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Lettera aperta al ministro della Salute, con l’adesione di don Giacomo Panizza, per ripensare sistema sanitario calabrese

L’appello – ancora su change.org – firmato da persone singole e realtà associate della Calabria. Firma anche Centro Calabrese di Solidarietà di Catanzaro e Comunità Progetto Sud di don Giacomo Panizza.

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Ancora una volta, la Calabria promuove una petizione on line e anche stavolta l’argomento è di quelli improcrastinabili: il diritto alla salute con la necessità di ripensare il sistema sanitario regionale.

Una lettera è stata messa nero su bianco da un comitato di singole persone e realtà associate per dire al Ministro della salute Roberto Speranza di pensare oggi a quello che potrebbe succedere fra qualche mese se, per come paventato da esperti in materia, la pandemia dovesse ripresentarsi.

Si legge nella missiva già presente su change.org: “La Calabria è una delle Regioni che ha sofferto in modo più contenuto della pandemia rispetto al Nord del Paese. Abbiamo comunque vissuto momenti di dolore intenso per le perdite di vite umane che il Covid19 ha provocato soprattutto nei nostri concittadini più deboli. Malgrado una situazione meno disastrosa, la Calabria soffre enormemente le conseguenze economiche del fermo delle attività e, soprattutto, è apparsa chiarissima l’incapacità del sistema sanitario Regionale a far fronte alla grave situazione esplosa anche da noi.
La disciplina, il buon senso dei Calabresi e l’impegno degli operatori sanitari hanno rappresentato la vera contromisura che ha impedito all’epidemia di espandersi. Rimane però apertissima la domanda di cosa potrà succedere se, come preannunciano gli esperti, il virus si espanderà nuovamente nei mesi freddi dal momento che nessuno ritiene che un vaccino sia pronto prima dell’ultima fase dell’inverno. È evidente che non possiamo nuovamente sperare nella buona sorte perché le richiamate difficoltà del Sistema Sanitario Regionale sono davanti agli occhi di tutti e la tragica prevedibilità del numero delle vittime fa inorridire.

Siamo persone singole e realtà associate della società civile coscienti che la responsabilità delle carenze mediche e organizzative della Sanità Calabrese trovano la loro causa anche in una generalizzata incapacità delle classi dirigenti regionali ma non le sarà difficile prendere coscienza che vi è stata la corresponsabilità dello Stato. Esso ha commissariato la Sanità regionale al preminente scopo di contenere la spesa sanitaria con la conseguenza di aver provocato la desertificazione dei necessari servizi territoriali e l’indebolimento della capacità dei presidi ospedalieri (senza nemmeno attenuare l’anomala migrazione sanitaria verso altre regioni).

Quindi il Governo non può tirarsi fuori. Deve aprire una innovativa fase del Commissariamento individuando persone e mezzi opportuni per riprogrammare una risposta alla possibile epidemia e lo deve fare ora, mettendo in condizione la sanità territoriale di poter prontamente individuare, circoscrivere e curare i nuovi malati; e permettere agli ospedali di intervenire per le situazioni più gravi mantenendo, al contempo, un livello di adeguata capacità di prendersi cura delle altre patologie complesse.

Chiediamo che questo nuovo corso del Commissariamento trovi gli strumenti per operare all’altezza degli obblighi istituzionali verso i diritti alla salute in Calabria e per ridare democrazia alle scelte coinvolgendo le Istituzioni del territorio, gli Attori sociali che spendono il loro impegno nel settore, già protagonisti di importanti proposte di cambiamento e il personale sanitario impegnato quotidianamente.

Abbiamo davanti cinque mesi utili per programmare e dare attuazione a una risposta che inizi anche a trasformare la sanità calabrese in un sistema più capace di tutelare la salute e sia utile anche per gli anni a venire. Le chiediamo quindi di intervenire ora, perché il diritto alla salute è un principio fondamentale della Carta Costituzionale e come cittadini Italiani richiediamo che venga riconosciuta e garantita anche in Calabria.

Tra i firmatari della  petizione anche il  Centro calabrese di Solidarietà di Catanzaro rappresentato da  Isolina Mantelli  e Comunità Progetto sud di don Giacomo Panizza: sempre in prima linea nella difesa degli ultimi, degli svantaggiati, dei senza voce.

di Enzo Bubbo

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