/02.jpeg"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-57807" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/07/02.jpeg" alt="" width="300" height="362" /></a>Da allora in poi ho avuto sempre intenzione di affrontare (tra tanti altri temi locali) il discorso storiografico e socio-antropologico della PIREGA per lasciare almeno una significativa traccia dell’imprenditorialità badolatese. Questa, nonostante il coraggio di taluni personaggi, non si è potuta affermare adeguatamente a causa di molteplici motivi che l’avvocato Giuseppe Caporale mi aveva elencato nel 1975 in una intervista di un’ora circa, rilasciatami proprio a beneficio della tesi di laurea e che, a buon fine, ho recentemente donato fono-registrata in CD al figlio dottore Nicola, pure a ricordo del compianto papà. Risentirne la voce discorsiva ha una suggestione senza pari, specialmente quando la persona cara non c’è più o di lui sono praticamente inesistenti altri documenti sonori.</p>
<p>In verità, in Badolato tra il 1973 ed il 1977, avevo intervistato centinaia e centinaia di persone in trecento ore di paziente e diffusa fono-registrazione. Tali documenti sonori (che avrei voluto valorizzare socialmente) ci restituiscono pure una inestimabile memoria emotiva davvero straordinaria ed unica, ricca di fascino ma anche di notizie e di dati per quei significativi decenni della nostra contorta realtà locale (sullo sfondo di quella nazionale ed estera). Alcune di queste registrazioni ho mandato in onda da Radio Pulsar, quando questa era ospitata, verso la fine degli anni settanta, in un locale di palazzo Paparo, sorto nei pressi del ponte del torrente Barone, sulla Via Nazionale di Badolato nord.</p>
<p><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/07/03.jpeg"><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-57808" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/07/03.jpeg" alt="" width="298" height="145" /></a>Adesso, caro Tito, si tratta di raccogliere dati, documenti (anche fotografici), testimonianze e quanto altro non soltanto per farne un dettagliato articolo giornalistico come questa “Lettera n. 292”, ma anche, auspicabilmente, un opuscolo o addirittura un libro storiografico, se l’impegno collettivo sarà consistente o comunque adeguato.</p>
<p><strong>2 – L’APPELLO</strong></p>
<p>Per tale motivo, faccio qui appello (a tutti coloro che ne sono a conoscenza e hanno una qualche documentazione) di fornirmi il necessario per tracciare, il più fedelmente possibile, il cammino di quella interessante attività industriale che ha coinvolto, in vari momenti, centinaia di persone e che ha portato il marchio PIREGA (e quindi Badolato e la Calabria) nel resto d’Italia e persino all’estero.</p>
<p>Intanto, ho già cominciato le mie ricerche, interpellando, per prima, i familiari dei principali protagonisti e anche alcune operaie di mia più diretta conoscenza. Dalla signora Maria Rèpice (secondogenita di mastro Peppino l’ideatore della camiceria PIREGA) ho avuto, ad esempio, la disponibilità di un promemoria scritto su tutto ciò che ha vissuto e ricorda di quell’epoca.</p>
<p><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/07/04.jpeg"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-57814" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/07/04.jpeg" alt="" width="300" height="400" /></a>Ed è stata gentile nel darmi già una rara foto che ritrae alcune operaie alle macchine da cucire nell’assemblaggio dei pezzi di tessuto per formare la camicia. In tale foto (che ho messo come simbolo iniziale e “copertina” di questa “Lettera n. 292”) sono riconoscibili mastro Raffaele Gallelli (in primo piano a sinistra), mastro Peppino Repice (a destra) e, in fondo, s’intravede l’avvocato Giuseppe Caporale.</p>
<p>Probabilmente questa potrebbe essere foto databile tra il 1969 e il 1974, quando in Badolato Marina esistevano due camicerie (la PIREGA e la REGAL) come afferma su “facebook” la signora Mirella Scaccia, mia amica e coetanea, che in quel periodo curava la contabilità alla REGAL. Avremo modo di approfondire pure questo discorso.</p>
<p>Invece, sul benemerito blog fotografico “B@adolato” dell’amico Pasquale Rudi (già ottimo animatore di Radio Pulsar), è stata evidenziata la foto di mia zia Domenica Lanciano e del marito Andrea Piperissa, uno dei tre soci della PIREGA iniziale. Sicuramente i miei cugini sapranno dirmi qualcosa di interessante su quanto fatto dal loro papà negli anni della camiceria. E’ ovvio che, in un’auspicabile più completa pubblicazione, verrà evidenziato il nome ed il contributo di conoscenza di coloro che avranno collaborato nella racconta di informazioni, documenti, foto e quanto altro sul periodo considerato.</p>
<p><strong><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/07/05.jpeg"><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-57810" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/07/05.jpeg" alt="" width="299" height="264" /></a>3 – LA PIREGA IN POCHE PAROLE</strong></p>
<p>Caro Tito, sono stato diretto testimone di importanti fasi dell’esperienza PIREGA. Fin dall’inizio, quando il maestro Peppino Rèpice (nella sua bottega di sarto e barbiere di Via Nazionale ai magazzini della palazzina del geometra Vincenzo Anoja, vicinissima alla stazione ferroviaria) lo sentivo parlare frequentemente del suo sogno di fare un laboratorio per confezionare camicie. A tale proposito (ho poi saputo dalla figlia Maria) era stato a Roma per alcuni mesi proprio per apprendere questa arte. Quelli attorno al 1960 erano gli anni del “boom” economico italiano e i cosiddetti “colletti bianchi” (classe media, medio-alta e dintorni) aveva più frequente bisogno di camicie, il nuovo simbolo di una nazione che stava crescendo anche socialmente, sebbene in modo contraddittorio, come afferma il premiatissimo film “La dolce vita” di Federico Fellini uscito proprio nel 1960.</p>
<p><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/07/06.jpeg"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-57811" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/07/06.jpeg" alt="" width="300" height="400" /></a>Però mastro Peppino Repice, per realizzare questo suo sogno, aveva bisogno di qualche socio. Ne trovò due, nella persona di un altro sarto esperto in confezioni in serie, Raffaele Gallelli, e di un commerciante di scarpe, Andrea Piperissa. Questi era, appunto, il marito di Domenica Lanciano, sorella di mio padre.</p>
<p>La prima sede della PIREGA (sigla derivata dalle iniziali dei cognomi dei tre soci PIperissa – REpice – GAllelli) fu ospitata per qualche anno proprio nei locali della palazzina del geometra Anoja sulla Via Nazionale, a pochi passi dal “centro direzionale” della nuova Badolato (chiesa, pretura, stazione, delegazione comunale, unico bar, unico tabacchino, ecc.). Poi, l’esigenza di spazio aumentò, con il successo dell’iniziativa imprenditoriale. La seconda sede fu posta nei magazzini sud del palazzo appena costruito dal falegname Pasquale Lanciano, sempre in Via Nazionale (oggi all’altezza dei numeri civici 85-87 se ricordo bene) prospicente ad un distributore di benzina e proprio a fianco dell’Ina-Casa dove abitavo.</p>
<p>La terza e definitiva sede fu collocata nei magazzini del palazzo di Andrea Piperissa, sempre in Via Nazionale, a circa 200 metri più a nord. Qui, dopo qualche anno, l’attività fu ceduta ad una società romana per poi essere presa dall’avvocato badolatese Giuseppe Caporale, verso i primi anni settanta. Costui, però, incontrò varie difficoltà, per cui dovette chiudere l’esperienza PIREGA, per realizzare un’altra camiceria in un comune delle pre-Serre, sempre nel medesimo comprensorio di Soverato.</p>
<p><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/07/07.jpeg"><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-57812" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/07/07.jpeg" alt="" width="290" height="213" /></a>Ho sempre frequentato la PIREGA, per un motivo o per un altro. La frequenza divenne assidua quando ha cominciato a lavorarci Giuseppe Nàimo, mio fraterno amico d’infanzia e colonna portante del gruppo musicale “The Euro Universal” (cui ho dedicato la precedente “Lettera 291”). Ricordo un episodio, in particolare. Nel 1974, avendo meno di 25 anni, godevo ancora dei biglietti gratuiti sui treni delle Ferrovie dello Stato. Così, verso la metà del mese di dicembre, l’avvocato Caporale mi chiese di portare a Milano alcuni urgenti campioni di camicie per un grossista che operava in quella ampia e redditizia piazza commerciale.</p>
<p>Cessata l’attività della PIREGA storica o (pare) in concomitanza con essa, nacque la REGAL di Giuseppe Repice e Raffaele Gallelli, i quali poi diedero vita a due laboratori distinti: quello familiare di Repice e quello di Gallelli (situato in Via Antonio Gramsci) allargato ai fratelli Giuseppe e Andrea Naimo. Ieri pomeriggio ne ho parlato a lungo con Mirella Mafalda Scaccia (nata a Panettieri – CS – il 09 settembre 1951 ma badolatese fin dalla prima infanzia), la quale ha seguìto molto da vicino l’attività della camiceria REGAL dal 1970 al 1990 circa, sia come contabile e sia come nuora del maestro Raffaele Gallelli. Inoltre, dopo aver già parlato con due ex-operaie (Vittoria Battaglia e Vittoria Piroso), spero di poter parlare presto pure con la signora Anna Carella di Soverato, che è stata la ragioniera della PIREGA nei primi anni settanta.</p>
<p><strong>4 – SALUTISSIMI</strong></p>
<p>Caro Tito, spero di poter portare a termine con soddisfazione e dignità l’impegno preso per raccontare gli anni della PIREGA e, se possibile, anche della REGAL e di altre esperienze similari e conseguenti avutisi in Badolato Marina. Sento di doverlo non soltanto agli imprenditori che hanno avuto l’ardire di avventurarsi in questo nostro profondissimo Sud nella difficile industria e arte delle confezioni, ma anche a coloro che ci hanno lavorato, specialmente alle operaie, in particolare a quelle che si sono sacrificate davvero molto per l’onorabilità del loro lavoro.</p>
<p><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/07/08.jpeg"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-57813" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/07/08.jpeg" alt="" width="300" height="358" /></a>Spero di poter raccogliere documenti e testimonianze tali da redigere una piccola ma essenziale “Storia della PIREGA” anche come specchio della società italiana, calabrese e jonica di quegli anni di forti speranze, che però sono andate deluse in gran parte per una scellerata politica predatoria verso il Sud.</p>
<p>E (in attesa della prossima “Lettera”) ti ringrazio e ti saluto. Augurando a te e ai nostri amici lettori la migliore estate possibile, come ci esorta l’amico cantautore Andrea Naimo (ex Euro Universal ed ex camicerie badolatesi) che sabato mattina 11 luglio 2020, ha lanciato su “youtube” la canzone VIVI L’ESTATE (https://www.youtube.com/watch?v=Gc9i-Zp0xik)… ricordando un’altra sua celebre canzone di oltre 30 anni fa (1983) dedicata a quella Estate jonica che “rende belli persino i più brutti”.</p>
<p>Alba nell’Azzurro Infinito del mare di Vasto in Abruzzo, lunedì 13 luglio 2020 ore 05,36</p>
<p><em>di Domenico Lanciano</em></p>
<p>[Pubblicato su autorizzazione dell’autore e tratto da <strong>CostaJonicaWeb.it</strong>, Quotidiano on line per Calabria e Sicilia – Editrice “Associazione MaryWebEventy” – Messina] – Le foto sono state prese dal web, ad eccezione delle tre fornitemi dalla signora Maria Repice e di quella fornitami dalla famiglia Caporale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilreventino.it/appello-per-fare-insieme-la-storia-della-camiceria-pirega-di-badolato-marina/">Appello per fare insieme la storia della camiceria Pirega di Badolato Marina</a> proviene da <a href="https://www.ilreventino.it">ilReventino.it</a>.</p>
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		<title>Modi e tempi per i murales di Badolato Marina e della intera costa jonica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Feb 2020 12:23:24 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Domenico Lanciano</strong>, dalla rubrica: <strong>Lettere a Tito</strong> n. 269 (Fonte autorizzata: <strong>CostaJonicaWeb.it</strong> – news Sicilia e Calabria) &#8211;</p>
<p><a href="http://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/Immagine1-1.png"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-50909" src="//www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/Immagine1-1-300x228.png" alt="" width="300" height="228" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/Immagine1-1-300x228.png 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/Immagine1-1.png 469w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Caro Tito, la precedente <a href="https://www.costajonicaweb.it/lettere-a-tito-n-266-a-badolato-marina-cz-un-murales-per-franco-nistico-e-34-pareti-attendono-di-essere-dipinte-epicamente/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="color: #0000ff;"><strong><span style="text-decoration: underline;">Lettera n. 266</span></strong></span></a> ha trattato del Murales dedicato a Franco Nisticò e inaugurato il 24 dicembre 2019. Tra l’altro, ti ho accennato sulla possibilità di realizzare in Badolato Marina pure altri murales sulle 34 rimanenti pareti bianche delle case popolari “storiche” costruite tra il 1951 e il 1956 per le famiglie alluvionate. Ti ricordo che quella di realizzare ben 35 murale in Badolato Marina era una mia proposta avanzata nella primavera 1975 all’amministrazione comunale dell’epoca.</p>
<p>La prima parete da istoriare sarebbe quella davanti alla quale il 24 marzo 1952 è nata ufficialmente Badolato Marina, quando l’allora Capo del Governo Alcide <a href="http://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/Immagine2-2.png"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-50910 size-thumbnail" src="//www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/Immagine2-2-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a>De Gasperi ebbe a consegnare al sindaco di Badolato, Andrea Talotta, le chiavi dei primi 78 alloggi pronti da abitare dai senza-tetto provocati dalla disastrosa alluvione del 17 ottobre 1951.</p>
<p>Una realizzazione record (allora come oggi) aver costruito ben 78 appartamenti in meno di 5 mesi, in muratura e non più in baracche precarie e provvisorie di legno come si usava prima e come ancora si usa oggi per i senza-tetto causati da alluvioni o da terremoti o da altre calamità ed emergenze.</p>
<p><strong>1 – IL DOTTORE GUERINO NISTICO’ E UN APPOSITO COMITATO</strong></p>
<p>Riguardo l’auspicabile realizzazione dei 34 Murales di Badolato Marina, ho avuto modo di trattare con il dottore Guerino Nisticò (tel. 338-4709111 e n.guerino@gmail.com) il quale si è detto disponibile ad impegnarsi, se però sarà affiancato da un apposito Comitato tecnico-amministrativo che chieda le varie autorizzazioni e gli opportuni finanziamenti, scelga i temi, coordini i lavori e gli artisti e tutto ciò che sarà necessario per la migliore riuscita di tale impresa socio-culturale nel corso dei futuri anni o addirittura decenni.</p>
<p><a href="http://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/Immagine3-2.png"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-50911" src="//www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/Immagine3-2-200x300.png" alt="" width="150" height="225" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/Immagine3-2-200x300.png 200w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/Immagine3-2.png 313w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></a>Guerino Nisticò è giovane e, nel corso di tutta la sua esistenza, potrebbe vedere realizzata la grande opera dei 34 altri Murales di Badolato Marina e forse pure qualcuno in più da evidenziare in qualche altra parete dei nuovi palazzi. Egli è assai attivo nel settore turistico, ama molto Badolato, specialmente il borgo dove solitamente accompagna spesso gruppi di visitatori italiani ed esteri. Potrebbe essere affiancato da professionisti della sua stessa generazione, come ad esempio (giusto per citare un bravissimo giovane assai sensibile al sociale) l’ingegnere Andrea Ermocida il quale ha una efficiente impresa edile che potrebbe ben preparare gli intonaci delle pareti e aiutare gli artisti a scegliere i migliori materiali per qualsiasi tipo di murales. Ma, ritengo, che sarà una gara di generosità nel dotare Badolato Marina di tutta una serie di murales che, oltre a narrare la storia e i personaggi del paese, fungano di grande attrazione turistica e socio-culturale.</p>
<p><strong>2- ADOTTA UN MURALES</strong></p>
<p>Il metodo più concreto e fattivo per la realizzazione di tali 34 murales sarebbe quello di invitare istituzioni, associazioni, famiglie e singole persone ad “adottare” una parete e, quindi, autogestirla fino al completamento. Ovviamente tale parete-murales porterebbe il nome del gestore, oltre a quello del tema trattato nella figura ivi descritta.</p>
<p><a href="http://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/Immagine4-2.png"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-50912" src="//www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/Immagine4-2-300x210.png" alt="" width="300" height="210" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/Immagine4-2-300x210.png 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/Immagine4-2.png 469w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Ad esempio, il Comune di Badolato potrebbe gestire e portare a termine la parete di quella palazzina davanti alla quale De Gasperi ha consegnato le chiavi dei 78 alloggi, segnando così la nascita ufficiale di Badolato Marina. Tale parete corrisponde alla prima palazzina, posta immediatamente sotto la strada nazionale jonica 106, a lato dell’attuale “Bar Centrale” (come può essere evinto dalle foto scattate quella mattina del 24 marzo 1952 dal rimpianto fotografo badolatese Giocondo Rudi e dall’Istituto Luce).</p>
<p>Altro esempio, gli eredi e l’associazione culturale dello scrittore ed artista, prof. Nicola Caporale (1906-1994), potrebbero adottare una parete che descriva le attività del loro illustre congiunto, anche come pittore. Oppure come docente e scrittore (specialmente del suo capolavoro “L’oro del sud è amaro”.</p>
<p><a href="http://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/Immagine5-2.png"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-50913" src="//www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/Immagine5-2-300x203.png" alt="" width="300" height="203" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/Immagine5-2-300x203.png 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/Immagine5-2-110x75.png 110w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/Immagine5-2.png 469w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Così come, gli eredi della “generazione epica” potrebbero adottare una o più pareti per fissare la memoria del famoso “sciopero a rovescio” del 1950-51 o di altri momenti di lotta per l’emancipazione del popolo badolatese. Tema che è stato al centro di una vigorosa azione teatrale, “Gli arrovesciati” rappresentata nei giorni 8 e 9 febbraio 2020 al Teatro Trastevere di Roma, con la regia della badolatese Caterina Mannello, curata e interpretata da Giorgio Cardinali (non badolatese) che ha lavorato per anni ad un tema così importante per la storia del movimento operaio e contadino calabrese. Il progetto pittorico è stato del badolatese Roberto Giglio, un artista che potrebbe avere (sia per gioventù che per bravura e motivazioni) un ruolo assai determinante nella realizzazione di tutti i 34 auspicabili “Murales Badolatesi”.</p>
<p><a href="http://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/Immagine6-2.png"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-50914 size-thumbnail" src="//www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/Immagine6-2-150x150.png" alt="" width="150" height="150" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/Immagine6-2-150x150.png 150w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/Immagine6-2.png 234w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></a>Un altro esempio ancora.</p>
<p>La Pro Loco di Badolato potrebbe adottare e gestire una o più pareti che possano descrivere bellezze o tradizioni di Badolato.</p>
<p>Così come le Congreghe potrebbero imprimere sulle pareti le varie fasi della Settimana Santa (Via Crucis, Ballo degli Stendardi, Cumprunta, ecc.) o di altre festività religiose di cui sono protagoniste.</p>
<p><a href="http://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/Immagine7-2.png"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-50915 size-thumbnail" src="//www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/Immagine7-2-150x150.png" alt="" width="150" height="150" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/Immagine7-2-150x150.png 150w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/Immagine7-2.png 234w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></a>Ulteriore esempio.</p>
<p>Le Parrocchie badolatesi potrebbero evidenziare sui muri aspetti della loro storia o delle loro usanze più caratteristiche, come l’originale e suggestivo “Giro del Bambinello” per le case badolatesi nella giornata di Capodanno oppure le statue dei santi più venerati e che contribuiscono a caratterizzare l’identità del popolo badolatese.</p>
<p><a href="http://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/Immagine8-2.png"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-50916 size-thumbnail" src="//www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/Immagine8-2-150x150.png" alt="" width="150" height="150" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/Immagine8-2-150x150.png 150w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/Immagine8-2.png 234w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></a>Le donne di Badolato potrebbero adottare una parete per raccontare in un murales le loro lotte, come ad esempio quelle delle raccoglitrici di olive o quelle portate avanti dall’UDI – Unione Donne Italiane.</p>
<p>Così come le società sportive potrebbero evidenziare i loro momenti più gloriosi o più significativi.</p>
<p>I murales servono per aiutare la memoria sociale, per raccontare ai forestieri e ai turisti l’anima della propria comunità e, principalmente, per aumentare il senso dell’identità che unisce i <a href="http://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/Immagine9-2.png"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-50917 size-thumbnail" src="//www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/Immagine9-2-150x150.png" alt="" width="150" height="150" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/Immagine9-2-150x150.png 150w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/Immagine9-2.png 234w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></a>badolatesi rimasti ed emigrati.</p>
<p>Quindi, una parete potrebbe essere dedicata alle partenze degli anni 50 e 60, quando quasi ogni sera alla stazione c’era il doloroso saluto di chi emigrava e di chi restava. Un’immagine emblematica potrebbe essere lo sventolio dei fazzoletti bianchi che caratterizzava tutte queste partenze.</p>
<p>Ma una parete potrebbe essere gestita e raffigurata da alcuni gruppi sociali come, ad esempio, il complesso musicale degli Euro Universal che hanno animato la vita parrocchiale e sociale negli anni 60 e 70. Altra parete potrebbe essere gestita ed illustrata da un altro complesso storico, quello dei Yellows oppure quello dei Bronzi o altri che si sono succeduti nei decenni.</p>
<p><a href="http://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/Immagine10-2.png"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-50918 size-thumbnail" src="//www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/Immagine10-2-150x150.png" alt="" width="150" height="150" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/Immagine10-2-150x150.png 150w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/Immagine10-2.png 234w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></a>Una manifestazione che non può essere sottaciuta o tenere nascosta è quella del Carnevale, con i suoi canti e le sue figure allegoriche. Così come dovrebbe essere bene evidenziata la tradizione delle serenate che tanta parte ha avuto nella vita dei badolatesi.</p>
<p>Ed un emblema che non può assolutamente sfuggire alla descrizione di un murales è quella degli zampognari che tanto hanno significato in tutte le festività natalizie non soltanto badolatesi, specialmente nell’annunciare l’arrivo del Bambinello per la visita e la benedizione delle case a Capodanno. Ma importanti pure in taluni <a href="http://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/Immagine11-1.png"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-50919 size-thumbnail" src="//www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/Immagine11-1-150x150.png" alt="" width="150" height="150" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/Immagine11-1-150x150.png 150w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/Immagine11-1.png 234w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></a>matrimoni o altre occasioni di festa.</p>
<p>Insomma, Badolato avrebbe proprio tanto da raccontare a se stesso, ai forestieri e ai turisti. Con tutta una serie di murales, Badolato Marina avrebbe maggior decoro e migliore significato socio-culturale, nonché più visitatori ed affezionati. Ci sono ancora 34 pareti bianche (o con una sola finestra) da istoriare adeguatamente. Si può ragionare su come e quando farle rivivere. Certo, la migliore maniera perché un murales resista nel tempo e nonostante gli agenti atmosferici è quella di realizzarlo in ceramica o in mosaico, poiché la pittura ha una vita più corta e <a href="http://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/Immagine12-1.png"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-50920 size-thumbnail" src="//www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/Immagine12-1-150x150.png" alt="" width="150" height="150" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/Immagine12-1-150x150.png 150w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/Immagine12-1.png 234w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></a>difficile.</p>
<p>Comunque sia, il Comitato e gli assegnatari degli spazi pubblici adatti a diventare murales possono scegliere tempi e modi di esecuzione delle opere descrittive. Anche se si realizzasse un solo murales all’anno, Badolato Marina si troverebbe, nel giro di 34 anni (da qui al 2054), ad avere una delle più suggestive ed affascinanti realizzazioni collettive che farebbero onore al popolo badolatese in Italia e nel mondo.</p>
<p><a href="http://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/Immagine13-1.png"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-50921 size-thumbnail" src="//www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/Immagine13-1-150x150.png" alt="" width="150" height="150" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/Immagine13-1-150x150.png 150w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/Immagine13-1.png 234w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></a>Adesso l’importante è cominciare. Magari proprio con il murales del 24 marzo 1952 che segna la data di nascita di Badolato Marina.</p>
<p><strong>3 – ALTRI TEMI DA TENERE PRESENTI</strong></p>
<p>Caro Tito, Badolato è sempre stato, nel corso della sua lunga storia millenaria, un paese-prototipo. Può continuare ad esserlo anche con la realizzazione intensiva dei murales. Oltre a quelli già appena evidenziati, posso ricordare che ci sono altre tematiche ed altri personaggi da descrivere. Uno, ad esempio, è particolarmente caro alla memoria collettiva. E’ quello del “Vanderi” cioè di colui che, dopo aver suonato la tromba, andava in giro per strade, piazze e vicoli del borgo antico, ma anche della Marina, per pubblicizzare ad alta voce aspetti e bandi amministrativi o commerciali, utili alla popolazione quando non c’erano altri modi di comunicare.</p>
<p><a href="http://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/Immagine14-1.png"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-50922 size-thumbnail" src="//www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/Immagine14-1-150x150.png" alt="" width="150" height="150" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/Immagine14-1-150x150.png 150w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/Immagine14-1.png 234w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></a>Un murales particolare ed evocativo potrebbe essere quello che illustra una cartina geografica antica raffigurante il territorio di Badolato e quello dei paesi vicini. E, non dimenticandoci che Badolato Marina ha il mare e d’estate i bagnanti, una parete potrebbe essere gestita dagli stabilimenti balneari e dedicata alle nostre spiagge. Altresì, potrebbero essere ricordati gli antichi mestieri come il falegname, il calzolaio, il carbonaio, il sarto, il barbiere, il pastore, il contadino, la tessitrice al telaio, la ricamatrice, il pane infornato, lo “scaro” delle pesche (cioè i punti di ammasso delle pesche prima di essere trasportate in ogni parte d’Italia), i muratori, gli asini e i muli che trasportavano i barili del mosto. Particolare riguardo darei all’annuale uccisione del maiale, la cui carne tanta importanza ha avuto e continua ad avere per la nostra gente.</p>
<p><a href="http://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/Immagine15-1.png"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-50923 size-thumbnail" src="//www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/Immagine15-1-150x150.png" alt="" width="150" height="150" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/Immagine15-1-150x150.png 150w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/Immagine15-1.png 234w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></a>Ma potrebbero essere ricordati personaggi assai amati da tutta la popolazione nostra e dei paesi vicini, come ad esempio “Cenzu e l’Angeli” ovvero quel Vincenzo Mannello che, nel secolo scorso, andava in giro per le vie di Badolato e dei paesi attorno per le offerte a favore del Convento degli Angeli. Così come le lampare notturne dei pescatori siciliani che stazionavano da maggio a settembre sulle nostre spiagge, dove ogni mattina avveniva il “baratto” tra il loro pescato e i prodotti della nostra terra.</p>
<p><a href="http://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/Immagine16.png"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-50924 size-thumbnail" src="//www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/Immagine16-150x150.png" alt="" width="150" height="150" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/Immagine16-150x150.png 150w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/Immagine16.png 234w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></a>Badolato e i paesi vicini hanno un’epopea da raccontare. Infatti ci sarebbe grande imbarazzo nella scelta dei temi e dei personaggi da evidenziare.</p>
<p>Confido nella partecipazione delle famiglie badolatesi e delle aziende (grandi e piccole) locali nell’adottare una o più pareti allo scopo di realizzare una delle più belle imprese socio-culturali destinate a durare nel tempo e a tramandare il proprio nome e i propri valori.</p>
<p><strong>5 – MURALES DELLO JONIO</strong></p>
<p><a href="http://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/Immagine17-1.png"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-50925 size-thumbnail" src="//www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/Immagine17-1-150x150.png" alt="" width="150" height="150" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/Immagine17-1-150x150.png 150w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/Immagine17-1.png 234w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></a>Caro Tito, questa volta tralascio di fare il punto della situazione con il paragrafo di “TEMPO AL TEMPO”. Lo riprenderò più in là, poiché adesso ti voglio confidare un sogno. Ad esserti sincero, uno dei sogni miei più grandi è che tutte le Marine bagnate dal mare Jonio si attivassero per realizzare Murales tali da far diventare tutta la nostra riviera jonica la più bella e descrittiva del mondo.</p>
<p>Potremmo riuscirci con un po’ di buona volontà e di lungimiranza.</p>
<p>Lo Jonio è il mare degli Dei e dei miti. Non dovrebbe essere difficile trovare (a parte quelli propri di ogni nostro paese) temi e personaggi da far rivivere per la beatitudine delle nostre genti, dei visitatori e dei turisti.</p>
<p><strong><a href="http://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/Immagine18-1.png"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-50926 size-thumbnail" src="//www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/Immagine18-1-150x150.png" alt="" width="150" height="150" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/Immagine18-1-150x150.png 150w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/Immagine18-1.png 234w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></a>6 – SALUTISSIMI</strong></p>
<p>Ed è con questo sogno-augurio che termino questa Lettera n. 269, sperando che la nostra costa jonica possa tornare e anzi superare, appena possibile, la gloria della Magna Grecia e della Prima Italia.</p>
<p><em>di Domenico Lanciano</em></p>
<p><a href="http://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/Immagine30.png"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-50165 tie-appear lazy-loaded" src="//www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/Immagine30-300x125.png" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" srcset="http://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/Immagine30-300x125.png 300w, http://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/Immagine30-310x130.png 310w, http://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/Immagine30.png 313w" alt="" width="150" height="62" data-attachment-id="50165" data-permalink="http://www.ilreventino.it/la-calabria-spiegata-con-i-colori-nel-libro-del-touring-club-ditalia-di-domenico-lanciano/immagine30/" data-orig-file="http://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/Immagine30.png" data-orig-size="313,130" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Immagine30" data-image-description="" data-medium-file="http://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/Immagine30-300x125.png" data-large-file="http://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/Immagine30.png" data-lazy-type="image" data-src="//www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/02/Immagine30-300x125.png" data-srcset="" /></a>[Pubblicato su autorizzazione dell’autore e tratto da <strong>CostaJonicaWeb.it</strong>, Quotidiano on line per Calabria e Sicilia – Editrice “Associazione MaryWebEventy” – Messina] – Gran parte delle foto sono state tratte dal web, altre sono dell&#8217;autore.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilreventino.it/modi-e-tempi-per-i-murales-di-badolato-marina-e-della-intera-costa-jonica/">Modi e tempi per i murales di Badolato Marina e della intera costa jonica</a> proviene da <a href="https://www.ilreventino.it">ilReventino.it</a>.</p>
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