Quando si dovevano votare i quesiti nel Referendum sulla sicurezza, sulle tutele e retribuzione del lavoro, la Meloni, i ministri e seguaci invitarono ad “andare al mare”. Per non recarsi alle urne. Indegnamente.
In uno Stato democratico la partecipazione al voto è un indicatore di vitalità civica. Serviva il quorum e non volevano venissero approvati. Rassicurarono che ai problemi ci avrebbe pensato il governo. Poi nessuna seria iniziativa. Si continua a morire sul lavoro. Si lavora e si resta in povertà. Sei milioni di cittadini non possono nutrirsi né curarsi. Tra i giovani preparati sono i più quelli che se ne vanno.
Hanno ingannato. Come sulle accise non abolite, sul mancato aumento a mille euro delle pensioni minime e degli stipendi bassi. Hanno bloccato le rivalutazioni. con la “rapina” di 25 miliardi e la perdita del 25% nel potere di acquisto! Alimentari aumentati del 26%, bollette molto di più.
Vantano un milione di occupati in più, falsando la realtà occupazionale. Vantano la stabilità e che “tornano i conti”. Vero in parte. Perché il debito già galoppa, e galopperà di più con la corsa agli armamenti. sulle spalle dei cittadini di oggi e di domani. Certo è buona cosa, ma solo se “ i conti tornano” anche nelle vite delle Persone. Non solo nella casse delle Banche, delle Assicurazioni e delle Agenzia di investimento!
La Meloni per anni ha invocato il blocco dei porti contro l’immigrazione. Ha inventato la deportazione in Albania: inutile, costosa, disumana e anticristiana. Dovevano smontare la Fornero, mandare poi in pensione a quota 100. Stiamo arrivando a quota 104, a oltre 67 anni. Ingannano quotidianamente. Lo sviluppo economico è a zero virgola. In Spagna al 4%, senza i 200 miliardi del PNRR. Le guerre c’entrano poco. I miliardi del PNRR si stanno dispendendo senza ottenere gli obiettivi: riforme non fatte, la riduzione significativa degli squilibri tra Nord e Sud non ci sarà. Sul piano economico sociale questo governo sta allargando le diseguaglianze. I ricchi più ricchi, i poveri più poveri. I giovani senza futuro. Certi ceti tutelati, agevolati. I lavoratori dipendenti e pensionati tartassati.
Ora però inviteranno ad andare a votare nel referendum previsto per il 22-23 marzo. Non ci vorrà il quorum. Chi prende un voto in più, vince. Vogliono che sia approvata la Legge detta della Separazione delle carriere dei giudici. Una Legge di natura costituzionale fatta per indebolire e punire la magistratura, per cancellare la divisione dei poteri e scardinare le basi della Repubblica e della sua Costituzione.
Prevede che dovranno esserci due ordini giudiziari. Uno dei giudici requirenti (i giudici che svolgono il processo) e un altro quello dei giudici inquirenti (gli attuali pubblici ministeri). Ognuno con un proprio Consiglio superiore, Con al di sopra però un’Alta corte comune per giudicare i ricorsi. Le composizioni dei Consigli e dell’Alta corte sono previste con modalità per far prevalere il parere dei componenti nominati dalla maggioranza politica di turno.
Con un pubblico ministero che, staccato dal corpo della magistratura finirebbe per venire eterodiretto dal governo di turno, come accade dappertutto. Una Legge quindi, non fatta per migliorare l’andamento della giustizia, come dice candidamente lo stesso autore Nordio, ministro della Giustizia.
Una Legge fatta, per come ha detto con arroganza la stessa Meloni, a … impedire l’invadenza dei magistrati sulle scelte del governo. Che vuol dire che i giudici devono remare come vuole chi governa. Non devono cioè valutare una Legge approvata per verificare se rispetta o no altre Leggi e i Principi della Costituzione, del Diritto europeo e internazionale. Insomma, non vogliono essere controllati. Vogliono arrivare poi, col premierato, a concentrare i tre poteri nelle mani di un Premier, come succede in Turchia, in Ungheria e negli USA con Trump.
La formazione di uno Stato neo-totalitario. Questa è la visione della Meloni e dei soci. D’altra parte quali sono gli amici e i modelli di Stato a cui si rifà la Meloni con la fiammella? Sono Trump. Orban, Erdogan, Milei e i capi europei di destra (Marin Le Pen in Francia) ed anche di estrema destra xenofoba (VOX in Spagna). Lo conoscete quel saggio popolare. Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei? Quell’amico Trump che disprezza l’ONU per crearne uno suo, a pagamento!
Il rischio concreto è di trovarsi in un’Italia antidemocratica. Trascinata verso un precipizio, oltre che sul piano socioeconomico come sta avvenendo, anche su quello istituzionale. Con l’Autonomia finanziaria, che è ancora in cammino, vogliono istituzionalizzare le diseguaglianze, territoriali e sociali. Con la Separazione delle carriere dei giudici vogliono indebolire l’indipendenza della magistratura. Con il premierato vogliono completare l’opera, per mutare alle basi gli assetti istituzionali della Repubblica parlamentare. Per concentrare il potere nelle mani di una Persona. Loro dicono che lo avevano promesso. Era nel programma. Ma come abbiamo potuto dimostrare avevano fatto e scritto tante promesse non mantenute.
Perché queste sì? Perché intendono completare l’opera rovinosa. reazionaria, di calpestare i principi di eguaglianza di giustizia, della divisione dei poteri: principi che sono il lascito, prima di tutto, dei sacrifici di chi diede anche la vita per la Liberazione dell’Italia dal fascio-nazismo. Poi è un lascito dei Padri costituenti che seppero tradurre quei sacrifici iscrivendoli come Valori nella Carta costituzionale. Che va attuata non attaccata eversivamente. Ci rendiamo conto che le norme di Legge della cosiddetta Separazione delle carriere dei giudici, che non hanno niente a che fare con il funzionamento della giustizia, anzi lo peggiorerebbero, richiedono una informazione diffusa e un confronto di un utile approfondimento sulle diverse indicazioni. Per questo siamo impegnati a realizzare incontri-dibattiti affinché si possa e si voglia andare a votare. Possibilmente con altre Associazioni presenti nel Comitato referendario nazionale.
Il Presidente Mattarella sta ricordando a tutti, più volte, che i valori democratici messi in crisi, vanno invece difesi. Perché sono alla base della nostra civiltà. Una civiltà che si è affermata con la formazione di Stati costituiti sulla divisione dei tre poteri, Legislativo (Parlamento), Esecutivo (governo) e Giudiziario (magistratura). Svuotare la funzione del Parlamento come già si sta facendo, indebolire la magistratura come si vuole fare, significa intaccare l’essenza delle istituzioni democratiche. Che sono in crisi. Ma vanno rivitalizzate non mutate.
Singolari sono gli atteggiamenti del ministro della Giustizia che da una parte afferma che la Legge non migliora la giustizia e poi attacca chi invita a votare No dicendo che lo fanno per “politica” (???). Perché, i governanti che stanno facendo, se non politica ingannevole? La peggiore. Quella ideologica tendente al reazionario. E poi, questo utilizzo improprio di errori di singoli magistrati e gli assurdi riferimenti a certi casi di cronaca (Garlasco!) che c’entrano con la Separazione delle carriere? Visto che non migliora la giustizia la Legge che si vuole approvare non è stata pensata, finalizzata a evitare gli errori e i casi di malagiustizia.
Ancora, voi del governo, perché volete utilizzare errori e casi di malagiustizia, impropriamente, per una Legge punitiva della magistratura, indebolendone l’indipendenza? Perché parlate solo di errori e casi di malagiustizia senza mai ricordare e riconoscere come, attraverso migliaia di giudici impegnati, tanti fino al sacrificio della vita, proprio la magistratura, ha difeso e sta difendendo cittadini e istituzioni, di fronte agli attacchi delle organizzazioni criminali e alle trame fascio-massoniche-mafiose con dentro pure potenti politici malfattori? Ne volete un bell’elenco?
Noi andremo a difendere i valori democratici costituzionali, invitando ad andare e a votare motivatamente No. Per bloccare il processo di involuzione istituzionale di natura tendenzialmente reazionaria, che si vuole imporre al nostro Paese.
Angelo Falbo – Direttivo della Lega SPI CGIL del Reventino
