Carlopoli – Al via, e con grande successo, la prima attività ufficiale organizzata dall’associazione Amaro Letterario.
La presentazione di “Quando a partire eravamo noi” di Giancarlo De Santis si è tenuta nei locali del Liquorificio Gentile, a Carlopoli, e ha visto la partecipazione di un folto numero di persone.
A fare gli onori di casa Luca Gentile che, con il suo stile scherzoso e posato, ha dato il via al pomeriggio carlopolese sottolineando l’importanza di avere un’idea e coltivarla con amore. << Le sedie dove siete seduti vengono dalle case dei nostri genitori, dei nostri nonni e dei nostri bisnonni a sottolineare quanto siano importanti le radici per spiccare il volo>>.
È stata poi la volta del vice presidente di Amaro Letterario, Angelina Pettinato, che ha ribadito quanto affermato dagli altri soci fondatori e sottolineato l’importanza di creare luoghi di possibilità. <<Qui, come altrove, ciò che permette di realizzarsi è avere un’idea e possedere la passione di metterla in movimento. Il limite è nell’atteggiamento, la risorsa nel suo cambiamento>>.
Uno dei momenti più toccanti è stato il reading tratto dal testo, tenuto da Felice Arcuri e Francesco Gentile, nonno e nipote nella realtà e nella finzione. Interpretazione impreziosita anche dalla coincidenza dei nomi: Felice Arcuri si è trovato ad interpretare Antonio, un personaggio con lo stesso nome di suo nonno partito per davvero per l’America nel 1904. Attraverso il dialogo tra i due il racconto della traversata ad inizio Novecento, i pregiudizi verso i meridionali, la vergogna di essere italiani e poi il recupero della dignità, del senso di appartenenza e la voglia di riscatto attraverso la memoria.
Si è poi passata la parola all’autore del libro, Giancarlo De Santis. La sua relazione è stata puntuale e precisa. <<Le statistiche dicono che in Italia si legge poco e che gli studenti italiani hanno serie difficoltà nella comprensione del testo>>. Ha poi proseguito entrando nel merito dell’argomento della sua opera teatrale ed ha approfondito i motivi dell’emigrazione a inizio Novecento muovendosi con abilità e competenza nella linea temporale ieri-oggi senza mai scadere nel retorico, ma portando dati concreti sulla psicologia dell’emigrato e sulla sociologia dell’emigrazione. Un testo, edito da Calabria Letteraria Editore, assolutamente consigliabile per la schiettezza dei suoi contenuti e la spiegazione puntale che ruota intono ai diritti di emigrare e di non emigrare.
A seguire un acceso dibattito grazie ai partecipanti che hanno voluto portare il loro contributo arricchendo il pomeriggio di buone riflessioni.
Il prossimo incontro è previsto nel mese di marzo e promette di essere altrettanto fruttuoso di idee e considerazioni su cosa significhi creare opportunità di crescita personale e professionale.
