Al termine dei Saggi Studio 2017, sia il presidente Maria Teresa Falvo che il direttore artistico Alfredo Chieffallo, nel consegnare gli attestati di partecipazione, hanno ringraziato gli allievi, i maestri, il direttivo, i soci, i collaboratori e il pubblico che ha preso parte alle iniziative.
Per l’occasione, Tonino Lococo ha allestito una mostra di strumenti musicali antichi provenienti da diversi Paesi del mondo e Armando Orlando ha presentato il suo ultimo libro, “Le Terre di Temesa”, pubblicato da Ma. Per. Editrice di Nocera Terinese.
Armando Orlando è autore di numerosi studi sul Mezzogiorno e sulla Calabria in particolare, con riferimento ai temi storici, economici, sociali e antropologici del territorio.
Ha aperto due Collane della Rubbettino di Soveria Mannelli: “Terre-Uomini” con il libro San Mango d’Aquino. Storia folklore tradizioni poesia (con Antonio Sposato), 1977, Premio della Cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri; “Immagini della memoria” con il volume Storia di una terra del Sud, prefazione di Nuccio Fava, 1984. Altre pubblicazioni: Castiglione e Falerna. Storia di una comunità del Tirreno (con Giovanni Nicastri), prefazione di Gregorio Corigliano, (1986); San Francesco di Paola. Itinerari religiosi in un paese della Calabria, (1991); La Calabria intorno al Mille. Storia di una diversità, (1995); La Calabria del Settecento (con Armido Cario), (2007); Cleto Savuto San Mango d’Aquino, (2013); Campora San Giovanni, Serra d’Aiello, Aiello Calabro, Cleto e Savuto, prefazione di Armido Cario, (2015).
Nel momento in cui fioriscono studi sulla “civiltà delle donne” e compaiono collane editoriali dedicate alla mitologia e alle antichità classiche, Orlando parte da un precedente lavoro storiografico e mette a confronto i miti locali di Cleta e Polites con le emergenze archeologiche e i dati storici di un territorio che si affaccia sul litorale tirrenico della Calabria e che conserva intatti i segni della presenza della città di Temesa citata da Omero nell’Odissea.
Una ricerca che si dipana fino ai nostri giorni e che pone interrogativi sul ruolo che le donne hanno svolto sulle terre di Temesa, nell’epoca in cui la divinità principale era femmina e ovunque nascevano società matriarcali. Un lavoro che conclude la trilogia dedicata ai centri storici che sorgono nel territorio compreso tra i fiumi Oliva e Savuto e che hanno destato l’interesse di studiosi, storici e archeologi di chiara fama nazionale e internazionale.
