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La guerra e la pace, una riflessione di Carmela Muraca sul conflitto in Ucraina

LVIV, UKRAINE - MARCH 03: A Ukrainian man in military dress and a woman kiss, on the eighth day since the beginning of the war in Ukraine, in Lviv (Ukraine). After 8 days of war since the beginning of the attacks in Ukraine by Russia, the balance of the war according to the latest information, both by the Ukrainian government and UNHCR, is at least 2,000 civilians dead and about one million refugees who have fled Ukraine. In the early hours of this eighth day of fighting, Russia has entered a new town of 300,000 inhabitants. Russian and Ukrainian delegations are scheduled to sit down at the negotiating table today. On the table is the demand by the former Soviet republic for a ceasefire and the withdrawal of Russian troops from Ukrainian territory. read less. (Photo By Pau Venteo/Europa Press via Getty Images)

Riceviamo e pubblichiamo, come sempre, con molto piacere, una riflessione della scrittrice Carmelina Muraca sul conflitto che si sta svolgendo ormai da un mese, in Ucraina. Uno scenario di guerra che, sicuramente, provoca angoscia e dolore e che tutta l’Europa sta vivendo con grande  apprensione.

di Carmelina Muraca

In questo periodo storico molto complesso e preoccupante è sotto gli occhi di tutti una continua tempesta di avvenimenti che turbano i cuori e i giorni nostri, lasciandoci in uno stato psicologico piuttosto scosso e deprimente.

Credo che in ognuno di noi nasca spontanea una angoscia e nello stesso tempo il desiderio di scoprire un motivo in più, che possa far valutare e comprendere i vari aspetti di questo conflitto bellico sorto, tra Russia e Ucraina, in apparenza inaspettatamente, e che si protrae già da settimane, come ogni giorno constatiamo, grazie al diritto di informazione di cui godiamo.

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Personalmente sento dentro di me lottare la mia coscienza e il mio sapere che ricercano validi motivi che possano giustificare tale evento, che fa ricordare con ripudio, la persecuzione degli ebrei in tempi più remoti e cruenti.

Certo è risaputo che nel corso della storia e delle vicende umane ci siano stati periodi di guerra e di pace, di carestia e di abbondanza, di malattie e di guarigioni, di vittorie e sconfitte umane sulle forze naturali del pianeta, di amore e di odio, di potenti e di deboli, ma questo conflitto lascia comunque impreparati e turbati  tutti noi, che apparteniamo ad una generazione abituata a vivere in un contesto politico e sociale caratterizzato dalla pace, dal benessere, da una produttività costruttiva.

In questo intervento militare (chiamiamolo pur così), in cui ognuno cerca di tirare acqua al proprio mulino, si percepiscono interessi politici, militari, di approvvigionamento, interessi di predominio, di ideali di libertà, di autonomia, di nazionalismo, di democrazia e libertà, di rancori tra oriente e occidente, di differente evoluzione culturale tra popoli.

Molti aspetti reali vengono smentiti dalla propaganda delle parti, che mira a confondere le notizie e a falsificare i dati concreti di tutte le cause ed effetti ricaduti sulle persone e sul territorio conteso.

Quello che è certo, è che quello che sta succedendo tra queste nazioni, è molto pericoloso per tutto il mondo e per noi comuni civili che subiremo ancora conseguenze economiche e psicologiche, visto che siamo reduci da una pandemia che ci aveva già buttato nella angoscia, mentre continuiamo a vedere calpestato, il valore delle vite umane, delle persone e dei territori parti integranti del pianeta terra.

E allora io mi chiedo davanti a chi scappa dalle proprie case, a chi abbandona tutto quello che possiede per salvare i suoi cari e la vita, davanti ai bambini che non credono più che la guerra è un gioco, davanti ad un popolo aggredito che lotta e resta da solo a difendere i sacrosanti ideali e diritti di libertà di pensiero o di dissenso, di nazionalismo, davanti ai capi responsabili che difendono i valori di democrazia, da che parte sto?

Il mio cuore e la mia coscienza mi spingono a essere solidale con un popolo aggredito, che resiste per difendere con dignità i diritti umani e le libertà, ottenute già con altre guerre e perdite umane, di cui oggi godiamo anche noi italiani.

Mi spinge ad apprezzare la libertà di pensiero, di stampa, di opinione, ad apprezzare la solidarietà, la globalizzazione, la fratellanza, l’unione e lo scambio tra le varie nazioni pur rispettando regole comuni ed accordate.

Sto dalla parte di chi ha scritto testi come “Guerra e Pace” o “Il maestro e Margherita”, dove la guerra è descritta come inutile e motivo di pazzia.

Sto dalla parte di chi ripudia la prepotenza e il potere a tutti i costi, per dare spazio al compromesso, alla condivisione di questo pianeta che è ricco di doni della natura e di altre cose bellissime da tutelare e non distruggere.

Sento che c’è fretta di fermare questo inutile disastro umano e del pianeta e c’è fretta di trovare al più presto  soluzioni condivise, almeno in maggioranza, e salvare il mondo, respingendo spargimento di sangue, distruzione, per dare spazio alla collaborazione, alla tutela della salute, alla diversità, al dialogo, al rispetto dei diritti e dei doveri, alla diplomazia, alla tutela dell’ambiente e della vita di tutti i popoli e di tutti noi.  

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