Catanzaro – Francesca Noemi Pia Carello, originaria di Squillace, è una socioantropologa per l’integrazione ed esperta in sicurezza sociale, nonché una scrittrice di romanzi e poesie. Oltre alla creazione personale di testi da vario genere, si occupa, con il suo blog www.livepuntidivista.com ed il suo canale social Noemi racconta, di analizzare vari temi di attualità, materiale audiovisivo e di recensire libri.
Questa volta, Noemi ha analizzato il saggio “Alejandro Gonzàlez Iñárritu e l’ascesa del cinema messicano” – dell’autore concittadino Claudio Caroleo – edito, nel 2024, da La Rondine edizioni di Catanzaro.
Martin Scorsese afferma: “Più è personale più è creativo”. L’analisi di Noemi è esattamente così. Oltre ad essere scorrevole e piacevole da leggere, è personale.
Oltre a ciò, la Carello è riuscita perfettamente a dare un taglio sociologico all’opera in cui coglie attentamente tutti quelli che sono gli argomenti trattati nel saggio, rendendo il tutto, come già accennato, gradevolmente piacevole e scorrevole da leggere, nonostante, l’opera di cui sopra, potrebbe sembrare distante dal suo universo letterario. Di seguito, la sua recensione.
Sconfinare attraverso la settima arte: Claudio Caroleo e il suo sguardo sul cinema messicano
Claudio Caroleo, classe 1998, è un artista catanzarese a tutto tondo: giornalista, pittore, regista – laureato in Scienze delle arti, dello spettacolo e del cinema, e successivamente presso l’Accademia di Belle Arti d Catanzaro in Regia – e autore del saggio analitico “Alejandro Gonzàlez Iñárritu e l’ascesa del cinema messicano”, edito da La Rondine nel 2024.
Il volume si presenta con un’immagine di copertina emblematica: un Iñárritu sorridente che stringe il premio Oscar, un’icona che però cela una complessità artistica che pochi conoscono davvero. L’autore esprime, attraverso la sua opera, uno sguardo anticonvenzionale: il lettore viene condotto oltre i confini – come precisa Domenico Lanciano nella prefazione – dell’egemonia statunitense per raccontare la realtà artistica e cinematografica di un “Paese periferico”, la cui identità risente storicamente dell’incontro di varie culture africane, europee e indigene, permeando la letteratura e l’arte, ma rappresentando anche uno scenario di lotte per la conquista di diritti e libertà. Attraverso il suo meticoloso studio, documentato e rintracciabile con numerosi riferimenti bibliografici e materiali di supporto, Caroleo rende sfumati quei confini che le logiche di mercato tendono a evidenziare e mette, invece, in risalto il fine ultimo della divulgazione: incontrare l’altro. Sotto questa luce, il saggio potrebbe essere assimilato metaforicamente a un viaggio che si compone di tre tappe essenziali: partendo dall’analisi del contesto storico, in cui il cinema messicano emerge come “rappresentazione di spaccati sociali”, di archetipi, quali il mostro, simbolo del potere, di Guillermo del Toro Gómez e di percorsi introspettivi tipici della società borghese di Luis Bunuel, si giunge alle prime pellicole di Iñárritu, come il filmato dell’attentato delle torri gemelle risalente al 2002.
Segue un’analisi del vissuto personale e dello stile narratologico di Iñárritu, evidenziando come la crescita dell’artista sia indissolubilmente intrecciata a quella della persona.
Francesca Noemi Pia Carello Socioantropologa per l’integrazione e la sicurezza sociale

