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Sanità pubblica vs sanità privata: il vincitore lo decidiamo noi…!

Sanità Pubblica 02Il presidente C.O.MO.CAL (Comitato Ospedali di Montagna Calabresi), Alessandro Sirianni, parteciperà il prossimo 22 luglio, a Roma, a una Riunione esecutiva dei Comitati italiani a difesa della sanità pubblica, assieme alle delegazioni di oltre 100 Comitati provenienti da tutto il territorio nazionale.

Lo scopo è quello di coordinarsi per dare luogo a una battaglia nazionale sul tema della “sanità pubblica equa e solidale con i bisogni dei cittadini” e per i presidi ospedalieri delle aree disagiate, montane e insulari.

E’ un segnale di un’importanza straordinaria, perché forse per la prima volta i cittadini provano a organizzarsi, senza alcuna interferenza politica, per mettere assieme tutte le risorse che stanno lottando con convinzione per la sanità pubblica come diritto e non come concessione.

Oggi in Italia si parla tanto di riforme, che spesso però risultano inutili o addirittura dannose: come la Riforma Costituzionale che – lo ricordiamo – potremo rispedire al mittente votando NO al prossimo Referendum. Al contrario, si tendono a dimenticare quelle riforme vere che hanno cambiato in meglio la vita degli italiani: come la Riforma Sanitaria che risale ai tanto vituperati anni settanta, in piena Prima Repubblica.

Mi piace qui ricordare l’incipit della Legge 23 dicembre 1978, n. 833 “Istituzione del servizio sanitario nazionale”, che all’articolo 1 denominato “I principi” recita esattamente così:

<<  La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività mediante il servizio sanitario nazionale.

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La tutela della salute fisica e psichica deve avvenire nel rispetto della dignità e della libertà della persona umana.

Il servizio sanitario nazionale è costituito dal complesso delle funzioni, delle strutture, dei servizi e delle attività destinati alla promozione, al mantenimento ed al recupero della salute fisica e psichica di tutta la popolazione senza distinzione di condizioni individuali o sociali e secondo modalità che assicurino l’eguaglianza dei cittadini nei confronti del servizio.

L’attuazione del servizio sanitario nazionale compete allo Stato, alle regioni e agli enti locali territoriali, garantendo la partecipazione dei cittadini.  >>

Rileggete con attenzione queste poche righe e vi troverete una saggezza e una bellezza che al giorno d’oggi possiamo solo sognare. Ma parole come “tutela”, “diritto”, “dignità”, “libertà”, “eguaglianza”, “partecipazione”, stanno purtroppo perdendo il loro significato originario. Così come è del tutto evidente che si trattava di una Legge ben scritta, che ha forse il solo torto di non essere mai stata pienamente attuata.

Ben venga quindi questa nuova consapevolezza, a livello nazionale, sulla necessità di difendere questa Legge dagli attacchi costanti e ciechi di tutti quei provvedimenti che mirano sostanzialmente alla sua demolizione, diminuendo progressivamente i servizi e l’efficienza della sanità pubblica, inevitabilmente a favore del proliferare di quella privata.

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