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Note storiche su Platania, dal greco πλατανιά, attraverso gli scritti degli autori (PARTE SECONDA)

Sul villaggio di Petrania, come del resto viene fuori da quanto sopra citato, e che successivamente assumerà il nome di Platania, nel 1796 a dissertare fu anche l’abate Francesco Sacco che in relazione così compilava: «Platania – terra nella provincia di Catanzaro, ed in diocesi di Nicastro, situata sopra una collina, d’aria buona, e nella distanza di tre miglia dalla città di Nicastro, e di diciotto in circa di Catanzaro, che si appartiene in feudo alla famiglia Aquino Pico de’ principi di Feroleto. In questa terra è da notarsi soltanto una chiesa parrocchiale di mediocre struttura. I prodotti del suo territorio sono grani, grani d’India, frutti, vini, olj, gelsi per seta e ghiande. Il numero degli abitanti ascende a mille quattrocento quarantaquattro sotto la cura spirituale d’un parroco, che porta il titolo di cappellano curato»10.

Due anni dopo il Sacco, nel 1798 nella sua descrizione del Regno di Napoli al Capitolo VI riguardante la Calabria Ultra, ossia di Catanzaro, ne accenna Giuseppe Maria Alfano11 dicendoci che Platania era un villaggio facente parte della diocesi, e pertinenza di Nicastro, con una popolazione di 1.444, ritornandovi poi circa cinque lustri più tardi ricordandoci che intanto la popolazione era salita a 1.530 abitanti.

Nel 1804, toccò a Lorenzo Giustiniani12 fornire qualche notizia su Platania, descritto come casale della città di Nicastro nella Calabria Ulteriore, molto frequentato a seguito della via per il passaggio della posta che da Napoli doveva raggiungere la Sicilia, edificato, si dice nel 1688.

Un Portale (foto di Mario Migliarese)

Intanto, secondo quanto raccontato dal sito web del comune e da quanto risulta dalle scritture di ripartizione delle terre demaniali, il villaggio di Petrania, perviene alla propria autonomia come comune l’8 settembre 1811 con la nuova denominazione di Platania. «Gli abitanti del nuovo comune, a conferma della loro indole libertaria, ospitano in paese, una “vendita” carbonara e si distinguono per il loro attivismo patriottico se, come attesta il filosofo Francesco Fiorentino, proprio a Platania si tenne una delle riunioni dei capi della rivolta che si concluse tragicamente il 27 giugno 1848 con il sanguinoso scontro presso il fiume Angitola tra le truppe borboniche, guidate dal generale Nunziante, e gli insorti, guidati appunto da Francesco Stocco.

I capi della rivolta, fra cui i platanesi, sacerdote Domenico Cimino, Emanuele Nicolazzo, Domenico Calabria e Gregorio De Fazio, arrestati e processati, furono tra il 1850 ed il 1852 condannati a non meno di 25 anni di ferri dalla gran corte criminale di Catanzaro. Ad onore dei platanesi e come prova del loro spirito patriottico c’é da aggiungere che i due paesi di Decollatura e Platania contribuirono alla prima sottoscrizione per la causa nazionale, curata dal generale Stocco, con la considerevole somma di 1.315 ducati»13.

Circa il decennio francese, sul quale sono da evidenziare tutte quelle leggi che influenzarono a fondo il territorio in osservazione nella sua architettura sociale, politica, economica, culturale ed ecclesiastica, utili sono le informazioni acquisite attraverso la nota di riflessione di Vincenzo Villella, Giuseppe Masi e Antonio Bagnato che al riguardo così sostengono: «[…] Si tratta della legge di eversione della feudalità (2 agosto 1806), delle leggi di soppressione della manomorta ecclesiastica con il conseguente incameramento dei beni di monasteri e conventi (decreti del 7 agosto 1809 e del 10 gennaio 1811)(8) e, sul piano locale, della separazione dal comune di Nicastro dei territori di Sambiase e di Platania. Questi divennero comuni distinti e vennero inseriti insieme ad altri settanta nel distretto di Monteleone(9). La pratica di demarcazione tra i tre comuni fu ostacolata da dispute e contrasti, subendo un lungo rallentamento. Da due lettere ministeriali del 26 settembre 1808 (riguardante Sambiase) e del 4 settembre 1809 (riguardante Platania) risulta che in quegli anni i relativi atti non erano stati trasmessi a Napoli (10). […] Perciò solo con decreto del 4 maggio 1811 poté essere effettuata la definizione del nuovo comune autonomo di Platania.

Camara (foto di Mario Migliarese)

Ad esso fu assegnata la parte alta del territorio di Nicastro, composta quasi esclusivamente di «tenimenti demaniali ed ecclesiastici, detti pubblici, di Melia, della Defesella, delle Manche, della Colata, di Scavello, delle Fontanelle, della Pantanella, del Mariolo, di Savuca, degli Zingari, d’Acqua di Riso, di Caricato, delle Mezzagne e Sambate (13). In un successivo verbale di bonaria ripartizione sottoscritto il 15 luglio 1812 dai sindaci e decurionati di Nicastro e Platania, i rappresentanti di Nicastro pretesero, a salvaguardia di secolari diritti, alcune clausole vincolanti fra cui quella «di non poter il nuovo comune di Platania e i suoi naturali, in verun modo, ed in qualunque tempo, perturbare il comune di Nicastro e i suoi cittadini da quei diritti che per legge si appartengono sul territorio assegnato; e specialmente sull’uso delle acque dei fiumi che scendono a Nicastro»(14)»14.

Ulteriori informazioni su Platania arrivano attraverso Vincenzo D’Avino15 nel 1848, il quale richiamandosi al Pacichelli e al Fiore sui quali mi sono già soffermato, ci fa sapere di Platania come un comune che, insieme a Gizzeria, faceva parte del circondario di Sambiase, e che fondato nel secolo XVII dal principe di Castiglione Luigi d’Aquino, originariamente chiamato Petrania, divenne nello stesso secolo anche colonia albanese. Conferme sulla situazione di Platania arrivano anche dalle note di Ferdinando De Luca e Raffaele Mastriani come pure da Attilio Zuccagni-Orlandini nelle loro rispettive opere16.

Nella seconda metà del XIX secolo (1868), a dissertare su Platania è Amato Amati che così riporta: «Platania. Comune nel napoletano, provincia di Calabria Ulteriore nel, circondario di Nicastro, mandamento di Sambiase. Comprende molte case sparse, nelle quali vivono circa 600 abitanti. Ha una superficie di 956 ettari. La sua popolazione di fatto, secondo il censimento del 1861, contava abitanti 2.492 (maschi 1.268, femmine 1.294); quella di diritto era di 2.539. La sua guardia nazionale consta di una compagnia con 160 militi attivi. Gli elettori amministrativi nel 1865 erano 46 e 10 i politici, inscritti nel collegio di Nicastro. L’ufficio postale è a Nicastro. Appartiene alla diocesi di Nicastro. Il suo territorio è accidentato e mediocremente fertile. Questa borgata è fabbricata in amena posizione, sulla strada postale che da Napoli conduce in Sicilia, ed è a borea ed a 4 chilometri da Nicastro. Gli abitanti sono quasi tutti d’origine albanese»17. Analoghe notizie vengono poi confermate nel 1873, 1874 e 1876 rispettivamente da Salvatore Muzzi18, da Pietro Castiglioni19 nelle loro rispettive opere e dall’Annuario Italiano20.

Tralasciando alle spalle la citata ricostruzione fondata in particolar modo sulla questione del nome mi avvio a descrivere quella che è Platania moderna. Si tratta di un comune italiano, della Calabria, in provincia di Catanzaro che alcune ultime recenti informazioni demografiche lo classificano di 2.134 abitanti, denominati Platanesi di cui 1.035 M e 1.099 F occupanti una superficie di 24,64 kmq con una densità per kmq di 86,6 abitanti. Il suo territorio sovrasta l’estrema propaggine della secondaria diramazione della zona montuosa del Reventino all’interno dell’acrocoro silano e si schiude a ventaglio, degradando armoniosamente verso il golfo di Sant’Eufemia e la pianura del lametino. Circa la struttura geo-pedologica dei terreni marno-calcari, o granitici o sabbiosi presenti sotto gli Appennini, Cesare Lombroso21 al riguardo sostiene che quelli di Platania sono ricchi di ferro solforato.

Il paese disteso a 750 m sul livello del mare con una variazione altimetrica che oscilla tra i 350 e i 1.417 m, distante 50 km da Catanzaro, suo capoluogo, confina immediatamente con i comuni di Decollatura, Conflenti, Lamezia Terme, Serrastretta.

A proposito del profilo orografico, nel suo territorio sono presenti i monti: Reventino (m 1.417), monte Faggio (m 1.316), monte Castelluzzo (m 1.201), mentre per quanto riguarda il profilo idrografico si rilevano i torrenti: Piazza (Granci), Occhiolungo, Canne.

Chiesa di S. Michele Arcangelo (foto di Mario Migliarese)

Il comune di Platania fa parte della Comunità Montana Monti Tiriolo-Reventino-Mancuso, Regione Agraria n. 1 – Montagna del Reventino e comprende le frazioni: Ciurra, Foresta, Fossa don Paolo, Difesa Zito, Granci, Reillo, Mercuri Tedesco, Sambate, Campo Chiesa, Pietra, Panetti, Perricchi e altre località del territorio come: Timpone, Sirugo Sopra, Sirugo Sotto, Boscaino, Acquavona, Sirianni, “Patruna Vicchiu”, Cuvoli, Scavello, Savocà, Rindina.

Sulla provenienza del nome, pare che sia abbastanza diffusa la convinzione che il suo etimo derivi dal termine greco platania che configura il luogo come terreno ricco di platani quindi plataneto.

Relativamente all’aspetto sociale, demografico ed economico, il borgo di Platania negli anni, soprattutto dopo l’Unità d’Italia, ha visto incrementare, in alcuni momenti anche in maniera considerevole il numero dei suoi abitanti, oggi purtroppo in diminuzione come i tanti paesi del meridione a causa dell’accentuata emigrazione.

La sua economia si basa prevalentemente sulla coltivazione della terra attraverso la produzione di cereali, patate, uva e castagne, queste ultime proposte anche in opportuni eventi gastronomici sotto forma di sagra nel periodo autunnale. Ricca del patrimonio boschivo e degli estesi pascoli, a Platania è fiorente anche l’industria del legname e dell’allevamento. L’artigianato locale ripercorre nel tempo vecchie tradizioni, una volta fiorente e sostenuto dalla gelsibachicoltura messa in pratica da tutte le famiglie che contribuivano alla produzione della seta, oggi la produzione artigianale è ormai ritenuta di nicchia, per via della scarsa maestranza nel settore, per cui i pochi manufatti prodotti da qualcuno che ancora esercita questo tipo di artigianato sono le coperte di lana e seta e qualche scialle. L’artigianato, inoltre, continua ad essere presente, se pure in maniera impercettibile, con qualche tradizionale figura come il sarto, il falegname e il calzolaio.

La crescita sociale e culturale di Platania si fonda ancora su quelli che sono stati alcuni uomini illustri della sua storia, punti di riferimento per l’intera comunità.

Tra questi come ricordato dal sito web del comune22: Gabriele Cerminara (medico-biologo), Gregorio Nicolazzo (capitano), Cesare Mastroianni (eroe), Domenico Cimino (sacerdote), Emmanuele Grande (medico), Francesco Mancuso (generale di brigata) e Raffaele Perri (maggiore dell’esercito), e tanti altri ancora che hanno offerto il loro disinteressato apporto alla causa del Risorgimento Italiano.

Il patrimonio monumentale di Platania consiste nelle due chiese funzionanti presenti sul suo territorio. Una dedicata a San Michele Arcangelo, santo Patrono, festeggiato il 29 settembre, l’altra della Madonna del Riposo ed infine la chiesa dell’Immacolata da molti anni impraticabile. La chiesa di S. Michele Arcangelo vescovo mons. Nicola Cyrillo il 13 settembre 1706. Costruita tra la fine del Seicento e gl’inizi del Settecento preserva al suo interno oltre che la statua di S. Michele Arcangelo, una tela del 1815 con la raffigurazione di S. Francesco, un dipinto ligneo del Cuore di Gesù. Con l’inizio del secondo decennio, del presente secolo, la chiesa è stata oggetto di attenzione con l’avvio di alcuni lavori di ristrutturazione e restauro, allo scopo di recuperarla architettonicamente e artisticamente per portarla agli antichi splendori.

Le informazioni relative alla chiesa della Madonna del Riposo o del Riparo, come secondo alcuni viene chiamata, confermano che nel tempo è stata punto di riferimento di una fervente venerazione per la Madonna e quasi certamente anche il primo edificio

di culto della comunità platanese. Le sue origini ci conducono al rapporto che mons. Paolino Pace fece in occasione della sua visita pastorale tenutasi tra il 12 ed il 15 luglio 1769. Composta da un’unica navata a pianta rettangolare, originariamente era preannunziata da una piccola costruzione molto probabilmente utilizzata come rifugio per gli eremiti e sosta per i passanti, che nel corso dei loro spostamenti verso Nicastro vi sostavano; forse per questo motivo, mi permetto di aggiungere, è detta del Riparo. Secondo correnti informazioni, la chiesa era dotata di titolo straordinario e aveva il privilegio dell’indulgenza plenaria. Con la fine degli anni ’50 del precedente secolo, causa le insicure condizioni strutturali, ne fu scoraggiato l’utilizzo al pubblico. La chiesa è stata ristrutturata negli anni ’80 del precedente secolo.

In ultimo, secondo le informazioni fornite dal sito www.ilbelpaesecalabria. it, relativi alla chiesa dell’Immacolata si rileva che «dai documenti di archivio risulta che la chiesa fu iniziata ad opera dell’omonima confraternita nel 1801. Essa è costituita da una navata centrale a pianta rettangolare con l’aggiunta di una navata laterale sul lato nord dell’edificio. La tipologia della copertura è a capanna. La facciata principale su cui spicca un portale con arco a tutto sesto è intonacata, mentre quella laterale risulta realizzata con la caratteristica muratura di pietra locale. L’elemento di maggiore pregio della chiesa è l’impianto volumetrico di limitate dimensioni, ma con proporzioni equilibrate che ne esaltano le caratteristiche stilistiche dello spazio interno»23.

di Franco Emilio CARLINO, Socio Corrispondente dell’Accademia Cosentina

PER CHI VOLESSE RECUPERARE LA PRIMA PARTE: https://www.ilreventino.it/note-storiche-su-platania-dal-greco-%cf%80%ce%bb%ce%b1%cf%84%ce%b1%ce%bd%ce%b9%ce%ac-in-origine-un-villaggio-col-nome-di-petrania-attraversi-gli-scritti-degli-autori-parte-prima/

Bibliografia

10 Abate F. SACCO, Dizionario Geografico-Istorico-Fisico del Regno di Napoli, Tomo III, Presso Vincenzo Flauto, Napoli MDCCXCVI, pp. 101-102.

11 Cfr. G.M. Alfano, Istorica descrizione del regno di Napoli, presso Vincenzo Manfredi, Napoli MDCCXCVIII, p. 109; G.M. Alfano, Istorica…, Dai Torchi di Raffaele Miranda, Napoli 1823, p. 201.

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12 Cfr. L. GIUSTINIANI, Dizionario ragionato del Regno di Napoli, Tomo VII, Napoli 1804, p. 215.

13 http://www.comune.platania.cz.it/index.php?action=index&p=76.

14 V. VILLELLA; G. Masi; A. Bagnato, Dal Decennio Francese al primo conflitto mondiale: rivoluzione, politica, cultura, in Lamezia Terme: storia, cultura, economia, F. Mazza (a cura), Volume 11, Le Città della Calabria, Rubbettino Editore, Soveria Mannelli 2001, p. 146, 147. [U. Caldora, Calabria Napoleonica, cit., pp. 195-240. A Nicastro furono soppressi i conventi dei Cappuccini, dei Domenicani, dei Riformati e delle Clarisse. A Sambiase quelli dei Carmelitani e dei Paolotti; V.M. Egidi, Ordinamento e circoscrizione amministrativa e giudiziaria della Calabria, in «Calabria Nostra», a. II (1958), n. 1, pp. 5-11; Asn, Interno, II, f. 64; G. Maruca, Raccolta di notizie storiche…, cit., p. 90; In V. Villella, Platania, cit., p. 43. Sulla vertenza per la ripartizione del Reventino tra i comuni di Nicastro, Platania, Conflenti e Martirano cfr. V. Villella, Conflenti, vol. I, Stampa Sud, Lamezia Terme, 1999, pp. 91-94. ].

15 Cfr. V. D’AVINO, Cenni storici sulle chiese arcivescovili, vescovili e prelatizie (nullius) del Regno delle Due Sicilie, raccolti, annotati, scritti per l’ab. Vincenzo D’Avino, Dalle Stampe di Ranucci, 1848, p. 461.

16 Cfr. F. DE LUCA; R. MASTRIANI (a cura), Dizionario corografico universale dell’Italia, Volume Quarto, Parte Prima, Reame di Napoli Stabilimento di Civelli Giuseppe e Comp., Milano 1852, p. 744; Cfr. Attilio Zuccagni-Orlandini, Dizionario Topografico dei Comuni d’Italia, Società Editrice di Patrii Documenti Storico-Statistici, Firenze 1861, p. 788.

17 A. AMATI, Dizionario Corografico volume sesto, L’Italia sotto l’aspetto Fisico, Militare, Storico, Letterario, Artistico e Statistico, Francesco Vallardi Tipografo Editore, Milano 1868, p. 279.

18 Cfr. S. MUZZI, Vocabolario storico-geografico-statistico dell’Italia nei suoi limiti naturali, Giacomo Monti editore, Bologna 1873, p. 424.

19 Cfr. P. CASTIGLIONI, Statistica del Regno d’Italia, Circoscrizioni e dizionario dei Comuni, secondo il censimento del 31dicembre 1871, compilato dal Dott. Pietro Castiglioni, parte prima, Roma stamperia Reale 1874, pp. 30, 172, 230.

20 Cfr. Annuario Italiano, Eduardo Sonzogno Editore, Milano 1876, pp. 113, 206.

21 C. LOMBROSO; L. Guarnieri curatore, In Calabria (1862), Cenni di Geografia fisica 1, Rubbettino editore 2011.

22 Cfr. Personaggi illustri, in http://www.comune.platania.cz.it/index.php?action=index&p=395.

23 www.ilbelpaesecalabria.it.

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