<< Vengo a Soveria Mannelli perché d’estate disperatamente fuggo dal caldo umido di Lamezia Terme e mi rifugio qui, dove trovo un clima fresco e mite nel contempo. >>
Nel corso di una chiacchierata informale, che ha voluto concedere a ilReventino.it, ha avuto modo di rivelare le sue impressioni e le motivazioni profonde che lo hanno spinto, nel tempo, a legarsi sempre di più a Soveria Mannelli.
<< Negli ultimi anni, soprattutto d’estate, Soveria Mannelli ha dimostrato molta attenzione nel creare opportunità di incontro tra la gente con manifestazioni anche degne di nota. Quest’anno noto ancora un po’ di improvvisazione, ma si può comunque passare piacevolmente del tempo fino a tarda sera con intrattenimenti di tipo prevalentemente culturale; e questo io lo trovo particolarmente positivo! >>
Quello che ci ha detto Aldo Roperto dovrebbe indurre a una seria riflessione su come a volte le soluzioni più semplici siano quelle che si percepiscono con maggiori difficoltà. Molti sono infatti alla continua ricerca di ricette utili per rilanciare il turismo nei nostri territori, creando eventi improbabili, spesso totalmente fuori contesto, a volte giustamente ambiziosi ma altre volte inutilmente pretenziosi.
Pensare semplice, in barba alla complessità del mondo, a volte può aiutare, così come il recupero di un po’ di memoria storica. Ricordare quando e perché i nostri luoghi si riempivano, per tutta l’estate, soprattutto di persone magari un po’ avanti con gli anni e di famiglie con bambini piccoli. Tutti desiderosi di un po’ di frescura dopo un periodo di vacanza trascorso al mare o, peggio ancora, uno scampolo d’estate passato in città.
Nel villaggio Gesariellu di Decollatura non c’era una casetta vuota e, in generale, nei paesi, si riempivano tutte quelle case che in inverno tornavano desolatamente vuote, in una sorta di attuazione in anteprima del concetto di “albergo diffuso”, oggi così tanto di moda.
Sarà questa la chiave di volta per trovare il giusto target d’utenza per le ambizioni turistiche del nostro territorio? Sarebbe troppo semplice! Ma forse in un giusto mix di offerte, che vanno dal turismo culturale a quello naturalistico, da quello religioso a quello culinario, nel quale abbiamo però una nutrita e agguerrita concorrenza, non può a nostro avviso mancare il valore aggiunto della “frescura estiva”.
Se al mare fa troppo caldo e in Sila troppo freddo, nelle nostre zone si può trovare il clima ideale e, come sostiene Aldo Roperto, anche un’ospitalità non invadente: tutti ingredienti indispensabili per trascorre una vacanza all’insegna della tranquillità.
di Raffaele Cardamone
