Caro Tito, il nostro bravo ed illustre collega (e scrittore) prof. Raffaele Spada, collaboratore de “Il Quotidiano del Sud” da Lamezia Terme (CZ), mi ha reso doppiamente contento con l’invito a rilanciare un suo articolo pubblicato lo scorso lunedì 23 gennaio 2023 (anno 23 numero 22) con il titolo <<ANDE incontra la giovane iraniana SamìraArdalàni>>. Prima di tutto Lo ringrazio poiché mi offre una preziosa occasione per ribadire la mia vicinanza alle donne di tutto il mondo, in particolare adesso alle iraniane, le quali lottano per la Loro sacrosanta libertà e i Loro inviolabili e fondamentali diritti umani, civili ed anche di genere. In secondo luogo perché mi ha dato una esaltante informazione sull’esistenza dell’A.N.D.E. – Associazione Nazionale Donne Elettrìci (cosa che non sapevo).
1- SINDACATO ELETTORI ITALIANI E A.N.D.E.
Come ho più volte ricordato in queste nostre Lettere, sono assai sensibile a tali tematiche, tanto che ho fondato in Agnone del Molise (dove risiedo in “esilio” da Badolato di Kalabria dal primo novembre 1988) il SEI – Sindacato Elettòri Italiani, in occasione delle Elezioni Politiche del 9-10 aprile 2006, pubblicizzandone al massimo possibile sulla stampa italiana (specialmente sui giornali molisani e calabresi) la notizia e la necessità di una simile unione degli elettòri. Infatti mi sembrava assai strano che non ci fosse ancora un’associazione o un Sindacato degli Elettòri fin da quando in Italia, già nel 1946, fu realizzato il primo “Suffragio Universale” (cioè l’obbligo o la possibilitàdi esercitare il diritto-dovere di voto contestualmente per tutti indistintamente i cittadini maggiorenni). Avrebbe dovuto essere una presenza automatica, affinché si potesse realizzare una migliore “democrazia” con pesi e contrappesi, vigilanza, partecipazione ed armonizzazione del sistema repubblicano.
Pure per apprenderne le principali motivazioni, ti evidenzio qui (con il “Domani della Calabria” di venerdì 05 maggio 2006 pagina 31 – Catanzaro Provincia) uno dei tanti articoli che la stampa calabrese ha evidenziato proprio nel maggio 2006 anche in vista del Referendum di revisione di parte della Costituzione che ha poi avuto luogo il 25-26 giugno 2006 con esito negativo per il 61,29%.
Contatterò l’ANDE appena avrai pubblicato questa “Lettera n. 447” che invierò, con vero piacere ed immediatamente, innanzitutto alla sede nazionale << ande.nazionale@andeonline.org>> e a quella di Catanzaro<<ande.catanzaro@andeonline.org>> e poi alle altre sedi presenti nella pagina dei “contatti” web. Chissà che davvero l’unione non faccia la forza!… Intanto, è una gioia sapere che la presidente nazionale sia proprio di Catanzaro, la signora Marisa Fagà. Speriamo proprio bene! Mi attivo sùbito.
Intanto, al seguente paragrafo 2 trascrivo il testo dell’articolo di Raffaele Spada, accompagnandolo dalla foto di quello pubblicato da “Il Quotidiano del Sud” lo scorso 23 gennaio. Ringrazio ancora una volta il nostro solerte collega lametino per averci dato la preziosa opportunità di esprimere, ancora una volta, la nostra vicinanza alla irrinunciabile causa di libertà delle Donne iraniane, sperando che Queste riescano prima possibile a raggiungere i loro traguardi, che stanno costando immani sofferenze e troppi troppi morti di cui dovrà rispondere l’infernale regìme teocratico degli Ayatollah che ci ricorda il lungo e sanguinoso periodo dell’Inquisizione cristiano-cattolica. Come non diffidare dei regimi tirannici che si fanno scudo di un ipotetico “Dio” che dovrebbe essere comunque e soltanto un Dio d’Amore non così assurdo e sanguinario???…
In questo mondo troppo crudele e violento si uccide assai facilmente addirittura per futili motivi, come recentemente i poliziotti americani di Memphis (Tennessee, USA), persino quelli di colore che uccidono un inerme giovane uomo di colore TyreNichols(ormai manca persino la tradizionale solidarietà tra di loro!!! … Ahhhnon c’è davvero più religione né in Iran né in USA!!!). O come “l’uccisione” di Thomas Bricca, il diciottenne di Alatri (FR), o come innumerevoli altri casi, come le morti sul lavoro (purtroppo tre al giorno, mediamente) o i femminicidi (una ogni tre giorni). Farei uno speciale appello agli scienziati affinché si studi un modo per eliminare o almeno arginare tutta questa immane violenza! Ci deve essere pure un modo!!!…
Ognuno di noi è una goccia nell’oceano o un granello di sabbia. Tuttavia, abbiamo l’obbligo etico di sensibilizzare alla nonviolenza, all’Amore, alla Felicità e all’Armonia! L’unione di più gocce fa l’oceano. E l’insieme dei granelli di sabbia fa la spiaggia. Non possiamo sottrarci a questa utile missione. Anzi, sono del parere che, come frate Francesco d’Assisi o il frate laico Biagio Conte di Palermo, dovremmo tutti lasciare le nostre occupazioni per essere visini a chi soffre e muore, spesso ingiustamente, e risolvere il più possibile la sofferenza e la violenza che c’è nel mondo. Altrimenti siamo sempre punto e a capo. Anzi aumentano le violenze e aumentano le sofferenze. Riattiviamo con pienezza e bene la nostra vocazione all’Armonia!…
2 –L’ARTICOLO DI RAFFAELE SPADA
Ospite dell’associazione Ande (Associazione Nazionale Donne Elettrici), la giovane iraniana SamiraArdalani ha lanciato un accorato appello per la libertà del suo popolo in Iran, tramite la piattaforma Zoom. Alla presenza della presidente nazionale Marisa Fagà di Catanzaro si è aperto, quindi in video conferenza, l’anno sociale dell’associazione Ande, incontrando la coraggiosa giovane iraniana, per discutere con lei della situazione dell’Iran e dei diritti civili, spesso, negati alle donne.
SamiraArdalani è una giovane studentessa di medicina di 27 anni, rappresentante dei giovani Iraniani in Italia, ha una attività politica che inizia a 19 anni, e la vocazione con il suo gruppo di resistenza al regime è quella di far conoscere la situazione in Iran alla sua generazione, facendo rete con altri gruppi di giovani europei e con associazioni che da sempre si sono occupate di diritti civili.
«Il nostro paese l’Iran ha avuto un susseguirsi di proteste negli ultimi 50 anni, tutte represse e così i diritti civili sono per noi qualcosa che ancora non abbiamo su carta – racconta SamiraArdalani – ed il nostro impegno è quello di resistere al regime per creare un paese libero e democratico con eguali diritti per uomini, e le donne, e per tutte le minoranze che sono in Iran. Oggi le donne non possono andare in bicicletta, devono coprirsi interamente, non possono frequentare le università, la loro testimonianza vale la metà rispetto ad un uomo, per cui possono essere stuprate e mai difese. Ma la lotta non è tanto per i diritti delle donne, quanto ancora prima di essi c’è bisogno di avere uno stato libero, laico e democratico, che permetta un vero cambiamento culturale.
«Le tragiche morti di alcune donne avvenute dopo essere state arrestate per aver violato – ha detto la presidente nazionale dell’Ande, Marisa Fagà – il rigido codice di abbigliamento iraniano, ha scatenato la coraggiosa reazione, in cui le donne sono protagoniste assolute e impegnate in prima linea per abbattere l’apartheid di genere, a cui sono soggette. C’è una società che lotta contro un regime retrogrado ed aspira a vivere in un Iran laico e democratico».Raffaele Spada
3 – SALUTISSIMI
Caro Tito, la nostra personale e sociale solidarietà va a tutte le Donne del mondo che cercano di raggiungere il loro posto sociale ottimale o realizzare la loro missione salvifica in questo mondo distruttivo maschile. Va, in particolare, alle donne iraniane che intendono uscire dal “medioevo teocratico” degli Ayatollah, mentre conosciamo bene e siamo sicuri che il Corano e la religione islamica siano ben altra cosa, vista l’elevata civiltà che hanno dimostrato di saper raggiungere nel corso dei secoli, seppure ostacolata e travisata in modo così tanto negativo da dittature fin troppo anti-religiose, come appunto quella esistente in Iran dal 1979 e altrove. Speriamo che la rivoluzione pacifica avvenga soprattutto all’interno del mondo islamico.
Esortiamo il mondo civile ad intervenire perché tale devastazione possa finire prima possibile. Ricordiamo altresì tutte le guerre che ardono ancora in ogni parte del mondo, specialmente in Africa (come evidenziato pure da papa Francesco, in questi giorni in visita nella Repubblica democratica del Congo e nel Sud Sudan, popoli massacrati da ogni sorta di violenza militare, socio-economica e iper-coloniale).
Caro Tito, noi ci diamo appuntamento alla prossima “Lettera n. 448”. In attesa di poter diffondere a dovere e a più non posso questa n. 447, ti ringrazio e ti saluto, sempre con stima e riconoscenza. A presto,
di Domenico Lanciano
ITER-City, mercoledì 01 febbraio 2023 ore 06.26 – Da oltre 55 anni (dal settembre 1967) il mio motto di Wita è “Fecondare in questo infinito il metro del mio deserto”. Le foto sono state prese dal web o sono state fornite dagli interessati.

