Al Chiostro caffè letterario di Lamezia Terme si è tenuta la discussione su Antonio Marasco, futurista indipendente di Calabria.
Un futurista indipendente e fuori dagli schemi: questo è stato Antonio Marasco da Nicastro (oggi Lamezia Terme). Della sua opera si è discusso nella giornata di ieri al Chiostro caffè letterario di Lamezia Terme partendo dal volume illustrato a lui dedicato dal titolo Antonio Marasco. Futurista indipendente (edito da Skira) a cura di Tonino Sicoli, direttore artistico del MAON (Museo Museo d’Arte dell’Otto e Novecento) di Rende. Il curatore dell’opera, assente alla serata per ragioni personali, è stato salutato da Antonio Pujia, promotore dell’incontro insieme all’associazione Aleph Arte e al Centro Achille Capizzano – MAON.
Testimonianze video di persone che hanno conosciuto Antonio Marasco (1896-1975) e che hanno avuto modo di lavorare con lui ne hanno tracciato la personalità schiva e anticonvenzionale, ma allo stesso tempo sincera e sensibile; “un futurista della prima ora”, di quelli incorruttibili, poi finito ai margini di quel movimento artistico e ideologico che trovò il massimo splendore nel corso degli anni dieci del Novecento – è del 1910 il Manifesto dei pittori futuristi che seguì a ruota il Manifesto del Futurismo pubblicato su «Le Figaro» (febbraio 1909).
Si è parlato dell’esperienza al fronte di Marasco durante la Grande Guerra, del viaggio in Russia che il pittore calabrese condivise con il “padre” artistico Filippo Tommaso Marinetti e delle illuminanti tavole rotonde con Malevic, Puni, Esenin, Majakovskij, esponenti di spicco dell’avanguardia russa e del futurismo locale.
Coordinati da Giacinto Gaetano, direttore del Sistema bibliotecario lametino, i relatori Silvia Pujia, storica dell’arte e docente all’Accademia di Belle Arti Fidia di Stefanaconi, e Romeo Bufalo, docente di Estetica dell’Università della Calabria, hanno snocciolato più approfonditamente le fasi cruciali della parabola artistica di Antonio Marasco, “tra i maggiori artisti del Futurismo” come ebbe a dire lo stesso Marinetti (cui il pittore poi criticò la gestione del movimento), tracciando i contorni del Marasco “storico” a scapito del Marasco “immaginario”, una visione che per troppi decenni ha creato confusione nella critica. Pujia e Bufalo hanno stimolato la riflessione su quanto possano ancora incidere le opere d’arte sulle nostre esistenze, in generale sulla “vita sensibile” degli esseri umani.

Presente alla partecipata discussione l’amministrazione comunale che ha contribuito allo svolgimento della serata. Nel suo intervento Giorgia Gargano, assessore alla cultura della città di Lamezia Terme, ha fatto il punto sulle possibilità dell’amministrazione locale e ha interrogato i relatori domandando “quanto sia rimasto di Marasco, di Boccioni e di altri artisti calabresi nella Calabria di oggi”. Paolo Mascaro, primo cittadino della città, ha sottolineato l’impegno comunale nella promozione della cultura dicendosi fiducioso sull’avvenire di Lamezia ché, con l’appoggio degli operatori culturali sparsi sul territorio, “possa spalancare nuovamente le porte alla cultura” grazie alla fruizione di luoghi come il chiostro di San Domenico e i palazzi storici della città.
La presentazione si è inserita nelle attività collaterali della mostra “Antonio Marasco. Futurista indipendente”, ospitata nei locali del MAON di Rende fino al prossimo 15 febbraio.
Antonio Pagliuso
