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La fiaba, l’altare e L’Ambasciata di Emmanuel Macron

Da piccolo mia nonna Franceschina Pascuzzi “du Maestro” (1915-2000), soprannominata così per essere stata allevata dal maestro di scuola elementare Antonio Sottile (1865-1935), precettore del podestà Rodolfo Cimino (1884-1934), ci leggeva le fiabe.

Quella che mi colpì di più fu quella di Cenerentola e della scarpetta che lasciò al ballo del principe. Fu grazie a quella scarpetta che il principe ritrovò Cenerentola.

Don Natale Colafati durante il suo lungo sacerdozio a Soveria e Mannelli (1966-1992) si accorse che l’altare di Cosimo Fanzago era privo del quarto chiodo prismatico di marmo rosa sotto il pianerottolo dell’altare stesso. E di questa cosa mi parlò.

Era intenzione del curato di Soveria e Mannelli trovare quel chiodo e di questo ci fece partecipi. Ma il quarto chiodo non venne mai fuori, né se ne trovò uno simile da applicare al suo posto.

Un mistero ancora insoluto dell’opera d’arte del grande Cosimo Fanzago.

A me viene una idea: che il pezzo mancante dell’altare possa trovarsi negli scantinanti del Louvre.

Vivant Denon (1747-1825)

Il direttore, Vivant Denon (1747-1825) probabilmente lo acquisì e catalogò nel 1806 per restituirlo nel 1815 alla chiesa di San Giovanni trattenendo il quarto chiodo. Questa è una mia ipotesi che spero di concretizzare presto andando al Louvre di Parigi.

È la stessa ambasciata di Francia in una lettera del 3 giugno 2026 a suggerirmi di fare questo passo.

Filippo Cardamone

Di seguito, la risposta dell’ambasciata francese:

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