
Nella prima parte del dibattito, moderato dal giornalista Antonello Torchia, sono stati descritti i capitoli del volume storico incentrato sulla figura di Erminio Pallone, giovane carabiniere calabrese, morto in Sicilia nel 1946 alla tenera età di 21 anni. Don Giacomo Panizza, intervenuto insieme all’autore, ha voluto far emergere la grande forza d’animo di quel ragazzo che con sacrificio e abnegazione era riuscito ad affrontare le grosse sfide del tempo con una base valoriale molto forte, diventando un esempio per i molti adolescenti in cerca di se stessi.
Pompeo Torchia si è invece soffermato sul valore romantico delle vicende narrate che, oltre alla figura del carabiniere, hanno fatto riaffiorare alla mente anche figure secondarie, ma sicuramente non meno importanti per l’impianto narrativo che ha fatto collimare al suo interno sia componenti del romanzo storico sia di realismo storico.
Nella seconda parte l’attenzione si è spostata all’oggetto del convegno calibrato sulla comunicazione scritta facendo un confronto tra il valore sociale e culturale delle lettere e quello moderno della messaggistica istantanea, soffermandosi soprattutto sul fenomeno dei social network. Don Giacomo Panizza ha sottolineato per un verso l’importanza di queste nuove forme di comunicazione ma dall’altro ha rivolto un invito all’uso consapevole del mezzo.
