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	<title>augusto ciuffetti Archivi - ilReventino.it</title>
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		<title>Festival del Lavoro nelle Aree Interne: al via la seconda edizione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Jun 2024 08:27:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Apre i battenti oggi pomeriggio, mercoledì 12 giugno, a Soveria Mannelli, la seconda edizione del Festival del lavoro nelle aree interne che, questo’anno avrà come leitmotiv quello delle produzioni e dei paesaggi nelle montagne del Mediterraneo. Il Festival promosso da Fondazione Appennino, Rubbettino e l’Associazione RESpro (Rete degli storici della Produzione), con il sostegno della Fondazione Carical, vedrà convogliare a Soveria [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Apre i battenti oggi pomeriggio, <strong>mercoledì 12 giugno, a Soveria Mannelli</strong>, la seconda edizione del Festival del lavoro nelle aree interne che, questo’anno avrà come leitmotiv quello delle produzioni e dei paesaggi nelle montagne del Mediterraneo.</p>
<p>Il Festival promosso da <strong>Fondazione Appennino</strong>, <strong>Rubbettino</strong> e l’<strong>Associazione RESpro</strong> (Rete degli storici della Produzione), con il sostegno della <strong>Fondazione Carical</strong>, vedrà convogliare a Soveria Mannelli, la cittadina che sorge sulle giogaie della Sila, in Calabria, dove ha sede la casa editrice Rubbettino, <strong>più di 70 studiosi provenienti da Università e centri di ricerca italiani e stranieri</strong>.</p>
<p>Obiettivo del Festival è quello di favorire un percorso di studi e ricerche volto a superare alcuni stereotipi, che ormai da molto tempo caratterizzano il dibattito sulle aree interne, collocando al centro di ogni riflessione <strong>il tema del lavoro.</strong></p>
<p>Con questa seconda edizione del Festival si vogliono inoltre smontare ulteriori retoriche, rispetto a quelle costruite intorno ad una certa visione dei borghi o sui ruoli che possono svolgere al loro interno i giovani, proponendo nuovi paradigmi economici e sociali. La dorsale appenninica non è soltanto il collante tra le regioni settentrionali e quelle meridionali del nostro paese; le tante comunità delle sue aree interne possono diventare, infatti, lo spazio ideale di un’inedita congiunzione tra Europa e Mediterraneo. In questa direzione, l’Appennino è davvero il cuore di un Mediterraneo circondato da estese catene montuose. L’Appennino è uno spazio concreto nel quale non solo si incontrano Nord e Sud, ma anche Occidente e Oriente. In questa prospettiva, inedite alleanze territoriali tra costa e montagna, paesi e città, insieme ad un ripensamento complessivo del sistema economico, attendono di essere ridefinite. Il Festival di Soveria Mannelli vuole essere il luogo dove iniziare questo impegnativo cammino.</p>
<p>Se dal punto di vista economico è indispensabile superare una visione incentrata esclusivamente sul turismo, a vantaggio delle tante articolazioni produttive delle comunità montane, da un punto di vista culturale si deve annullare ogni condizione di subalternità attribuita alle aree interne, soprattutto se collocate nel Meridione e nel contesto mediterraneo. È proprio in questa chiave che l’Appennino può recuperare la sua centralità, purché le persone, con le loro esigenze, siano ricollocate alla base di ogni relazione. L’apertura dell’Appennino e dei suoi paesi in direzione del Mediterraneo significa anche iniziare a ragionare in termini diversi di accoglienza, perché gli spazi che definiscono questo mare, indipendentemente dal loro posizionamento geografico, appartengono tutti ad un medesimo sistema territoriale, nonostante differenti articolazioni e complessità.</p>
<p>«Un primo approdo del nostro percorso di ricerca – ha dichiarato il prof. <strong>Augusto Ciuffetti</strong>, Presidente del Comitato scientifico – è rappresentato dall’acquisizione di una chiara consapevolezza sulla necessità di superare ogni concetto di “internità&#8221;. Solo in questo modo, è possibile garantire un solido avvenire agli spazi montani, al pari di tutti quelli classificati come marginali o periferici. Del resto, la storia ci insegna che gli spazi appenninici, con le loro tante comunità e le loro reti produttive capaci di coniugare le attività agricole e silvo-pastorali con quelle artigianali e manifatturiere, hanno sempre svolto una funzione centrale negli equilibri economici, sociali e culturali della nostra penisola, almeno fino alla seconda metà del Novecento. Alla luce delle crisi ambientali in atto e del mutamento climatico, ma anche di fronte alle evidenti difficoltà delle agglomerazioni urbane e dei sistemi economici, che continuano ad alimentare disuguaglianze e ingiustizie, l’Appennino può diventare, a tutti gli effetti, un laboratorio di futuro».</p>
<p>«Dopo un primo riuscito esperimento dello scorso anno – è il pensiero di <strong>Gianni Lacorazza</strong>, vicepresidente di Fondazione Appennino – la seconda edizione guarda ancora più nitidamente al superamento di un’ottica che vuole le aree interne contrapposte ad aree più urbanizzate e antropizzate. Una logica cioè, che ci vede impegnati nel superamento di una “depressione” storica che oggi invece può trasformarsi in opportunità solo se le aree interne non ambiscano a creare modelli di sviluppo concorrenti ma integrati. È ciò che proviamo a fare “dall’interno delle aree interne” ed è quello che questa edizione del festival vuole rafforzare allargando a contributi e collaborazioni che operano nella nostra stessa direzione».</p>
<p>Grande soddisfazione espressa infine da <strong>Florindo Rubbettino</strong> che ospita negli spazi dei suoi stabilimenti per il secondo anno consecutivo questo festival: «La nostra – dice – è una scommessa vinta. Quando mio padre, Rosario Rubbettino, fondò questa casa editrice e lo stabilimento tipografico a essa annesso apparve ai più un sognatore. Abbiamo invece superato da poco la boa del primo mezzo secolo di vita e di attività. Sono da sempre convinto che le aree interne rappresentino un’opportunità per il nostro Paese e non un problema, a patto che le si guardi senza pregiudizi e abbandonando la tentazione di trasformarle per forza in paesi-albergo e luoghi di svago. D’altro canto basta guardare alla storia economica del nostro Paese per vedere come in fondo i luoghi della produzione sono nati in aree un tempo considerate “interne”».</p>
<p><strong>Per visualizzare o scaricare il PROGRAMMA COMPLETO: <span style="text-decoration: underline;"><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2024/06/FestivalLavoroAreeInterne-Agenda2024.pdf" target="_blank" rel="noopener">FestivalLavoroAreeInterne-Agenda2024</a></span></strong></p>
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