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La magia del miele. A tu per tu con Adolfo Vivacqua / Una fiaba da “Le mille e una notte” nel cuore della Calabria

E’ una delle arti magiche, per eccellenza,  del nostro Pianeta, una vera e propria “fiaba”, un tassello importante per le nostre tradizione e per l’ecosistema, una piacevole sintonia per il gusto, un profumo inebriante,  questi, solo alcuni, dei pilastri dell’apicoltura. Questo mestiere antico, che risale sin dalla notte dei tempi, è l’emblema, metaforicamente parlando,  del nostro passato, un passato tutto da valorizzare e soprattutto da tutelare. Abbiamo raggiunto, con la redazione de “ilReventino”, il giovane apicoltore  calabrese Adolfo Vivacqua, per una piacevole chiacchierata sull’argomento.  Immergiamo la nostra mente nel fantastico mondo delle api.
Benvenuto su “ilReventino” Adolfo, vuoi raccontare ai nostri lettori l’arte dell’apicoltura?
L’apicoltura è una tecnica di allevamento molto raffinata, infatti, si può dire che l’allevatore di api che intende realizzare un’apicoltura di qualità è anche un custode: assiste, custodisce, accompagna, coltiva la “comunità” delle api presenti nel suo apiario ( sorride ndr).
Cosa vuoi dire con il termine custode?
Certo, mi spiego meglio. L’apicoltore  aiuta con interventi appropriati la comunità delle api per alleviare i danni provocati dalle calamità naturali e dalle patologie, andando incontro alle loro esigenze di nutrizione, e  alla ricerca di acqua non inquinata per la necessaria crescita delle famiglie. ( sorride ndr)
E’ un argomento di estremo interesse. Vuoi presentarti?
Sono  Adolfo, giovane apicoltore di 29 anni.  Ho sempre avuto la passione per la natura, gli animali, e per le  cose genuine. Poi un giorno,  quasi per caso, tramite un conoscente, scopro il mondo delle api. Questo mi ha fin da subito affascinato. Ed è proprio allora che ho deciso di farne il lavoro della mia vita.
E’ un lavoro impegnativo?
Il lavoro di apicoltore richiede un impegno costante durante tutto l’arco dell’anno. Infatti,  il tutto comincia  nei primi mesi.  Sai, bisogna trovare  dove posizionare le arnie. Da metà aprile fino ad agosto, avviene la raccolta del miele. Inoltre, massima attenzione per la sciamatura, cura certosina nel cambiare le regine, ovviamente se sono anziane, e la ricerca dei dettagli per  spostare continuamente le arnie nei luoghi di fioritura.
Hai creato un prodotto straordinario, una chicca per il palato, quali varietà tratti?
Il miele di agrumi, millefiori, sulla, eucalipto, castagno, ma anche prodotti quali la pappa reale e la propoli. I miei prodotti vengono conservati senza l’aggiunta di nessun tipo di conservante, perché essendo il miele ricco di zuccheri tutti naturali e prodotti dalle api stesse, impediscono la proliferazione di batteri. Questo per il totale rispetto della natura e delle antiche tradizioni del mestiere.
Un grazie ai tanti lettori del vostro giornale.
Omar Falvo
Giornalista pubblicista
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