Gli scrigni di juta e le immagini mistiche di Marika Mazzeo alla mostra Sol de Levante di Barcellona.
“Il Levante è l’origine del nascente. Il momento sospeso, fragile e potentissimo, in cui la luce non è ancora giorno e la notte non si è del tutto dissolta.
Il Levante è anche vento. Un vento caldo che solleva la polvere senza disperderla, lasciando emergere ciò che resta trattenuto. È qualcosa che non si vede del tutto: un accenno, un bagliore, uno spiraglio. Qualcosa che assomiglia a un sogno prima ancora di diventare immagine.
”Con questo incipit si apre la mostra Sol de Levante, a cura di Melania Fusaro e Federica Guida, presso Hub Art Gallery Barcellona. La mostra collettiva, inaugurata il 15 maggio 2026, ha ottenuto un tale riscontro da essere prorogata fino al 14 giugno 2026.
Definite dal critico d’arte Giuseppe Antonio Bagnato “icone laiche”, le opere di Mazzeo vengono descritte come vuoti saturi di energia.
Del resto sarebbe strano pretendere dagli artisti la chiarezza in tempi come i nostri. Siamo sempre più distaccati dal pensiero, sempre più travolti dalla lobotomizzazione del mondo, come in una folata di vento. In questo momento di crisi può certo succedere che, talvolta, qualcuno rechi in sé il midollo dell’universale. L’arte di Mazzeo è certamente difficile, strana e stravagante: anziché ricomporre i fatti particolari entro una logica generale, lascia emergere tutta l’universale insensatezza.
Le lacerazioni provocate dal dramma dell’esistenza, in lei restano aperte e continuano a sanguinare. Se qualcuno è alla ricerca di verità assolute, lei te le distrugge, una per una.
Ma non è forse il mondo un luogo febbrile, pieno di fantasmi, spettri e anime alla ricerca di senso? Lì dove l’Uomo non arriva, sopraggiunge l’arte che, inevitabilmente, lo trascina nel baratro facendogli compagnia.”

