di Domenico Lanciano, dalla rubrica: Lettere a Tito n. 261 (Fonte autorizzata: CostaJonicaWeb.it – news Sicilia e Calabria)
Caro Tito, innanzi tutto, ti esprimo la mia personale solidarietà per i commenti forse inopportuni che si sono scatenati sui “social” nei giorni scorsi riguardo il tuo film “Malaspina senza pietà”, accusato principalmente di aver scelto un tema sensibile come quello della violenza mafiosa. E “senza pietà” sono stati (mi pare) coloro i quali hanno riservato, a te e al film, espressioni che hanno rasentato la cattiveria allo stato puro.
In tale cascata di allegra compagnia in libera uscita, ho trovato pure inesattezze che vanno precisate. Sulla cattiveria non si può intervenire, poiché fa parte del carattere inestirpabile di talune persone, persino di quelle, onnivere, che si ritengono talmente acculturate da pontificare impunemente pure attraverso rubriche “commentarie” su tutto e su tutti. E guai a contraddire!
1 – IL DECORO E LA DIGNITA’ DELL’INDIGNAZIONE
2 – ANTROPOLOGIA E SOCIOLOGIA DI UNA GENERAZIONE SOCIAL
Caro Tito, antropologi e sociologi saprebbero molto meglio di me inquadrare e commentare ciò che un’intera “generazione social” nostrana ha prodotto in questi giorni a proposito del tuo film “Malaspina senza pietà”.
3 – COSA C’E’ DIETRO UN FILM AMATORIALE
Dal dire al fare c’è di mezzo il mare, anche per il pur forte desiderio di realizzare da sé un film. Diciamo subito che in Calabria è estremamente difficile, se non addirittura impossibile, che grossi finanziatori o le stesse istituzioni diano retta a chi sconosciuto e non regista professionista, ma solo amatoriale, tramite un film, ambisca a dare risalto alla propria gente e alla propria terra, sebbene utilizzando un titolo che può essere fuorviante o fare addirittura indignare (come, appunto, è accaduto recentemente sui social del nostro territorio). Ma la letteratura cinematografica è stracolma di tematiche simili a quelle che il tuo film Malaspina intende evidenziare e analizzare. Bisogna vedere come si affronta un tema così delicato e sensibile. Capisco la suscettibilità delle persone, ma non ne capisco l’insofferenza e persino la derisione.
Forse la Scuola avrebbe dovuto educarci meglio al nuovo linguaggio dei mezzi di comunicazione di massa! Ma, anche senza Scuola, ormai dovremmo capire da noi stessi che una fiction è una finzione e serve ad intrattenere un vasto pubblico con il suo racconto (cunticehyu), mostrare luoghi e personaggi e, meglio, far riflettere su valori e situazioni.
Finora, lo hai dichiarato tu stesso alla stampa, i tanti costi fin qui avuti sono stati, in gran parte, sostenuti da te personalmente. E comunque tu fai tutto ciò in modo assolutamente gratuito come coloro i quali partecipano alla realizzazione del film a qualsiasi titolo. Inoltre, all’associazione produttrice MaryWebEventry va tutta l’ammirazione e l’incoraggiamento possibile ed immaginabile, non soltanto per l’impegno economico ma pure per i parecchi significati sociali rappresentati da una simile impresa culturale.
4 – I TANTI SIGNIFICATI DI UNA IMPRESA DI BUON VOLONTARIATO SOCIALE
Anzi, nel corso delle riprese, parecchie altre persone hanno chiesto di poter avere una parte in questa impresa collettiva. Persino sindaci e professionisti sono stati lieti di apparire in scena. A parte quello di Guardavalle che si è auto-isolato in questa vicenda in modo pretestuoso anche se rispettabile, hanno concesso il loro patrocinio i sindaci di Soverato, Badolato, Santa Caterina dello Jonio, Placanica e Messina. Non possiamo escludere che, finché il film non sarà concluso, altri sindaci diano il loro assenso.
A parte le vicende di prevaricazione e di “mafia” che, in verità, ormai potrebbe essere localizzabile ovunque in una globalizzazione competitiva e violenta, il film Malaspina mostra le immagini e le bellezze del territorio … tanto che lo spettatore si chiederà come mai tra queste meraviglie possa esserci tanta malvagità. Che non è una domanda retorica, ma è un quesito storico, politico, economico che andrebbe approfondito, specialmente da chi voglia saperne di più. Quindi, da questo punto di vista, il film sprona le intelligenze ad approfondire il discorso e a darsi talune risposte, seppure a volte troppo scomode. Tanto scomode che dovrebbero o potrebbero porre lo spettatore davanti a scelte esistenziali inusuali e persino coraggiose.
Oppure mantenere taluni interrogativi sociali, necessari alla propria personale dignità ma anche alla dignità collettiva di appartenenza. Ma ci sarà chi farà finta di niente. Ormai la gente è assuefatta. Vuole stare comoda e spensierata. Ritiene di esserne esente. E se poi capita a qualcuno di noi, pazienza. La vita continua. Ormai la gente è quasi tutta inerte e, purtroppo, non ha nemmeno buoni leader!
Il contrasto alla violenza, specie se di origine mafiosa, appare debole e, spesso, viene demandata al singolo e al “si salvi chi può”. Ma, bisogna ammetterlo, la violenza ha poi anche e soprattutto origini strutturali ed antiche, specie nella nostra terra che ha subìto migrazioni da est come da ovest, da nord come da sud. E non tutti hanno portato rose e fiori, civiltà ed intelligenza, pace e prosperità.
5 – RAGIONARE SULL’ORIGINE DELLA VIOLENZA
Perché, ad esempio, le guerre civili, la violenza fratricida, quella familiare e sulle donne?… Il tuo film Malaspina ne pone il problema con sequenze drammatiche. Così come è necessario chiedersi il perché di tanta disoccupazione che espone, specialmente i giovani, al reclutamento di mafia e malavita. Perché la Calabria resta sempre più ai margini dell’Europa? … Perché i tanti fondi europei non spesi? … Perché l’emigrazione e perché, in particolare, quella sanitaria?… Perché troppi perché e proprio da noi?…
I perché sono davvero tanti che coloro che hanno “scherzato” sui social forse dovrebbero ripensarci un pochettino di essersi prestati a fare una inopportuna baraonda … se solo avessero pensato a te che avresti potuto dedicare più tempo alla famiglia (in particolare al tuo nipotino) e agli svaghi, mentre invece ti sei preso la briga ed il pensiero di dedicare mesi e anni della tua vita ad un’opera già incompresa e addirittura vilipesa senza essere nemmeno vista e, quindi, senza alcuna consapevolezza del suo immenso valore. Questo sì, addirittura già prima di essere proiettato il film!… Ti sembra normale, giudicare unicamente da un titolo?… Ma siamo proprio così tanto autolesionisti?…
6 – IN CALABRIA CHI STA FACENDO UNA SIMILE IMPRESA CULTURALE?
Infatti, chi ha inveito o burlato il tuo film (prevalentemente, ripeto, a motivo del titolo e del tema e, rimarco, senza averlo ancora visto) non si è posto alcune domande come, ad esempio: “In Calabria, in questo momento, chi sta affrontando, a proprie spese, simili discorsi?” oppure “Perché un uomo mite e semplice come Tito Agazio Lanciano, che vive onestamente del suo lavoro, che è appena diventato nonno, sta facendo tanta fatica, anche economica, per girare un film di oltre un’ora e mezza?” …
Che valore ha una libera impresa socio-economico-culturale in una realtà come quella calabrese dove è già troppo difficile agire in qualsiasi settore?… Che senso ha investire la propria persona, i propri soldi in un Progetto simile?… Eppure, tante persone ci hanno creduto e parecchie altre ci hanno messo pure la faccia (come si suole dire).
Certo, sarebbe stato meglio se avessero aderito più persone al finanziamento collettivo (“crowdfunding”) … ma, piano piano, seppure con maggiori sforzi, il film uscirà. Ormai è una questione di principio e di dignità personale e collettiva di chi ha preso l’impegno per portarlo a conclusione. E spero possa poi essere proiettato nelle piazze, nelle sale cinematografiche e teatrali, nelle scuole, nelle parrocchie, nelle associazioni, nelle rassegne, nei festival e nei concorsi cinematografici. Ovunque possibile!
7– E’ UN LUNGOMETRAGGIO SENZA ALCUN CONTRIBUTO DI ENTI PUBBLICI
E’ stato, inoltre, scritto che tale film ha avuto contributi da parte di enti pubblici. Non è assolutamente vero! Perciò, precisiamo che dagli enti pubblici interpellati (tipo alcuni Comuni) il film ha avuto unicamente il semplice “patrocinio” teorico che non implica obbligatoriamente aiuti economici in denaro. Infatti, le Amministrazioni Comunali che appariranno sullo schermo hanno concesso unicamente un patrocinio che potremmo definire “morale” – “culturale” – “solidale”. Nulla di più e nulla di meno. E’ una specie di “crowdfunding etico” che è importante, spesso e in questo caso, ancora di più del patrocinio economico.
8 – LA QUALITA’ DEL FILM MALASPINA
Caro Tito, ti ho visto spesso mostrarti lieto (fino allo stupore) di come sta venendo il film. La qualità tecnica, il recitato, la bravura e l’impegno degli attori, le scene e persino il trucco aiutano ad avvicinare il tutto ad un’opera professionale, benché tu sia alla prima esperienza di regista ed autore anche del testo e della sceneggiatura. Sarà comunque un lavoro autentico che gli spettatori sapranno apprezzare molto.
Sono sicuro che il “tuo-nostro” film verrà apprezzato soprattutto all’estero, dove la sensibilità su talune tecniche e tematiche è più accentuata. Sono fiducioso che si ricrederanno persino coloro i quali giorni fa, sui social, si sono dimostrati perplessi o ipercritici, addirittura troppo ironici al limite della derisione.
9 – SCUOLE, RASSEGNE, FESTIVAL E CONCORSI CINEMATOGRAFICI
Ovviamente, il cineforum può essere realizzato nelle associazioni di ogni tipo (ad esempio, proloco, centri culturali, università della terza età, gruppi sportivi, sedi ricreative e di qualsiasi categoria), ma anche nelle parrocchie. Sarebbe assai significativo che tale opera sia vista pure nelle scuole degli allievi Carabinieri e Polizia di Stato, ma anche nelle caserme dell’Esercito, della Marina e dell’Aviazione. Insomma, nelle e dentro le Istituzioni.
In terzo luogo, speriamo che tale lungometraggio venga presentato in apposite rassegne, festival e concorsi cinematografici … da quelli di periferia a quelli internazionali, poiché l’importante è che il messaggio sia diffuso nel modo più esteso e qualificato possibile. E nel messaggio del film ci sono pure la bellezza e le amenità dei nostri luoghi jonici (naturalistici, storici, architettonici, aggregativi, ecc.). Quante volte, vedendo un film ci nasce il desiderio di visitare i luoghi dove è stato girato?!… I film servono pure a questo. Sono elementi multimediali di grande progresso collettivo. E restano nel tempo anche dopo la nostra morte! Cosa non da poco, oggi come oggi.
10 – MALE CHE VADA E’ TUTTA PUBBLICITA’
Caro Tito, ricordi come e quanto nelle mie lettere abbia fatto riferimento alla “compensazione”?… Quindi, non preoccupiamoci più di tanto di qualche malevole lingua calabra sul tuo film e sulla tua significativa impresa socio-culturale! Non tutto il male viene per nuocere.
Quindi, ringraziamo gli abitudinari e i frequentatori dei social, in particolare coloro i quali sono stati generosi nei “pro” e nei “contro”. Pure loro contribuiranno al successo del “tuo-nostro” film. Come vedi, il tuo film resta, ancora e sempre, una realizzazione collettiva, anche e persino con l’aiuto dei social.
Anche per questo Soverato meriterebbe di avere la prima proiezione assoluta del film. Infatti, pure io penso che presentarlo, in anteprima, nella Perla dello Jonio possa portare fortuna.
11– SALUTISSIMI
Ed è con questo buon augurio che ti saluto, sperando di poter applaudire presto, e molto calorosamente, non soltanto il film ma anche la tua dedizione e i tuoi sacrifici, nonché la passione e la bravura di tutti coloro che hanno preso parte a quest’Opera collettiva di cui non soltanto la Calabria e l’Italia intera possa andare orgogliosa e fiera, ma tutto l’universo-mondo che lavora e lotta per la non-violenza e la pace!
di Domenico Lanciano
[Pubblicato su autorizzazione dell’autore e tratto da CostaJonicaWeb.it, Quotidiano on line per Calabria e Sicilia – Editrice “Associazione MaryWebEventy” – Messina] – Le foto sono quelle di scena del film e una presa dal web.
