Paterno Calabro – Nella sala gremita dello storico Palazzo Goffredi, sede della biblioteca comunale ”Nicola Misasi”, la presentazione de “La stanza del Santo” è diventata un incontro tra memoria familiare, fede e storia del territorio. Il volume del professore emerito Eugenio Maria Gallo, saggista e critico letterario, ha richiamato un pubblico attento e partecipe attorno alla figura di San Francesco di Paola e al segno che la sua presenza ha lasciato a Paterno Calabro. Gallo ha conosciuto quei luoghi fin da bambino, quando vi si recava dalla vicina Dipignano, dove risiedeva. Nel suo racconto, la stanza del Santo conserva la concretezza di un luogo visitato e ricordato, ma diventa anche uno spazio interiore: vi abitano gli affetti, le immagini dell’infanzia e le domande che la memoria continua a rivolgere al presente.
Ad aprire l’incontro sono stati i saluti di Santocarmine Beltrano, sindaco di Paterno Calabro, Eugenio Gallo, sindaco di Dipignano, e di padre Giovanni Tucci, giovane rettore del convento di San Francesco di Paola a Paterno Calabro. Padre Giovanni è intervenuto sulla presenza del Santo nel paese e sull’eredità spirituale che la comunità continua a custodire. Hanno dialogato con l’autore Giovanni Martino, Alba Caputo, Francesco Garofalo, che ha curato la prefazione del libro, Federica Cervaloro, Guglielmo Guzzo e Salvatore Iannitelli. A moderare è stato Carlo Misasi, che ha accompagnato il confronto con la proposta di antiche preghiere e canti devozionali, frutto di un lavoro di ricerca.
Nel corso dell’incontro, il presidente dell’associazione Destinazione Jassa ha anticipato la nuova edizione del Presepe Vivente, che sarà presentata ufficialmente nei prossimi giorni. Tra le scene tornerà Dante Alighieri, interpretato da Eugenio Maria Gallo; Salvatore Iannitelli vestirà invece i panni del poeta locale Padula. Il volume affonda le sue radici anche nell’esperienza del Presepe Vivente dello scorso anno, confermando come un’iniziativa della comunità possa generare nuove occasioni di racconto e di studio. Alla chiusura dei lavori, l’attenzione del pubblico ha restituito il senso dell’incontro: Paterno Calabro ha riaperto la stanza del Santo attraverso la voce di chi ne custodisce il ricordo. Un luogo della memoria è tornato così a parlare al presente, invitando a tramandare una storia di fede, carità e vicinanza alle persone.
