
- Nessun distinguo va messo in evidenza, tipo “non tutti gli uomini sono violenti”. Ormai lo sappiamo bene che è così. Ma se i numeri ci dicono che una donna su tre racconta di violenza e che oltre 60, su 90soprusi , avvengono in ambito familiare, si pone in modo ineludibile una questione , un problema, di tipo culturale che si nasconde dietro un tipo sbagliato di educazione ricevuta. Bisogna capire perché tanti uomini, troppi, agiscono con violenza protetti, si fa per dire, da una cultura profondamente patriarcale.
- C’è davvero bisogno di ripetere che uno schiaffo non è un segno d’amore? Ecco, è da evitare questo secondo “ritornello/stereotipo”: provate a raccontarlo alle donne che ne sono vittima un giorno sì e l’altro pure! E le denunce? Sappiamo tutti di donne uccise dopo aver preso la decisione di denunziare il proprio marito, o ex o compagno !!!
- Nessun volto sanguinante o tumefatto per le botte: anche queste, che sembrerebbero immagini forti e scioccanti, diventano pura retorica se pensiamo ai ripetuti appelli pubblici RIVOLTI SOLO ALLE DONNE affinché prendano coscienza, che denuncino, che se ne vadano via ecc.ecc… Nessuno che SI RIVOLGA MAI AGLI UOMINI in riferimento al loro ruolo di Mariti e di Padri, di fratelli !
Sembrerebbe da molti discorsi che si ascoltano che SIANO SOLO LE DONNE A DOVERSI FARE CARICO DEL PROBLEMA che le vede come vittime!! Questo è veramente inaccettabile e allora BISOGNA CAMBIARE REGISTRO e allora elaborare nuove strategie e forme di comunicazione più adeguate e maggiormente rispondenti allo scopo per cui vengono messe in atto.
E’ con questi intendimenti che a Soveria Mannelli l’amministrazione comunale ha deciso di organizzare, presso la sala dell’Officina della Cultura e della Creatività, una giornata di discussione sulla violenza di genere che fosse molto propositiva soprattutto di fronte ad una situazione che in questo 2021 ha visto più vittime dell’anno precedente.
A guidare i lavori dell’incontro il vicesindaco, avv. Simona Cavalieri, davvero molto brava nel ruolo di coordinatrice, fatto di poche parole e di molti spazi lasciati agli ospiti e alle ospiti, dopo l’intervento del sindaco Michele Chiodo anch’egli conciso ed efficace nel ricordare un aneddoto trovato in rete. Un nonno parla con una nipotina di violenza e lei di rimando chiede: “Nonno cos’è la violenza?”. Niente di cui ti debba preoccupare, afferma lui, era un fenomeno diffuso nel secolo scorso.
Don Roberto Tomaino anzitutto sostiene la necessità del 25 Novembre come giornata non di memoria soltanto, ma e soprattutto di rinnovato impegno di tutti, lo sottolinea, contro questo flagello sociale da svolgere non in uno, bensì anche durante i restanti 364 giorni dell’anno. E soggiunge che la violenza è molteplice: anche nelle parole e nelle immagini che suggeriscono azioni e fatti. Allora conclude, dobbiamo far sì che l’EDUCAZIONE nella famiglia e nella società torni ad avere il peso e l’importanza che merita.
Maria Antonietta Sacco mette tutta la sua passione di donna da sempre impegnata su questi temi e non solo (è componente del Comitato Provinciale Pari Opportunità della Provincia di Catanzaro) se c’è un ROSSO che deve comparire sul viso di una donna, deve essere solo e soltanto quello del suo Rossetto, non quello dello schiaffo di un uomo. E’ bene che si tengano convegni, ma alla fine di questi devono essere ben chiari gli OBBIETTIVI E LE AZIONI da intraprendere per far nascere consapevolezza laddove non c’è, sia negli Uomini sia nelle donne. Sottolinea altresì il crescere esponenziale del fenomeno “violenza sulle donne” in specie negli ultimi anni. E se allora il problema è grande, va affrontato dalla società nel suo insieme, uomini e donne.
Il capitano Gabriele Migliano, comandante della Compagnia Carabinieri di Soveria Mannelli, introduce il tema della prevenzione, perché, sostiene, quando noi interveniamo siamo già nel tempo della repressione, un po’ come riconoscere di aver perso una battaglia. Insiste nella necessità della denuncia, come di uno degli strumenti per prevenire conseguenze più gravi (intende il femminicidio). E conclude, con un tono di amarezza, che le violenza fisiche, e anche quelle psicologiche, sono in costante e preoccupante aumento.
Le assistenti sociali, dr.sse Pamela Grillo e Antonella Chiarella, parlano del loro lavoro, nell’Ufficio di Piano del Reventino, fatto soprattutto di ascolto di gravi situazioni di disagio e di un fenomeno, quello della violenza di genere, assai diffuso anche nel territorio da loro curato
L’avv. Mara Aloi parla, con dovizia di argomenti e di casi, del ruolo importante del CENTRI ANTIVIOLENZA, che sono due in Calabria. Il nostro compito, sostiene, è soprattutto di ASCOLTO e di aiuto alla donna nel processo di autodeterminazione e consapevolezza che solo Lei può compiere, anche se assistita e sostenuta.
Che aggiungere? Che la soluzione non è dietro l’angolo e che c’è bisogno di un lavoro di lunga lena all’interno di Famiglie e nella intera società per arginare, contrastare e sconfiggere un fenomeno che causa da troppo tempo dolore e morte.
