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Paterno Calabro rinnova il patto con San Francesco: successo per “La stanza del Santo” il libro di Eugenio Maria Gallo

Paterno Calabro – Nella sala gremita dello storico Palazzo Goffredi, sede della biblioteca comunale ”Nicola Misasi”, la presentazione de “La stanza del Santo” è diventata un incontro tra memoria familiare, fede e storia del territorio. Il volume del professore emerito Eugenio Maria Gallo, saggista e critico letterario, ha richiamato un pubblico attento e partecipe attorno alla figura di San Francesco di Paola e al segno che la sua presenza ha lasciato a Paterno Calabro. Gallo ha conosciuto quei luoghi fin da bambino, quando vi si recava dalla vicina Dipignano, dove risiedeva. Nel suo racconto, la stanza del Santo conserva la concretezza di un luogo visitato e ricordato, ma diventa anche uno spazio interiore: vi abitano gli affetti, le immagini dell’infanzia e le domande che la memoria continua a rivolgere al presente.

È da questa esperienza personale che il libro apre una riflessione più ampia sul valore storico, morale, religioso e sociale della testimonianza di Francesco. Le parole poste all’inizio del volume hanno il tono di una solenne gratitudine. Definirle una semplice dedica sarebbe riduttivo: esprimono, nelle parole dell’autore, «un atto di riconoscenza, di fede e ammirazione» rivolto al Santo e, con lui, «all’anima stessa di Paterno Calabro». Anche per questo l’opera è stata descritta nel corso della serata come un atto d’amore, di devozione e di memoria. Gallo ne ha donato copie ai partecipanti. Tra i luoghi evocati nel dialogo, la grotta ha offerto uno spunto di particolare intensità. Il suo essere raccolta, rivolta verso l’interno, è stato letto in chiave simbolica come un invito a scendere nella profondità della coscienza e ad avvicinarsi a chi vive ai margini. È un’interpretazione emersa dalla discussione, in sintonia con la carità, l’umiltà e l’attenzione ai più fragili che caratterizzano la spiritualità di San Francesco, fondatore dell’Ordine dei Minimi. Secondo la ricostruzione dello stesso Ordine, Francesco partì proprio dal romitorio di Paterno Calabro per la Francia nel 1483.

Ad aprire l’incontro sono stati i saluti di Santocarmine Beltrano, sindaco di Paterno Calabro, Eugenio Gallo, sindaco di Dipignano, e di padre Giovanni Tucci, giovane rettore del convento di San Francesco di Paola a Paterno Calabro. Padre Giovanni è intervenuto sulla presenza del Santo nel paese e sull’eredità spirituale che la comunità continua a custodire. Hanno dialogato con l’autore Giovanni Martino, Alba Caputo, Francesco Garofalo, che ha curato la prefazione del libro, Federica Cervaloro, Guglielmo Guzzo e Salvatore Iannitelli. A moderare è stato Carlo Misasi, che ha accompagnato il confronto con la proposta di antiche preghiere e canti devozionali, frutto di un lavoro di ricerca.

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Quelle voci hanno dato suono ai ricordi affidati alle pagine e alle riflessioni condivise nella sala. La serata ha mostrato anche la forza del rapporto tra Paterno Calabro e Dipignano. Accanto alla presenza dei due sindaci, il coinvolgimento della Fondazione Museo del Rame di Dipignano, del Women’s Club di Tessano e dell’associazione Libero Pensiero di Paterno ha dato espressione a un legame coltivato dalle realtà del territorio.

Nel corso dell’incontro, il presidente dell’associazione Destinazione Jassa ha anticipato la nuova edizione del Presepe Vivente, che sarà presentata ufficialmente nei prossimi giorni. Tra le scene tornerà Dante Alighieri, interpretato da Eugenio Maria Gallo; Salvatore Iannitelli vestirà invece i panni del poeta locale Padula. Il volume affonda le sue radici anche nell’esperienza del Presepe Vivente dello scorso anno, confermando come un’iniziativa della comunità possa generare nuove occasioni di racconto e di studio. Alla chiusura dei lavori, l’attenzione del pubblico ha restituito il senso dell’incontro: Paterno Calabro ha riaperto la stanza del Santo attraverso la voce di chi ne custodisce il ricordo. Un luogo della memoria è tornato così a parlare al presente, invitando a tramandare una storia di fede, carità e vicinanza alle persone.

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