Istituzioni pubbliche, associazioni, eccellenze imprenditoriali e ricercatori insieme per l’evento lancio del progetto “Turning Table” che attraverso un processo di innovazione e di partecipazione punta a pervenire alla costituzione del Contratto di Fiume del bacino dell’Amato che raggruppa ben 17 comuni. (La scheda completa è visionabile più in basso nell’articolo: Elenco dei comuni ambito geografico e idrografico del bacino del FIUME AMATO ).
E’ da precisare che il progetto esordisce in Calabria e parte dal territorio del bacino idrografico del fiume Amato, identificata come area strategica per la Calabria e per l’intero Mediterraneo, che sta sperimentando lo strumento Contratto di Fiume, come tattica per attuare un’efficace programmazione strategica negoziata per la riqualificazione ambientale e la rigenerazione socio-economica dei sistemi fluviali. (Nel box in fondo all’articolo una spiegazione sintetica ed esplicativa di Contratto di Fiume).
L’assessorato alla Pianificazione Territoriale e Urbanistica della Regione Calabria e l’UdLab del Dipartimento Diatic dell’Università della Calabria hanno lanciato, già lo scorso 10 maggio, l’evento “Turning Table Calabria”, mettendo a disposizione dei cittadini, nel cuore della cittadella regionale, uno spazio temporaneo di compartecipazione per sviluppare dal basso strategie e strumenti operativi necessari per guidare innovativi processi di sviluppo. L’assessore alla Pianificazione Territoriale e Urbanistica della Regione Calabria, Franco Rossi, la prof.ssa Paola Cannavò e il prof. Christian Iannone hanno avuto modo di presentare l’iniziativa “Turning Tables” nata nell’ambito della Biennale di Venezia e promossa dalla rete di laboratori internazionali Urban Lab+.
In tale contesto, è seguito un recente incontro convocato presso la Regione Calabria, finalizzato pricipalmente, come rimarcato, per ascoltare il punto di vista dei soggetti privati e portatori di interessi generali e diffusi.
La comunità del bacino idrografico del fiume Amato ha partecipato in maniera sensibile, aperta e plurale, mobilitando per l’incontro le intelligenze collettive intorno all’idea di sviluppo territoriale.
I partecipanti, coordinati dall’ing. Emilia Manfredi, hanno costruito la mappa degli attori locali e “disegnato” la mappa del territorio attraverso tre temi chiave: acqua come risorsa – acqua come habitat – acqua
Sono intervenuti: Antonio De Marco dirigente della Regione Calabria, Francesco Esposito presidente del GAL dei Due Mari, Raffaele Conte della Cooperativa “Malgrado Tutto”, gli assessori Cardamone e Gullo del
L’assessore Michele Cardamone del comune di Lamezia Terme ha sottolineato “il grande lavoro che è stato fatto per mettere insieme tutta la compagine istituzionale delle municipalità, con il risultato lusinghiero di aver raggiunto la totalità dei Comuni del bacino idrografico, all’interno del quale la città di Lamezia Terme ha un ruolo strategico, rispetto al quale lavorerà con impegno, mettendo a disposizione di tutto il partenariato le proprie competenze e professionalità. Ritengo, inoltre, che l’esperienza odierna rappresenti un importante incubatore progettuale, replicabile anche in altri contesti del nostro territorio”.
All’assessore Rossi è stato affidato il compito di trarre le conclusioni. “I risultati di questa giornata – ha avuto modo di evidenziare l’assessore – ci dicono che siamo sulla strada giusta. Non a caso perché oggi ancora una volta è andata in scena la Calabria migliore, quella che incoraggia nel perseguire azioni politiche moderne, quella che si confronta con le best practies a livello nazionale ed internazionale ed è in grado di intraprendere e portare a compimento percorsi di piena responsabilità comunitaria ed amministrativa. Un ringraziamento a tutti i partecipanti, all’Unical e alla LUISS per il lavoro svolto”.
[box type=”shadow” align=”” class=”” width=””]Il Contratto di Fiume
Un processo decisionale inclusivo in ambito idrografico: uno strumento per la governance delle risorse idriche.
I Contratti di Fiume, dal punto di vista formale, si possono definire come atti di impegno condiviso da parte di diversi soggetti pubblici e privati, a vario titolo interessati ai corsi d’acqua, per la riqualificazione ambientale e la rigenerazione socio-economica dei sistemi fluviali. Si tratta di un accordo tra le parti che matura e si formalizza nell’ambito di un processo decisionale di partecipazione attiva e negoziazione, grazie al quale viene individuato l’atto programmatico che compone e integra i diversi interessi presenti attorno ad un corso d’acqua, definendo responsabilità e strumenti attuativi per il governo e la gestione sostenibile del sistema fluviale. Lo stesso processo resta vivo dopo la sottoscrizione del Contratto di Fiume e costituisce il presupposto per la proficua attuazione delle decisioni condivise. Occorre sottolineare come il Contratto di Fiume non costituisca un nuovo atto di pianificazione o un nuovo livello decisionale, bensì riconduce verso un processo di governance fluviale le specifiche strategie e competenze dei soggetti coinvolti, nel rispetto delle specificità e delle autonomie, con un approccio flessibile, aggiornabile, intersettoriale e interscalare. Allo stesso tempo il Contratto di Fiume non deve intendersi come una mera intesa interistituzionale finalizzata a condividere obiettivi di governo fluviale, bensì (partendo comunque da una solida collaborazione tra gli attori coinvolti) come percorso decisionale che compone, attraverso un approccio partecipato e un programma operativo, gli interessi ambientali e socioeconomici di un sistema fluviale, dando attuabilità e attuazione alle disposizioni sovraordinate (territoriali e settoriali) attraverso l’integrazione delle conoscenze e delle istanze locali. In questo senso il Contratto di Fiume, oltre ad uno strumento di programmazione negoziata, deve intendersi come un processo continuo di governance basato su una conoscenza condivisa e una interazione sinergica tra stakeholder, teso, prima ancora che a condividere le decisioni, a condividere il modo di prendere le decisioni. [/box]
