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Referendum del 17 aprile sulle trivelle: non facciamo un buco nell’acqua

trivella 01E’ vero che abitiamo in un territorio di montagna, ma è anche vero che questo territorio si trova quasi al centro di una sottile striscia di terra costeggiata da due mari: il mar Tirreno a ovest e il mar Ionio a est, entrambi raggiungibili percorrendo pochissimi chilometri.

D’altra parte, della salute dei nostri mari (“mare nostrum” è il nome con cui gli antichi romani definivano il Mediterraneo) dovremmo preoccuparci anche se ci trovassimo sulle Dolomiti o in riva al lago di Garda.

Le trivelle per l’estrazione di gas o petrolio dai fondali del mare, quindi, sono anche un nostro problema e il relativo Referendum del prossimo 17 aprile è una possibile soluzione al problema.

Come al solito, in un Referendum, prevalgono i tecnicismi; e allora noi proviamo a semplificare al massimo il significato del quesito: chi vota SI è per la limitazione delle concessioni alle aziende estrattive (concessioni che dovrebbero pertanto essere rinnovate ogni certo numero di anni); chi vota NO è perché le suddette aziende possano avere mano libera fino al completo esaurimento del giacimento.

Detto questo, premesso che la mia personale posizione è per il SI, a protezione preventiva dei nostri mari che sono l’unica vera ricchezza di cui disponiamo e che abbiamo l’obbligo di salvaguardare noi per primi, l’invito è comunque quello di andare a votare questo Referendum fino a ora piuttosto dimenticato dai mezzi di comunicazione di massa. Infatti, com’è risaputo, perché un Referendum sia valido è necessario che partecipi al voto almeno la metà più uno degli aventi diritto.

Prima di decidere per un’eventuale astensione, riflettiamo quindi attentamente sul fatto che se rinunciamo volontariamente, o condizionati da alcuni leader politici, anche a questo nostro diritto (uno degli ultimi che non ci è stato ancora tolto), poi non avremo più la possibilità di far sentire la nostra voce e di esprimerci come popolo anche in contrasto con quello che i governi legiferano.

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Una volta, nei primi anni novanta, un leader politico della prima repubblica (Bettino Craxi) invitò gli elettori ad andare al mare invece che votare alcuni importanti Referendum. Il risultato fu che venne letteralmente sommerso da una marea di voti degli italiani. Oggi, se qualcuno vi dovesse ancora invitare ad andare al mare, pensate che potreste trovarci una trivella, lontana dalla costa, è vero, ma proprio di fronte a voi; e che il vostro voto potrebbe servire, assieme a tutti gli altri, almeno a limitarne gli effetti nel tempo.

Ricordatevi sempre che, da quasi tremila anni, il mare nostrum è anche nostro: proviamo a non fare un buco nell’acqua come le trivelle e votiamo al Referendum in sua difesa.

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