di Domenico Lanciano, dalla rubrica: Lettere a Tito n. 269 (Fonte autorizzata: CostaJonicaWeb.it – news Sicilia e Calabria) –
La prima parete da istoriare sarebbe quella davanti alla quale il 24 marzo 1952 è nata ufficialmente Badolato Marina, quando l’allora Capo del Governo Alcide
Una realizzazione record (allora come oggi) aver costruito ben 78 appartamenti in meno di 5 mesi, in muratura e non più in baracche precarie e provvisorie di legno come si usava prima e come ancora si usa oggi per i senza-tetto causati da alluvioni o da terremoti o da altre calamità ed emergenze.
1 – IL DOTTORE GUERINO NISTICO’ E UN APPOSITO COMITATO
Riguardo l’auspicabile realizzazione dei 34 Murales di Badolato Marina, ho avuto modo di trattare con il dottore Guerino Nisticò (tel. 338-4709111 e n.guerino@gmail.com) il quale si è detto disponibile ad impegnarsi, se però sarà affiancato da un apposito Comitato tecnico-amministrativo che chieda le varie autorizzazioni e gli opportuni finanziamenti, scelga i temi, coordini i lavori e gli artisti e tutto ciò che sarà necessario per la migliore riuscita di tale impresa socio-culturale nel corso dei futuri anni o addirittura decenni.
2- ADOTTA UN MURALES
Il metodo più concreto e fattivo per la realizzazione di tali 34 murales sarebbe quello di invitare istituzioni, associazioni, famiglie e singole persone ad “adottare” una parete e, quindi, autogestirla fino al completamento. Ovviamente tale parete-murales porterebbe il nome del gestore, oltre a quello del tema trattato nella figura ivi descritta.
Altro esempio, gli eredi e l’associazione culturale dello scrittore ed artista, prof. Nicola Caporale (1906-1994), potrebbero adottare una parete che descriva le attività del loro illustre congiunto, anche come pittore. Oppure come docente e scrittore (specialmente del suo capolavoro “L’oro del sud è amaro”.
La Pro Loco di Badolato potrebbe adottare e gestire una o più pareti che possano descrivere bellezze o tradizioni di Badolato.
Così come le Congreghe potrebbero imprimere sulle pareti le varie fasi della Settimana Santa (Via Crucis, Ballo degli Stendardi, Cumprunta, ecc.) o di altre festività religiose di cui sono protagoniste.
Le Parrocchie badolatesi potrebbero evidenziare sui muri aspetti della loro storia o delle loro usanze più caratteristiche, come l’originale e suggestivo “Giro del Bambinello” per le case badolatesi nella giornata di Capodanno oppure le statue dei santi più venerati e che contribuiscono a caratterizzare l’identità del popolo badolatese.
Così come le società sportive potrebbero evidenziare i loro momenti più gloriosi o più significativi.
I murales servono per aiutare la memoria sociale, per raccontare ai forestieri e ai turisti l’anima della propria comunità e, principalmente, per aumentare il senso dell’identità che unisce i
Quindi, una parete potrebbe essere dedicata alle partenze degli anni 50 e 60, quando quasi ogni sera alla stazione c’era il doloroso saluto di chi emigrava e di chi restava. Un’immagine emblematica potrebbe essere lo sventolio dei fazzoletti bianchi che caratterizzava tutte queste partenze.
Ma una parete potrebbe essere gestita e raffigurata da alcuni gruppi sociali come, ad esempio, il complesso musicale degli Euro Universal che hanno animato la vita parrocchiale e sociale negli anni 60 e 70. Altra parete potrebbe essere gestita ed illustrata da un altro complesso storico, quello dei Yellows oppure quello dei Bronzi o altri che si sono succeduti nei decenni.
Ed un emblema che non può assolutamente sfuggire alla descrizione di un murales è quella degli zampognari che tanto hanno significato in tutte le festività natalizie non soltanto badolatesi, specialmente nell’annunciare l’arrivo del Bambinello per la visita e la benedizione delle case a Capodanno. Ma importanti pure in taluni
Insomma, Badolato avrebbe proprio tanto da raccontare a se stesso, ai forestieri e ai turisti. Con tutta una serie di murales, Badolato Marina avrebbe maggior decoro e migliore significato socio-culturale, nonché più visitatori ed affezionati. Ci sono ancora 34 pareti bianche (o con una sola finestra) da istoriare adeguatamente. Si può ragionare su come e quando farle rivivere. Certo, la migliore maniera perché un murales resista nel tempo e nonostante gli agenti atmosferici è quella di realizzarlo in ceramica o in mosaico, poiché la pittura ha una vita più corta e
Comunque sia, il Comitato e gli assegnatari degli spazi pubblici adatti a diventare murales possono scegliere tempi e modi di esecuzione delle opere descrittive. Anche se si realizzasse un solo murales all’anno, Badolato Marina si troverebbe, nel giro di 34 anni (da qui al 2054), ad avere una delle più suggestive ed affascinanti realizzazioni collettive che farebbero onore al popolo badolatese in Italia e nel mondo.
3 – ALTRI TEMI DA TENERE PRESENTI
Caro Tito, Badolato è sempre stato, nel corso della sua lunga storia millenaria, un paese-prototipo. Può continuare ad esserlo anche con la realizzazione intensiva dei murales. Oltre a quelli già appena evidenziati, posso ricordare che ci sono altre tematiche ed altri personaggi da descrivere. Uno, ad esempio, è particolarmente caro alla memoria collettiva. E’ quello del “Vanderi” cioè di colui che, dopo aver suonato la tromba, andava in giro per strade, piazze e vicoli del borgo antico, ma anche della Marina, per pubblicizzare ad alta voce aspetti e bandi amministrativi o commerciali, utili alla popolazione quando non c’erano altri modi di comunicare.
Confido nella partecipazione delle famiglie badolatesi e delle aziende (grandi e piccole) locali nell’adottare una o più pareti allo scopo di realizzare una delle più belle imprese socio-culturali destinate a durare nel tempo e a tramandare il proprio nome e i propri valori.
5 – MURALES DELLO JONIO
Potremmo riuscirci con un po’ di buona volontà e di lungimiranza.
Lo Jonio è il mare degli Dei e dei miti. Non dovrebbe essere difficile trovare (a parte quelli propri di ogni nostro paese) temi e personaggi da far rivivere per la beatitudine delle nostre genti, dei visitatori e dei turisti.
Ed è con questo sogno-augurio che termino questa Lettera n. 269, sperando che la nostra costa jonica possa tornare e anzi superare, appena possibile, la gloria della Magna Grecia e della Prima Italia.
di Domenico Lanciano
