E siamo arrivati ai tempi della Seconda guerra mondiale, quelli che i nostri anziani, allora bambini, ancora riescono a ricordare e che a volte raccontano con un tono di voce che di solito tradisce l’emozione per aver vissuto direttamente quegli eventi epocali e la nostalgia per la fanciullezza perduta. Il punto di vista è però quello dei tedeschi, di stanza a Soveria Mannelli, che Giorgio Grano descrive con la sua consueta pungente ironia. Ecco dunque il settimo episodio della Storia di Soveria Mannelli (più o meno) in cui Giorgio è riuscito a superare se stesso. C’è infatti un’ulteriore sorpresa… Un grande regalo da parte dell’autore: l’uso del colore, che arricchisce le sue tavole e le rende ancora più godibili e altamente professionali, nonostante la sua giovane età (Raffaele Cardamone). 

