Approvata nella seduta di consiglio comunale la richiesta al Presidente della Repubblica per la concessione a Marcellinara del titolo onorifico di “Città”. In merito – come riporta una nota pervenuta in redazione – il sindaco Vittorio Scerbo rileva: “Rappresenterebbe il giusto riconoscimento alla storia ed alla cultura della nostra comunità che ha saputo crescere, negli anni, a livello, sociale, economico e produttivo”.
L’assise del Comune di Marcellinara ha approvato, all’unanimità, nell’ultima seduta svolta il 18 maggio 2021, la relazione per inoltrare la richiesta al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, di concessione del titolo onorifico di “Città”.
Il titolo di “Città”, infatti, viene concesso con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministero dell’Interno, ai comuni noti per ricordi, aspetti storici e culturali e per l’attuale importanza.
“Rappresenterebbe il giusto riconoscimento – ha dichiarato il sindaco di Marcellinara Vittorio Scerbo – alla storia ed alla cultura della nostra comunità che ha saputo crescere, negli anni, a livello sociale, economico e produttivo, con spiccato dinamismo e capacità. Il patrimonio paesaggistico, l’identità culturale, le tradizioni religiose che possediamo definiscono una realtà che affonda le sue radici in tempi lontanissimi, con uno sguardo rivolto sempre all’innovazione ed al futuro, avendo colto in anticipo i segni del tempo e dei cambiamenti in atto nella società”.
Il borgo ha origini antichissime e sulla sua nascita sono state formulate tante ipotesi. Il toponimo, che in documenti del Cinquecento compare nella forma “Marcinari”, non ha, infatti, un’etimologia certa: riportato da alcuni studiosi a un “mercenaria”, (da “merce”), inteso nel senso di ‘luogo in cui si svolge un mercato”, e le Fiere di Marcellinara hanno una tradizione secolare riconosciuta, viene da altri fatto derivare dal termine calabrese “marcidara o marcillara”, avente il significato di ‘arboscello di mirto’, o dal nome di persona appunto Marcello, in onore e ricordo del vescovo Marcello martirizzato durante le invasioni dei Saraceni, “Marcellus in ara”, ossia Marcello sacrificato sull’altare.
Marcellinara venne insignita del riconoscimento di uno de “I 100 Comuni delle Piccola Grande Italia”, nell’ambito dell’evento nazionale organizzato nel 1987 nell’ambito delle celebrazioni per il 40º anniversario della fondazione della Repubblica Italiana, promosso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e realizzato dalla Unioncamere.
Marcellinara, per la sua caratterizzazione geografica si pone in una condizione di assoluto primato nazionale: sulla sella di Marcellinara, infatti, troviamo il punto più stretto dell’Appenino, il punto più stretto d’Italia, con un’uguale distanza tra il Mar Ionio e il Mar Tirreno. Grazie a questa sua posizione, è possibile godere di uno straordinario panorama, potendo scorgere all’orizzonte la sagoma della più alta delle isole Eolie, il vulcano Stromboli, circondato dalle isole più piccole.
Guardando al mito e alla leggenda, lo studioso tedesco Armin Wolf, la individua quale Terra dei Feaci e fa risalire alla foce del fiume Amato, presso i “lavatoi” di Marcellinara, il luogo dell’incontro di Ulisse con Nausicaa.

