
<< La terza repubblica è un ricorso storico della prima repubblica. >> Ha detto volendo riecheggiare i corsi e ricorsi storici di Giambattista Vico. << Tornerà quindi un impegno sociale e politico molto intenso. Ci sarà un ritorno ai partiti di massa e alla partecipazione dei giovani alla politica. E così il Paese tornerà a crescere. >>
Senza dubbio una bella prospettiva alla quale vale la pena credere, anche perché, senza il suo ottimismo contagioso, le speranze di un futuro migliore per la Calabria, per il Sud, per l’Italia e forse per l’intera Europa, sarebbero veramente ai minimi storici.
Confessa di aver letto centinaia di libri e articoli per capire perché in alcuni territorio c’è sviluppo e in altri no, arrivando a una conclusione che potrebbe apparire fin troppo semplice: << I territori sviluppati valorizzano le proprie risorse, mentre quelli sottosviluppati non ci riescono. >>
Allora dobbiamo chiederci, e siamo al secondo snodo: << Possiamo valorizzare le risorse che abbiamo? >> Fino a qualche decennio fa, la risposta sarebbe stata no! Non ne avevamo le forze, sostiene l’autore. Ma oggi sì! Perché << ci sono stati dei cambiamenti silenziosi ma epocali che hanno modificato la nostra situazione. >>
Però c’è qualcosa che ancora può bloccare una vera presa di coscienza. Per spiegare questo concetto, Lo Giudice ricorre alla metafora delle pulci che, messe in una scatola di vetro, si abituano a saltare sempre alla stessa altezza. E anche quando si decide di togliere il coperchio trasparente, non oltrepasseranno mai più quell’altezza.
<< Ma a differenza dei nostri genitori, oggi abbiamo la possibilità di superare i problemi, saltare più in alto. Le potenzialità sono maggiori dei problemi. >> E l’autore ne individua – e analizza – ben quattordici, tutte descritte nel suo libro.
<< Il nuovo Sud esiste già, anche se a macchia di leopardo. >> E come esempio positivo, cita la stessa sala in cui si svolge la presentazione del libro, << accogliente, bella e tecnologicamente attrezzata. >> Ma ancora di più Matera, simbolo di arretratezza estrema negli anni ’50 e ora capitale europea della cultura per il 2019, così come il Salento, diventato meta turistica d’eccellenza in pochissimi anni, o l’Università della Calabria, ormai prestigiosa quanto quelle più storiche.
E veniamo alla tesi conclusiva del libro, che è declinata fin dal suo titolo: << Il Sud è una grande opportunità per l’Italia >> a patto che troviamo << il coraggio di vedere che la nostra realtà non è sempre negativa e di riuscire a prestare maggiore attenzione alle cose positive. Come suggeriva Calvino: “Guarda nell’inferno ciò che inferno non è”. >>
Certo non si può negare la crisi, ma è importante capirla: << In un’epoca in cui non ci sono più conflitti bellici tra i Paesi democratici, questi sono stati sostituiti dalle crisi finanziarie, che ci tengono in casa come la paura dei bombardieri in tempo di guerra. Però dopo viene sempre la ricostruzione, come quella post-bellica: un nuovo Rinascimento. >>
La lettura di brani scelti dal libro, da parte del bravo Samuele Anastasio, ha contribuito non poco a far percepire la densità e la profondità del saggio, scritto come un’opera letteraria a tutti gli effetti.
E crediamo che questo sia proprio uno degli obiettivi che si è posto scrivendo il suo libro e presentandolo al pubblico. << Forse sono esageratamente ottimista, >> ha concluso << ma è solo per combattere un esagerato vittimismo che c’è in Calabria. Quindi, vi lascio con un messaggio di speranza: credo che la ripresa sia già iniziata! >>
di Raffaele Cardamone

